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So che siete stati coperti di
complimenti, voi Carabinieri, oggi: tutti vogliono copiarvi.
Ma, prima che vi montiate la testa: io, prima di andare in
college in Inghilterra, a undici anni, ho fatto tre anni di
scuola elementare a Palermo. Quindi, per me, sempre sbirri
piemontesi siete. Ok? Basta! Altro minipunto: so che dopo
aver barcollato per 183-185 anni, adesso avete imbarcato
delle donne; quindi, forse, avete un futuro. Terza cosa:
Carlo Jean, che è un vecchio mio compagno di scorribande,
Carlo Jean vi ricordo ha lavorato per anni a Washington D.C.,
con incarichi di responsabilità. È la questione dell'MSU
nell'intera attività, che è l'attività di peacekeeping, peace
enforcement, peace building, ecc. Ora, forse, il mestiere
dell'MSU è un bel mestiere a va saputo farlo. E infatti si
possono fare altre cose, senza pretendere che l'Italia adesso
cominci a fare migliaia di gente MSU, magari per fare la
polizia di tutto il mondo. Certe volte la parte orientale di
Washington D.C. avrebbe bisogno di MSU. Negli ultimi due anni
sono morte 1700 persone uccise: forse abbiamo bisogno di MSU
a Washington D.C., invece.
Però, prima di
fare questo, anche se il mestiere è molto bello, e voi avete questa
integrazione fra le vostre competenze territoriali e le vostre
competenze che chiamate nei battaglioni, ecc., comunque è una
funzione specifica in una più grande cosa: quindi bisogna lavorare
con gli altri; bisogna lavorare con l'esercito, con gli eserciti
locali, eserciti stranieri, esercito italiano; bisogna lavorare con
i civili che fanno le funzioni. C'è un problema: il mestiere di
fare questo particolare mestiere MSU, di entrare in questa zona che
non è così calda, non è fredda (non facciamo MSU nei Parioli: non
c'è bisogno; e non lo facciamo neanche nel mezzo della battaglia,
dove si sparano i cannoni) in questo senso qui è già un mestiere
abbastanza difficile farlo perfino a casa, farlo in Calabria, farlo
in Sardegna; farlo all'estero è dieci volte più difficile,
purtroppo; non si può - però - fuggire dalla ulteriore difficoltà
che è un'enorme difficoltà fare anche il mestiere dell'MSU, farlo
sul serio, allo stesso tempo di mantenere la cooperazione in
maniera dinamica, costruttiva, con le altre presenze che ci
sono.
MSU in questa
liaison cooperazione - comunicazione - fare cose insieme - fare
compromessi - ecc. Questa è quella che si chiama jointness, unità
di Forze. Unità con Forze straniere, anche con i civili, civili che
fanno le funzioni diciamo macropolitiche di Carlo Jean che ha fatto
in quel tempo la o le funzioni civili più normali dell'aiuto
economico, sanitario, ecc. Quindi la cosa è difficilissima. E io
sono anche conscio del fatto che c'è un vero costo; "jointness",
predicare l'unità delle Forze, come se non avesse un vero costo: ha
un enorme costo, perché c'è il pericolo sempre nel cooperare stando
insieme e non litigare, si rischia di scivolare verso un basso
denominatore comune. Se tu vai a parlare privatamente coi Marines,
dopo la guerra dell'Iraq, diciamo che il momento più difficile in
Iraq non era evidentemente combattere con gli iracheni: l'esercito
iracheno, fedayn, ecc.
Non erano
neanche le tempeste di sabbia. Erano quelle 24 ore che hanno dovuto
cooperare con l'esercito americano. Cooperare con i britannici,
magari: ma quando hanno dovuto… c'era quel momento particolare,
quando tutti gli eserciti MRI sono arrivati a Bagdad, loro nella
parte occidentale, cioè l'aeroporto e i Marines nella parte sud-est
e dovevano passare la città di Bagdad perché MRI sono andati a
Tikrit - vi ricordate che la guerra dell'Iraq finisce con i mezzi
da sbarco dei Marines, quelli fatti per traversare due chilometri
di spiaggia - parcheggiati nelle strade di Tikrit. 216 Questo in
funzione di chi poteva muoversi. Ma per fare questo, dovevano
passare la città di Bagdad e quindi dovevano cooperare con
l'esercito che era presente nella parte occidentale e faceva
pattuglia nella città. E questa liaison ha richiesto diciotto ore
di negoziazione. È vero che non c'era pericolo che si cominciasse a
combattere, però solo ai presenti sembrava che non fosse così
lontano.
