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1. Preambolo Buongiorno.
È per me un
onore presentare questa breve panoramica riguardo lo sviluppo di
una dottrina delle MSU, che rappresentano una delle esperienze più
innovative ed importanti maturate negli ultimi anni nel campo della
risposta alla gestione delle crisi nei contesti nazionali, Nato e
dell'Unione Europea. Procederò secondo i passi successivi: -
Introduzione delle MSU; - Aggiornamento sullo sviluppo di dottrine
NATO, Unione Europea e nazionali; - Conclusioni.
2. Introduzione delle MSU
L'esperienza
maturata negli ultimi dieci anni nel campo delle operazioni di
gestione delle crisi ha dimostrato che, per quanto riguarda le
operazioni militari, vi è una grande necessità di Forze
specializzate in grado di contribuire in maniera efficace nello
svolgimento di operazioni complesse di natura essenzialmente
militare che, però, comprenda aspetti di carattere non militare:
cioè, dove le questioni militari, civili, di ordine e sicurezza
pubblica coesistono, sono interdipendenti e hanno un grande impatto
sia sulle operazioni militari sia sulla protezione della Forza da
minacce non militari provenienti dalla popolazione locale residente
nell'area delle operazioni militari. In questo scenario, il
contingente militare potrebbe assumere in proprio i compiti di
pubblica sicurezza prima che una missione di polizia civile sia
schierata per sostituire o rafforzare l'infrastruttura di polizia
locale al collasso. Questa necessità fu sentita per la prima volta
dalla NATO nel 1977 durante la crisi della Bosnia-Erzegovina per
provvedere all'intera attuazione dell'accordo di pace Dayton.
La NATO sentiva
la necessità di riempire ciò che fu definito il "vuoto di
sicurezza" (the security gap), la zona grigia tra la missione
militare della SFOR (le cui truppe erano armate solamente di Forza
mortale e non erano particolarmente addestrate o equipaggiate per
affrontare problemi di sicurezza pubblica e gestire l'ordine e la
sicurezza) e la missione della polizia civile dell'ONU disarmata e
priva di un mandato esecutivo. Inoltre, la polizia locale non aveva
la capacità di intervenire o non intendeva essere coinvolta in
operazioni di ordine pubblico per ragioni etniche o politiche.
L'insieme di tutti questi fattori portò alla considerazione che
colmare questo vuoto non era compito di una Forza militare da
combattimento tradizionale e neppure, in un ambiente operativo
destabilizzato, di polizia civile. Fu ritenuto che le Forze più
adatte erano le Forze di polizia a statuto militare o Forze di
gendarmeria che formano il corpo principale di una MSU. L'Alleanza
si rivolse quindi all'Italia e ai Carabinieri per formare un'Unità
Specializzata Multinazionale - MSU.
Il nome di MSU
deriva dalle sue caratteristiche particolari. "Multinazionale"
perché è richiesta una composizione multinazionale e
"specializzata" a causa del ruolo specializzato nell'ambito dello
strumento militare. La MSU è uno strumento militare specializzato,
sperimentato in diversi teatri diversamente dalle Forze militari da
combattimento use ad operare su base amico/nemico, che il
Comandante della Forza ha al suo comando per gestire le importanti
richieste relative all'ordine e alla sicurezza pubblica come, ad
esempio, il terrorismo e il controllo delle masse. Come si può
capire da questa introduzione vi è una marcata differenza
concettuale tra il ruolo di una MSU e quello di una Forza militare
da combattimento tradizionale. Possiamo dire che la MSU, essendo
parte dello strumento militare, esprime una capacità militare di
polizia ordinaria che diventa una nuova funzione militare, accanto
alle funzioni di combattimento, supporto al combattimento e
servizio di supporto al combattimento, che potremmo chiamare
"sostituzione del combattimento" (combat replacement) dove, a causa
della natura della minaccia, è necessario sviluppare una risposta
militare con l'approccio mentale e operativo di una polizia
ordinaria.
