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Andrea
Angeli
Professione peacekeeper. Da
Sarajevo a Nassiriyah, storie in prima linea
Rubbettino editore, 2005, pagg. 350,
euro 12,00
Le missioni per il mantenimento della pace nelmondo, la cronaca
ce lo racconta di continuo, sono cresciute negli ultimi anni in
modo esponenziale. E quello dell'operatore di pace, di conseguenza,
è divenuto un lavoro che si può fare a tempo pieno, anche per tutta
la vita. È emblematico di ciò, ove mai occorresse, un titolo da
qualche giorno nelle librerie: "Professione peacekeeper", edito da
Rubbettino. Ma soprattutto ne è esempio la vita stessa del suo
autore, Andrea Angeli, impegnato da oltre venti anni nei Teatri
(gli addetti ai lavori li chiamano così) delle più delicate e
rischiose operazioni per la sicurezza internazionale. Namibia,
Cambogia, passando per il Palazzo di Vetro di New York e le altre
sedi delle Nazioni Unite, dell'OSCE, dell'Unione Europea. Sempre a
contatto con i contingenti dell'Arma, nemmeno a dirlo… E negli
ultimi quindici anni una "specializzazione" in guerre e tensioni
balcaniche: Bosnia, Albania, Kosovo, da ultimo la Macedonia. Senza
omettere un periodo quale portavoce della missione in Iraq, ove il
nostro Angeli è diretto testimone della strage di Nassiryiah, in
cui perdono la vita, con altri 7 italiani, 12 carabinieri del
Reggimento MSU. Proprio ai caduti di Nassiryiah, oltre che al
plenipotenziario ONU a Baghdad Sergio Vieira de Mello e al
caporalmaggiore dei Lagunari Matteo Vanzan, è dedicato "Professione
peacekeeper": un segno di ricordo, oltre che una manifestazione di
amicizia e di affetto per dei compagni di strada con cui si sono
divisi dei momenti di vita, in un lontano angolo di mondo, fra i
rumori delle bombe e i pensieri rivolti alle persone care rimaste a
casa. La dedica, al pari di ogni rigo di questo interessante libro,
non fa distinzioni di grado. Il sacrificio dell'Alto Rappresentante
di Kofi Annan in Iraq è sullo stesso piano di quello di un giovane
militare in forza al contingente italiano. E qui sta forse uno dei
maggiori pregi del testo. Che aiuta a comprendere dall'interno, al
di là di ogni possibile retorica, di cosa sia fatta la vita di un
peacekeeper (omai il termine lo abbiamo assimilato), al confine fra
l'orrore delle guerre vissute e l'attaccamento alla vita che si fa
più forte ove quel confine è sottile. Nelle pagine di Angeli si
legge dell'assedio di Sarajevo, del massacro di Sebrenica e delle
fosse comuni, fino agli scontri e alle bombe dell'Iraq. Emergono
innumerevoli ricordi, che andando avanti nella lettura assomigliano
sempre di più alle "…ombre troppo lunghe del nostro breve corpo"
della poesia di Vincenzo Cardarelli. Poi a un certo punto il
passato diventa presente, si arriva ai giorni nostri, la lettura si
interrompe. E dove il libro finisce, continua la vita. Andrea
Angeli oggi è a Skopje, in Macedonia, a fare ancora una volta il
press officer (addetto stampa): diritto di cronaca applicato al
rischio e alla prima linea. Questa volta le sue insegne sono quelle
di "Eupol Proxima": uno dei primi esempi di missioni dirette
dall'Unione Europea, il cui principale obiettivo, sancito dagli
accordi di Ohrid, è quello di favorire il processo di integrazione
del piccolo paese balcanico nell'organismo comunitario che sempre
di più guarda a levante. Angeli continua a girare per quei Balcani
che ormai conosce a menadito, con base nella città che ha visto
nascere nel 1910 Madre Teresa e nella terra il cui nome ricorda le
gesta di Alessandro Magno. Passando i suoi giorni insieme agli
altri operatori del peacekeeping, spesso in uniforme, sparsi nella
penisola che nei decenni trascorsi è stata la polveriera del
vecchio continente. "La polveriera" (Bure baruta) è il titolo di un
film ambientato nella Belgrado dei primi anni '90, del regista
serbo Goran Paskaljevic. Vicende di lotta e di disperazione. Ma è
storia antica, dai tempi del principe Lazar, baluardo della
cristianità nella battaglia di Kosovo Polje del 1389 (evocata
ancora quale causa prima dei conflitti in corso!), fino
all'attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914 che fu la miccia per
il divampare della Prima Guerra Mondiale. Una vita all'insegna del
"moto perpetuo", quella di Angeli, quasi a sfidare le leggi della
fisica che vogliono che ciò non sia possibile. E non poteva trovare
migliore definizione lo scrittore e giornalista triestino Paolo
Rumiz, uno dei maggiori conoscitori degli ultimi conflitti avvenuti
al di là dell'Adriatico, che sulla sua recensione uscita il 17
novembre su Repubblica, lo ha definito una "pallina da flipper che
schizza tra Iraq, Cambogia e Balcani". Ve la immaginate una pallina
da flipper che scrive un libro?… Una delle leggi di Newton, scritta
a seguito di approfonditi studi sul moto, indica che un oggetto
messo in movimento tende a restarvi finché non interviene una causa
esterna a cambiarne lo stato. Evidentemente, nel caso di Andrea
Angeli, questo principio si dimostra da solo.
