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Eccellenza, autorità militari e
civili, colleghi e amici delle forze FIEP e delle altre
componenti di polizia qui presenti oggi. Un cordiale saluto
anche da parte del Comandante della Guardia Repubblicana
Nazionale Portoghese. Partecipare a questa conferenza è per
me e per la Guardia Repubblicana Nazionale un grande onore e
motivo di orgoglio. Innanzi tutto vorrei presentare
brevemente la Guardia Repubblicana Nazionale. La Guardia
Repubblicana Nazionale (GRN) fu istituita nel 1801 come
Guardia Reale di Polizia. Oggi è un'Arma con circa
ventiseimila militari - uomini e donne - responsabili, in
quanto polizia, del 90 per cento del territorio nazionale e
del 50 per cento della popolazione in un' area disseminata di
mille accantonamenti. Di conseguenza, essa costituisce
l'unica forza che occupa fisicamente l'intero paese (in
effetti si sovrappone alla Polizia Civile) dove è impegnata
anche a garantire il controllo dei confini, sia di terra che
di mare, con un sistema di controllo delle coste e delle
postazioni di frontiera. Non ripeterò mai abbastanza che la
Guardia Repubblicana Nazionale è una "forza di sicurezza
costituita da militari organizzati in un Corpo speciale di
truppe", (1 articolo della legge sull'organico).
In tempo di
pace la Guardia Repubblicana Nazionale dipende dall'amministrazione
del Ministro degli Interni e dal Ministro della Difesa. In caso di
guerra o in situazioni di crisi, può essere messa alle dipendenze
del Capo di Stato Maggiore delle Forze armate. In questa maniera la
GRN, pur essendo un Corpo Miliare di Sicurezza, è simultaneamente
parte delle Forze Militari grazie alla sua natura militare e delle
Forze di Sicurezza per via della sua funzione primaria. In questo
contesto, vale la pena sottolineare che gli appartenenti alla
Guardia Repubblicana Nazionale sono militari, soggetti allo Statuto
dei Militari stabilito dalla legge n. 11/98 dell'11 giugno
esattamente come il personale delle Forze armate. Di conseguenza
sono soggetti alla condizione di militare con le relative
restrizioni dei diritti, libertà e garanzie costituzionali. Questo
è un fattore di ulteriore credibilità, atto a garantire l'integrità
e l'operatività dei sistemi di sicurezza interna, anche, o forse
essenzialmente, in situazioni di grande instabilità politica e
sociale. A causa della sua natura, la Guardia è integrata
nell'Associazione FIEP che comprende le gendarmerie europee delle
quali darò una breve descrizione. Come tutti sanno, le Forze di
polizia di natura militare sono nate dalla rivoluzione francese e
costituiscono un'entità ibrida, un misto di Forze armate e di
polizia civile.
La loro
principale caratteristica sta nel fatto che le missioni delle
gendarmerie sono simili in tutti i paesi dove esistono due tipi di
polizia e riguardano cinque aspetti principali: - mantenimento
dell'ordine pubblico; - controllo del traffico e fiscalizzazione; -
aiuto e salvataggio delle popolazioni; - sicurezza (incluse le
operazioni di sicurezza delle alte cariche e la sorveglianza dei
punti sensibili); - militare (onori militari e tutto ciò che deriva
dalla protezione delle aree in retroguardia e quelle ivi collegate,
a complemento delle Forze armate). Oltre ai suddetti aspetti, si
devono considerare anche i seguenti compiti: la lotta contro
l'evasione fiscale, la salvaguardia della natura, le investigazioni
criminali, la sorveglianza ed il controllo fino a dodici miglia di
mare territoriale, il sostegno alle popolazioni non protette ed il
supporto della politica estera dello stato. 54 Per le suddette
ragioni, secondo la mia opinione, le guardie sono le forze di
sicurezza maggiormente in grado di svolgere le missioni relative
allo sviluppo congiunturale e ai cambiamenti strategici, sia
all'interno sia nelle missioni di pace.
Come possiamo
capire, le missioni di pace comportano un sempre crescente grado di
complessità e possono genericamente essere definite come segue; -
operazioni che si sviluppano nell'ambito dell'ONU; - conformità al
mandato approvato dal Consiglio di Sicurezza; - contano sul
consenso delle parti interessate. Sono istituite per aiutare a
controllare e risolvere i conflitti e sono collettivamente
finanziate dagli stati membri che provvedono a fornire
l'equipaggiamento e le risorse necessarie su base volontaria.
Malgrado la ridotta dimensione geografica, il Portogallo ha assunto
le proprie responsabilità su questa questione. Dopo una prima
partecipazione, come osservatori, di ufficiali e sergenti alla
missione ONU in Angola (UNAVEM e MONUA), la Guardia Repubblicana
Nazionale ebbe la responsabilità di inviare un'unità di polizia
speciale integrata nelle UNTAETs CIVPOL a Timor Est; come
osservatori di polizia a Timor e nello Zaire e, più recentemente,
un sottoraggruppamento, integrato nel Reggimento MSU in Iraq, nella
zona di responsabilità (AOR) della Joint Task Force italiana
(ITJTF), con un assetto diverso rispetto alle missioni
precedenti.
