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n. 3 - Luglio -
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Vita della Scuola
Chiusura dell'anno accademico
2004-2005
Il 28
luglio 2005, alla presenza del Comandante Generale dell'Arma
dei Carabinieri, del Comandante delle Scuole, del Corpo
Docente dell'Istituto e degli Ufficiali frequentatori, si è
svolta la cerimonia di chiusura dell'Anno Accademico
2004-2005. Hanno preso la parola il Comandante della Scuola
Ufficiali, Gen. D. Nicolino D'Angelo, e il Comandante Generale
dell'Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Luciano Gottardo.
Relazione del Comandante della Scuola Ufficiali
Carabinieri
Signor Comandante Generale, Signor Comandante delle Scuole,
Autorità,gentili Signore, illustri ospiti, cari amici e colleghi,la
Scuola Ufficiali conclude oggi un altro anno accademico,
rinnovandocosì l'infinita teoria delle stagioni addestrative, alla
presenza - secondo tradizione- di numerose autorità civili,
militari e religiose che conferiscono a questacerimonia il giusto
tono di solennità.Sono molto grato a tutti per questa
partecipazione ed esprimo a tutti gliintervenuti - che non posso
citare singolarmente - il ringraziamento della Scuola.È il momento
dei saluti e, per molti dei giovani frequentatori, il momentodel
commiato.A loro, a coloro che lasciano definitivamente la Scuola,
vale a dire l'11°corso di perfezionamento ed il 44° corso
applicativo che saranno presto seguiti dal10° corso formativo,
voglio indirizzare per primi questo mio breve intervento.So quali e
quanti sentimenti si agitano oggi nel vostro animo: certamentevi
sentite appagati dalla conclusione del vostro sforzo che vi ha
portato finalmenteal traguardo e che vi consente ora di liberare
tutte le vostre risorse fisiche, intellettualie morali al servizio
d'Istituto al quale vi siete lungamente preparati.Il vostro
impegno, in sostanza, riceve il suo premio naturale e vi
rendesmaniosi di raggiungere i reparti d'impiego per iniziare la
vostra magnificaavventura professionale. Ne sono lieto per voi,
condivido con gioia la vostra gioia e vi auguro tuttele fortune
possibili.Agli ufficiali dell'11° corso di perfezionamento vanno
anche le felicitazioniper la laurea specialistica in Legge appena
conseguita, con votazioni finalidavvero lusinghiere.Ma so anche che
un pizzico di tristezza vela il vostro animo: con oggi sichiude un
capitolo fondamentale della vostra vita; è, se vogliamo, la fine
dellaspensieratezza giovanile, spesa anche qui alla Scuola con i
vostri compagni dicorso, assieme ai quali avete gioito, avete
pianto, avete giocato, magari avete litigato,per vivere tutti
assieme i momenti esaltanti ed irripetibili della vostra
crescitaumana, prima ancora che professionale.Tutto questo cessa di
essere e viene consegnato all'archivio dei ricordi.Coltivateli
questi ricordi, coltivateli con amore, con l'amore che vi ha
fattofinalmente germogliare carichi di speranze, di aspettative, di
ambizioni, di sogni.Mantenete intatta la carica emotiva di questo
giorno e di quelli più importantidel vostro viaggio in questo
Istituto: il giuramento, l'esame andato megliodel previsto, le
serate trascorse a rassegnare i massimi sistemi del mondo con
gliamici del cuore, la sera in cui eravate schierati, bellissimi,
in Piazza di Siena perla Festa dell'Arma, e via
ricordando.Conservate, quindi, le emozioni vissute in questa Scuola
ed ogni volta chevi troverete a rivisitarle sono sicuro che
proverete la stessa tenerezza che vi procurail ricordo di casa
vostra.Signor Comandante Generale, io credo che il significato di
sintesi dalla suapresenza alla cerimonia odierna sia in fondo uno
ed uno soltanto: lei riceve oggiidealmente in consegna questi
giovani per riversarli nei ranghi, pronti a portarecon sé la loro
freschezza culturale ed il loro contagioso entusiasmo. La Scuola ha