Ten.Col. CC Roberto Riccardi
Domenico Paladino
Perdutamente
Chimera Editore, 2004, pagg. 443,
euro 16.00
Questa bella storia d'amore costituisce la continuazione di un
precedente romanzo, "Forte come la morte è l'amore", e si articola
sulle tormentate vicende sentimentali di Segreta, la protagonista
principale, discendente di nobile casato inglese, figlia di Atlanta
e Dorian, due inconsueti personaggi che per amore travolgono
ipocrisie borghesi d'inizio secolo e cattiverie crudeli.
Nell'inquietante contesto sociale e politico della vigilia della
seconda guerra mondiale, si incastona il secondo affresco
passionale, la storia d'amore di Segreta e Wilhelm, fascinoso e
malinconico ufficiale tedesco, di cui la ragazza s'innamora
perdutamente. Per amore la ragazza giunge a tradire la sua patria,
divenendo protagonista di un'insolita vicenda di spionaggio, nella
quale compaiono personaggi ambigui, cangianti, spietati, cinici. La
tragedia del conflitto contagia anche le vicende da'more dei
protagonisti, stritolandoli in un meccanismo di annullamento e di
morte. Le pagine di romanticismo d'altri tempi si alternano a
minuziose ricostruzioni storiche che portano per mano il lettore
attraverso gli scenari in cui si ambienta la saga. Una bella storia
che meriterebbe una diffusione più ampia. Ed infine un'annotazione
famigliare: non è difficile, per i meno giovani come chi scrive,
individuare nell'autore, così fantasioso e così avvincente, il
generale dell'Arma Domenico Paladino, comandante e maestro di tante
generazioni di ufficiali. Questo romanzo consente di conoscerLo
anche nella Sua veste di autore brillante.
Ten. Col. CC Luigi Cortellessa
Otello Lupacchini
Banda della
Magliana
Koiné Nuove Edizioni, 2004, pagg.
233, euro 14,00
Si tratta di una cronaca minuziosa e dettagliata di quello che
avvenne negli anni '70 e '80 a Roma. L'A., prestigioso magistrato
inquirente della Procura capitolina, è stato un testimone
d'eccezione degli eventi che insanguinarono le periferie maledette,
avendone seguito l'iter giudiziario. Nel libro, che si legge con la
curiosità del romanzo d'azione, si rinvengono le connessioni tra la
criminalità comune e quella politica, tra l'affarismo disinibito e
le consorterie mafiose. Compaiono inoltre i passaggi salienti delle
stagioni eversiva e stragista, con riferimenti a quei deliri di
violenza che travagliarono la giovinezza di alcune generazioni.
Alcuni dei misteri non ancora svelati connotano la lettura di un
alone di morbosa e positiva curiosità, rinvenendosi insieme
interpretazioni plausibili e spiegazioni giudiziarie.
Ten. Col. CC Luigi Cortellessa
Cesario Totaro
Antonio Bagnaia
Missione Caprini. Il contributo dell'Arma dei Carabinieri
per il riordino della Gendarmeria Ottomana
Editore Pintore, 2005, pagg. 261,
euro 18,50
L'Arma dei Carabinieri, sin dalla prima metà dell'Ottocento,
quando ancora era denominata "Corpo de' Carabinieri Reali",
effettuò numerose missioni fuori dai confini nazionali. La funzione
tradizionale di Polizia militare in favore dell'Armata ne
caratterizzò la presenza a fianco dei reparti combattenti ma
l'Istituzione ebbe anche ruoli di combattimento nonché di
addestramento e più in generale di ristrutturazione delle forze di
polizia locali. L'oggetto dell'interessante opera a firma di
Cesario Totano e Antonio Bagnaia è la Missione che, tra il gennaio
ed il maggio del 1904, portò i Carabinieri, guidati dal Capitano
Balduino Caprini e dal Tenente Colonnello Enrico Albera, in
Macedonia, su richiesta del governo ottomano, al fine di
ristrutturare la locale Gendarmeria. Successivamente, nel 1913, fu
la volta della gendarmeria albanese e, nel 1919, in conseguenza del
trattato di Sèvres con la Turchia, le Nazioni vincitrici della
prima guerra mondiale inviarono sul Bosforo reparti delle proprie
Gendarmerie per svolgere varie attività di polizia. A Istambul fu
proprio ancora una volta il Capitano Balduino Caprini, divenuto
colonnello, a guidare la missione al comando di ben 154 militari
tra ufficiali, sottufficiali e carabinieri. La Missione si rivelò
un grande successo, raccogliendo unanimi consensi e contribuendo
ancora una volta a divulgare il prestigio dell'allora giovane
Istituzione. Il volume è impreziosito dalla presentazione del
Generale di C.A. dell'Arma dei carabinieri Giuseppe Richero e dalla
prefazione del Professor Massimo Introvigne.
