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Il 27 luglio 2006, alla presenza del
Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, del Comandante delle
Scuole, del Corpo Docente dell'Istituto e degli Ufficiali
frequentatori, si è svolta la cerimonia di chiusura dell'Anno
Accademico 2005-2006. Hanno preso la parola il Comandante della
Scuola Ufficiali, Gen. D. Nicolino D'Angelo, e il Comandante
Generale dell'Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Gianfrancesco
Siazzu.

Relazione del Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri
Signor Comandante Generale, Signor Vicecomandante Generale,
Autorità, gentili Signori, graditi ospiti, cari amici e
colleghi.
Si chiude oggi l'anno accademico 2005-2006 secondo una consuetudine
ultrasecolare che vuole sottolineare, con la breve e solenne
cerimonia odierna, il significato ed il valore della transizione da
una stagione addestrativa all'altra e testimoniare - al tempo
stesso - la continuità e l'evoluzione della formazione,
dell'educazione, dell'aggiornamento degli Ufficiali
dell'Arma.
Prima di inoltrarmi in talune, sintetiche riflessioni sui temi
dell'incontro odierno, desidero rivolgere un caloroso saluto ed un
profondo ringraziamento a tutti gli intervenuti, ai rappresentanti
delle istituzioni, agli esponenti del mondo accademico e culturale,
a quanti - a vario titolo ed in diversa misura - esprimono con la
loro presenza, vicinanza e consenso al nostro Istituto.
Un ringraziamento particolare a Lei, Signor Comandante Generale,
per la Sua prima, ambita, autorevole partecipazione a questo nostro
importante appuntamento ed un grazie speciale a Lei, Signor
Vicecomandante Generale, per averci guidato fin qui - da Comandate
delle Scuole - con assiduità e passione, dando modo alla Scuola
Ufficiali di portare avanti la sua importante missione.
Non posso e non voglio esimermi dall'esprimere la gratitudine mia e
della Scuola al Generale Gottardo, che è con noi questa sera, per
la sollecitudine e la costante attenzione che fino a pochi giorni
fa ci ha manifestato, come Comandante Generale dell'Arma, e che -
sono sicuro - continuerà a manifestarci anche per l'avvenire.
Finisce dunque un anno accademico stimolando sensazioni, emozioni,
consuntivi ed auspici.
Immagino quali siano le sensazioni di tutti: si taglia un traguardo
e ci si può ristorare dalla fatica, si può finalmente provare
sollievo e soprattutto gioire per l'impresa condotta a
termine.
E tutti i frequentatori hanno motivo per gioire, perché ognuno ha
tagliato il suo traguardo, si è alimentato al sapere, ha ampliato i
propri orizzonti, si è fortificato nel carattere, si è inserito
naturalmente e spiritualmente nei meccanismi istituzionali, ha
condiviso con i propri comandanti, con gli insegnanti, con i
compagni, l'atmosfera irripetibile della propria crescita
professionale e personale.
Così è stato per tutti i corsi: per quelli periodici, a cominciare
da quelli indirizzati alla formazione di base, vale a dire il 12°
corso di perfezionamento, il 184° ed il 185° corso di applicazione,
l'11° corso formativo, il 45° corso applicativo, l'8° ed il 9°
corso tecnico professionale; e poi i corsi di aggiornamento, ovvero
il 4° corso di perfezionamento universitario, il 23° corso
d'istituto, l'8° corso di ammissione all'Istituto Superiore di
stato Maggiore Interforze, il 7° corso per Comandanti di Compagnia
Territoriale, il 4° corso di formazione per formatori, il 6° corso
per capi ufficio personale, le sessioni informative per Comandanti
di Regione, provinciali e reparto territoriale, il 6° corso di
qualificazione all'impiego delle Unità Multinazionali Specializzate
di polizia nelle missioni fuori area.
Completano il quadro una serie di iniziative integrative, come - ad
esempio - un seminario sulla comunicazione istituzionale,
sviluppato da prestigiose firme dell'informazione nazionale; un
seminario sull'antiterrorismo e sulla criminalità organizzata cui
hanno partecipato ufficiali dei Paesi aderenti all'Accordo tra le
Gendarmerie europee; un convegno di studi sulla trasparenza
amministrativa ed una serie di conferenze di altissimo profilo
culturale, tra cui mi piace ricordare quelle tenute dal Capo di
Stato Maggiore della Difesa, dal Vice Presidente della Corte
Costituzionale, dal Presidente del Consiglio di Stato, dal
Procuratore Nazionale Antimafia.