fatto spuntar loro le ali ed è ansiosa ed orgogliosa di
vederlivolare da soli, sperando che il loro volo sia adeguato e
consono alle mete istituzionali. Li accompagna il mio augurio e
quello di chi mi ha preceduto, che li haaccolti in questa Scuola e
li ha guidati per un lungo tratto della strada percorsa.Non faremo
in tempo ad avvertire la sindrome del nido vuoto: altri
giovanifrequentatori serreranno sotto per ripetere l'incessante
flusso generazionale.E sull'onda di questo flusso generazionale
anche il 183° corso di applicazionetaglia oggi il suo traguardo,
terminando la fase di applicazione per passarea quella di
perfezionamento.Il 184° corso, per parte sua, chiude anch'esso una
propria pagina, coronatadal conseguimento della laurea di primo
livello in Scienze giuridiche. Proprioieri, in questa stessa Aula,
è avvenuta la consacrazione.Signor Comandante Generale, tutti i
corsi le rivolgono mio tramite il lorograzie per l'attenzione e
l'affetto con cui ha seguito il loro impegno ed il lorolavoro.E
ringraziano lei, Signor Comandante delle Scuole, per la
puntuale,costante azione di sostegno e guida che non è loro mai
mancata.Un grazie particolare voglio rivolgere, a nome di tutti, a
coloro che si sonoprodigati nel far vivere, studiare e crescere
tutti i frequentatori.Grazie, dunque, allo Stato Maggiore, al
quadro permanente, al COBAR,al personale civile, a quanti - vario
titolo ed in diversa misura - hanno postotutte le loro capacità al
servizio dell'attività formativa disimpegnata quest'anno. Un grazie
speciale va al Corpo docente, agli insegnanti militari e civili
nelcui ambito voglio considerare comunque presente quest'oggi il
Presidente DeChiara, insegnante alla Scuola da oltre 28 anni ed
improvvisamente scomparsovenerdì scorso. Tra i soggetti che hanno
caratterizzato l'anno accademico 2004 - 2005vanno anche ricordati
tanti altri corsi periodici e non.Mi riferisco al 22° corso
d'Istituto per capitani, al 6° ed al 7° corso
tecnicoprofessionale,al 7° corso ISSMI, al 6° corso per i futuri
comandanti diCompagnia, al 3° corso per formatori, al 5° corso per
Capi Ufficio Personale, allasessione per Comandanti di Regione, ai
corsi CEPOL ed MSU, al 3° corso diperfezionamento universitario. E,
per finire, all'8° corso tecnico-professionale,appena giunto alla
Scuola e che domani presterà giuramento di fedeltà alla Patria.Li
consideriamo tutti idealmente presenti.Signor Comandante Generale,
nel cederle la parola, la prego di volerdichiarare formalmente
concluso l'anno accademico 2004-2005.Ancora auguri e buona fortuna
a tutti.
Intervento del Comandante Generale
dell'Arma dei Carabinieri
Rivolgo il mio saluto più cordiale alle Autorità, al Corpo dei
Docenti, ainumerosi colleghi dell'Arma non più in attività di
servizio, alla RappresentanzaMilitare, ai graditi ospiti, agli
Ufficiali frequentatori della Scuola, al personaledel quadro
permanente. La chiusura dell'Anno Accademico 2004/2005 costituisce,
come sempre,una tappa importante sia per coloro che, terminato il
ciclo formativo, vengonoassegnati ai Reparti per essere avviati al
servizio istituzionale, sia per i Corsi diApplicazione che
proseguono l'iter di studi, in vista del loro completamento.Per i
primi si conclude dunque un periodo decisivo per la loro
preparazioneprofessionale, cui fornisce un contributo determinante
un Corpo altamentequalificato di docenti, civili e militari, ai
quali desidero esprimere la più vivagratitudine dell'Arma e mia
personale per il prezioso lavoro che svolgono concostante e molto
apprezzato impegno, confermandosi in tal modo
elementiinsostituibili nel processo di formazione dei quadri
ufficiali dell'Istituzione.La Scuola consente di raggiungere un
eccellente livello di preparazione,punto di partenza per sviluppare
un cammino professionale difficile e delicato,che troverà
completamento con le esperienze che ciascun ufficiale maturerà