E alla fine
l'esercito ha dato il permesso ai Marines di traversare Bagdad,
però senza i carri armati. Come sono andati a finire a Tikrit senza
avere i carri armati, incontrando quello che in teoria poteva
essere un contrafforte? Quindi fare jointness è difficile, anche in
situazioni molto meno drammatiche, per il semplice fatto che uno ha
pochi ufficiali che devono fare molte cose in un ambiente complesso
e adesso devono accettare e gestire la complessità ulteriore di
trattare con altri corpi che hanno diversi linguaggi, terminologie,
metodi operativi e concetti del rischio accettabili o non
accettabili. Quindi è difficilissimo farlo; c'è il pericolo che si
faccia il jointness alle spese del fare. Siamo sempre tutti
d'accordo, siamo sempre in riunione tra di noi e, così, uno nemmeno
esce per strada a fare i pattugliamenti e il lavoro. Anche questo
può succedere. Allora, sorgono le seguenti questioni.
I complimenti
li avete già ricevuti: come siete bravi, belli e buoni ecc. Io
vorrei dare un suggerimento specifico: una via di mezzo. L'Italia
non può moltiplicare il numero, l'entità di MSU in giro per il
mondo, perché la domanda può essere infinita. Quello che si può
fare è questo: oggi c'è un vero problema, come ben sapete, che ogni
volta che si apre una nuova situazione che richiede qualcosa nel
senso che i leaders, l'élite e i mass-media internazionali non sono
più disposti ad accettare quello che si è sempre accettato, cioè
che certi paesi vanno in malora (oggi se Haiti va in malora, si
sente il bisogno di intervenire; una volta non si interveniva, si
lasciavano fare, ma oggi dobbiamo intervenire dappertutto); vista
questa situazione, c'è un meccanismo oggi dove c'è la crisi e
qualcuno telefona a New York, Nazioni Unite e così via, dice: "fate
qualcosa"; mandateci qualcuno. Quelli delle Nazioni Unite (questo è
proprio il mestiere che faceva Kofi Annan prima di essere promosso)
telefonano in giro e ci sono due tipi di paesi: i paesi preparati e
capaci, che hanno le forze giuste e che dicono: "non possiamo
mandarli, perché siamo già lì e lì e lì"; poi ci sono i paesi che
sono disperati a forza di trasferire le truppe dalle loro caserme
(e di dar loro da mangiare il rancio e cercano di far mangiare il
rancio delle Nazioni Unite), i quali però sono completamente e
pateticamente impreparati. E il livello di impreparazione
varia.
Io attribuisco
personalmente ogni anno una peacekeeping, all'inverso però: e c'è
la medaglia d'oro, d'argento e di bronzo. La medaglia d'oro qualche
anno fa se l'è beccata quel battaglione della Guinea il quale,
essendo entrato in seno all'ONU per partecipare al mantenimento
dell'ordine pubblico, ha venduto le uniformi - non solo le armi, ma
le uniformi - ai ribelli, in cambio di soldi e di diamanti e poi
sono rimasti seminudi, senza veicoli o armi, poveretti. Questa è la
medaglia d'oro. Però sono rare le medaglie d'oro. Le medaglie
d'argento sono frequenti: quelli che vendono metà delle armi o
vendono munizioni proprio ai più cattivi che ci sono nella zona. E
poi c'è la medaglia di bronzo: a coloro che semplicemente sono
incapaci. Allora, qual è il mio suggerimento? Il mio suggerimento
sarebbe che invece di moltiplicare all'infinito i Carabinieri
(adesso si può anche fare con Genetics, si può fare il clone del
carabiniere perfetto; prendi il Carabiniere nella tormenta e lo
moltiplichi fino a che non si fa il clone del carabiniere), quello
che si può fare è o una scuola (parliamo di un campo addestrativo)
dove telefona Kofi Annan e invece di telefonare ai soliti sospetti,
al Bangladesh e così via, certuni di questi si qualificano, mandano
un battaglione a questa scuola dove si insegna a questo battaglione
il mestiere dell'MSU e in cambio costoro si impegnano a tenere
questa unità insieme per tre anni.