Il nostro Istituto ha, inoltre, ospitato importanti iniziative di
studio internazionale, come la sessione di lavoro per la creazione
di una forza di polizia militare in ambito NATO ed il gruppo di
lavoro per lo sviluppo del trattato istitutivo della Forza di
Gendarmeria Europea.
In sintesi 679 ufficiali si sono avvicendati sui banchi della
nostra Scuola, provenienti anche da 20 Paesi esteri, dando vita ad
un fervore addestrativo ampio ed articolato in cui sono stati
sapientemente dosati gli insegnamenti universitari e quelli
professionali, con un occhio attento all'addestramento militare di
base, culminato con il campo d'arma interforze di quattro settimane
appena concluso, vissuto dai nostri ufficiali allievi al fianco dei
colleghi della Scuola d'Applicazione dell'Esercito.
Insomma, un bell'impegno per tutti, docenti e discenti ai quali
riconosco con grande piacere il loro merito, rassegnandolo con
orgoglio all'attenzione di tutti.
Grazie di cuore; grazie ai professori delle Università di Modena e
Reggio Emilia e di Roma Tor Vergata; e grazie al personale degli
uffici e dei servizi, al personale ed ai coadiutori civili, al
COBAR appena rinnovato, oggi in compagnia dei rappresentanti del
COIR e del COCER, a tutti coloro insomma che si sono prodigati per
far vivere al meglio questa comunità brulicante e gioiosa di
giovani studenti, assicurandone la convivenza e le attività di
studio e di svago all'interno di un complesso infrastrutturale
sempre bello, moderno, razionale e pienamente aderente agli
standard funzionali necessari.
Mi avvio alla conclusione e quindi ai saluti, cominciando con un
arrivederci per il 184° ed il 185° corso di applicazione in attesa
di accogliere il 186° corso in arrivo dall'Accademia Militare di
Modena e tutti gli altri corsi che daranno vita ad un nuovo ed
esaltante ciclo addestrativo.
Un saluto speciale va ai corsi in uscita, al 12° corso di
perfezionamento ed al 45° corso applicativo, che saranno presto
raggiunti dall'11° corso formativo ora impegnato nella fase
pratico-applicativa conclusiva del loro percorso.
Su questi corsi cala il sipario facendo esplodere le emozioni che
normalmente accompagnano il mutar della scena; intanto la
soddisfazione per il lavoro svolto, per il consenso riscosso, per i
risultati conseguiti.
E poi la smania, l'eccitazione per l'impegno nuovo che sta per
cominciare.
Ma anche il rimpianto per ciò che è stato e non sarà più; per la
vita scolastica a tempo pieno che finisce, portando con sé una
fondamentale quota di giovinezza.
Miei cari ragazzi, non abbiate rimpianti, non voltatevi
indietro.
Non è il momento. Lo farete più in là per rivisitare e coltivare i
vostri ricordi. Ora dovete guardare avanti.
Varcherete un'ultima volta i cancelli della Scuola ed andrete con
la vostra giovanile baldanza incontro alla vita professionale; e la
vita è li fuori ad attendervi con il suo affascinante sorriso;
abbracciatela con entusiasmo; afferratela e tenetela saldamente
nelle vostre mani; sentitevi d'ora in avanti protagonisti, senza
protagonismi, del vostro futuro e, con esso, del futuro
istituzionale.
Non abbiate timori; la Scuola vi ha dato i ferri del mestiere,
insieme ad un gruzzolo, ad un patrimonio di valori da difendere con
assoluta convinzione, per adempiere con successo alla vostra
straordinaria missione di comandanti, da svolgere soprattutto con
la forza del sapere che qui vi è stata data per salvaguardare e
tramandare, con fierezza e passione, l'identità istituzionale e
tutto il fascino di un mestiere antico e nobile al quale vi siete
lungamente preparati.
Signor Comandante Generale, questi giovani ufficiali, ormai
compiutamente formati, sono pronti ad andare al Suo segnale e non
vedono l'ora di fare e di far bene.
Li accompagna il mio augurio e quello che da qui in poi sarà per me
l'affettuoso, incancellabile ricordo della gioia che tutti e
ciascuno hanno suscitato e lasciato per sempre nel mio cuore.
