Signor Presidente del Consiglio, Autorità, gentili signore
e signori.
È per me un grande onore ed un ambito privilegio, avendo assunto da
pochi mesi il comando della Scuola Ufficiali Carabinieri, dare a
tutti loro il più sentito benvenuto, certo di interpretare anche i
sentimenti del quadro permanente e degli ufficiali
frequentatori.
La presenza del Signor Presidente del Consiglio, del Signor
Presidente emerito della Repubblica Senatore Francesco Cossiga e
dei Signori Ministri della Difesa e dell'Interno, unitamente a
quella del Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa e del Signor
Comandante Generale, è un segno di riconoscimento e di stimolo per
le attività che questo Istituto pone quotidianamente in
essere.
L'inaugurazione di un anno accademico è un momento solenne, di
riflessione sull'attività addestrativa svolta e di presentazione
delle linee guida che ne animeranno lo sviluppo futuro.
è l'occasione nella quale si rinnova il corale impegno al
perseguimento della nostra missione, a cui contribuiscono in
maniera determinante i nostri docenti ai quali rivolgo un
particolare saluto e rinnovo la mia fiducia e la mia stima.
La Scuola è deputata a conferire agli ufficiali la preparazione
militare, professionale e culturale per assolvere le funzioni
direttive e dirigenziali connesse con l'attività istituzionale. Ne
deriva il compito principale che ci è stato affidato: quello di
preparare al servizio del Paese Comandanti eticamente e
professionalmente al passo non solo con l'evoluzione
dell'ordinamento giuridico, ma soprattutto con le istanze della
società, che da tempo guarda anche verso tematiche umanitarie e di
pace a più ampio respiro.
La Scuola, alla ricerca costante di programmi didattici che
garantiscano una preparazione culturale e tecnico-professionale
vasta e qualificata, svolge attività di ricerca, studio ed
elaborazione documentale, anche su indirizzo del Comando delle
Scuole e sulla base dell'evoluzione ordinativa e dottrinale
dell'Istituzione.
I nostri ufficiali, nei futuri incarichi, saranno sicuramente
chiamati a dimostrare le loro capacità in diversi scenari,
nazionali ed internazionali, affrontando le moderne sfide nel solco
di una tradizione militare che fa dell'Arma dei Carabinieri
un'icona di sicurezza non solo per i cittadini italiani, ma anche
per quei popoli lontani che hanno imparato a conoscerla ed amarla.
Ne discende l'obiettivo di un costante ammodernamento ed
aggiornamento della pianificazione dell'attività didattica.
L'anno accademico che sta per essere inaugurato sarà caratterizzato
da:
- varie esercitazioni di tecniche di intervento operativo per
accrescere le conoscenze pratiche delle modalità d'azione in tutte
le situazioni di emergenza;
- un modulo dedicato alle tecniche della comunicazione per
migliorare la gestione del comando e le relazioni con il mondo
esterno;
- un ciclo di conferenze su tematiche professionali e di cultura
generale tenute da personalità di spicco nei vari campi del
sapere.
I Corsi di Formazione attualmente presenti alla Scuola sono di
quattro tipologie:
- il Corso di Applicazione per i sottotenenti che, dopo il biennio
all'Accademia Militare di Modena, frequentano qui un triennio per
acquisire le capacità professionali necessarie per ricoprire i
primi incarichi di comando e conseguire la laurea in
giurisprudenza;
- il Corso Applicativo, della durata di un anno accademico, per gli
ufficiali del Ruolo Speciale provenienti dalla ferma prefissata e
dai marescialli, allo scopo di affinare la preparazione
tecnico-professionale e sviluppare alcune materie universitarie
d'interesse;
- il Corso Formativo, della durata di un anno accademico,
frequentato - con il grado di Tenente - da ufficiali del Ruolo
Tecnico-Logistico, che, laureati in discipline scientifiche,
dovranno fornire il necessario apporto tecnico-scientifico alla
componente operativa dell'Arma;
- il Corso Tecnico Professionale per ufficiali in ferma prefissata,
della durata di circa cinque mesi, riservato a coloro che intendono
svolgere nell'Arma un servizio temporaneo di 30 mesi.