Dato che questa
era solamente la seconda volta che la GRN inviava una forza
autonoma fuori dal territorio nazionale, fu posta la massima
attenzione alla sua preparazione. Tutto fu pianificato con estremo
rigore; dalla preparazione delle truppe, con base nelle unità della
riserva, alla selezione dei materiali e degli armamenti, fino
all'invio e al sostentamento della forza. Vale la pena chiarire che
tutti eravamo perfettamente consapevoli della complessità
dell'esperienza sul territorio iracheno e, dopo aver esaminato le
informazioni ricevute, avevamo una buona conoscenza della
situazione che avremmo dovuto affrontare. Tutti i dati e le
informazioni disponibili che ci permisero di svolgere una
pianificazione dinamica per affrontare e rispondere ai problemi che
avremmo incontrato nel teatro delle operazioni (TO) furono presi in
attenta considerazione per la preparazione e l'invio della
Forza.
Sappiamo che: -
l'Iraq continua a vivere momenti di grande incertezza, specialmente
nel centro e nel nord del paese, e molti attacchi terroristici sono
stati eseguiti con ordigni esplosivi improvvisati (IED), armi
piccole e attacchi suicidi. Ciò ha fatto sì che le Nazioni Unite e
le organizzazioni non governative abbandonassero il territorio; -
nell'area di responsabilità della Joint Task Force italiana, la
situazione iniziata il 12 novembre è estremamente incerta, al
contrario di quella esistente fino a quel momento; - esistono forti
sospetti che vi siano celle terroristiche attive nella provincia
dello Dhi Khar e che queste siano sostenute da elementi della
popolazione locale; - le tribù, i partiti politici ed i capi
religiosi costituiscono un ulteriore fattore di rischio considerata
la possibilità del loro coinvolgimento in conflitti, sia tra loro
sia contro le Forze alleate, anche se si pensa che la maggior parte
di essi sia favorevole alle Forze alleate; - il crimine non
rappresenta una minaccia diretta per le forze alleate, ma deve
essere combattuto efficacemente per creare un'atmosfera di
tranquillità tra la popolazione; - le condizioni economiche e
sociali sono molto precarie e la disoccupazione è molto elevata:
ciò costituisce un fattore destabilizzante, anche se le Forze
alleate non hanno la capacità di risolvere la situazione; - la
polizia locale è molto screditata e, con l'avvicinarsi del
trasferimento del potere alle autorità locali, è necessario puntare
ad una preparazione in conformità agli standard accettati e
riconosciuti a livello internazionale; - l'ambiente influenza
fortemente lo svolgimento della missione.
Considerato che
i fattori che influiscono sulla missione sono stati esaminati
durante la fase di preparazione, possiamo ritenere che dopo i primi
quattro mesi sul territorio iracheno l'attività della forza della
Guardia Repubblicana Nazionale, integrata nella MSU,
nell'operazione "Antica Babilonia", abbia fatto emergere in maniera
inequivocabile il plusvalore rappresentato dal fatto di essere una
forza di sicurezza di natura militare e l'incremento che ciò
conferisce all'attività di polizia svolta. In effetti, la MSU,
considerata nel suo insieme e grazie alla sua prontezza, alla
disponibilità degli elementi militari (conseguenza dei principi di
acquartieramento e della condizione militare come pure della
vicinanza alla popolazione irachena) ha sempre saputo rispondere ai
vari incidenti in maniera corretta e in tempo reale, guadagnandosi
il rispetto delle varie entità presenti nel teatro delle
operazioni, della polizia locale e della popolazione. L'esperienza
in Iraq ha richiesto molto impegno, ma ha dato anche molte
soddisfazioni mettendo alla prova le nostre capacità, agilità e
flessibilità, in vista dei cambiamenti dello scenario in cui
viviamo.
Dal suo arrivo
in Iraq, il sottoraggruppamento Alfa della Guardia Repubblicana
Nazionale ha potuto contare come vettore fondamentale sulla
collaborazione dei Carabinieri e della polizia militare della
Romania, parte integrante della MSU. Oltre all'integrazione nel
Battaglione della Compagnia Operativa, abbiamo posizionato elementi
militari nelle file del supporto logistico e nelle cellule dello
stato maggiore e ciò ha facilitato l'integrazione della Forza
Portoghese all'interno dell'Unità. In breve, possiamo dire che
l'attività svolta è stata molto intensa, diversificata e
arricchente, considerati le condizioni e il rischio verificatisi
nell'area di responsabilità. Dobbiamo sottolineare quanto segue
riguardo all'attività della Forza Portoghese: - le operazioni di
pattugliamento a piedi o a cavallo, specialmente a An Nassiriyah,
ma anche fuori dalla città, su itinerari segnati precedentemente; -
le azioni di monitoraggio e di guida svolte dalla polizia locale
per mezzo di un pattugliamento congiunto, sia diurno sia notturno;
- la creazione di check points nelle operazioni precedentemente
pianificate o inaspettate: - i convogli destinati ai diversi
organismi dello stato maggiore; - la sicurezza fisica dei servizi
della base Libeccio e la collaborazione per la sicurezza della base
medesima; - le operazioni per il mantenimento dell'ordine pubblico
e il monitoraggio delle manifestazioni: - congiuntamente ad altri
elementi della MSU, alla polizia locale sono state insegnate le
nozioni di base sui seguenti argomenti: diritto internazionale di
base, diritto alla vita, divieto di tortura, violenza domestica,
libertà di movimento, etica e valori di polizia, armi da fuoco,
procedure di pattugliamento e di arresto.