Diciamo che la
validità del training non dura più di tre anni: quindi, Kofi Annan
invece di chiamare quelli che hanno la gente pronta e brava, coloro
che dicono di no, e chiamare quelli che dicono di si però hanno
gente impreparata, avrebbe una lista ristretta di quelli che hanno
avuto questo addestramento. Quindi si potrebbe pensare che è molto
più economico portare qui della gente e addestrarla. In altre
parole, usare una funzione addestrativa come una qualifica per la
missione internazionale. Quindi, ci sarebbero tre categorie: i
paesi che hanno le buone unità ma non te le danno perché sono già
impegnati; poi quelli che sono disposti a venire per fare il
lavoro, però sono impreparati e poi una terza categoria: quelli che
vogliono fare il mestiere, essenzialmente per ragioni economiche,
ma preparati. Ora ci sono questioni tecniche, ad esempio dal lato
militare (io non sono pratico del lato militare e delle funzioni di
polizia: non so niente e siccome ho lasciato Palermo molto giovane
non ho neanche osservato come oggetto i Carabinieri, la parte
militare).
Io so che dal
lato militare in dieci settimane si può mettere in grado una
persona che acconsente ad essere addestrata, di fare la parte
militare, diciamo così, di fanteria minimale di guarnigione: fare
poche cose ma farle bene così non vengono svergognati e scrollati e
sconfitti da qualsiasi banda di ragazzini armati, come è successo
in Sierra Leone, dove ragazzini armati catturavano interi
battaglioni in funzione alle Nazioni Unite. Questo si può
scongiurare. Ora l'addestramento dell'altra parte delle MSU,
quell'addestramento che si richiede nel nostro sistema
territoriale, cioè le funzioni di polizia, capire il territorio,
capire come ci si muove: per queste cose purtroppo dieci settimane
sono poche. Ma io non vedo la possibilità, per dare questo tipo di
qualifica, di cominciare a dare due anni di addestramento: venti
settimane sarebbero già molte. La questione sarebbe, adesso, che
abbiamo un'unità di uno di questi Paesi volenterosi, come il
Bangladesh; questa unità "si becca" venti settimane di
addestramento: dieci militari e dieci territoriali, polizia
sociale, integrativa, postconflict e tutto quel che vuoi. Adesso
hai un'unità di un Paese che vuole mandartela e che ha subito venti
settimane di vero addestramento.
Questa sarebbe
una maniera, per l'Italia, di contribuire ad avere dei battaglioni
utili che non sono italiani, ma stranieri, addestrati però da
questa metodologia particolare dei Carabinieri. L'addestramento si
può fisicamente fare in Italia o si può pensare in termini di una
squadra mobile addestrativa, dove tutto un contingente di
Carabinieri va sul posto non per svolgere la funzione diretta di
MSU, ma per addestrare, sulla base di 1 su 20, 1 su 15, il
personale. Ora la gente può chiedersi: "ma quanto si può
addestrare, quanto si può imparare, quanto fa un carabiniere in
venti settimane?"; e così via. La risposta è ricordarsi cosa è la
concorrenza. Io non è che vi inviti ad andare ad aprire un
ristorante a Napoli per fare la pasta a Napoli (anche il peggiore
ristorante a Napoli funziona a un certo livello): io dico di fare
un ristorante "peace": cioè basta che gli dai un po' di pasta,
metti un po' di pomodoro sopra, la gente è già contentissima perché
è molto meglio di quello che mangiano a casa.
Oggi, quello
che abbiamo con gli interventi delle Nazioni Unite sono scene
paurose: politici, ma anche la stampa, i mass-media che sono così
critici verso tutto e tutti, hanno steso un velo pietoso sul
comportamento delle forze multinazionali in situazioni come
Jugoslavia, per anni, e molte altre situazioni, Sierra Leone in
particolare dove si mettono 11.000 soldati, cosiddetti "soldati di
vari Paesi", e non riescono a combinare un bel niente contro nemici
che sono dei ragazzini che sventolano kalashnikov e fuggono.
Quindi, visto questo bassissimo livello, in questa maniera si può
(a mio parere), con un addestramento serio, efficace, duro, dove se
la gente non ce la fa la sbatti fuori perché non sei sul territorio
e quindi la regola di accettare tutto e di tollerare tutto e di far
finta di niente non va applicata, perché l'Italia farebbe lo sforzo
di addestrarli ma se questi non sono addestrabili, si ha il diritto
di buttarli fuori. Poi hai questa unità, Italian trained unit,
unità addestrata da loro che sarebbe molto meglio di quello che
esiste oggi e non rappresenta un sacrificio impossibile perché uno
potrebbe essere in giro (si può immaginare nel corso degli anni)
con 10-20 unità italian trained, molto di più di quello che
potrebbe esprimere con unità italian-italian. Questo è il mio
piccolo suggerimento e con questo vi ringrazio.
(*) - Trascrizione da
registrazione audio corretta dall'autore. (**) - Professore al
"Center for Strategic and International Studies" (CSIS) di
Washington. |