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Laureata in Economia e Commercio e specializzata in Diritto ed
Economia delle Comunità Europee presso l'Università degli
Studi di Bari. Revisore contabile, è iscritta all'Albo
professionale dei commercialisti.
1. Premessa
Affinché la Comunità Europea possa divenire uno spazio di
libertà, sicurezza e giustizia, tutte le autorità degli Stati
membri devono cooperare per tutelare gli interessi finanziari
comunitari e combattere la grande delinquenza economica e
finanziaria. A tal fine l'articolo 280 del trattato CE introduce la
responsabilità condivisa dalla Comunità e dagli Stati membri di
tutelare gli interessi finanziari comunitari, stimolando la
Comunità alla realizzazione di questo obiettivo, mediante
l'elaborazione delle norme fino alla loro attuazione pratica.
L'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) è posto al centro
di questo processo.
L'OLAF è quindi uno strumento di lotta contro la criminalità
economica e finanziaria transfrontaliera, la frode(1) e la
corruzione lesive degli interessi comunitari anche all'interno
delle istituzioni europee.
L'Ufficio europeo per la lotta antifrode è nato il 10 giugno 1999,
lo stesso giorno in cui sono entrati in vigore i regolamenti del
Parlamento europeo e del Consiglio relativi alle indagini svolte
dall'OLAF. L'Ufficio sostituisce la task force "Coordinamento della
lotta antifrode" (UCLAF)(2) del Segretariato Generale della
Commissione, istituita nel 1988.
La Commissione in carica nel marzo 1999, ha lanciato un chiaro
messaggio di assoluta intolleranza in fatto di lotta contro la
frode e la corruzione. Nell'ambito di questo quadro la missione
dell'OLAF è quella di proteggere gli interessi finanziari ed
economici della Comunità Europea e lottare efficacemente contro la
criminalità organizzata, la frode e ogni altro illecito che arrechi
danno agli interessi del contribuente europeo. La competenza
dell'Ufficio riguarda il complesso delle attività connesse con la
tutela degli interessi comunitari contro comportamenti irregolari e
fatti illegali passibili di azioni amministrative o penali.
La sua attività comprende la prevenzione, l'individuazione e la
repressione della frode, in collaborazione con gli Stati membri,
nelle politiche commerciali, nei casi di sottrazione di fondi ed
evasione fiscale, ogni qual volta sia colpito il bilancio
comunitario. L'OLAF non è comunque un'autorità giudiziaria, non ha
poteri assimilabili a quelli propri dei giudici, ma neppure dei
pubblici ministeri. Esso non ha funzioni di giurisdizione o di
esercizio dell'azione penale e non è un'autorità di polizia
comunitaria. L'OLAF è un servizio amministrativo d'inchiesta. Ha
poteri limitati, certamente inferiori a quelli riconosciuti
normalmente nelle tradizioni nazionali a qualsiasi forza di polizia
ma vi è un elemento di particolare importanza che costituisce un
connotato determinante delle sue attribuzioni: la rilevanza
comunitaria(3).
Nei limiti delle sue competenze, l'Ufficio ha preso anche numerose
iniziative a tutela della moneta unica(4).
Nell'intento di garantire l'indipendenza dell'OLAF, nello
svolgimento di missioni operative e di investigazioni interne ed
esterne alle istituzioni comunitarie, il legislatore ha deciso di
porre la sua attività investigativa al riparo da eventuali
pressioni e influenze. Ha pertanto fatto obbligo al direttore
generale dell'Ufficio di non sollecitare né accettare istruzioni da
nessun governo e da nessuna istituzione, compresa la Commissione.
Il direttore generale dell'OLAF, qualora ritenga che la sua
indipendenza sia messa in discussione, può avvalersi di un diritto
speciale d'azione dinanzi alla Corte di giustizia. A garanzia di
tale indipendenza vi è la circostanza che le funzioni operative
dell'OLAF sono svolte sotto il controllo del direttore generale il
quale avvia le indagini di sua iniziativa o su richiesta di uno
Stato membro interessato (investigazione esterna) o
dell'istituzione, organo nel cui ambito si svolgeranno le indagini
(investigazione interna). Il direttore generale è nominato dalla
Commissione per un periodo di cinque anni (rinnovabili solo una
volta), previo parere favorevole del Comitato di Vigilanza e di
concerto con il Parlamento e il Consiglio.
