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Salto ad ostacoli

Se il binomio classico è quello fra cavallo e cavaliere, il binomio storico è - senza dubbio - quello fra il cavallo (che si chiamasse Posillipo, Merano o Fiorello) e Raimondo D'Inzeo, medaglia d'oro nel concorso individuale alle Olimpiadi di Roma, due volte campione del mondo di salto.
MedagliereL'intramontabile Raimondo, otto volte olimpionico, un record difficilmente uguagliabile, centinaia di volte sul podio nella sua impeccabile uniforme di ufficiale dell'Arma.
Il più popolare fra i cavalieri di tutti i tempi, il più amato e ammirato in ogni angolo del mondo. Il più forte, il più longevo. Una leggenda quando ancora si confrontava nei concorsi ippici con i Pessoa o i Winkler, o con il fratello Piero. Una leggenda oggi che l'età non gli permette più di gareggiare, ma gli consente ancora di montare nel Centro Ippico nella caserma di Tor di Quinto, a Roma. Del Centro Ippico fu proprio lui il primo comandante.

Raimondo D'Inzeo (nel disegno di Walter Molino) è una leggenda vivente dello sport italiano e dll'Arma dei Carabinieri.Viene in mente uno sfogo del giovane Holden (protagonista del romanzo di J.D. Salinger, libro cult delle ultime tre generazioni) che si scaglia contro la mania dei suoi coetanei (siamo agli inizi degli anni Cinquanta) per le automobili: «Guardate la maggior parte della gente, impazziscono per le macchine.
E se si comprano una macchina nuova già cominciano a pensare di "darla dentro" per una ancor più nuova. A me non piacciono neanche le macchine vecchie. Non mi interessano. Preferirei un dannato cavallo. Un cavallo per lo meno è umano
». Lorenzo Toscano, oro a squadre nei Mondiali Militari disputati a Roma nel 1995.Certo: un cavallo è umano. E ogni vittoria, in una gara di equitazione, il cavaliere dovrebbe dividerla idealmente con il suo destriero. Cosa che - in genere - accade. Quanto sia nobile il cavallo lo si desume dalla qualità di chi lo monta, che è - per definizione - cavaliere. E cavaliere vuol dire nobile d'animo, gentiluomo, cortese e raffinato. I principali ordini di merito son cavallereschi, e chi si guadagna crediti nella comunità (persino in tempi repubblicani) ottiene il titolo di cavaliere al merito, di cavaliere del lavoro o di cavaliere di gran croce.

Fu nel 1959, alla vigilia delle Olimpiadi romane, che venne costituita una sezione sportiva in seno al Reggimento Carabinieri a cavallo, dove si formò un nucleo di atleti per l'addestramento dei cavalli destinati alle competizioni di pentathlon moderno. Successivamente fu istituito il Centro Ippico per la preparazione di cavalieri che rappresentassero i colori dell'Arma e dell'Italia nelle diverse specialità, quali il salto ad ostacoli, il completo e il polo. Enrico Maria Frana ai Mondiali Militari del 2000 ha vinto la medaglia di bronzo nell'individuale e l'oro a squadra.Fino ad allora i cavalieri dell'Arma erano stati autodidatti: lo stesso Raimondo D'Inzeo (all'epoca tenente) si allenava per conto proprio in vista delle principali competizioni nazionali e internazionali. E come lui facevano i fratelli Salvatore e Antonio Oppes, Giancarlo Gutierrez, Leonardo Bovetti, Sergio Giannone, Giorgio Fassone, Giuseppe Pagotto, Luigi Pertusi.
Dopo il 1960 e la nascita del Centro ippico, emersero altri atleti di valore internazionale, che hanno dato lustro per molti anni alla Sezione: Dino Costantini, Norberto Capozzella, Tullio Todini, Alessandro De Lorenzo, Renato Scuzzarello, Claudio Bodio, Luigi Zannoni, Andrea Dessì, Giovanni Fabi, Michele Costantini, Giuseppe Calaresu, Giuseppe Corno, Paolo Del Favero, Fortunato Pignalosa, Roberto Carraro, Gianluca Favale, Alessandro Iasson.