viavia nel quotidiano espletamento del servizio istituzionale.Ed
ora mi rivolgo, in particolare, agli Ufficiali del 44° Corso
Applicativo,dell'11° Corso di Perfezionamento del 10° Corso
Formativo che, avendo ultimatogli studi, raggiungeranno quanto
prima le sedi dei Reparti.Ricordo Loro che l'Arma è un'Istituzione
complessa, le cui linee organizzativespaziano in diversi settori,
che richiedono un costante aggiornamentodella formazione di base
per potersi sempre confrontare sia con l'evoluzione delquadro
normativo sia con le dinamiche della società.Inoltre, l'impiego
sempre più diffuso del nostro personale all'estero ed in
contestiinterforze comporta la necessità per tutti di studiare le
lingue straniere, soprattuttol'inglese, e di approfondire le
discipline giuridiche, in particolare il dirittointernazionale, il
diritto umanitario e gli ordinamenti dei vari Paesi interessati. Si
tratta di conoscenze indispensabili per poter convenientemente
operarenel corso delle missioni umanitarie presso altri
Paesi.L'esigenza poi di adeguare il dispositivo, non solo in campo
nazionale,all'organizzazione sempre più avanzata della criminalità,
esige l'introduzione dinuove tecnologie, un crescente uso del mezzo
informatico, ma in primo luogol'affinamento delle procedure e delle
tecniche investigative.La Scuola Ufficiali, negli ultimi anni, ha
dimostrato di avere grandi capacitàdi rinnovamento grazie anche
alla collaborazione ed all'impegno di tutto il quadropermanente e
del Corpo docente: i risultati, molto positivi, sono oggi evidenti
ecostituiscono per tutti motivo di soddisfazione e stimolo a
cogliere ogni opportunitàofferta dalle continue innovazioni per
fronteggiare le sfide che minano la sicurezzadei cittadini. Mi
riferisco, in particolare, al problema del terrorismo, la cui
dimensione internazionale coinvolge ormai tutti i Paesi
impegnandoli in una strategiacomune, che richiede un coordinamento
delle risorse sempre più stretto. Questo Istituto di formazione
rappresenta, da sempre, il luogo ove i futuriComandanti
acquisiscono le necessarie nozioni per operare esaltando il
valoredella collaborazione, presupposto indispensabile in ogni
contesto sia perl'esercizio dell'azione di comando, sia per lo
svolgimento, più in generale, ditutte le attività istituzionali.
Ma, come ho ricordato all'apertura di questo annoaccademico,
collaborare e cooperare significano innanzitutto rispettare le
propriespecificità e la propria identità, che vanno considerate un
patrimonio irrinunciabile. Così come irrinunciabile, richiamando
quanto affermato dal SignorMinistro dell'Interno in un recente
intervento alla Scuola di Perfezionamento,è la scelta del
coordinamento e della cooperazione tra le diverse Forze
dell'ordine,da attuare non solo in ambito nazionale ma anche nel
contesto europeo edinternazionale.Sullo stesso principio del
coordinamento si fonda il sistema di sicurezzanazionale, connotato
dalla pluralità di Forze di Polizia, ciascuna con le
propriepeculiarità, con la propria storia e la propria identità. Il
coordinamento e la pluralità delle forze sono quindi gli elementi
che qualificanotanto la diuturna azione dei reparti delle Forze
dell'ordine sul territorio,per garantire un sereno vivere civile,
quanto l'attività degli organismi interforze.In questi ultimi le
diverse professionalità ed il travaso di esperienze dei
rappresentatidelle varie Istituzioni consentono di attuare un
continuo confronto e unacostante crescita, utili per raggiungere
gli scopi prefissati. Per questo motivo ilconcetto di coordinamento
non può mai essere considerato sinonimo di integrazioneovvero di
omogeneizzazione, bensì condizione indispensabile per unasinergia
delle attività, prevista dalla legge, dettata dal buon senso e in
ogni casoindispensabile per rendere sempre più efficace la risposta
alle istanze di sicurezzacollettiva, nel rispetto delle peculiarità
