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La forza dell'etica nell'azione di
comando è il titolo del saggio di apertura di questo nuovo
fascicolo ed è indubbiamente un tema che suscita spunti di
riflessione. L'etica, secondo un'accezione comune codificata sia
nel linguaggio corrente sia in ambito epistemologico, è l'indagine
speculativa intorno al comportamento pratico dell'uomo di fronte ai
due concetti antitetici del bene e del male. La forza dell'etica, o
potremmo dire - con maggiore precisione semantica - l'efficacia
dell'etica prescrittiva, é la sua capacità concreta di fornire
indicazioni vincolanti per il comportamento umano. La regola etica
non è meno forte dell'imperativo giuridico, che può fondare la sua
osservanza sulla forza coattiva, poiché in modo straordinario
riesce - talvolta - ad essere più cogente dello stesso diritto
assumendo la forma di un imperativo categorico. Si tratta -
ovviamente - di una forza tutta interiore e per tale motivo molto
più persuasiva e coinvolgente. Nessuno come il grande filosofo Kant
ha saputo cogliere questo importante aspetto della natura umana nel
momento in cui ha affermato che "la ragion pura è di per se stessa
pratica e dà all'uomo una legge universale, che noi chiamiamo legge
morale". Una tale legge non è solo frutto di esperienza, ma è
qualcosa di connaturato in noi stessi e che, come tutte le cose
innate, va costantemente coltivata ed apprezzata. Supportare
l'azione di comando con la forza dell'etica è quanto di più saggio
e di più utile possa orientare chi é spesso chiamato a decidere per
gli altri ed al quale anche richiesto di rispondere del
comportamento altrui. Va anche rilevata la grande differenza tra
azione di comando e la gestione delle risorse, siano esse umane,
materiali o finanziarie. Non è possibile assimilare la gestione
delle risorse umane, la cosiddetta gestione del personale, con
l'azione di comando che pur si rivolge a singole persone o ad
interi gruppi. La gestione "amministrativa" o di tipo "aziendale"
del personale persegue é vero finalità di economicità, efficienza
ed efficacia, rintracciabili nella stessa azione di comando, ma
quest'ultima ha un quid in più, mira a qualcosa di ulteriore e di
più alto. Si tratta di amalgamare uomini, di sostenerli
materialmente, moralmente e spiritualmente, di guidarli nelle
attività più impegnative, di condividerne anche il rischio
quotidiano di mettere in pericolo la propria vita. Il comandante
non solo deve guardare al risultato concreto e conseguire gli
obiettivi assegnati, ma deve saper parlare al cuore e alla mente di
coloro che comanda. L'azione di comando ha già in sé qualcosa di
intrinsecamente etico. Discende naturalmente dal rapporto
gerarchico, ma è principalmente espressione di autorità, nel senso
pieno della parola, come esercizio di un potere formale scevro da
qualsiasi atteggiamento arbitrario, che non scade
nell'autoritarismo, ma che si alimenta continuamente
dell'autorevolezza di chi lo detiene. A ben guardare, allora,
l'azione di comando è manifestazione di una peculiare
professionalità, ma non può essere considerata esclusivamente
l'esercizio di una professione. Con altro termine, da utilizzare
con prudenza stante il suo recente abuso, si potrebbe definire una
missione, cioè una funzione alla quale si annette una notevole
importanza sul piano morale e sociale. Una missione intrisa di
disciplina, di onore, di tradizione; tutti valori che fondano
un'identità specifica e irrinunciabile: quella militare senza altre
aggettivazioni. Non si tratta di abbandonarsi alla nostalgia o di
coltivare visioni romantiche, ma di avere ben chiaro il quadro di
riferimento etico al di fuori del quale tutto perde senso.
Ben vengano, allora, riflessioni e considerazioni sulla forza
dell'etica nell'azione di comando, anche in un quadro di
aggiornamento professionale e di preparazione specifica, perché
esse investono - comunque - la globalità della formazione, alla
quale deve mirare un'Istituzione che affida ai suoi componenti una
missione tanto delicata. Parlare di etica e della sua forza,
significa anche educare alla responsabilità, al coraggio e al
dovere, valori che incarnano nella sua più intima essenza l'etica
del comando. Formare dei comandanti è un obiettivo tra i più
difficili e complessi, ma è la sfida che un'organizzazione militare
deve accettare e condurre ogni giorno, è - sicuramente - il più
bello e coinvolgente impegno che possa essere
affrontato.
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