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1. Il
problema dell'identificazione forense
Al giorno d'oggi la sensibilità delle Forze dell'Ordine e della
Magistratura verso l'importanza delle "Scienze Forensi" e del
ricorso a queste per la soluzione di particolari casi giudiziari è
ai massimi livelli. Questo non può essere solamente attribuito al
contributo dei media (che, eventualmente, ne rappresenta solo una
conseguenza) ma, soprattutto, è dovuto all'apprezzamento dei
risultati che quotidianamente vengono conseguiti, frutto del
progresso tecnico e scientifico nonché del crescente livello di
qualificazione degli operatori. D'altro canto è oggi chiaro che non
è sufficiente avere in mano un buon accertamento tecnico per
definire rigidamente la posizione processuale di un soggetto ma è
necessario che esso superi indenne l'esame della "cross
examination" durante il dibattimento. Ciò implica per l'esperto
l'osservazione di protocolli, la conoscenza dettagliata delle
tecniche analitiche e di indagine, dell'impiego dei materiali e
della letteratura internazionale sulla specifica materia. Lo scopo
dell'esperto non è quello di 'giudicare' un soggetto scrivendo una
"sentenza scientifica" ma, piuttosto, quello di fornire al giudice
gli elementi necessari per giudicare serenamente e oggettivamente
la posizione della persona in questione(1). Al riguardo non
dimentichiamo la forte spinta internazionale (cfr. sentenza Daubert
vs. Merrel Dow Pharmaceuticals Inc., 509 US 579, 1993) per cui si
sollecitano gli esperti a non concludere le proprie relazioni
tecniche con risposte categoriche ma a fornire sempre una stima
dell'errore (error rate). Sull'argomento la posizione dominante in
Europa è dettata dall'ENFSI (European Network of Forensic Science):
si propone di presentare i dati in versione statistica-bayesiana,
in modo che risultino esplicite sia la probabilità di
riconoscimento (cioè il grado di compatibilità tra la traccia
anonima e la medesima caratteristica del sospettato) sia la
probabilità di falsa identificazione (la probabilità che un'altra
persona, innocente, possa produrre analoga traccia), ciò che viene
definito con il nome di likelihood ratio. In altre parole il
rapporto di queste due probabilità rappresenta il fattore tecnico
che consente di passare dalle probabilità di colpevolezza "a
priori" (note agli inquirenti e al giudice) a quelle "a posteriori"
(cioè quelle che considerano anche l'incidenza del risultato
dell'esame tecnico) che saranno l'elemento fondamentale per
l'emissione di un verdetto(2).Le scienze forensi, in tutti i propri
settori, si stanno orientando verso questo formato di risposta,
malgrado il processo di trasformazione non sia semplice, stanti le
difficoltà di ordine culturale (in quanto gli esperti anziani sono
tendenzialmente restii all'idea di adeguarsi ad un moderno concetto
di "statistica forense" che richiede, oltre allo studio, anche un
cambiamento metodologico) e soprattutto pratico, perché non tutte
le discipline hanno sviluppato efficaci strumenti matematici e,
cosa più grave, approntato database in grado di rappresentare
adeguatamente i fenomeni di studio adeguandoli ad una popolazione
di riferimento significativa.
2. Il riconoscimento del
parlatore
Tra le indagini tecnico-scientifiche che possono condurre
all'identità di un soggetto troviamo anche quelle sulla voce.
L'importanza di questo tipo di investigazione risiede soprattutto
nella tipicità di alcuni reati, per i quali è necessaria, appunto,
la voce e dove, peraltro, risulta inusuale il ritrovamento di altri
elementi d'indagine, pensiamo alle rivendicazioni di attentati,
alle richieste di riscatto, alle estorsioni… Tra l'altro l'ampia e
crescente diffusione degli apparati portatili di comunicazione
favorisce la scelta di questo tipo di contatto tra persone.Risulta
dunque evidente l'indispensabilità della messa a punto di tecniche
di analisi della voce che consentano non solo l'individuazione del
responsabile ma, soprattutto, siano sufficientemente robusti nei
confronti degli attacchi dalle parti durante il dibattimento.