Accanto alla formazione di base, l'Istituto è impegnato in un
processo ininterrotto di "formazione permanente" e di
approfondimento delle tematiche emergenti che accompagnano la vita
dell'ufficiale in tutto lo sviluppo della carriera.
Basti ricordare il seminario per Ufficiali Generali che si
apprestano a ricoprire alte responsabilità sul territorio o il
corso d'Istituto per capitani prossimi al conseguimento del grado
di maggiore, che abilita alle funzioni più complesse previste per
gli ufficiali superiori.
Nel quadro dell'accordo F.I.E.P., associazione tra Forze di Polizia
a status militare, sono intensi i contatti con gli istituti di
formazione paritetici per sensibilizzare gli allievi alla
dimensione internazionale dell'attività professionale, soprattutto
in ambito Unione Europea.
Al riguardo, è data particolare rilevanza alla formazione
linguistica con criteri didattici più avanzati, che prevede
l'accertamento NATO presso il Centro Lingue Estere dell'Arma dei
Carabinieri.
Su direttiva dello Stato Maggiore della Difesa, molti corsi sono
aperti anche a frequentatori stranieri. Attualmente la Scuola
ospita sei ufficiali albanesi, tre ufficiali afgani, un ufficiale
turco ed un ufficiale nigerino, ai quali rinnovo il mio personale
apprezzamento per l'assiduo impegno, la serietà d'intenti ed il
rapido inserimento avvenuto nella vita dell'Istituto.
Mi sia consentito di rivolgermi ora a tutti gli ufficiali
frequentatori.
Giovani ufficiali, vi esorto a vivere con passione, con stile e
costanza questa esperienza formativa che, oltre all'affinamento
professionale, mira soprattutto a sviluppare la coscienza di essere
Carabiniere per rispondere alle legittime aspettative dei cittadini
che vedono nell'Arma un baluardo di ordine e sicurezza da circa 200
anni.
Ricordate che quello che vivete alla Scuola è un periodo essenziale
per il vostro futuro nell'Arma perchè "L'ufficiale deve possedere
le conoscenze teoriche e avere padronanza delle attività pratiche,
ma anche e - soprattutto - deve essere un Comandante di uomini, un
esempio intransigente di difensore dell'ordine e della legge
affrontando con saggezza e fermezza le responsabilità e le sfide
che incontrerà lungo il percorso professionale", in armonia con
l'asserto "l'uomo è ciò che è, non ciò che ha".
Conosco il forte entusiasmo che vi anima ed orgoglioso di essere il
vostro comandante, formulo l'augurio di buon lavoro.
Ringrazio le autorità e tutti i convenuti per la cortese
attenzione.
Prolusione del Comandante Generale
dell'Arma
L'inaugurazione dell'Anno Accademico rappresenta, da
sempre, l'occasione per tracciare il consuntivo delle attività
realizzate ed esporre gli obiettivi che l'Arma intende
perseguire nel quadro programmatico istituzionale del
Paese.
La circostanza, in se stessa densa di significato, assume per me un
particolare rilievo, poiché ho il privilegio di prendervi parte,
per la prima volta, come Comandante Generale.
Mi sia concesso, pertanto, rivolgermi ai Comandanti generali che mi
hanno preceduto. Alla loro lungimirante azione mi ricongiungo
idealmente, conscio delle responsabilità che essi hanno sostenuto
nel tempo e che ora mi sono affidate.
La tutela dell'ordine e della legalità è, oggi più che mai, segnata
dalla diversità e dalla fluidità delle minacce: dalla criminalità
diffusa e locale a quella organizzata e transnazionale,
dall'eversione interna al terrorismo internazionale.
Si tratta di un mosaico di indubbia complessità che richiama la
continuità tra due ambiti di intervento - difesa esterna e
sicurezza interna - che trovano nell'agire concreto sempre maggiori
punti di congiunzione.
Questo principio di necessaria coesione è proprio dell'Arma, la
quale è in grado di offrire un contributo importante all'intero
sistema quale "forza militare di polizia a competenza generale e in
servizio permanente di pubblica sicurezza".
La difesa si avvale delle competenze che fanno parte, da sempre,
del patrimonio professionale del carabiniere, in quanto operatore
di polizia, e gli consentono di apportare un originale contributo
alle operazioni di pace.