L'OLAF dispone anche di autonomia nella gestione del personale (350
persone) e del bilancio. L'Ufficio è infine autonomo nella scelta
della politica d'informazione da adottare sulle attività operative.
L'obiettivo è informare i cittadini europei, sensibilizzandoli,
circa le missioni e le azioni dell'OLAF in fatto di prevenzione e
lotta contro la frode, nel rispetto della legalità, della
segretezza delle indagini, dei procedimenti giudiziari e dei
diritti individuali.
Il Comitato di vigilanza(5) è stato istituito nell'aprile del 1999
per consolidare e garantire la sua indipendenza. Esso provvede al
controllo regolare della funzione investigativa dell'Ufficio e
assiste il direttore generale nell'esecuzione delle sue
mansioni.
Il Comitato è in attività dal 1° agosto 1999 e si compone di 5
personalità esterne con mandato triennale rinnovabile qualificate,
nei settori di competenza dell'Ufficio. Nominati di concerto dalla
Commissione, Parlamento e Consiglio, i suoi membri agiscono
autonomamente e con imparzialità.
Su richiesta del Direttore generale o di sua iniziativa, il
comitato di vigilanza esprime pareri sulle attività dell'Ufficio,
senza interferire nello svolgimento delle indagini. Presenta ogni
anno alle istituzioni una relazione sulle attività svolte.
2. Articolazione dell'Ufficio Europeo
per la lotta antifrode
L'OLAF è articolato in tre direzioni, ciascuna delle quali ha
una missione strettamente collegata con quella delle altre, il che
permette una migliore trasparenza ed efficacia dell'attività
antifrode, promuove una politica d'azione attiva sul posto e
potenzia la legittimità e il rigore giuridico dell'attività
operativa.
L'attività di «Intelligence» costituisce un nuovo punto centrale
d'appoggio per l'Ufficio e i suoi partners esterni. Autentico
osservatorio della frode e della corruzione, in essa confluiscono
la raccolta e l'analisi delle informazioni strategiche e operative.
Il servizio informativo e di «intelligence» è composto da esperti
specializzati in diversi settori, in particolare nell'ambito delle
nuove tecnologie. Suo compito è garantire che le tecniche di
sostegno alle investigazioni siano perfettamente adeguate al
settore operativo propriamente detto. Poiché i casi di frode o di
altre irregolarità sono alquanto complessi, è importante avere una
buona percezione della realtà delle transazioni e individuare tutti
i legami possibili fra le persone o le imprese potenzialmente
implicate in comportamenti fraudolenti. Solo una ricerca che muova
da tutte le fonti di informazione accessibili permette di
raccogliere elementi che rendano un dossier completo, in grado di
stabilire una visione globale, soppesare le implicazioni di una
data operazione e garantirne l'efficacia in tempo reale sulla
totalità del territorio dell'Unione. Per ottenere questo obiettivo,
l'attività di «intelligence» provvede a raccogliere e trattare i
dati statistici forniti dagli Stati membri, quindi passa ad
analizzare i rischi su scala comunitaria per definire le priorità
dell'Ufficio. Si garantisce in questo modo anche una diffusione
controllata dell'esito dei lavori portati a termine a favore degli
uffici competenti delle istituzioni e degli Stati membri, che sono
così in condizione di valutare meglio le possibili minacce e
definire le loro priorità di lotta contro la frode. Compito dei
servizi di «intelligence» è, da ultimo, concepire mezzi informatici
adatti alla raccolta e al trattamento delle informative e metterli
a disposizione dei servizi di sostegno tecnico, comunitari e
nazionali.