Questo articolo si prefigge il compito di esporre e confrontare i
metodi esistenti, da quelli tradizionali ai più recenti, utilizzati
in Europa e nel mondo, per affrontare questo tema. a. Problematiche
relative al riconoscimento del parlatore La difficoltà principale
per un approccio di tipo scientifico è dato dalla intrinseca
variabilità della voce che, unita a quella introdotta dalle
condizioni di registrazione, rende il problema decisamente
complesso.Riguardo al fattore "intrinseca variabilità" è necessario
spendere alcune parole: la voce è soggetta a continue alterazioni
non solo per l'aumentare dell'età o per l'insorgere di patologie
specifiche dell'apparato respiratorio (più precisamente parleremo
di variazioni "di lungo periodo" del sistema
rino-laringo-faringeo), ma anche per cause "di breve periodo" come
un'anomala respirazione momentanea, l'assunzione di droghe, alcool
o per improvvisi sbalzi umorali del parlatore.Queste variazioni
influiscono anche sulle componenti più prettamente fisiche della
voce come è stato dimostrato, per esempio, per la frequenza di
vibrazione delle corde vocali che dipende anche dall'intensità
della voce e dalla tensione delle corde stesse.Da tutto ciò si
evince che all'interno di uno stesso individuo (intraparlatore)
esiste una duplice variabilità che non può essere trascurata in
fase di confronto. Essa è duplice in quanto vi è la componente a
breve termine, di natura occasionale (solitamente transitoria) e
quella sistematica dovuta all'invecchiamento fisiologico degli
organi e delle membrane, talvolta affetti da patologie croniche.
Oltre alle variazioni intrinseche, dovute alla sorgente del segnale
audio, si devono considerare anche quelle introdotte dal sistema
strumentale di registrazione del suono in tutte le sue componenti,
cioè dal microfono, dal canale di trasmissione, dall'apparecchio di
registrazione ed infine dal supporto di registrazione.Ogni elemento
del sistema introduce infatti modifiche al segnale originale. Tali
variazioni possono risultare trascurabili o meno in funzione della
qualità dei materiali, delle condizioni generali di configurazione
del sistema di registrazione e, generalmente, la qualità finale del
prodotto sarà determinata dalle caratteristiche del peggior
componente. Queste sono solo alcune delle ragioni per cui risulta
necessario porre dei limiti "ab initio" alla possibilità di
comparare voci. Al giorno d'oggi, per la comparazione della voce a
fini forensi coesistono, di fatto, tecniche sia linguistiche sia
acustico-strumentali. Le seconde hanno condotto all'elaborazione di
programmi di analisi di tipo semi-automatico, che sono di ausilio
all'operatore nella identificazione, o totalmente automatici, in
cui l'operatore introduce esclusivamente il file audio e imposta il
database di confronto; il sistema elabora l'informazione e fornisce
direttamente il risultato calcolando un rapporto di
verosimiglianza. Lo stato dell'arte sulle tecniche di
riconoscimento del parlatore riflette la sensibilità internazionale
sull'argomento; alcuni Paesi quali Francia, Italia e Spagna,
colpiti fin dagli anni '70 dal terrorismo sono stati tra i pionieri
della ricerca nel settore; altri quali gli stessi Stati Uniti hanno
iniziato solo recentemente, investendo ingenti risorse per la
mutata sensibilità, causata anche dai noti fatti dell'11 settembre
2001. Stante la multidisciplinarità del settore, la ricerca in
molti Paesi è incentrata oggi sulle interazioni e sulle possibili
integrazioni tra diverse tecniche per ottenere la maggior quantità
di dati indipendenti utili alla risoluzione del problema
comparazione(3).Benché tutte le tecniche abbiano dei limiti
nell'applicabilità, ricordiamo tuttavia che questi sono diversi;
alcune caratteristiche del segnale possono precludere un tipo di
analisi ma non un altro e viceversa; inoltre, quando è possibile
l'esecuzione di tutte le metodiche note, si possono ottenere
risultati decisamente più precisi. Nella stragrande maggioranza
degli Istituti di Scienze Forensi già oggi si applica un approccio
ibrido (denominato combined), che tiene conto sia degli aspetti
strumentali che di quelli linguistici. Il problema è solo quello di
amalgamare con cognizione di causa i dati, valutando opportunamente
quelli indipendenti da quelli che non lo sono e non possono,
quindi, essere contemplati più volte. Attualmente chi utilizza
sistemi semi-automatici o automatici (con database di riferimento)
è in grado di fornire la probabilità di falsa identificazione o la
