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RIVISTA DEI CARABINIERI REALI
Anno II - n. 2 - marzo-aprile 1935
Pattuglie e perlustrazioni
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Il nostro regolamento generale, nel dettarele norme intese alla
esecuzione delservizio avente per particolare finalità lasicurezza
dei cittadini, la loro incolumitàe la tutela della proprietà,
nonchél'osservanza delle leggi e dei regolamenti,mette in evidente
rilievo i servizi dipattuglia e di perlustrazione dando adessi
titolo di precedenza nel definire edescrivere il cosiddetto
servizio "ordinario"cioè quello inerente all'istitutodell'Arma, e
di cui le stazioni devonofare oggetto principale delle loro
occupazionisenza che occorrano ordini orichieste speciali.Nei
carabinieri, come è noto, assommanole funzioni di agenti della
polizia giudiziariae agenti di pubblica sicurezza: inquesta seconda
veste, in genere, vengonocompiute le pattuglie e le
perlustrazioniin quanto si tratta di attività tipicadella polizia
di sicurezza e cioè intesaessenzialmente a prevenire, più che
areprimere ogni violazione alla legge.
...
Il regolamento, come ho detto sopra, neindica lo scopo e ne fissa,
nelle lineeprincipali, le modalità di esecuzione,ma non può
certamente scendere a tuttii dettagli, troppo difformi essendo
lecondizioni e circostanze d'ambiente, diluogo, di tempo in cui si
devono effettuare.È pertanto precisamente compitodei sottufficiali
comandanti, sotto laguida e direzione degli ufficiali diretti,di
completare la norma del regolamento,curandone ogni particolare
conpiena consapevolezza e senso pratico, sida raggiungere la
massima efficacia.
Pattuglie: - hanno per scopo la sorveglianzadell'abitato e
il mantenimentodell'ordine e della sicurezza pubblica (n.75 del
reg.). Corretti nella uniforme,regolare il passo, vigile l'occhio e
l'orecchioteso, apparentemente indifferenti,ma con la mente aperta
a che nullasfugga, calmi, ma pronti e decisiall'eventuale
necessario intervento,sicuri di sé stessi, consci del loro compito,
urbani nei modi, naturalmenteausteri, ma senza ostentazione,
insensibilialle intemperie e ai rigori del clima,profondamente
animati dal più altosenso del dovere e dai più umani
sensid'altruismo, buoni soldati fedeli allaconsegna, così ognora
piace vedere icarabinieri in pattuglia, vigili scoltedella altrui
tranquillità. Ho detto corretti nella uniforme. È
questionedi prestigio. Carabiniere cheneglige la sua uniforme
dimostra di essere ben poco sensibile all'onore diindossarla, e non
può che malamenteimpressionare; d'altra parte ben pocafiducia può
ispirare chi non si perita dipresentarsi in disordine in funzione
diagente dell'ordine.
Andatura regolare. È esplicitamenteindicata dal
regolamento (n. 76), e laragione della norma appare assai ovvia.Il
passo affrettato mal si concilia con laestesa sorveglianza che è
nella finalitàdel servizio; una andatura stanca,dinoccolata non può
essere propria dichi non muove per andare a zonzo, adiporto, ma per
un fine prestabilito. Non è certo possibile fissare in materiala
misura giusta che deriva da fattoritanto differenti e
apparentemente contrastanti(calma quasi solenne in armoniaalla
maestà della legge rappresentata,decisione, prontezza,
soldatescadisinvoltura, etc. etc.) e la miglioreguida pei
carabinieri non può essere chela intima comprensione dei loro atti
e,soprattutto, l'esempio del sottufficialeche a sua volta trae
insegnamento dallapropria e altrui esperienza.
Vigile l'occhio, l'orecchio teso, la mente aperta. Tutto
vedere, tutto percepire erendersi prontamente conto della portatadi
ogni particolare che esca dalritmo abituale di quelle attività
nell'ambitodelle quali la loro azione si svolge,e giudicare
immediatamente se anche ilpiù piccolo incidente abbia
semplicementevalore di trascurabile episodio, ocostituisca invece,
o preluda, ad inconvenientemaggiore che possa
richiederel'intervento, a tutela di persone o dibeni, a garanzia
del buon ordine, a difesadel buon costume, della moralità e
dellapietà, a protezione della incolumità: questal'essenza del
compito affidato, dellaconsegna di cui i carabinieri in pattugliasi
devono sentire investiti. Compito che assume aspetti differentie
che si presenta più o meno facile aseconda delle varie circostanze.