Questo
sottolinea anche il fatto che il ruolo di una MSU è qualcosa di
diverso da quello di una polizia militare tradizionale: la
differenza sta nell'orientamento dell'impegno di polizia. Mentre la
PM orienta l'attività verso il controllo ed il supporto della
comunità e dello strumento militare, la MSU, essendo una componente
militare, orienta l'attività verso l'ambiente civile per proteggere
la Forza militare dalla comunità civile che risiede nell'AOR e
garantire la sicurezza pubblica e l'applicazione della legge, e
infine anche per ricostruire la polizia locale. Sebbene il quadro
di una MSU sia formato principalmente da Forze di polizia a statuto
militare, può essere integrata dalle Forze di polizia militare in
considerazione della loro somiglianza professionale, come
l'esperienza ha dimostrato. Dico integrata dalla polizia militare e
non sostituita dalla polizia militare, perché la maggior parte di
quest'ultima - sebbene efficiente e ben addestrata - non è in grado
di sostituire tutte le singolari capacità della MSU e conferire il
gran numero di uomini necessario alla MSU per mantenere e sostenere
i compiti di polizia militare.
Inoltre, alcuni
paesi della NATO non consentono l'impiego della loro polizia
militare per compiti di MSU. Non entrerò nei dettagli relativi ai
compiti specifici e alle funzioni operative delle MSU come la
"Scatola Blu", la "Scatola Verde", la catena di comando, ecc.,
perché sono già state trattate nelle precedenti sessioni di questo
seminario.
3. Sviluppo delle dottrine NATO, UE e nazionali
Considerata
questa panoramica sui principi che supportano l'architettura
concettuale delle MSU, è ora di entrare nel vivo di questa
presentazione che consiste nel dare una visione aggiornata dello
sviluppo delle dottrine delle MSU nazionali, NATO e UE. Vorrei
sottolineare che le tre dottrine, avendo coinvolto l'Arma come
attore attivo, si basano sugli stessi principi, si armonizzano e
sono reciprocamente coerenti. La genesi di una dottrina sulle MSU
deve, ovviamente, essere esplorata in ambito NATO dove questa unità
è nata. La MSU fu istituita come strumento operativo durante
un'operazione militare senza alcun supporto dottrinale, in base
alla sola necessità di colmare il vuoto di sicurezza in Bosnia.
Per i suddetti
motivi, l'istituzione delle procedure tecnico-tattiche, necessarie
all'impiego efficace dell'unità, anticipano e pongono le fondamenta
per una dottrina MSU, che si sviluppa conseguentemente in base
all'esperienza acquisita sul campo in un processo dalla base al
vertice. Sin dal 2000, con il contributo del Comando Generale
dell'Arma dei Carabinieri, alcuni riferimenti alle MSU sono stati
inclusi a tutti i livelli nella dottrina NATO. Si parlò per la
prima volta dello scenario per un impiego della MSU nell' AJP 01
(a) ora superato dall'AJP 01 (b) "Allied Joint Doctrine" dove al
capitolo 2204 si legge che i militari, grazie alle loro capacità,
possono essere chiamati a contribuire, nelle operazioni di risposta
alle crisi non contemplate dall'articolo 5, a compiti propri degli
attori civili che vanno dalla pubblica sicurezza alla sicurezza
delle frontiere. Questa è la base su cui la dottrina NATO
conferisce alle MSU una vasta gamma di compiti specifici che in un
contesto tradizionalmente stabile sono propri delle forze di
polizia ordinaria (cioè civile).
AJP 3.4. "Non
art. 5 - crisis response operations" (Non art.5 - operazioni in
risposta alle crisi) prevede al capitolo 0407b che il supporto
militare alla sicurezza pubblica possa richiedere il coinvolgimento
in operazioni atte a mantenere l'ordine locale e ad applicare
l'ordine e la sicurezza pubblica nella fase iniziale di
un'operazione fino a quando appropriate autorità civili siano in
grado di assumersi questi compiti, nominando la MSU quale unità
adatta a condurre tali operazioni. Il medesimo AJP prevede anche,
ai capitoli 0405 e 0406, che la capacità di controllo delle masse
sia compito della forza impegnata nelle "operazioni di evacuazione
delle popolazioni non combattenti", chiamate NEO, e nelle
"operazioni di estrazione". Questo pone le basi per l'impiego delle
Forze MSU anche negli ultimi due scenari. Vorrei attirare la vostra
attenzione sul fatto che l'impiego delle MSU è previsto durante la
fase iniziale di un'operazione in risposta alla crisi, che è la
parte più intensa ed impegnativa in vista del trasferimento della
responsabilità relativa alla pubblica sicurezza alle autorità
civili. In effetti, il momento in cui una MSU deve essere schierata
deve essere sincronizzato e concomitante con quello del componente
combattente del corpo di spedizione.