Per altro verso, il sistema della sicurezza pubblica si avvantaggia
della militarità dell'Istituzione, che garantisce la tenuta della
capillare struttura presidiaria.
In tale quadro, l'Arma è dinamicamente protesa ad accrescere la
propria efficienza complessiva, coniugando l'attenzione alle
proprie tradizioni, espressione dei valori più autentici della
Nazione, con le esigenze di innovazione, obiettivo strategico
prioritario di ogni moderna Istituzione.
Nell'ambito della Difesa, l'Arma mira a sviluppare una sempre
maggiore integrazione negli organismi decisionali interforze e
multinazionali ed a potenziare le proprie capacità quale componente
specialistica dello strumento militare, attraverso i modelli
dell'M.S.U. (Multinational Specialized Units) e dell'I.P.U.
(Integrated Police Units).
A livello nazionale, all'impegno di risorse umane per il
funzionamento delle strutture di vertice interforze, si unisce il
costante miglioramento dell'efficienza complessiva delle unità
mobili, rendendo la componente dedicata all'assolvimento dei
compiti militari sempre più funzionale alla condotta delle
operazioni all'estero e i Battaglioni ancor più efficaci negli
interventi a tutela dell'ordine pubblico e a supporto dell'Arma
territoriale.
In ambito internazionale, l'Arma è presente presso le principali
Organizzazioni - dalle Nazioni Unite, all'Alleanza atlantica,
all'Unione europea - partecipando ai processi di pianificazione
delle missioni e allo sviluppo della dottrina di riferimento per la
condotta delle operazioni.
Sul piano delle attività, è noto l'impegno profuso nei Balcani e in
Medio Oriente dove, oltre alla consolidata presenza di contingenti
dei Carabinieri, Ufficiali generali dell'Arma hanno la
responsabilità delle missioni europee di polizia.
In Iraq e in Afghanistan è in via di definizione il contributo per
l'addestramento delle locali forze di sicurezza, nell'ambito dei
programmi avviati, rispettivamente, dalla N.A.T.O. e dall'Unione
europea, per favorire la stabilizzazione di quei Paesi.
Il richiamo a tali importanti attività mi offre l'occasione per
rivolgere un fervido saluto a tutti i 1.146 Carabinieri oggi
impegnati all'estero nelle missioni di pace e per garantire la
sicurezza delle sedi diplomatiche italiane.
A loro e a quanti li hanno preceduti va il ringraziamento di noi
tutti per la professionalità e la dedizione dimostrate, coniugate
con quella capacità di "stare tra la gente" che rappresenta il
valore aggiunto del "carabiniere" anche quando le popolazioni
parlano altre lingue ed appartengono a diverse culture.
Dalle esperienze maturate derivano due importanti iniziative: la
Gendarmeria europea (EUROGENDFOR) e il Centro di Eccellenza per le
Stability Police Units (C.O.E.S.P.U.).
Per la Gendarmeria europea procedono con sollecitudine gli
approfondimenti volti a definire gli aspetti tecnico-giuridici,
operativi e logistici, con l'obiettivo di completare
l'approntamento delle forze entro l'anno.
Il C.O.E.S.P.U., dopo soli due anni dalla sua istituzione, è
diventato un prestigioso punto di riferimento internazionale per la
formazione di militari impegnati in missioni di pace.
Il Centro ha completato 8 corsi per l'addestramento di oltre 500
peace keepers provenienti da Giordania, Senegal, Kenia, Camerun,
Marocco, India, Serbia e Nigeria. Inoltre, è stata avviata la
collaborazione con il Dipartimento per le operazioni di pace delle
Nazioni Unite, per lo sviluppo di una dottrina d'impiego delle
unità di polizia di stabilizzazione che i Paesi aderenti
all'iniziativa porranno a disposizione dell'O.N.U.
L'ulteriore campo di attività nel quale l'Arma esprime il proprio
peculiare contributo alla Difesa è la polizia militare.
I cambiamenti che hanno interessato le Forze armate hanno portato a
ridefinirne gli assetti, sulla base delle direttive fissate dal
Ministro e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa.