likelihood ratio, esprimendo valori che però non tengono in
considerazione le risultanze emerse dagli esami linguistici che, a
tutt'oggi, sono rimaste di carattere qualitativo. Peraltro nella
maggior parte dei laboratori europei, proprio per la diversa
estrazione culturale, gli esami linguistici sono effettuati da
persone differenti, con professionalità diverse rispetto a chi
esegue le misure sulle frequenze di emissione vocalica. Inoltre,
problema non indifferente, molte tecniche non sono esportabili
fuori dai confini nazionali, in quanto richiedono una precisa e
attenta conoscenza della lingua. b. Le principali tecniche:
analisi fonetico-linguistica Analizziamo brevemente le peculiarità
della voce che sono oggetto d'esame, menzionando aspetti:-
Fonetici: acquisiti con l'educazione e consolidati nel tempo,
caratterizzano le persone per le modalità dei processi di
articolazione e collegamento dei suoni. Rappresentano un fattore
seminconscio(4), sostanzialmente stabile nel parlato spontaneo, e
scarsamente variabile nel medio termine (la pronuncia dei fonemi,
per es. nóve anziché nòve, trè anziché tré ecc…, dipende dal
patrimonio culturale 'consolidato'). La sovrapponibilità delle
mappature delle produzioni fonetiche tra individui è stringente per
qualsiasi giudizio di compatibilità;- Semantico-Lessicali:
incidono sull'identità e il significato del messaggio pronunciato
in relazione ai suoni emessi o alla scelta di vocaboli operata
(parola/significato, secondo un codice semantico), forniscono
informazioni di carattere prevalentemente socio-linguistico, con
riferimento alla zona geografica di appartenenza ed al livello
culturale raggiunto dal soggetto. Particolari interiezioni possono
invece avere valenza identificativa, in funzione della rarità delle
medesime (le persone che costantemente iniziano il discorso con
"però" sono decisamente più comuni di quelle che iniziano con "per
il vero"); - Prosodici: riguardano l'andamento (temporale e
intonativo) dell'esposizione frastica, possono essere connessi con
il carattere della persona e/o con l'ambiente di sviluppo/lavoro.
Gli aspetti intonazionali sono i più condizionati dallo stato
emotivo, tuttavia altri aspetti temporali possono risultare
estremamente stabili rispetto alle emozioni e quindi maggiormente
utilizzabili; tra queste citiamo la velocità di articolazione(5),
ma utile è anche l'analisi delle pause (piene e vuote) nonché del
respiro;- Foniatrici: riguardano le modalità di emissione acustica
dei suoni dovute alle condizioni morfo-fisiologiche della parte
superiore dell'apparato respiratorio. Rappresentano la categoria
generalmente meno controllabile dal cervello e più oggettivamente
legata alla biometria dell'individuo. Sono i responsabili delle
frequenze fonatorie emesse, e rappresentano di fatto l'oggetto
degli esami strumentali.L'esame fonetico-linguistico, pertanto,
prevede l'analisi delle elencate peculiarità (in particolare dei
primi tre punti) che produrranno una sorta di 'carta d'identità'
del parlatore. La disamina dei parametri comporta tempi lunghi di
rilevazione e richiede un adeguato livello di preparazione, nonché
di esperienza, dell'operatore.Sono ammesse anche le cosiddette
"prove uditive", che consistono nella creazione di un file audio
contenente le frasi pronunciate dall'anonimo seguite dalle medesime
espresse dal sospettato; l'accostamento diretto suggerisce più
ascolti immediati, favorendo le condizioni per un confronto
percettivo basato sulla memoria a breve termine.Gli esami
fonetico-linguistici sono svolti dagli esperti/fonetisti di tutto
il mondo: essi tuttavia non offrono un risultato statistico
quantificabile(6) e l'eventuale positività comporta, di fatto, una
condizione necessaria non sufficiente per sostenere
un'identificazione. c. Tecniche di analisi strumentali di tipo
semi-automatico La voce viene analizzata da un punto di vista
fisico, poiché riconosciuta come sistema di onde acustiche che
genera suoni complessi, derivando il risultato sonoro dalla
combinazione di più fenomeni:- il passaggio di aria attraverso la
glottide che, a seconda della posizione delle corde vocali, genera
rumore ma può produrre anche un treno d'onde;- il seguente
passaggio attraverso un condotto acustico che, fungendo da cassa di
risonanza, modula il segnale entrante; - la variabilità nel tempo
della morfologia del condotto vocalico, che permette l'emissione
dei diversi suoni.Per lo studio di un'onda complessa come il suono
vocale l'analisi strumentale è condotta sullo spettro del segnale