Una differenziazionesensibile, ad esempio, sussistetra il servizio
di pattuglia nel piccolocomune, nel villaggio, nella borgata,nella
frazione, in determinata zonadi suburbio, e quello da compiersi
nelcentro delle grandi città. Nel primocaso il carabiniere vive
sempre, e intensamente,la vita della zona dove agisce,conosce
uomini e cose, e con una rapidascorsa può subito rendersi ragione
sealcunché di anormale sussista. Ivi spessoè quasi superflua la
pattuglia diurnaperché più rara una nota perturbatricenelle ore del
lavoro, in genere ordinatoe svolto in una comunanza che è di perse
stessa garanzia di mutua assistenza;maggiormente utile invece la
sorveglianzanotturna, quando ogni attivitàè spenta in una quiete
che trae precisamentela fiducia nella certezza dellatutelatrice
vigilanza del carabiniere.Nel secondo caso invece, anche la
pattugliadiurna in vie animate da intensitàdi traffico, ove nella
folla circolantepuò facilmente nascondersi l'insidia,
ècostantemente richiesta ed ha particolari esigenze. Ed in ogni
modo, sia digiorno che di notte il servizio di vigilanzanella
grande città richiede più profondaabilità e competenza.Certo che se
agli stessi carabinieri potesseessere quasi in permanenza affidata
lasorveglianza sulla medesima strada otratto di strada, o piazza,
così comeavviene per i policemen in Inghilterra,collegati l'un
l'altro quasi alla voce, ilservizio sarebbe assai facilitato e il
rendimentoveramente inestimabile. Occorrerebbe però un numero di
carabinieritroppo ingente superiore allapossibilità degli organici
dell'Arma:basti ricordare che per il servizio di poliziaper la sola
città di Londra il RegnoUnito dispone, senza contare la
numerosaclasse dei detectives privati, e glialtri organi non
dipendenti dallo stato,di circa 25.000 policemen, oltre 2000dei
quali nella sola City, (poco più didue chilometri quadrati di
superficie) e il rimanente nel resto dell'area metropolitana. Se
maggiore perciò necessariamenteviene ad essere il raggio
d'osservazionedei nostri carabinieri nei grandi centri,tanto più
grande deve essere l'abilità, epiù accurati gli accorgimenti per
maggiormentepotenziare l'azione stessa. Tutti i carabinieri delle
stazioni urbanedovrebbero quindi conoscere senza esitazionila
topografia della zona dovedevono operare, il ritmo di vita che
ivisi svolge, la ubicazione dei principaliedifici, le abitazioni
delle più importantipersonalità, gli istituti vari, i
negozicontenenti maggiori valori, il sistema dichiamata dei vigili
del fuoco, gli ospedaliin cui ricoverare prontamenteinfortunati, i
mezzi di trasporto su cuipossono più prontamente fase
affidamento,etc. etc.Inoltre, nei grandi centri specialmente,i
carabinieri possono essere chiamati acompiere un servizio di
pattuglia concaratteristiche speciali. Alludo al caso incui o nella
presunzione di qualchedisordine, o nella circostanza di
concentramentodi folla per festività, cerimonieo funzioni
importanti, o allo scopodi vigilar, sul percorso di cortei, di
altepersonalità, interi reparti vengonomessi a disposizione dei
funzionari dellapubblica sicurezza preposti alle variezone della
città.In tali casi, quasi sempre, i carabinierivengono in parte
distaccati in pattuglieper vigilare un breve tratto delle zone
inparola, ed è di somma importanza cheessi - spesso nuovi alla
località dovedevono agire - conoscano con estremaprecisione la loro
consegna e rapidamentesi orientino per poterla far rispettarenel
miglior modo. Giova assai, intali contingenze l'attivo,
intelligenteintervento dei sottufficiali e - là dovepuò essere più
utile - anche degli ufficiali- ai quali spetta dirigere e guidare
-in pieno accordo e secondo le direttivee richieste di competenza
degli anzidettifunzionari i loro dipendenti, perchépossano
corrispondere pienamente allo scopo del loro impiego, cosicché
l'autoritàtrovi in essi non degli automi operantisolo in forza di
atto di presenza,ma dei veri collaboratori, intelligenti
ecoscienziosi.