La riorganizzazione mira ad esaltare il valore di tale componente
specialistica a disposizione dei Comandanti di Corpo, per garantire
le condizioni generali di ordine e sicurezza all'interno dei
reparti, sul territorio nazionale e all'estero.
Passando alle funzioni di prevenzione e repressione dei reati, i
pilastri dell'assetto istituzionale hanno confermato la loro piena
efficacia: dalla capillarità del dispositivo territoriale, alle
scelte di specializzazione, alla coordinata sinergia con le altre
Forze di polizia.
Si è trattato, dunque, di innestare su queste fondamenta nuovi
spunti di modernità, con l'obiettivo di fornire una risposta
operativa costantemente aggiornata.
L'Organizzazione territoriale, nelle sue componenti direttamente
operative - dai Comandi provinciali sino alle Stazioni -, realizza
quel sistema integrato di presidio, conoscenza e attività che
rappresenta, in concreto, il controllo del territorio.
La funzione presidiaria viene assicurata da 4.626 Stazioni e 41
Tenenze, che offrono al cittadino una vastissima "superficie di
contatto". 3.700 Stazioni, presenti in altrettanti Comuni quali
unici presidi di polizia, estendono la loro competenza a gran parte
del territorio nazionale, comprendente oltre 7.000 Comuni degli
8.100 complessivi.
Si tratta di una singolarità organizzativa che caratterizza il
sistema di sicurezza nazionale e suscita l'interesse di numerosi
Paesi esteri che ogni anno chiedono di visitare i reparti
carabinieri, considerati un modello utile per configurare o
ammodernare le rispettive strutture di polizia.
Questa capillare articolazione si traduce in un rapporto di
conoscenza diretta e reciproca con il cittadino, da cui deriva
l'esercizio di una vera e propria funzione sociale.
Il ruolo delle Stazioni e dei suoi Comandanti va, infatti, ben
oltre la capacità operativa del reparto e si concretizza in
un'attività di "rassicurazione sociale" che assorbe anche bisogni
minuti non sempre direttamente corrispondenti all'incidenza di
fenomeni criminali specifici.
Parallelamente, la piena aderenza del dispositivo territoriale
all'apparato amministrativo favorisce lo sviluppo, sino ai minori
livelli, di quella dialettica con gli Enti locali che si sintetizza
nella strategia della "sicurezza partecipata".
In definitiva, questo modello, nato con l'Istituzione, mostra
un'assoluta vitalità e attualità: un momento d'incontro tra passato
e futuro nell'evoluzione dell'Arma e del sistema di sicurezza del
Paese, un'"innovazione riuscita" del 1814 che oggi è riconosciuta
come una delle "migliori tradizioni" nazionali.
Sul piano delle attività, pochi dati(1) possono rendere la misura
dell'impegno profuso.
Nell'anno appena trascorso i Carabinieri hanno segnalato
all'Autorità giudiziaria 326.000 persone ed effettuato 89.700
arresti - di cui ben 68.000 in flagranza di reato - con un
incremento del 4,5%.
Un rilievo straordinario assume l'attività delle Stazioni che -
esse sole - hanno denunciato circa 241.000 persone e ne hanno
tratto in arresto oltre 48.200.
Ma, soprattutto, le Stazioni carabinieri hanno perseguito circa
1.900.000 reati, che corrispondono al 66,5% delle denunce
complessivamente presentate a tutti i reparti e gli uffici delle
Forze di polizia. Un indicatore particolarmente significativo che
attesta come la popolazione si rivolga con fiducia alle Stazioni,
considerandole un sicuro punto di riferimento.
Inoltre, i Comandi dell'Arma hanno garantito il pronto intervento
nell'arco delle 24 ore, svolgendo più di 8.450.000 servizi esterni,
in aumento di oltre il 18% rispetto all'anno precedente, ed
effettuando quasi 6.000.000 di interventi, in risposta alle
richieste pervenute al servizio di emergenza "112".
Le capacità dei comandi territoriali si arricchiscono delle
competenze dei reparti specializzati, componendo un "binomio
operativo" di particolare efficacia negli specifici settori
d'intervento.
