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Una copertina può dire molto di una
rivista. Serve a farsi riconoscere, a creare senso di appartenenza
e, talvolta, anche a suscitare un profondo affetto. Una copertina è
l'immagine di un'idea, è l'espressione più evidente ed immediata
della "sostanza editoriale", è un messaggio che vuole comunicare
molto più di quanto possa far apparire. La Rassegna dell'Arma dei
Carabinieri si è da sempre caratterizzata per una linea di
continuità nel tempo che traspare anche dalle sue copertine. Le
costanti sono state sempre la semplicità e la chiarezza, nella
ricerca dell'armonia tra uno stile tradizionale ed il gusto per la
modernità. D'altronde, pur nella sua continuità di valori e
contenuti, un messaggio deve potersi rinnovare per non perdere lo
smalto e la sua efficacia espressiva.
Con questo primo numero del 2007 abbiamo voluto proporre una nuova
immagine della rivista che rappresenta gli elementi basilari sui
quali si fonda la sua storica linea editoriale, rimarcando con un
particolare effetto visivo gli obiettivi e i compiti istituzionali
che le sono propri.
L'immagine della Scuola Ufficiali Carabinieri sta a significare lo
stretto legame della rivista con il massimo istituto di formazione
dell'Arma. La nostra rivista, infatti, nata nel 1953 come
"Notiziario per l'Arma dei Carabinieri", con lo scopo di informare
ed aggiornare il personale dell'Arma sui problemi e sugli
avvenimenti di carattere tecnico-professionale, ebbe subito la sua
sede naturale nella Scuola Ufficiali Carabinieri. Questo stretto
legame si è rafforzato nel tempo, sino a consolidarsi
definitivamente con la trasformazione del Notiziario nell'attuale
"Rassegna dell'Arma dei Carabinieri".
Il binomio Scuola Rassegna ha reso la nostra pubblicazione uno
strumento privilegiato di aggiornamento della preparazione
specifica dei quadri dell'Arma e, allo stesso tempo, ha costituito
il principale motivo di sviluppo e di potenziamento della
produzione editoriale. L'immagine della Scuola Ufficiali è anche un
omaggio e un riferimento di sintesi a tutte le scuole dell'Arma dei
Carabinieri, perché vuole sottolineare l'importanza istituzionale
della formazione, di base e permanente, che viene curata
precipuamente dagli istituti d'istruzione. Formazione quale
componente strategica, che ha bisogno di continua implementazione e
rafforzamento attraverso una sinergica utilizzazione di tutti gli
strumenti addestrativi e didattici. In tale contesto, da sempre, la
Rassegna dell'Arma dei Carabinieri rimarca questo suo privilegiato
ruolo di guida culturale e professionale. Un adeguato spazio si è
voluto dedicare al simbolo della Scuola, la Minerva, dea della
sapienza nella mitologia romana, nel quale è compendiato la
formazione nell'Arma dei Carabinieri, cioè il "sapere", il "saper
fare" e il "saper essere". In sintesi, bisogna coltivare e
diffondere un'originale e specifica sapienza professionale, perché
solo un sapere vasto e profondo unito a doti morali e spirituali è
la migliore garanzia di una saggia, completa e disinteressata
professionalità, al servizio di tutti. Allora, una formazione che
non sia fatua o semplicemente meccanica deve cercare e trovare la
sapienza. Senza aggiungere altre parole, un caldo invito a
rileggere un brano sublime sul valore della sapienza e sul suo
ruolo nella nostra vita.
"La sapienza è radiosa e
indefettibile,
facilmente è contemplata da chi l'ama
e trovata da chiunque la ricerca.
Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.
Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà,
la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di essa è perfezione di saggezza,
chi veglia per lei sarà presto senza affanni.
Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei,
appare loro ben disposta per le strade,
va loro incontro con ogni benevolenza.
(Sapienza, 6, 12-16) |