(rappresentazione della scomposizione del suono nelle proprie
componenti in frequenza) nel tratto dove è presente una vocale.Tra
i vari suoni emessi da un parlante sono infatti le vocali ad essere
misurabili con maggiore precisione(7). Poiché i risultati delle
analisi così condotte sono riproducibili (e la riproducibilità è il
pilastro di ogni affermazione scientifica), ne segue che questa
metodologia riveste un importante grado di attendibilità. Oggetti
della misura, vocale per vocale, sono tipicamente quattro
frequenze, quella cosiddetta "fondamentale" (la più bassa,
correlata alla vibrazione delle corde vocali) e le prime tre
"formanti" (risonanze del tratto vocale, vedi figura 1). Figura 1 -
Spettro di una vocale 'a' maschile: le barre indicano le prime tre
formanti. Per classificare una voce, stante le citate variabilità,
bisognerà effettuare più misure per singola vocale e studiare
quindi una distribuzione (rappresentata da una funzione continua)
per ogni variabile misurata. Generalmente si utilizzano 16
variabili e questo lascia comprendere la complessità del tipo di
esame e della successiva elaborazione dei dati che, tuttavia, ha il
vantaggio di fornire un'interpretazione statistica anche per quanto
riguarda la probabilità di falsa identificazione, stante
l'esistenza di un database che rappresenta la popolazione italiana
per ognuna delle variabili misurate(8).Questo genere di analisi,
sviluppata a partire dagli anni '90, ha soppiantato le tecniche più
tradizionali legate ai cosiddetti 'sonogrammi' (esplose negli anni
'70) e viene comunemente svolta non solo in Italia, ma anche in
molte Nazioni europee quali la Russia, i Paesi Baltici ed altri,
nonché in Nazioni sudamericane di lingua spagnola o portoghese
(Argentina e Brasile). Lavorando su 16 variabili si possono
ottenere probabilità di falsa identificazione anche inferiori a
1:10000.d. Tecniche di analisi totalmente automatiche Con la
disponibilità di computer sempre più potenti, a partire dal nuovo
millennio sono stati introdotti sistemi di riconoscimento vocale di
tipo totalmente automatico. Tralasciando in questa sede gli aspetti
più prettamente tecnici(9), ci concentreremo sulla struttura e
sulla filosofia operativa. Il "motore" di questa tipologia di
sistema è standard ed è basato su alcune decine di parametri
acustici che vengono automaticamente estratti ed elaborati
statisticamente a partire da un enorme numero di spettri. Gli
spettri sono generalmente campionati ogni 10 millisecondi (pertanto
per una conversazione di un minuto il sistema ne calcolerà 6000).
Con questo tipo di struttura le informazioni raccolte non sono
relative alle sole vocali ma a tutto il parlato; è inoltre
possibile valutare anche le variazioni dei parametri nel tempo
(coefficienti "delta"). Per effettuare i confronti è tuttavia
necessario poter disporre di un database di voci rappresentativo
della popolazione, in quanto è necessario calcolare la probabilità
che la voce anonima appartenga al sospettato piuttosto che ad un
qualsiasi individuo della popolazione, con la possibilità quindi di
ottenere un rapporto di verosimiglianza (likelihood ratio), in
linea con quanto proposto a livello internazionale in termini di
presentazione dei risultati.L'operatore, pertanto, interviene solo
in due fasi: nella selezione del materiale audio da fornire allo
strumento (anonimo e sospettato) e nella scelta del database di
riferimento. Questi sistemi#(10), come vedremo, hanno degli indubbi
vantaggi rispetto ai precedenti (per es.: velocità, oggettività…)
ma, per contro, ammettono nuovi limiti (al di là di quelli
meramente tecnici come la troppa sensibilità verso il canale di
trasmissione), uno tra tutti: manca una universale accettazione da
parte dei Tribunali. La principale critica è nella mancanza del
controllo dell'operatore. Non piace l'idea che sia una "scatola
nera" a fornire un esito (anche perché nel contraddittorio non si
può operare una cross examination su uno strumento!), inoltre
presentano generalmente error rate superiori rispetto ad altri
metodi(11)#. I programmi di analisi automatica, soprattutto per la
loro rapidità, sono invece largamente impiegati nelle analisi
"preventive", per scremare da numerose intercettazioni quel numero
ridotto che possa poi essere utile per le indagini: in pratica
quello che accade nella dattiloscopia con il sistema AFIS o in
balistica con IBIS. è in ogni caso richiesta una verifica da parte
dell'esperto che non può, di fatto, essere completamente sostituito
da una macchina.