Nella lotta alla criminalità organizzata l'azione combinata dei
Comandi territoriali e del Raggruppamento Operativo Speciale ha
condotto, nel corso del 2006, alla denuncia di 1.800 persone per
associazione mafiosa, all'arresto di 451 latitanti, nonché al
sequestro di patrimoni illeciti per circa 432 milioni di
Euro.
Dal perfetto e costante raccordo informativo tra le due componenti
operative sono conseguiti significativi risultati anche nel
contrasto alla minaccia eversiva e terroristica: dall'arresto di
alcuni esponenti di rilievo dell'eversione brigatista e
anarco-insurrezionalista, all'individuazione dei responsabili di
attentati terroristici commessi all'estero ai danni di militari e
civili italiani.
Un ulteriore ambito d'intervento riguarda la salvaguardia degli
interessi primari della collettività direttamente riconducibili
alla qualità della vita.
L'Arma svolge un'attività altamente qualificata per la tutela del
lavoro, della salute, dell'ambiente, dei beni culturali, delle
politiche agricole e nel contrasto alla falsificazione monetaria,
sulla base di una ripartizione di compiti tra le Forze di polizia,
da tempo definita e di recente perfezionata nel provvedimento di
riordino dei comparti di specialità.
Un rilevante impegno è rappresentato infine dagli onerosi servizi
di ordine pubblico, che assorbono complessivamente oltre 2.600
militari al giorno.
La concretezza dei risultati conseguiti, oltre a testimoniare il
quotidiano impegno dei Carabinieri, ci sollecita ad esplorare
aggiornate soluzioni organizzative per ammodernare l'"offerta di
sicurezza" e proiettare l'efficienza dell'Arma nel futuro.
Una prima esigenza è quella di adeguare costantemente il
dispositivo alle dinamiche delinquenziali e ai mutamenti sociali,
economici e demografici del territorio.
Il "Patto per la sicurezza di Napoli e delle città della
provincia", siglato recentemente nel capoluogo partenopeo dal
Ministro dell'interno, attesta come, senza stravolgere gli assetti
consolidati, sia possibile pervenire, in tempi rapidi, ad una
distribuzione delle risorse meglio aderente alla realtà
locale.
Con analoghi criteri, il Comando Generale procede periodicamente
alla revisione degli assetti organici delle Stazioni su tutto il
territorio nazionale, per adeguare i livelli di forza alle
effettive esigenze operative, individuando le aree dove la crescita
demografica e lo sviluppo dei fenomeni criminali hanno reso critici
gli indici di presenza e di carico di lavoro.
Le risorse necessarie sono tratte anche dalla costante
razionalizzazione dei settori gestionali che, comunque, per l'Arma
assorbono solo il 9% del personale rispetto alla soglia del 15%,
fissata dalla Legge Finanziaria 2007 per tutta la Pubblica
Amministrazione.
In armonia con i principi generali di efficienza ed economicità, il
1° gennaio 2007 si è proceduto alla riorganizzazione della
struttura logistica per conferirle una maggiore aderenza ai reparti
che operano sul territorio, attraverso la valorizzazione delle
funzioni di programmazione ed ispettive dei Comandi Interregionali
e la concentrazione delle funzioni esecutive a livello
regionale.
Un secondo aspetto riguarda l'applicazione di nuove formule
operative che accentuino la "prossimità" al cittadino, a partire
dai servizi di "carabiniere e poliziotto di quartiere", che nel
2007 vedranno impiegati oltre 2.000 militari in tutti i capoluoghi
di provincia ed in altri 111 Comuni.
Inoltre, sul piano delle applicazioni informatiche, è stato
ulteriormente potenziato il sito istituzionale, ora configurato
come un portale di servizi che realizza, nel suo insieme, una vera
e propria "Stazione virtuale".
Tra le principali funzionalità la "Denuncia via web", sviluppata
d'intesa con la Polizia di Stato, cui si è aggiunto di recente il
progetto della "Stazione mobile", in modo da poter prenotare un
appuntamento presso un Comando dell'Arma per via telematica da
telefoni cellulari.
Non meno rilevante è il potenziamento tecnologico delle capacità
operative dei reparti e delle attività gestionali, traducendo il
"governo elettronico" dell'Istituzione in una effettiva innovazione
dei processi.