Signor Comandante Generale, nel cederLe la parola, La prego di
voler ufficialmente dichiarare concluso l'Anno Accademico
2005-2006.
Auguri, buon lavoro e buona fortuna a tutti.
Intervento del Comandante Generale
dell'Arma dei Carabinieri
Desidero rivolgere un grato saluto alle autorità intervenute e
in particolare ai Comandanti Generali miei predecessori, perché la
loro presenza è segno concreto di stima verso l'Arma e conferisce
alla cerimonia un tono di particolare solennità.
Il mio primo e convinto sentimento di gratitudine va a tutti i
docenti, civili e militari, che per voi Ufficiali frequentatori,
come per chi vi ha preceduto in questa prestigiosa Scuola, sono
stati maestri di vita oltre che di scienza. Hanno contribuito a
fornirvi gli strumenti e le chiavi di lettura necessari per poter
svolgere una professione complessa e nel contempo esaltante. Vi
hanno insegnato quanto sia importante la cultura, l'umiltà,
l'equilibrio ed il prestare attenzione alla propria ed alla altrui
dignità. Vi hanno aiutato e stimolato per tutta la durata di un
iter formativo articolato e multidisciplinare che vi ha preparato a
divenire professionisti della sicurezza e soprattutto Comandanti di
uomini. Essi hanno integrato l'azione educativa dei vostri genitori
e dei precedenti formatori, facendo in modo di consolidare in voi,
giorno dopo giorno, oltre le conoscenze, quei valori che saranno
alla base del vostro impegno al servizio del Paese.
Un particolare e sentito apprezzamento formulo anche al Comandante
ed al quadro permanente della Scuola per la passione e la dedizione
dimostrate nell'indirizzare, seguire e sostenere le intense
attività addestrative ed i numerosi corsi svolti presso
l'Istituto.
Il mio principale e più affettuoso saluto va, però, a voi Ufficiali
Allievi. Un altro anno accademico si è concluso ed avete innanzi a
voi un periodo di meritato riposo al termine del quale alcuni
raggiungeranno direttamente i reparti di impiego.
Durante gli anni di studio in questa Scuola, avete acquisito le
nozioni fondamentali per svolgere con serenità ed autorevolezza,
anche nei primi anni di carriera, la vostra azione di comando. Ora
dovrete applicare la teoria all'attività operativa, calando nella
vita di ogni giorno le conoscenze giuridiche e
tecnico-professionali apprese in questo Istituto.
Portate nei reparti che vi accoglieranno il vostro giovanile
entusiasmo, lo slancio di chi vuole ben operare nel solco della
tradizione, ma anche l'umiltà unitamente al desiderio di migliorare
e far crescere, oltre che voi stessi, anche l'Arma.
Ufficiali del 12° Corso di Perfezionamento, dell'11° Corso
Formativo e del 45° Corso Applicativo, gli impegni che vi attendono
fuori da queste mura accademiche sono onerosi, poiché la richiesta
di sicurezza dei cittadini è cresciuta e con essa le loro legittime
aspettative nei confronti dell'Istituzione.
Il permanere della minaccia del terrorismo internazionale, la
presenza sul territorio di diverse forme di criminalità organizzata
ed una realtà sociale mutevole e complessa, esigono da parte
dell'Arma efficienza, preparazione ed elevate capacità di
contrasto. I risultati operativi scaturiscono da impegno e
competenza e sono comunque vincolati ad una corretta sinergia di
intenti fra le diverse Forze dell'Ordine che, attraverso il
coordinamento dei propri sforzi, esaltano le proprie peculiarità
per una cooperazione indispensabile a garantire la sicurezza
nazionale.
La capacità dell'Istituzione di fornire sicurezza trova il suo
fondamento nella formazione che i suoi Ufficiali ricevono presso
questa prestigiosa Scuola, che aggiorna costantemente la
metodologia didattica per continuare a perseguire risultati di
eccellenza nei settori della prevenzione e del contrasto alle
molteplici forme di criminalità.
L'Istituto, in linea con le più moderne tendenze formative, mira
infatti a sviluppare un sistema didattico orientato a fornire ai
discenti non solo il "sapere", inteso come apprendimento di
contenuti specifici, ma anche il "saper fare", quale abilità
concreta di rendere operative le nozioni apprese ed il "saper
essere", non saper apparire come atteggiamento del singolo ad
assumere responsabilità dirette.