La direzione «Investigazioni» ha il compito di proteggere
l'integrità della funzione pubblica europea e promuovere una
dinamica di cooperazione rafforzata con le autorità nazionali. Si
compone di una squadra «Investigazioni interne», alle dirette
dipendenze del direttore del polo «Investigazioni» assistito da un
magistrato di alto livello(6), e di una squadra «Investigazioni
esterne» diretta ad attuare il partenariato sul posto con i servizi
investigativi nazionali.
L'OLAF(7) può pertanto avviare e condurre indagini amministrative,
all'interno delle istituzioni, organi e organismi comunitari in
cooperazione con i servizi rispettivi, in caso di frode a danno del
bilancio dell'Unione. È altresì incaricato di individuare reati
gravi commessi nell'esercizio di attività professionali, passibili
di procedimenti disciplinari ed eventualmente penali.
Le indagini si svolgono secondo modalità equivalenti in tutte le
istituzioni e organi comunitari, nel rispetto delle disposizioni
dei trattati. L'osservanza dei diritti dell'uomo, delle libertà
fondamentali e delle regole di riservatezza e protezione dei dati
è, ben inteso, di rigore. Al riguardo, i magistrati in servizio
presso l'OLAF svolgono un ruolo particolarmente importante.
Ai fini della sua funzione investigativa, l'Ufficio esegue i
controlli, le verifiche e le azioni previste dal regolamento
relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità e da
tutti i regolamenti settoriali(8).
L'OLAF può esercitare questa competenza anche nei paesi terzi con i
quali siano stati firmati protocolli di cooperazione.
All'atto pratico, la scoperta di frodi e di altre irregolarità è
quasi sempre frutto di una stretta cooperazione fra l'OLAF e i
servizi investigativi nazionali.
Non va dimenticato, infatti, che la responsabilità maggiore sulla
materia compete agli Stati membri, poiché sono loro che
percepiscono le risorse proprie (ovvero le entrate del bilancio
dell'Unione europea) per conto della Comunità e amministrano circa
l'80 % delle spese del bilancio comunitario.
Il successo di task-groups specializzati in prodotti specifici come
le sigarette(9), gli alcolici o l'olio d'oliva ha evidenziato la
necessità di una stretta collaborazione fra gli Stati membri e di
un coordinamento efficace sul piano comunitario per scoprire i
traffici su ampia scala.
Lo stesso dicasi per gli sforzi prodotti a livello sia nazionale
sia comunitario per introdurre misure di prevenzione in questi
settori.
Gli investigatori dell'OLAF operano, al pari di tutti gli altri
funzionari e agenti comunitari, nell'interesse esclusivo
dell'Unione.
Nell'esercizio delle loro funzioni non accettano istruzioni da
nessun governo, autorità, organizzazione o persona esterna
all'istituzione.
Per svolgere la difficile missione assegnata, il personale
dell'OLAF vanta una solida esperienza professionale acquisita nei
servizi investigativi, amministrativi, di polizia e giudiziari
nazionali, nei settori della criminalità economica e finanziaria,
nell'analisi e valutazione delle informazioni, nelle attività di
sostegno e sviluppo delle politiche antifrode.
La peculiarità della squadra investigativa dell'OLAF è la
pluridisciplinarità, ovvero la capacità di affrontare i problemi in
modo globale e intersettoriale (nei settori di polizia,
giudiziario, finanziario, doganale, agricolo ecc…).
Che la maggior parte degli investigatori provenga da servizi
investigativi nazionali è fatto prezioso per diversi motivi: la
competenza, anzitutto, ma anche per gli stretti legami con gli
investigatori nazionali.
Il partenariato è essenziale nella lotta contro i trasgressori e i
delinquenti che attentano agli interessi comunitari.
Una politica globale di lotta antifrode deve dotarsi di strumenti
giuridici di prevenzione, indagine, controllo e sanzione delle
frodi e delle irregolarità.
Gli autori dei vari illeciti a danno degli interessi finanziari
comunitari approfittano spesso delle debolezze della legislazione,
ora eludendola, ora utilizzandola a proprio vantaggio.