Ten. Col. CC t.ISSMI Pietro Oresta
Pasquale Marchetto Antonio Mazzei
Pagine di storia della
Polizia italiana. Orientamenti bibliografici
Presidenza Nazionale Associazione
Nazionale Polizia di Stato, 2004, pagg. 61, euro 5,00
L'Associazione Nazionale della Polizia di Stato ha istituito
all'interno della Presidenza Nazionale un "Centro Studi e Ricerche
sulla Storia della Polizia di Stato" che "attraverso un percorso di
ricerca non agiografico, caratterizzasse il proprio modo d'essere,
nello studio, nella valorizzazione, nel recupero, nella
salvaguardia delle tradizioni e degli aspetti storici del passato
della Polizia italiana". Il direttore responsabile Paolo Valer
presenta nell'introduzione anche un bilancio dei primi due anni di
attività del Centro sottolineando i risultati conseguiti.
L'opuscolo è corredato da una introduzione "per lo studio delle
polizie nell'Italia contemporanea" di Nicola Labanca, professore
associato di storia contemporanea all'Università di Siena, che
ripercorre il percorso di ricerche, studi e pubblicazioni apparse
negli ultimi anni, focalizzato sulle forze dell'ordine. Lo studioso
sottolinea l'importanza di uno sforzo maggiore anche nella stesura
di questo opuscolo, cercando di inserire almeno le riviste
istituzionali o associative: per l'Arma ricorda "Il carabiniere" e
la "Rassegna dell'Arma" ma non va dimenticata neppure la rivista
dell'Associazione Nazionale Carabinieri "Fiamme d'argento".
Purtroppo Labanca, in materia archivistica, attribuisce
responsabilità o quanto meno colpe all'Arma "la cui recente
promozione a forza armata non pare sinora aver aumentato di molto
la sensibilità verso l'apertura archivistica". Sul punto, dispiace
che, ancora una volta, si rivolgano critiche essenzialmente
motivate dalla scarsa diffusione di informazioni relative alla
istruzione sul carteggio, che, invece, permetterebbero di chiarire
la questione in maniera pressoché definitiva. Peraltro, come è
riportato in una delle note dell'opuscolo, deve essere attribuito
il merito al colonnello Pezzolet, già capo ufficio storico del
Comando Generale, di aver affrontato l'argomento nel corso del
convegno "Militari italiani in Africa" del 2003 (i cui atti sono
stati poi pubblicati, come quaderno, dalla Società Italiana di
Storia Militare presso la casa editrice ESI). È da segnalare che,
verosimilmente per una svista, nella bibliografia non compare il
lavoro del generale Giuliano Ferrari, "La Polizia Militare",
apparso come supplemento della Rassegna dell'Arma del 1993 ma
reperibile in alcune biblioteche come testo a sé. In sintesi,
l'iniziativa di presentare un percorso bibliografico appare
interessante e da valorizzare insieme con altre attività come
potrebbero essere mostre, convegni e manifestazioni che possano
ripercorrere alcuni aspetti della storia delle Forze di polizia. In
tal senso, si potrebbe prendere in considerazione, anche sulla
falsariga di esperienze straniere, l'eventualità di studiare
opportune modalità di incontro ovvero forme associative in grado di
offrire un luogo di studio, riflessione e analisi di tipo
scientifico.
Magg. CC Flavio Carbone
Giovanni Pascuzzi
Cercare il
diritto
Zanichelli editore, II^ ediz., 2005,
pagg. 112, euro 22,80
L'autore tocca un tema centrale, eppure negletto, nello studio
del diritto: le modalità di ricerca dei dati giuridici per
consentire al giurista di operare nonché di accrescere ed
aggiornare il proprio patrimonio di conoscenza. I corsi
universitari insegnano a ragionare sui dati giuridici ma non a
cercarli. Questo manuale, giunto alla seconda edizione, si propone
con successo di guidare coloro che intraprendono lo studio del
diritto (e non solo) nell'apprendimento degli strumenti di ricerca
dei dati normativi, giurisprudenziali e dottrinali. Un'opera ben
congegnata, chiara, ricca di esempi pratici e corredata di un CD
ROM interattivo, di agevole utilizzo e dalla grafica molto curata,
utile per familiarizzare in via intuitiva con le modalità,
sicuramente complesse, di reperimento delle informazioni giuridiche
dai repertori di legislazione, giurisprudenza e dottrina.
Magg. CC Andrea
Paris |