Allo scopo di consolidare elevati standard di formazione, l'Arma si
è adeguata alle successive recenti evoluzioni del sistema
universitario, stipulando con l'Ateneo di Modena e Reggio Emilia e
con l'Università di Roma "Tor Vergata" convenzioni dedicate che
consentono agli Ufficiali del Ruolo Normale di conseguire, al
termine del quinquennio formativo, la laurea in
Giurisprudenza.
Giovani Ufficiali, sappiate che gli studi compiuti presso questa
Scuola non esauriscono lo sviluppo del vostro percorso formativo
che continuerà attraverso attività addestrative dedicate, tra cui
spiccano il Corso d'Istituto per Capitani ed il successivo Corso di
Perfezionamento universitario, tese ad affinare la vostra
preparazione culturale, giuridica e tecnico-professionale allo
scopo di assolvere, con maggiore competenza, le funzioni
dirigenziali.
L'Istituzione sostiene un chiaro sforzo per consentire agli
Ufficiali di essere all'altezza dei tempi e confrontarsi con una
realtà che ci vede impegnati anche fuori dai confini della Nazione
al fianco di istituzioni internazionali, in seno alle quali
dobbiamo continuare a distinguerci per capacità, serietà e
professionalità.
Il forte impegno dell'Istituzione in campo internazionale è
confermato dalla presenza di nostri militari in numerosi Paesi del
mondo ed in particolare nei teatri operativi di Iraq, Bosnia,
Kosovo e Afghanistan, dall'intensificazione delle relazioni
addestrative testimoniate dalla presenza di studenti di Nazioni
alleate in questa sala e dalla recente istituzione del Centro di
Eccellenza per le Stability Police Units in Vicenza, ove, forte
dell'esperienza conseguita nelle operazioni di mantenimento della
pace, l'Arma addestra Ufficiali e Sottufficiali di numerosi Paesi
africani ed asiatici.
Il ruolo leader dell'Arma nel contesto internazionale è, inoltre,
rafforzato quest'anno dalla presidenza di turno della FIEP,
Associazione delle Polizie a statuto militare, nel cui ambito
nascono e si sviluppano importanti progetti di formazione e scambio
di esperienze in diversi settori qualificanti per il rinnovamento
istituzionale.
L'Arma che troverete, una volta usciti da questo Istituto, è
un'organizzazione che evolve rapidamente in assonanza con i tempi
che viviamo, alla continua ricerca di soluzioni innovative e
tecnologicamente all'avanguardia che garantiscano una maggiore
efficienza e consentano di dare risposte concrete alle istanze che
provengono dal Paese.
Consideratevi parte di questa evoluzione, stimolate i vostri
collaboratori a comprenderne lo spirito, dando per primi esempi
concreti, affinate la conoscenza delle lingue estere e,
soprattutto, accettate i costi, ma anche le gratificazioni, di una
formazione permanente che vi consentirà di poter svolgere con
professionalità i compiti a voi devoluti.
A voi Ufficiali del 12° Corso di Perfezionamento e del 45° Corso
Applicativo vada l'augurio più sincero per gli impegni che vi
attendono nell'Istituzione e per una carriera densa di
soddisfazioni al servizio della Patria.
Agli Ufficiali dell'11° Corso Formativo del Ruolo Tecnico Logistico
ricordo che l'Arma ha bisogno della vostra competenza scientifica e
del vostro supporto tecnico.
A voi Ufficiali del 184° e 185° corso di applicazione, che dovete
ancora proseguire nell'iter addestrativo, auguro un sereno periodo
di riposo affinché, ritemprati, possiate riprendere il cammino di
studi che vi attende.
Infine, agli Allievi Ufficiali dell'Accademia Militare di Modena,
il mio augurio di indossare al più presto gli alamari, e di
portarli con l'orgoglio dell'appartenenza assieme alla dignità, la
passione e la fierezza di chi vi ha preceduto.
A Voi tutti Ufficiali Allievi, l'esortazione a rammentare sempre di
non imporvi con l'autorità che discende dal grado, ma di proporvi
con il carisma e l'autorevolezza che vi deriverà dalla motivazione,
dalla fiducia nelle vostre possibilità, dalla ferma volontà di
servire con dedizione la collettività e soprattutto
dall'esempio.
Dichiaro così concluso l'anno accademico 2005/2006 e auguro a tutti
buona fortuna e che Iddio vi assista.
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