Calmi, ma pronti e decisi al necessario intervento, sicuri di
se stessi, consci del lorocompito, urbani nei modi, austeri senza
ostentazione. Questa necessita di comportamentoe contegno nel
servizio dipattuglia esprime, in sintesi, quantomediante una sana
educazione e unarazionale istruzione deve essere innaturatonel
nostro carabiniere e che in questocaso, di azione per lo più
isolata, consenso di responsabilità individuale, ècondizione
essenziale di fattività e rendimento.Esiziale in sommo gradosarebbe
in questi servizi ogni minimatrascuranza di esteriorità e
pernicioso lostato di inerzia mentale, la preoccupazionedi far
trascorrere rapidamente iltempo pensando alla ancor tepida coltre,e
del pari incompatibile ogni nervosità,ogni titubanza, ogni
distrazione perquanto può essere per altri gioia degliocchi e
attrazione di sola curiosità. Edanche in ciò deve sopratutto
soccorrerel'esempio. Nessun ammaestramentopuò essere superiore a
quello del sottufficialeche può con tutta sicurezza dire
aldipendente: "così, come io mi regolo,così come io mi comporto,
voi doveteregolarvi e comportarvi, io presente odio assente, io
vicino ad io lontano".Insensibili alle intemperie, incuranti
deirigori del clima, profondamente animatidal più alto senso del
dovere, dai piùumani sensi d'altruismo, bravi soldati,fedeli alla
consegna. Soldato tra i soldati,il carabiniere deve portare ognora
in sélo spirito eroico dell'esercito cui appartiene.Superfluo però
sarebbe ogni mioindugio in questo argomento. La serenità,ardimento,
indifferenza al disagioanche più pernicioso dai carabinierisempre
dimostrati sono ormai tradizionalie costituiscono uno dei più
altititoli di nobiltà della Istituzione.Governanti e paese lo hanno
ben riconosciutose han voluto designarla e tuttorala designano,
quale "benemerita".Doveroso omaggio non solo a tutti ivalorosi che
hanno valorosamenteaffrontato ogni pericolo con l'olocaustodi se
stessi, ma altresì a tutti quei braviche hanno saputo anche in
questi servizitenere il loro posto di dovere in
condizioniestremamente avverse, senzapreoccuparsi della talora
irrimediabileinsidia (le statistiche dei tubercolosinell'Arma
insegnino) alla vigoria fisicadella loro fiorente giovinezza. Vere
vittime,oscure e grandi.Perlustrazioni (1): Hanno per scopo
principalela sicurezza delle comunicazioni edelle campagne (n. 8
del regolamento).Se le pattuglie negli abitati possonoconsiderarsi
strumenti di quell'attivitàdi polizia di sicurezza che considera e
protegge il cittadino nell'interno dellasua famiglia, e nella città
in cui vive, leperlustrazioni sono da ritenersi gli
strumentidell'attività stessa che considera eprotegge il cittadino
nei viaggi cheintraprende. Per di più esse costituisconol'unico
mezzo di sorveglianza intutte le vaste zone di territorio oltre
learee dei concentrici abitati.Le modalità di esecuzione hanno
certamentestrettissima affinità con quantoho messo in evidenza per
le pattuglie,né vorrei al riguardo ripetermi.Tuttavia esse
rivestono qualche caratteristicaspeciale. Anzitutto, mentre il
serviziodi pattuglia viene quasi sempreeseguito da carabinieri
smontati, rarevolte in bicicletta, rarissime a cavallo,frequente è
nelle perlustrazioni l'impiegodelle biciclette, del cavallo, e
talvoltadella motocicletta.In questo secondo caso si ha il
vantaggiodi poter, a parità di tempo disponibile,estendere
l'osservazione sopra unazona assai più estesa; ma perché
questovantaggio sia reale, occorre che allavelocità del mezzo di
trasporto non siasacrificata la intensità della vigilanza:quindi