Infatti, quale
parte di un componente militare di una missione, si schiera nella
fase 2 delle PSO e può estendere la sua presenza fino alla fine
della fase 3 quando la forza di supporto alla pace si è ritirata. I
compiti specifici di una MSU, tuttavia, la cui missione consiste
nel creare un ambiente sicuro e proteggere la Forza da minacce non
militari, sono stati elencati nell'AJP 3.4.1 "Peace support
operations", (Operazioni di supporto alla pace) capitolo 0529, e
comprendono la raccolta di informazioni, investigazioni,
intelligence criminale antiterrorismo, mantenimento dell'ordine e
la sicurezza pubblica locale e tutti gli aspetti relativi alla
pubblica sicurezza. In fine, il compito di controllo delle masse e,
più in generale, quello di contrastare la violenza delle folle come
previsto nell'ATP 3.4.1.1 "PSO tactical procedures" (Procedure
tattiche di PSO). Mentre la MSU non è dottrinalmente e praticamente
una polizia militare, la NATO l'ha inquadrata in un concetto più
ampio di capacità di polizia militare.
Questa
discrepanza concettuale risale alle origini dell'unità quando la
differenza tra Forza di polizia militare e Forza di polizia a
statuto militare, cioè una forza di gendarmeria, non era
chiaramente percepita in ambiente NATO. Questa è la ragione per la
quale le MSU sono incluse nella Pubblicazione Procedurale Alleata
12 "NATO Procedure e Dottrine di Polizia Militare", ma questa
inclusione non ha ottenuto il consenso unanime delle Nazioni a
causa dell'impegno di polizia della MSU nell'ambito della comunità
civile. La PPA 12 dovrebbe essere superata dalla nuova AJP 3.2.3.3
"Polizia Militare" e deve ancora essere deciso se coprirà o meno i
principi generali della funzione MSU, lasciando che le procedure
tattiche siano prese in considerazione in un PTA discendente.
Probabilmente una pubblicazione NATO procedurale e dottrinale sulle
MSU sarebbe più coerente con il corpus dottrinale NATO. Inoltre
l'autonomia della funzione di sostituzione del combattimento della
MSU rispetto a quella di polizia militare è stabilita chiaramente
nell'AJP 3 "Allied Joint Operations", capitolo 2007, che, mentre
descrive la composizione dei Comandi, stabilisce che è anche una
componente funzionale del comando integrato della NATO.
Vorrei comunque
sottolineare che la MSU non è il nemico pubblico numero uno delle
Forze di polizia militare, ma il primo alleato di quelle polizie
militari a cui le legislazioni nazionali consentono di assumere
compiti di polizia ordinaria nel teatro. Mentre collaborano allo
sviluppo di una dottrina NATO sulle MSU, i Carabinieri hanno anche
elaborato una pubblicazione nazionale sulle MSU che a tutt'oggi è
il solo documento dottrinale e procedurale esistente che disciplina
l'impiego di Forze di gendarmeria, facenti parte delle Forze
militari, per lo svolgimento di compiti di polizia ordinaria nelle
aree destabilizzate. Il documento nazionale, in effetti, basato su
riferimenti NATO alle MSU, fonde queste ultime con l'esperienza
maturata nei teatri operativi dai Carabinieri che hanno comandato
tutti e quattro i reggimenti che sono stati schierati sin qui con
le SOP rilasciate dai comandanti della Forza nei teatri e anche con
la visione UE su queste operazioni specifiche.
A questo punto
devo sottolineare che attualmente nessun'altra nazione è dotata di
un tale corpus dottrinale e procedurale e con un'esperienza così
consolidata. La dottrina nazionale e le procedure sono attualmente
applicate dai 3 reggimenti MSU schierati. Ora devo dire qualche
parola sulla MSU UE. Come sapete, non vi è alcun riferimento
dottrinale UE. Il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri ha
però elaborato due documenti, dottrinali e procedurali
rispettivamente. Il primo, intitolato "European Union Multinational
Specialised Union Concept" (Concetto dell'Unione Europea sulle
Unità Multinazionali Specializzate), stabilisce i principi generali
che governano una MSU; che deve essere considerata una specie di
ponte verso una missione di polizia civile e questa è anche la
visione della NATO.