La direzione «Politica, legislazione e questioni giuridiche»
definisce la strategia globale antifrode, mette a punto gli
strumenti giuridici necessari, elabora una cultura della
prevenzione, rinforza i testi normativi rendendoli più impermeabili
alla frode, provvede al seguito amministrativo, giudiziario e
disciplinare dei casi operativi, in particolare per il recupero
degli importi in gioco.
L'esperienza dell'Ufficio, integrata a monte dalla legislazione
vigente, permetterà di disporre di un diritto comunitario più
chiaro e facilmente applicabile nei settori più sensibili.
Forte dell'esperienza pratica e di una valutazione permanente delle
difficoltà incontrate, la legislazione deve mostrarsi
sufficientemente dissuasiva per scoraggiare al massimo i
comportamenti irregolari.
L'efficacia delle attività investigative verrebbe parzialmente meno
se a queste non seguissero sistematicamente le necessarie misure
dirette a garantire il recupero finanziario e a irrogare sanzioni
amministrative e pene. L'Ufficio ha messo a punto una struttura
specifica per il seguito delle indagini, che opera in
collaborazione con le autorità degli Stati membri e gli altri
servizi della Commissione.

3. Attività Operativa dell'Ufficio
L'importanza di questa attività va crescendo di anno in anno,
dato il moltiplicarsi delle indagini e, quindi, del numero di casi
a cui dare un seguito, sulla base della disponibilità di risorse
umane da impiegare, distribuite come mostra la tabella tratta dalla
relazione Olaf per l'esercizio chiusosi nel giugno 2003,
disponibile sul sito internet: europa.eu.int/olaf.

L'Ufficio cerca di determinare il danno finanziario a carico del
bilancio comunitario durante la sua attività operativa. Gli ingenti
importi finanziari coinvolti nelle sue operazioni danno un'idea
dell'importanza che deve essere attribuita alla lotta contro la
frode. Tali importi possono essere in seguito oggetto di recupero
presso, da un lato, l'operatore economico implicato, per esempio il
beneficiario o il debitore, e, dall'altro, lo Stato membro
interessato, mediante correzioni finanziarie.
Quanto al seguito giudiziario, il numero di azioni intentate è in
crescita esponenziale come mostrato dalla tabella di seguito
rappresentata.

L'Ufficio instaura una stretta collaborazione con le autorità
giudiziarie nazionali, trasmettendo relazioni e prove ottenute
nell'ambito di investigazioni esterne o interne, quando i casi
possono essere oggetto di azione penale.
Gli agenti dell'OLAF partecipano inoltre all'indagine penale,
fornendo assistenza tecnica per la preparazione e l'esecuzione di
rogatorie internazionali. Possono altresì essere chiamati a
testimoniare durante il dibattimento processuale. Le condanne
civili o penali ottenute in alcuni dei casi indagati dall'OLAF
illustrano l'importanza della sua attività operativa, sia sul piano
repressivo che dissuasivo. Da ultimo, partendo dall'esperienza
maturata sul campo dall'OLAF, le istituzioni europee lavorano a un
progetto per la creazione di una procura europea che dovrebbe
agevolare le indagini e l'azione penale contro i reati che ledono
gli interessi comunitari su tutto il territorio dell'Unione e
tentare in tal modo di ovviare al frazionamento dello spazio penale
europeo.
Una strategia di lotta contro la frode deve fondarsi, per essere
efficace, soprattutto sulla cooperazione totale e la stretta
collaborazione fra gli Stati membri (servizi investigativi,
autorità di polizia, autorità giudiziarie e amministrative, ecc.),
le istituzioni comunitarie e i paesi candidati all'adesione e sulla
loro mobilitazione. L'OLAF è la concretizzazione del concetto di
piattaforma di servizi comunitari, in quanto mette a disposizione
le proprie competenze ed esperienze per combattere la criminalità
transfrontaliera e la frode.
L'Ufficio apporta infatti il contributo della Commissione agli
Stati membri, alle loro autorità di polizia e giudiziarie e offre
in particolare il proprio contributo tecnico alle altre
istituzioni, organi e organismi e alle autorità nazionali
competenti. L'OLAF, in collaborazione con i suoi partner nazionali,
combatte i trasgressori e i criminali che non hanno aspettato
l'apertura delle frontiere per organizzare liberamente le loro
attività illegali su scala internazionale. L'OLAF vuole essere il
motore dell'Europa della legalità contro l'internazionale del
crimine.
