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Ma non c'è aspetto della storia e della vita nazionale ove i militari dell'Arma non abbiano lasciato un segno della loro presenza. Di essa troviamo tracce nella nostra Elide Melli e Carlo Cartier in Doris - Una diva  del regime Regia di Alfredo Giannetti 1992letteratura, alla quale si è ispirato il piccolo schermo, rievocando aspetti drammatici e significativi della nostra vita nazionale. Agli anni seguiti all'unificazione del Paese, ai torbidi scoppiati subito dopo la fine del Regno dei Borboni è ispirato, per esempio, L' eredità della priora di Carlo Alianello, una storia vista, per una volta, dalla parte degli sconfitti. La riduzione e la regìa televisiva di Anton Giulio Majano ridanno vita a quel calderone fra fedeltà legittimista e brigantaggio seguito alla fine del Reame di Napoli, e al ruolo dei militari chiamati, per fedeltà dinastica a Casa Savoia, a dare il loro contributo all'inserimento delle nuove popolazioni nello stato italiano unitario.

Ne Il diavolo al Pontelungo, dal romanzo di Riccardo Bacchelli, lo sguardo si sposta al nord, nelle campagne delle regioni rivierasche del Po, teatro di un altro difficile processo, quello dell'inserimento nella storia unitaria delle plebi rurali che si affacciano come protagoniste del nuovo secolo.
La figura del carabiniere, con la sua umanità, l'istintiva e istituzionale temperanza recata nelle vicende storiche più drammatiche segna i decenni difficili della dittatura, con la repressione delle idee di libertà che ogni regime autoritario porta con sé. Nelle famiglie italiane, nel clima di quegli anni, si guarda al carabiniere come a un tutore dell'ordine che porta, sul bavero della giacca, le stellette del militare, a richiamare l'obbedienza allo Stato e alla Dinastia, prima che al Regime al potere.

A Carlo Lizzani sono affidate le riduzioni televisive di Un'isola di Giorgio Amendola, del 1986, la storia di una vita al confino di Ventotene, ma anche la vicenda di un uomo, di un intellettuale chiamato a fare le sue scelte in una condizione che qualche volta Gigi Proietti è Il Maresciallo Rocca Regia di Giorgio Capitani e Ludovico Gasparini 1996.è di solitudine. Sempre a Lizzani era stata affidata, tre anni prima, la regìa di Fontamara, dal romanzo di Ignazio Silone, mentre a Francesco Rosi nel 1979 era toccato portare sul piccolo schermo la storia del confino in un paesino della Lucania di Carlo Levi, raccontata in uno dei libri più celebri di questo periodo, Cristo si è fermato a Eboli. In tutte queste vicende la presenza del militare dell'Arma è quella di uno Stato presente con aspetti che sono i più longanimi che il momento storico consenta.

Più vicina alla nostra storia, e parte della cosiddetta Prima Repubblica, è il Viaggio nel terrore con Gabriele Ferzetti, la storia del sequestro, ad opera di un commando di terroristi palestinesi nell'autunno 1985, della nave-crociera italiana "Achille Lauro" . L'episodio è ricostruito, nella versione televisiva, nei suoi aspetti più drammatici. Fra le più belle, la scena che vede fronteggiarsi con le armi in pugno un reparto di marines americani e uno di carabinieri, chiamati ad impedire ai militari di impossessarsi di un gruppo di terroristi custoditi dagli italiani nella base aerea di Sigonella.