La decisione di
schierare una MSU dovrebbe essere presa prima possibile nel
processo decisionale come aspetto delle Opzioni Strategiche
Militari (MSO), prendendo in considerazione che in corso di
un'operazione, qualora la situazione lo richiedesse, la MSU
potrebbe trasformarsi in un'unità di polizia integrata (IPU) sotto
il comando del Capo Missione di Polizia per enfatizzare la funzione
di polizia. Il ruolo e i compiti della MSU possono variare in base
alle previsioni del concetto militare delle operazioni (CONOPS) e
del piano operativo (OPLAN). Il secondo, intitolato "European Union
Multinational Specialised Union Procedures" (Procedure dell'Unione
Europea per le Unità Multinazionali Specializzate), stabilisce le
procedure flessibili tecnico-tattiche che governano l'impiego di
una MSU sul campo e che deve essere integrata dalle SOP stabilite
dal comandante della Forza. Esso focalizza anche i compiti
potenziali di una MSU elencando, per ognuno di essi, i fattori
chiave e le ampie procedure di coordinamento con la polizia
militare, la polizia locale quando esiste e le eventuali missioni
di polizia internazionale che operano nella stessa zona.
L'aspetto
cruciale del secondo documento è la flessibilità per essere in
grado di adattarsi a qualunque situazione possa emergere sul campo.
I suddetti documenti sono stati entrambi sottoposti alla
commissione militare UE e attualmente è stato impiegato anche
personale militare. Bisogna dire che mentre la MSU è uno strumento
che rientra tra gli aspetti militari della gestione della crisi
capaci di svolgere compiti di polizia in una situazione altamente
instabile, per la gestione di aspetti non militari che potrebbero
avere un impatto negativo sulle operazioni militari, la UE ha 169
ITALIANO INTERVENTO DEL MAGGIORE PARIS ulteriori strumenti capaci
di svolgere compiti di polizia che rientrano nella gestione di
crisi civili, cioè le unità di polizia integrata (IPU) per missioni
di sostituzione e di polizia senza alcun mandato esecutivo come ad
esempio la polizia militare dell'Unione Europea in Bosnia.
È anche
opportuno sottolineare che le missioni di polizia UE hanno già una
disciplina dottrinale, elaborata con il contributo dei Carabinieri,
e recentemente testata nell'esercitazione "Lucerna 03" condotta a
Roma dai Carabinieri stessi sotto gli auspici della UE e con la
partecipazione di 25 Nazioni Europee. Qualcuno potrebbe non essere
a conoscenza delle differenze tra MSU e IPU. In breve, le
differenze stanno nella missione e nella natura dell'unità: la
missione della MSU, creare un ambiente sicuro, fa parte della
missione della Forza militare e la natura della MSU è militare,
mentre la missione della IPU, consolidare un ambiente sicuro, è
autonoma da quella del contingente militare e la sua natura è
civile.
4. Conclusioni
La MSU è uno
strumento specializzato nelle mani del Comandante della Forza per
fronteggiare, con tutti gli aspetti correlati, la pubblica
sicurezza, incluso eventuali attività terroristiche fin dalla fase
iniziale di una missione. La MSU svolge il compito di ponte verso
una missione di polizia civile internazionale o finchè la polizia
locale non sia in grado di assumersi le proprie responsabilità.
Questa nuova
funzione dei militari potrebbe chiamarsi "sostituzione del
combattimento" e attribuisce al Comandante della Forza una capacità
esclusiva di polizia ordinaria, di cui lo strumento militare ha più
che mai bisogno e che non può permettersi di perdere. È di assoluta
importanza che la MSU, che ha già operato per sei anni come
componente essenziale della NATO e in operazioni di risposta a
crisi internazionali, sia disciplinata da dottrine NATO e UE
dedicate o, con riferimento alla NATO, anche sotto la polizia
militare che tutto include rispetto alla sua autonomia e ai
requisiti specifici. In effetti, i succitati riferimenti dottrinali
NATO non possono sostituire un testo che stabilisca i principi
fondamentali che guidano l'attività delle MSU per compiere la
propria missione come pure le procedure con le quali l'Unità
conduce le sue operazioni. Inoltre, dobbiamo sottolineare che
mentre da un lato la NATO fornisce un sia pur minimo riferimento
dottrinale per la MSU, dall'altro lato l'Unione Europea non ne
propone alcuno. È quindi necessario che i due documenti UE
succitati elaborati dai Carabinieri siano avallati prima possibile
per consentire all'UE di schierare efficacemente le MSU nelle
operazioni future.
(*) - Maggiore dei Carabinieri,
Capo 3a Sezione Ufficio Piani e Polizia Militare del Comando
Generale dell'Arma dei Carabinieri. |