Tale cooperazione, stretta e regolare, è la chiave dell'efficace
mobilitazione delle forze in campo: ogni giorno, le squadre
dell'OLAF e i loro partner nazionali partecipano all'attuazione di
metodi innovativi di cooperazione per una repressione efficace
della frode. Da ultimo, la Commissione fruisce dell'esperienza
degli Stati membri nell'azione di rafforzamento della tutela delle
finanze comunitarie. Questi scambi avvengono in seno al comitato
consultivo per il coordinamento nel settore della lotta contro le
frodi (CoCoLAF) che riunisce i responsabili di alto livello delle
amministrazioni finanziarie degli Stati membri. Il comitato ha
vocazione orizzontale e offre una visione globale della
problematica della lotta antifrode.
Frode e criminalità non sono appannaggio esclusivo del territorio
comunitario. L'Unione europea deve aiutare i paesi candidati a
raggiungere un livello comune di tutela degli interessi comunitari.
I paesi candidati all'adesione, oltre a integrare l'acquis
legislativo comunitario in materia di lotta antifrode, devono
prendere, in ossequio al contenuto sostanziale dell'articolo 280
del trattato CE, tutte le misure. Le politiche comunitarie di aiuto
allo sviluppo o la politica commerciale sono tendenzialmente
esposte al rischio di abusi, specie quando i fondi gestiti sono
ingenti.
Per agevolare lo scambio di informazioni e i necessari controlli,
la Commissione ha concluso con oltre 40 paesi terzi (Andorra,
Armenia, Azerbaigian, Bulgaria, Canada, Cile, Egitto, Marocco,
Norvegia, Polonia, ecc.) protocolli di cooperazione amministrativa
inclusivi di disposizioni sull'assistenza reciproca in materia
doganale. Le disposizioni specifiche di questi accordi e protocolli
costituiscono la base giuridica per chiedere e prestare assistenza
amministrativa nelle indagini dirette a garantire la corretta
esecuzione della normativa doganale, sia comunitaria sia del paese
partner. Condizione necessaria per una tutela efficace degli
interessi finanziari comunitari è una stretta cooperazione fra
tutte le autorità giudiziarie e inquirenti nei paesi candidati e
fra queste, l'OLAF e gli Stati membri. L'Ufficio è associato alla
gestione del programma Phare per i dieci paesi candidati, il cui
fine è assisterli nel processo di consolidamento delle loro
strutture e dei loro servizi antifrode. Sono previsti investimenti
sostanziali per azioni di formazione e per la costituzione di una
rete di cooperazione fra le diverse istituzioni coinvolte nella
lotta antifrode.
L'OLAF mette in atto una politica di stretta collaborazione con
tutte le istanze competenti e con i cittadini. Gli unici limiti
alla sua politica di assoluta trasparenza sono dettati dalla
normativa vigente, le leggi sul segreto giudiziario e la tutela dei
diritti della persona. In un'Unione europea che ha attraversato
profondi cambiamenti, le aspettative e gli interrogativi dei
cittadini obbligano le istituzioni a rifondare letteralmente le
politiche dell'informazione e della comunicazione.
L'aspirazione crescente dei cittadini ad accedere con facilità a
un'informazione esaustiva sulle questioni europee, la governance
europea e lo sviluppo dell'Unione esige una politica
dell'informazione moderna e affidabile. È stata istituita una Rete
di comunicatori nel campo della lotta contro la frode (OAFCN) che
raggruppa i portavoce e i responsabili della comunicazione e
informazione dei vari servizi nazionali con cui l'OLAF solitamente
opera. L'obiettivo è creare sinergie e stabilire contatti
costruttivi e permanenti fra il servizio stampa e comunicazione
dell'OLAF e gli omologhi nazionali. L'Ufficio auspica peraltro che
ogni singolo cittadino europeo o altra persona venuta a conoscenza
di fatti di frode a danno del bilancio comunitario possa segnalarli
all'OLAF.