3. Confronti tra tecniche
Scopo di questo paragrafo è mostrare pregi e difetti delle tre
tecniche esposte, non tanto per stilare una sorta di classifica di
merito quanto, piuttosto, per orientare l'indagine investigativa
sulla metodologia più opportuna a seconda delle condizioni di
applicabilità determinate dal caso in trattazione. Un altro scopo è
quello di verificare le condizioni di integrabilità tra le
tecniche, in maniera da massimizzare la valenza degli elementi
d'indagine evitando, per contro, che l'impiego contemporaneo di più
sistemi si risolva in un'inutile ripetizione di dati
ridondanti.
Per sintetizzare le risultanze emerse dall'indagine comparativa(12)
tra le tecniche, le valutazioni sono riportate nella tabella
1:
4. Discussione e conclusioni
Il confronto tra le caratteristiche e le prestazioni mostra
chiaramente come non vi sia un metodo migliore in senso assoluto.
In effetti nessuno di questi riesce a trattare con completezza ogni
caratteristica della voce (e a fornire un adeguato "peso"
valutativo) e, quindi, aspetti 'trascurati' da un metodo possono
essere meglio descritti da un altro ma, soprattutto, quando una
tipologia d'approccio non può essere utilizzata per i limiti
intrinseci, ne esiste un'altra capace di fornire informazioni. Se
da un lato, quindi, già oggi presso molti Istituti la scelta del
metodo è effettuata pragmaticamente sulla base delle condizioni
operative, dall'altro sono in corso attività di ricerca per
integrare i sistemi in modo da ottenere risultati migliori in un
unico responso. Il metodo che pare essere più "chiuso", quindi meno
integrabile, è quello di tipo totalmente automatico perché, in
teoria, analizza tutte le particolarità della voce, i fonemi, le
vocali, il respiro, ecc…; il problema è che non è in grado di
fornire una valutazione separata del peso statistico di ogni
caratteristica e, mediando un po' su tutte, non raggiunge
quell'accuratezza che si otterrebbe dalla separazione delle
variabili. In altri termini, una particolarità rara di un parlatore
italiano (es.: non riuscire a pronunciare la consonante 'c' dolce)
non verrebbe trattata con "particolare attenzione" da un sistema
automatico, perché questo dato verrebbe "diluito" insieme a tutte
le altre caratteristiche, mentre in un esame di tipo
fonetico-linguistico il dato in questione assumerebbe un'importanza
primaria. I sistemi semi-automatici, invece, lavorando solo sulle
vocali, sembrano più facilmente integrabili con le tecniche
fonetiche e linguistiche, perché gli oggetti delle misure sono
sicuramente più circoscrivibili, rendendo più semplice la ricerca
di eventuali interdipendenze rispetto a nuovi parametri. Se i
diversi parametri fossero indipendenti tra loro, sarebbe possibile
un'analisi statistica più semplice e non ambigua (per non dire
falsa). Gli esami di tipo linguistico, invece, sono stati e restano
un importante punto di riferimento in quanto forniscono un ricco
serbatoio di informazioni; ma se non sarà possibile formalizzare un
loro impiego in base ad uno schema logico-matematico che porti a
risultati statistici quantitativi, vi è il rischio di una
inutilizzabilità in dibattimento, come accaduto negli USA. Ecco
perché al giorno d'oggi molte équipes sono attive nella ricerca, in
particolare, di quelle variabili di tipo linguistico che, una volta
dimostrata la loro indipendenza dagli altri parametri derivanti
dalle analisi strumentali, consentano un'acquisizione oggettiva e
siano storicizzabili in database, in altre parole siano trattabili
matematicamente; tra questi, per esempio, citiamo la velocità di
articolazione che, per la lingua italiana, risulta sufficientemente
discriminativa da rappresentare un sicuro valore aggiunto, come
mostrato dagli studi più recenti(18).L'evoluzione scientifica e
tecnologica dell'ultimo decennio ha dunque consentito lo sviluppo
di nuove metodologie per l'analisi della voce, più potenti rispetto
al passato e, soprattutto, in linea con i dettami forensi
internazionali in termini di applicabilità, affidabilità e gestione
dell'errore.La panoramica esposta ha mostrato come le tecniche
sviluppate siano capaci di superare le limitazioni che solitamente
affliggono il segnale "reale"; si è visto che è possibile ottenere
risultati anche in tempi assai ristretti (sebbene sia ancora
prematuro affermare che questi possano superare una
cross-examination in dibattimento) e si sono anche compresi gli
aspetti interdisciplinari che intervengono nelle analisi di
riconoscimento.Avendo chiari i limiti di funzionamento e la
relativa attendibilità dei risultati, si è quindi oggi in grado di
fornire soluzioni differenziate a seconda della tipologia del caso
in trattazione (lingua straniera, segnale disturbato, linea
telefonica…). Lo sforzo attuale rimane dunque quello di valutare le
possibili integrazioni tra le tecniche, pesando scientificamente (o
meglio statisticamente) i contributi offerti dall'impiego di ogni
singolo parametro, in maniera da poter affrontare, di volta in
volta, ogni specifico caso reale ritagliando la soluzione più
completa.