Tutti i Comandi provinciali e di Compagnia sono stati collegati
alla banca dati dattiloscopica del Casellario centrale d'identità,
in modo da procedere in tempo reale all'identificazione dei
soggetti d'interesse operativo, nonché alla comparazione delle
impronte digitali repertate sulla scena del crimine, che oggi è
possibile riprodurre con fotografia tridimensionale grazie
all'applicativo informatico One click, di ultimissima
generazione.
L'intero complesso delle indagini di polizia scientifica beneficia
delle più moderne e sofisticate tecnologie, così che il
Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche si pone sul
piano delle migliori unità internazionali, grazie anche alla
particolare competenza dei suoi uomini.
La stessa collaborazione con la Magistratura sarà valorizzata
dall'avvio del progetto "Notizie di Reato", sviluppato con il
Ministero della Giustizia, per la gestione automatizzata e in piena
sicurezza dei flussi documentali tra le Forze di polizia e gli
Uffici delle Procure della Repubblica.
Tutti questi importanti risultati sono anche il frutto del
potenziamento delle reti in ponte radio digitale ed in fibra
ottica, alle quali si aggiungeranno, presto, i collegamenti
satellitari del progetto ARMASAT, finanziato dal Ministero dello
Sviluppo Economico e realizzato dallo Stato Maggiore della
Difesa.
Un ultimo e brevissimo cenno alla comunicazione istituzionale,
arricchitasi dell'applicativo My site, che permette a tutti i
Carabinieri di accedere anche dal domicilio privato al portale
intranet dell'Arma, e del sistema "Trasferimenti on-line", in grado
di gestire informaticamente tutto l'iter dei trasferimenti "a
domanda", riducendo sia i tempi di definizione dei provvedimenti,
sia gli oneri burocratici dei Comandi.
Questa costante tensione a migliorare il servizio trova speculare
corrispondenza negli sforzi compiuti dalle altre Forze di polizia,
nel quadro di un modello di coordinamento al quale l'Arma aderisce
senza riserve e che mantiene integre la sua efficacia e la sua
funzione di moltiplicatore della produttività dei singoli soggetti
istituzionali.
Al modello funzionale offerto dai Comitati nazionale e provinciale
per l'ordine e la sicurezza pubblica si ispirano gli ulteriori
consessi istituiti per specifiche esigenze di prevenzione e
contrasto, tra i quali vorrei citare, per il qualificato e
importante lavoro che vi si svolge, il Comitato di Analisi
Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.) e, da ultimo, la Commissione
per la ricognizione dei fenomeni di violenza e grave sfruttamento
nei confronti dei lavoratori stranieri.
Tutto quanto ho finora detto assume maggiore concretezza nel quadro
delle risorse a disposizione.
Sul piano degli strumenti finanziari e materiali, l'obiettivo è
quello di ottimizzare le risorse assegnate, senza ridondanze o
sotto utilizzazioni. Sono state, infatti, avviate specifiche
iniziative per razionalizzare le dotazioni e, quindi, i costi in
importanti settori: il parco autoveicoli e gli assetti aerei e
navali.
Un'analoga manovra interesserà l'Organizzazione addestrativa,
tenuto conto delle mutate esigenze di formazione derivanti dalla
sospensione della leva.
Per quanto attiene alle infrastrutture, si stanno esplorando tutte
le possibili forme di collaborazione con le Amministrazioni locali,
alla ricerca di adeguate soluzioni logistiche per garantire
l'operatività delle Stazioni carabinieri esistenti e, se possibile,
raffittire il dispositivo, soprattutto nelle aree a maggior impegno
operativo, corrispondendo alle aspirazioni di tante comunità.
Le iniziative del Comando Generale non si fermano naturalmente
all'ottimizzazione delle dotazioni materiali, ma si indirizzano con
pari intensità alle risorse umane.
La massima attenzione è riservata al riordino di tutti i ruoli, al
fine di incentivare la professionalità e migliorare la progressione
di carriera, anche nell'ottica di compensare i disagi connessi con
il servizio e venire incontro alla diffusa aspirazione ad ottenere
giusti riconoscimenti economici adeguati ai rischi sostenuti ed al
costo della vita.