4. Il Contributo dell'Arma dei
Carabinieri al sistema di trasparenza europeo
In tale contesto si inserisce l'attività svolta dal Comando
Carabinieri Tutela Norme Comunitarie e Agroalimentari(10), attivo
presso il Ministero Politiche Agricole e Forestali, che svolge
controlli volti a reprimere violazioni di norme comunitarie
particolarmente nel settore agricolo. Da ottobre 2000, per
agevolare i rapporti tra il Comando e l'Olaf, si è disposto che un
ufficiale superiore dei Carabinieri, effettivo al Comando, sia
distaccato presso l'Olaf come esperto esterno(11).
Un numero verde permette di mettersi gratuitamente in contatto con
l'OLAF da tutti gli Stati membri, per fornire informazioni utili
alla lotta contro la frode.

5. Conclusioni
La lotta contro la criminalità finanziaria internazionale e la
corruzione, lesive degli interessi finanziari comunitari, richiede
un lavoro di ampio respiro. L'Ufficio europeo per la lotta
antifrode è un organismo di recente istituzione che non ha pari al
mondo né precedenti nella storia della costruzione europea.
Per mantenersi efficace dovrà continuare ad adattarsi,
nell'organizzazione e nel metodo di lavoro, all'insorgere di nuove
situazioni. Questa evoluzione dovrà proseguire, specie con
l'allargamento dell'Unione e la sfida che questo rappresenta, nel
rispetto dei principi che hanno ispirato il legislatore quando ha
creato l'Ufficio: legalità, difesa degli interessi comunitari e
rispetto del cittadino.
Obiettivo della strategia antifrode globale attuata quotidianamente
dall'Ufficio è migliorare la trasparenza del suo operato,
promuovere in loco una politica d'azione attiva e rafforzare la
legittimità e il rigore giuridico della sua attività operativa.
Tuttavia, malgrado gli sforzi che nella pratica potranno produrre i
circa 350 agenti dell'Ufficio ai fini dell'attività di
«intelligence», del seguito giudiziario e amministrativo
dell'attività operativa e del potenziamento della legislazione
antifrode, non va dimenticato che la responsabilità principale
della tutela effettiva degli interessi finanziari comunitari
appartiene agli Stati membri.
Eppure, solo sviluppando una stretta e regolare cooperazione fra i
loro servizi, l'OLAF e gli Stati membri dell'Unione potranno
insieme erigersi a baluardo contro la frode e servire il cittadino
europeo.
__________________
(1) - Per la nozione di frode comunitaria v.: art.1 Convenzione
relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità
europee, adottata il 26 luglio 1995, ratificata con la legge n.
330/2000.
(2) - Per oltre dieci anni, gli Stati membri hanno scambiato le
informazioni relative alle frodi tra di loro e con l'UCLAF
attraverso la rete di comunicazione AFIS (Sistema informatico
antifrode) nel quadro dell'assistenza reciproca (regolamento n.
515/97).
(3) - Dal sito www. carabinieri.it, si vedano a riguardo, gli atti
del convegno tenutosi a Roma il 11-12/05/2005 presso la Scuola
Ufficiali Carabinieri: "L'Ufficio Europeo per la Lotta Anti Frode:
una risposta comunitaria al problema della frode ai danni del
bilancio dell'Unione". Inoltre: J. Napoletano, Ufficio Europeo per
la lotta antifrode (OLAF), in Rassegna dell'Arma dei Carabinieri,
n. 4, ottobre-dicembre 2001, pagg. 103 ss.
(4) - Tra cui la raccomandazione della Commissione, del 19 agosto
2002, relativa a medaglie e gettoni simili alle monete metalliche
in euro (GU L 225 del 22.8.2002, pag. 34) e la preparazione della
seconda relazione della Commissione a norma dell'articolo 11 della
decisione quadro del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativa al
rafforzamento della tutela, per mezzo di sanzioni penali e altre
sanzioni, contro la falsificazione di monete in relazione
all'introduzione dell'euro, adottata il 3 settembre 2003.