(*) - Maggiore dei Carabinieri, Comandante della Sezione Corsi del
Reparto Addestramento del Racis.
(1) - D. Zavattaro, L'identificazione e il problema
dell'interpretazione del dato scientifico. Riflessi dibattimentali.
Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, vol. 4 - 2001.
(2) - Per approfondimenti cfr.: C.G.G. Aitken, Statistics and the
evaluation of evidence for forensic scientists, John Wiley &
Sons -1997.
(3) - La sola Guardia Civil spagnola ha investito quasi un milione
di euro per la realizzazione di un software di tipo automatico
nell'ultimo quadriennio.
(4) - Quindi ragionevolmente robusto anche nei casi di alterazione
volontaria della voce.
(5) - Cfr.: H.J. Kunzel, Some general phonetic and forensic aspects
of speaking tempo: Forensic Linguistic: The University of
Birmingham - University Press -, 4 (1)-1997, pagg. 48-83.
(6) - Perché ad oggi non è disponibile un database dei parametri
linguistici nazionali.
(7) - Perché per un tempo sufficientemente lungo (50-60
millisecondi) il tratto vocale può essere considerato stazionario,
quindi lo spettro rappresenta una sorta di fotografia della sola
vocale pronunciata.
(8) - Per approfondimenti: A. Federico and A. Paoloni, Bayesian
decision in the speaker recognition by acoustic parametrization of
voice samples over telephone lines in Proc. EUROSPEECH, pagg.
2307-2310, 1993.
(9) - Per approfondimenti: Didier Meuwly, Andrzej Drygajlo,
Forensic Speaker Recognition Based on a Bayesian Framework and
Gaussian Mixture Modelling (GMM) - 2001 a Speaker Odyssey - Creta
18-22 giugno 2001- atti.
(10) - Sviluppati e impiegati in Spagna, Francia, Svizzera e, in
parte, negli USA e in Russia. In fase di test in altri Paesi, tra i
quali l'Italia.
(11) - Vds.: Schmidt-Nielsen, A. & Crystal, T.H. (1998), Human
vs. Machine Speaker Identification with Telephone Speech,
Proceedings ICSLP '98.
(12) - I dati sono tratti dai meeting del gruppo di lavoro ENFSI
"Forensic Speech & Audio Analysis".
(13) - Non esiste un vero limite: più è abbondante il materiale a
disposizione e più sarà possibile trovare elementi di
comparazione.
(14) - Intesa per una comparazione di soli due brani, già
selezionati e pretrattati, uno anonimo e uno in verifica.
(15) - L'Equal Error Rate è la misura delle prestazioni del sistema
quando viene "tarato" sul livello di equiprobabilità di
accettazione di un falso positivo rispetto all'accettazione di un
falso negativo.
(16) - Non dappertutto: negli U.S.A., per esempio, non è valutato
come "metodo scientifico" perché non soddisfa i requisiti della
sentenza Daubert.
(17) - Probabilità di Falsa Identificazione, Probabilità di Falsa
Reiezione.
(18) - Vds.: A. Federico, L. Mori, A. Paoloni, D. Zavattaro,
Articulation rate: work in progress; in 7° meeting ENFSI "Forensic
Speech & Audio Analysis Working Group", Toledo, maggio 2004 -
atti. |