frequenti rallentamenti, e ancorpiù frequenti soste nei punti
d'incrocio,presso i casolari, e nei tratti più frequentati,e anche
maggiore acutezza a percepirequanto di anormale e men regolarepossa
rilevarsi.Ora più che mai, dato l'intenso trafficosugli stradali, è
indispensabile una perfettaconoscenza del regolamento dipolizia
stradale, ed altresì, in conseguenzadel rapido spostarsi
consentitodai veloci autoveicoli, è maggiormentenecessaria una
grande prontezza diosservazione per la identificazione dipersone e
veicoli.Da parecchi anni invero in tutto ilRegno - tranne casi
sporadici di talunemanifestazioni delittuose, quasi
sempreoccasionali e comunque localizzate inqualche regione e
immediatamente,esemplarmente perseguite - le vie dicomunicazione
presentano condizionidi sicurezza invidiabili. Se al
raggiungimentodi questo stato di cose, di cuil'Italia può menare
giusto vanto, speciese si ricorda la situazione ai primordi
delnuovo Regno, hanno giovato varieprovvidenze sociali, anche i
carabinieri,nella loro attività istituzionale, hanno,come è ben
noto, contribuito in assainotevoli prove: e ai carabinieri
essenzialmenteè ora principalmente affidatoil compito di mantenere
a tutti i costiquesta soddisfacente condizione difatto,
inesorabilmente perseguendo estroncando ogni benché minimo
affioraredi criminosi tentativi.Non è solo però la lotta contro la
delinquenzache deve dare anima a questiservizi. Nello sperduto
casolare, nellacapanna di pastore, nel rifugio
dell'umilelavoratore, nelle campagne, suimonti, nelle foreste,
l'apparizione delcarabiniere, che incarna la volontà e ilpotere
dello Stato, rappresenta lo Statostesso che va incontro agli umili
che vivono così tagliati dall'umano consorzio,ed egli costituisce
l'autorità pereccellenza, e, si può dire, l'istituzioneche i rurali
meglio conoscono e allaquale volentieri si piegano, e,
occorrendo,si affidano. La coscienza di ciò deveessere innaturata
nello spirito del nostrocarabiniere, e guidarlo nell'assolvere
inquesto campo le sue attribuzioni, facoltàe prerogative.Ho
premesso sopra che il regolamentonon può scendere alla norma
particolareggiatae dettagliata, né la mia rapidascorsa presume di
volerla completare. Se mi sono indugiato nel considerarealcuni
aspetti di questo specifico ramodel nostro servizio, è perché sono
profondamentecompreso della altissimaimportanza che ha per l'Arma
l'eserciziodi questa attività esteriore e tangibile,in cui
quotidianamente l'Arma stessasi afferma in una potenza reale
emorale che le assicura prestigio, fiduciae simpatia da parte della
popolazione.In terra d'America, a Chicago, inLincoln Park, di
fronte al monumentodel generale Grant, di colui che trasse,nella
sua crisi più terribile, lo stato federalea salvamento, sta una
statua raffiguranteun modesto ignoto agente dell'ordinee della
legge con la inscrizione:"Nel mezzo del popolo dell'Illinois
iocomando pace". Le stesse parole, non intese come
orgogliosaaffermazione d'imperio, macome sintesi di alta finalità
sociale ilpopolo italiano che sa e che vede comeil carabiniere
vigila alla sua riposantetranquillità e sicurezza vuole leggereiure
sotto la statua anonima del carabiniere.che a Torino, nella stessa
veste enel medesimo atteggiamento di serenacompostezza con cui, tra
il popolo stesso,assolve la sua missione, domina ilmonumento che la
riconoscenza nazionaleha eretto alla nostra Arma.
(1) - Il termine con cui il regolamento in vigore definiscequesti
servizi appare più proprio dellalocuzione "girate e perlustrazioni"
usata dairegolamento precedente. |