I componenti della squadra dei Carabinieri che vinse la Coppa del Re, nel Concorso Ippico di Milano del 1930.L'equitazione è pane quotidiano per i Carabinieri. E questo spiega perché il Centro Ippico ha una duplice vocazione. Oltre a curare l'allenamento degli atleti, assicura l'addestramento del personale di ogni grado destinato all'Arma a cavallo. Il programma consta di due fasi: l'istruzione di base per ispettori, sovrintendenti e carabinieri, che tende a formare l'assetto e ad abilitare l'allievo al lavoro alle tre andature (passo, trotto e galoppo); l'istruzione avanzata per coloro che superano la prima fase, per gli allievi ufficiali dell'Accademia Militare di Modena e per quelli nuovi giunti in forza al Reggimento, che fa capo alla 1a Brigata della Divisione unità mobili inquadrata nel Comando unità mobili e specializzate Carabinieri "Palidoro". Poi c'è la sezione perfezionamento che completa la formazione tecnica del cavaliere per avviarlo all'agonismo, e seleziona i puledri da acquistare per le esigenze di tutto il Reggimento. La sezione provvede anche alla doma e all'addestramento di base dei puledri acquistati.
I cavalli vengono scelti in ragione sia dell'esigenza agonistica che di quella istituzionale. Tra le razze più diffuse prevalgono la irlandese e la lipizzana, che offrono garanzie di resistenza e longevità. Nel Centro ci sono due maneggi scoperti e due coperti.

Giancarlo Gutierrez, cavaliere polivalente, un miracolo di longevità.Il medagliere di Raimondo D'Inzeo è impressionante. Al punto da oscurare quello di altri cavalieri che meriterebbero comunque il titolo di fuoriclasse. Il colonnello Giancarlo Gutierrez, per esempio. Olimpionico a Stoccolma (i Giochi si svolsero a Melbourne, ma l'equitazione funse da prologo, nella capitale svedese) nel completo, dove si classificò settimo nell'individuale e quinto nello squadre, è stato un cavaliere polivalente ed ha sommato numerose vittorie e piazzamenti nei concorsi ippici internazionali sia nel completo che nelle gare a ostacoli. Ha partecipato a 268 concorsi nazionali, ottenendo 233 primi posti.
Il capitano Salvatore Oppes conquistò la medaglia d'argento a squadre alle Olimpiadi del 1956 (con Raimondo e Piero D'Inzeo). Vinse diversi Gran Premi delle Nazioni negli anni Cinquanta, quasi sempre in sella a Pagoro. Il fratello, Antonio Oppes, fu bronzo a squadre alle Olimpiadi di Roma (con Raimondo e Piero D'Inzeo) e ottenne numerosi successi nei Gran Premi delle Nazioni e nelle gare individuali dei concorsi ippici.
Leonardo Bovetti fu il primo sottufficiale ammesso a partecipare a concorsi internazionali. Fra il 1951 e il 1959 prese parte a numerosi concorsi ippici internazionali.

Giuseppe Rolli, campione Italiano Young Rider nel 1997.Le glorie del passato costituiscono uno sprone per i giovani cavalieri. E il vivaio del Centro ippico di Tor di Quinto (di cui è responsabile il tenente colonnello Giorgio Dino Guida), affidato al luogotenente Giorgio Devigili, è pieno di campioni che garantiscono importanti successi nelle competizioni internazionali. All'atto della sua ricostituzione, nel 1993, il Centro formava soltanto gli atleti del completo, ma dall'anno successivo è ripreso l'addestramento dei cavalieri del salto ad ostacoli. Atleti dell'Arma hanno fatto parte delle squadre che hanno vinto negli ultimi anni le Coppe delle Nazioni ai Concorsi di Zagabria (in Croazia), Washington (USA), La Baule (Francia), Aachen (Germania), Toronto (Canada), Bratislava (Slovenia), Budapest (Ungheria), Chernyakouosk (Russia), Helsinki (Finlandia), Drammen (Norvegia), Atene (Grecia), Linz (Austria), Podebrady (Cekia).
Enrico Maria Frana ha vinto l'oro a squadre nei Campionati Mondiali Militari svoltisi a Roma nel 2000 (dove si è classificato terzo nell'individuale). Massimo Grossato ha vinto i Campionati Italiani Militari nel 1996. Lorenzo Toscano è stato oro a squadre nei Mondiali Militari di Roma nel 1995. Giuseppe Rolli ha vinto i campionati italiani Young Rider nel 1997, 1998 e 1999. Bruno Chimirri si è classificato secondo a squadre e terzo individuale ai Mondiali Militari del 1998 (in Libano). Alessandro Iasson si è classificato secondo a squadre ai Mondiali Militari del 1996 (in Siria) ed ha vinto la Coppa delle Nazioni del 1997 (in Russia).