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Giorgio Capitani

Il carabiniere non è soltanto un tutore dell'ordine, è molto di più. E' un confessore, un grande padre della collettività, un confidente, un tutore della morale. Un carabiniere è garanzia di sicurezza.

Giorgio Capitani

Com'è stato dirigere una fiction come Il Maresciallo Rocca?
«Molto interessante. Il personaggio è prima di tutto un uomo, con le sue forze e le sue debolezze, come tutti gli uomini di questa terra. In più ha a che fare con una donna, la Sandrelli, che si potrebbe definire come la quintessenza della femminilità. La donna che tutti vorrebbero accanto e che molti non hanno».

Quindi è un maresciallo dal volto umano...
«Sì, molto umano. E' questa una caratteristica comune alla maggior parte degli uomini dell'Arma. Per la figura di Rocca sono andato a pescare soprattutto dentro il loro privato, che è interessante perché essi riescono a viverlo come il lavoro, ovvero semplicemente, alla mano".

La semplicità. La capacità di comunicare, quindi?
«Sì, credo che sia una delle caratteristiche che maggiormente mi ha colpito nei carabinieri e spero di essere riuscito a raccontarla bene. Non puoi essere un carabiniere se non sai parlare alla gente, se non sai comunicare con chi ha bisogno di te».

Una grande differenza con molte altre figure delle forze dell'ordine che possiamo trovare in altre parti del mondo.
«Certamente, se c'è una categoria della quale ci invidiano l'umanità e insieme la forza d'animo questa è quella dei Carabinieri. Vede, l'Arma non è solo una forza al servizio dei cittadini, l'Arma è un vero simbolo. Basta chiederlo a tutti quelli che si rivolgono ai Carabinieri con la fiducia con cui si rivolgerebbero ad un parente caro. Un simbolo, la stessa uniforme è una garanzia di pulizia morale».

E' anche per questo che il maresciallo Rocca si è conquistato un posto d'onore nelle tv e negli animi degli italiani, vero?
«Sì, credo di sì. Rocca è prima di tutto "uno di loro", un qualcuno con cui la gente si identifica, si confronta. Non si vede come un personaggio televisivo inavvicinabile. Ma come molto di più. Rocca è un uomo, con i guai degli uomini, solo che per lavoro si trova a risolvere i problemi degli altri. In questo è bravissimo perché, per farlo, guarda ai suoi problemi, che poi sono quelli di tutti i giorni. La casa, i figli, la donna del cuore».

Dalla parte della gente. Ma lei crede che sia facile per i Carabinieri?
«No. E' uno sforzo che i ragazzi dell'Arma fanno ogni giorno per essere sempre dalla parte giusta. Con tutte le difficoltà che affrontano, compreso il pericolo della stessa vita. Ma quello che li distingue è che i carabinieri prendono tutto con una straordinaria bonarietà. Che gli deriva dalla consapevolezza di essere parte integrante del paese».

Renato Minore