Si tratta di garantire un armonico profilo di carriera nell'ambito
dei ruoli di base, con l'unificazione del ruolo Appuntati e
Carabinieri con quello dei Sovrintendenti, e di sottolineare la
centralità professionale dei Marescialli, prevedendo una migliore
progressione economico-funzionale attraverso, ad esempio, la
trasformazione della qualifica di Luogotenente in gradi.
Inoltre, per quanto attiene agli Ufficiali, è auspicabile la
prosecuzione del processo di valorizzazione dirigenziale e
l'adozione di mirati provvedimenti che ne sostengano la motivazione
nel lungo percorso di carriera.
L'impegno su questi temi corrisponde alla più generale attenzione
che l'Arma rivolge, da sempre, al proprio personale.
Le applicazioni tecnologiche e l'ottimizzazione dei processi
organizzativi, sin qui descritti, hanno certamente inciso sul
"modo" di offrire sicurezza, ma non ne rappresentano compiutamente
la "misura".
La sicurezza è un'espressione sociale, il cui significato più
semplice e concreto sta nel sentimento di fiducia verso le
Istituzioni che il Carabiniere alimenta ed accresce con il suo
agire quotidiano.
Sono questi uomini e queste donne - uomini e donne Carabinieri - la
vera "misura" della sicurezza, con la loro capacità di leggere la
realtà in cui operano e di presentarsi, in ogni circostanza, quali
punti di riferimento informati, qualificati e affidabili.
La consapevolezza della centralità della risorsa umana conduce
l'Arma a riservare, da sempre, una particolare cura alla formazione
ed al benessere del personale.
Si tratta di aggiornare costantemente le conoscenze
tecnico-professionali, ma anche di sostenere la motivazione
attraverso la costante attenzione dei Comandanti, protesi a
conoscere i militari affidati alla loro responsabilità e ad
esaltare lo spirito di appartenenza all'Istituzione e la piena
condivisione dei suoi fini.
In questa ottica, è altrettanto importante la convergente attività
degli Organismi di rappresentanza, il cui assetto costituisce un
modello irrinunciabile, il solo in grado di coniugare le esigenze
di rappresentatività con le caratteristiche proprie di una Forza di
polizia ad ordinamento militare. Coerentemente, è a questo modello
che occorre guardare in ogni prospettiva di riforma.
Mi sia consentito ora di rivolgermi direttamente agli Ufficiali
frequentatori, ai Comandanti di domani.
Conosco bene le sensazioni che vi animano: la fierezza per la
scelta compiuta e la naturale impazienza di intraprendere la vita
operativa.
La carica interiore che avvertite è la chiave per operare con
successo all'interno di questa Istituzione, ove vige la solida
regola di adempiere i propri compiti con umiltà ed in silenzio,
senza indulgere a protagonismi che pure il contesto sociale sembra
talvolta sollecitare.
Preparatevi con impegno e serenità ai delicati compiti che vi
attendono, guardando alla dimensione europea ed internazionale che
caratterizza sempre più l'attività dell'Arma e delle altre Forze
armate e di polizia. Ma ricordate che accrescere il proprio
"sapere" per "saper fare" non è sufficiente se non si è capaci di
cogliere tutto il valore del "saper essere".
Il perno della formazione dell'uomo è la cultura dell'etica, la
sola che vi consentirà di essere, in ogni circostanza, oltre che
tutori della legge, un riferimento sociale ed umano insostituibile
per dedizione e integrità.
Siate consci di questa importante funzione e delle responsabilità
che ne derivano. Da voi dipenderanno la motivazione e l'entusiasmo
dei Carabinieri che vi saranno affidati e, in definitiva, la
qualità del servizio reso ai cittadini.
Sono certo che saprete essere all'altezza dell'impegno morale e
professionale che vi attende. Vi auguro che l'entusiasmo che oggi
dimostrate possa accompagnare tutto il cammino della vostra vita,
per il bene dell'Arma e del nostro Paese.
Vi ringrazio per l'attenzione ed invito il Signor Ministro della
difesa a dichiarare ufficialmente aperto l'Anno Accademico 2006 -
2007 della Scuola Ufficiali Carabinieri.
Saluto del Ministro della
Difesa