(5) - Regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte
dall'Ufficio per la lotta antifrode, articolo 11: "Il comitato di
vigilanza, controllando regolarmente l'esecuzione della funzione di
indagine, garantisce l'indipendenza dell'Ufficio".
(6) - L'Unità "Magistrati" dell'OLAF riunisce procuratori di quasi
tutti gli Stati membri. Le sue funzioni principali sono mantenere i
contatti con le autorità giudiziarie nazionali negli Stati membri,
formulare pareri legali interni in materia di diritto penale
nazionale e di procedure investigative giudiziarie e rafforzare
altri settori dell'OLAF ove necessario, in particolare, ma non
esclusivamente, nella conduzione delle indagini.
(7) - Poteri investigativi dell'OLAF: Regolamento (Euratom, CE) n.
2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996.
(8) - Regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18
dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari
delle Comunità.
(9) - Roma, 8 novembre 2005, Comunicato stampa dell'operazione
doganale congiunta "FAKE": nell'ambito delle attività di contrasto
al fenomeno illecito della contraffazione, le amministrazioni
doganali degli Stati membri, con il supporto della Commissione
Europea - Ufficio europeo per la lotta antifrode - OLAF - e
Direzione Generale Fiscalità e Unione Doganale -, realizzano la
prima operazione doganale congiunta scoprendo un ingente traffico
di sigarette, batterie e prodotti contraffatti, focalizzata, in
particolare, sul controllo dei prodotti provenienti dalla Cina,
trasportati a mezzo aereo e via nave.
Bari, 30 aprile 2003, Comunicato Stampa sulla testimonianza
dell'OLAF al processo contro la "Montenegro Connection" del
traffico internazionale di sigarette. Si è svolta, innanzi alla
Corte d'Assise di Bari, una importante udienza pubblica del
processo a carico di componenti della cupola internazionale del
contrabbando di sigarette che, nella seconda metà degli anni 90,
transitavano dal Montenegro verso l'Unione Europea. In tale quadro
è stato sentito, quale testimone, l'Ufficio Europeo per la Lotta
Anti-Frode (OLAF), organismo che ha contribuito in maniera molto
rilevante alle indagini che hanno permesso il rinvio a giudizio di
diverse decine di imputati italiani e svizzeri, tra i quali
Francesco Prudentino, Costantino Sarno e Sandro Cuomo, quest'ultimo
nipote del più noto Gerardo Cuomo.
(10) - Cfr.: relazioni di L.Curatoli, Attività del Comando
Carabinieri politiche agricole in ambito antifrode.
(11) - L'11 ed 12 maggio 2005, presso la Scuola Ufficiali
Carabinieri nella "Sala Caduti di Nassirya", ha avuto luogo il
Seminario internazionale "Criminalità in agricoltura: metodologie
di indagine per il contrasto alle frodi", organizzato dal Comando
Carabinieri Politiche Agricole, in partenariato con la Gendarmeria
Nazionale francese e la Guardia Civile spagnola, nel quadro del
Programma Comunitario "AGIS 2004" dell'Unione Europea. Il Seminario
è stato inaugurato dal Ministro delle Politiche Agricole e
Forestali, On. Gianni Alemanno, ed ha visto la partecipazione di 44
delegati in rappresentanza di 22 Paesi dell'U.E., di Romania e
Bulgaria, nonché l'intervento di alti esponenti del mondo
istituzionale. Il Comandante Generale dell'Arma Gen. C.A. Luciano
Gottardo, nell'introdurre i lavori, ha auspicato una fattiva
cooperazione tra gli Stati europei nel contrasto alla criminalità
in agricoltura, attraverso lo scambio di esperienze operative,
evidenziando, altresì, l'impegno dell'Arma nel contrasto allo
specifico settore. Al termine dei lavori è stato discusso un
documento finale, quale base per una futura metodologia comune
d'indagine ed una più stretta sinergia per il contrasto alla
criminalità in agricoltura.
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