proprie di ciascuna Forza di Polizia. Quello che emerge sempre di
più, invece, è la necessità di una maggiorecollegialità, nell'esame
e nella valutazione dei problemi, e di una condivisionedelle linee
comuni, attraverso le quali perseguire gli obiettivi che vengono
periodicamentefissati dall'Autorità politica. Condivisione che deve
improntareanche la vostra azione di comando, sino ai più bassi
livelli, e i rapporti che sarete chiamati a tenere con i Funzionari
e gli Ufficiali delle altre Forze di Polizia,con i quali lavorerete
fianco a fianco, per accrescere l'efficacia dell'attività
istituzionale.In tale contesto, l'Arma dei Carabinieri, con la sua
natura di ForzaArmata in servizio permanente di pubblica sicurezza,
è chiamata a svolgere compitidiversi, sia di natura militare, per
ultimo divenuti rilevanti con l'accentuarsidegli adempimenti
istituzionali in contesti esteri, sia di polizia.La diffusa
"capillarità" dell'Arma, con la concreta attività di controllo
delterritorio per la prevenzione e repressione dei reati,
l'introduzione del servizio diCarabiniere di Quartiere e la
vicinanza del personale delle nostre Stazioni ai
cittadinicontribuiscono a migliorare, in ogni contrada del Paese,
la percezionedella sicurezza tra la gente. Questa molteplicità e
delicatezza dei compiti esigonoprofessionalità ed impegno da parte
di tutti. Gli Ufficiali in primo luogodevono acquisire una grande
capacità di gestione, perché, come "Comandanti"hanno il dovere di
utilizzare al meglio le risorse, ottimizzandone l'impiego.In
particolare, devono essere consapevoli che la principale risorsa
restal'uomo, da considerare nella sua "centralità", con i valori
che rappresenta, daesaltare in ogni circostanza. L'azione di
comando presuppone altresì la conoscenza dei propri
collaboratori,la valorizzazione delle loro qualità, la cura dei
problemi che inevitabilmenteli accompagnano, la disciplina serena,
ma giustamente determinata, deicomportamenti di ciascuno.Tutti,
infatti, a cominciare dagli Ufficiali, abbiamo il dovere di
ispirarci nelquotidiano, in privato ed in servizio, a quei sani
principi che storicamentehanno caratterizzato lo stile di vita del
"Carabiniere", la cui "militarità" restauna peculiarità di fondo.In
quasi due secoli di storia l'Arma ha sempre dimostrato di essere
unbaluardo della legalità, sicuro e costante punto di riferimento
per i cittadini e leIstituzioni in ogni tempo ed in ogni più
lontana contrada del Paese.Generosità, altruismo, abnegazione,
senso di umanità, determinazione,coraggio, disciplina, senso del
dovere e di responsabilità, rispetto delleIstituzioni democratiche,
amor di Patria, fedeltà al giuramento prestato costituisconol'unico
"credo" del Carabiniere. Noi tutti abbiamo il dovere di
alimentarlo,per difendere, con "spirito di corpo" ed una forte
coesione morale, quel patrimonio di valori che abbiamo ricevuto in
eredità e che costituisce un riferimentonon soltanto per
l'Istituzione ma per tutta la società.Nell'avviarmi alla
conclusione, desidero ringraziare il Comandante delleScuole, il
Generale Goffredo Mencagli, per la validissima azione di indirizzo
ecoordinamento del comparto scuole, ed il Comandante della Scuola
Ufficiali, ilGenerale Nicolino D'Angelo, per l'incisiva azione di
comando che ha svolto.Ufficiali frequentatori, nel porgervi, in
chiusura dell'Anno Accademico, ilmio saluto più cordiale e
nell'esprimervi il mio compiacimento più vivo perl'impegno che
avete profuso negli studi, Vi auguro sempre maggiori
affermazioninella vita professionale ed in quella familiare, che
auspico piena di serenitàanche per i Vostri Cari. Ricordate che
fate parte di una grande Famiglia, l'Arma,il cui prestigio noi
tutti dobbiamo tutelare, mantenendo fede, in ogni circostanza,al
giuramento prestato a prezzo di qualsiasi sacrificio.
Grazie e buona
fortuna! |
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