Dopo due
settimane di corso, la MSU ha svolto attività di monitoraggio,
'mentoring' e addestramento sul campo; supporto sanitario della
popolazione; svolgimento di varie operazioni congiunte, sia con
l'unità di manovra sia con il GIS; supporto e sicurezza del
Battaglione Coreano nell'apportare miglioramenti alle condizioni di
sicurezza della polizia locale. L'operazione "Antica Babilonia" è
servita a consolidare la tesi, che già avevamo formulato,
dell'importanza delle Forze di polizia di natura militare negli
scenari di stabilizzazione e gestione delle crisi. Effettivamente,
le unità integrate di polizia, una specie di MSU, dispongono di
condizioni privilegiate per promuovere la transizione e stabilire
il collegamento tra i compiti attribuiti alle Forze armate e i
compiti propri della gestione civile delle crisi. Il rapporto
privilegiato mantenuto con le Forze armate, abbinato ad una
preparazione specifica, non solo a livello della sicurezza e
dell'ordine pubblico, ma anche a livello delle tecniche di
avvicinamento alla popolazione e alla società civile in generale, è
condizione essenziale in missioni come questa e dovrebbe essere
esplorato al massimo e integrato nella dottrina esistente.
Ristabilire la
legalità e l'ordine pubblico e creare un ambiente sicuro è
condizione indispensabile per il consolidamento della pace e
richiede, oltre alla collaborazione permanente con le autorità
giuridiche e di polizia locali, interventi più massicci di quelli
svolti da Forze del tipo della gendarmeria. Ciò perché la nostra
missione all'estero si svolge, specialmente nel caso dell'Iraq, in
condizioni politiche e sociali altamente instabili con un alto
grado di minaccia e rischio, favorevole allo sviluppo di attività
criminali e terroristiche che devono essere prevenute e combattute,
se necessario, con grande decisione e determinazione e con gli
strumenti posseduti da unità del tipo MSU. Conclusioni La missione
della Forza Portoghese può essere considerata estremamente
positiva, sia dal punto di vista personale sia da quello
professionale. Quando la Guardia Repubblicana Nazionale fu
incaricata di questa missione, era perfettamente consapevole delle
difficoltà che l'attendevano, ragione per cui puntò tutto sulla
preparazione della Forza da inviare.
Dall'attenta
selezione del personale alla definizione dell'equipaggiamento e
dell'armamento, tutto fu concepito, analizzato e pianificato in
funzione del grado di rischio, della minaccia e delle
caratteristiche geografiche, umane, politiche e sociali della zona
delle operazioni. Malgrado ciò, abbiamo sentito la mancanza di
alcuni materiali, essenzialmente a causa della necessità di dover
optare per il materiale che consideravamo essenziale, in vista dei
limiti di spazio e delle capacità d'invio dei mezzi disponibili.
Grazie ad una preparazione accurata e alla sua determinazione e
disciplina, la Guardia Repubblicana Nazionale ha saputo integrare
lo spirito della MSU svolgendo i compiti della missione con grande
capacità e professionalità. Abbiamo avuto la capacità di rispondere
in maniera positiva alle necessità che si presentavano in ogni
circostanza, sia in missioni di pattugliamento sia nei convogli,
come pure nell'applicare le misure di sicurezza e protezione
nell'operazione Libeccio o in missioni di grande pericolo come la
detenzione di persone sospettate di collegamenti con il precedente
regime e sostenitori della rete terroristica; oppure quando si
addestrava la polizia locale e nelle operazioni di salvaguardia del
patrimonio archeologico e culturale svolte dall'unità di manovra, o
in operazioni per il mantenimento dell'ordine pubblico, o ancora,
nell'organizzazione del supporto medico e sanitario. Quanto detto
giustifica il fatto che queste missioni, o le missioni future
nell'ambito della Polizia Europea, debbano essere costituite e
integrate in una capacità di risposta efficace in situazioni simili
a quelle che possono verificarsi nei conflitti armati e nella
conseguente stabilizzazione.
Le Forze di
sicurezza di natura militare possiedono tutte le caratteristiche di
forze capaci di agire da collegamento tra la popolazione e le Forze
armate in situazioni di conflitto, di intervenire nel mantenimento
dell'ordine pubblico, compito che non appartiene alle forze armate
nè alla polizia civile, per ragioni più che ovvie le prime, e le
seconde perché in situazioni di conflitto non possiedono le
condizioni minime di sicurezza per poter agire. Inoltre hanno la
capacità di agire in tutte quelle missioni con compiti propri della
fase post conflittuale, quando pace e fiducia non sono ancora state
riconquistate. La MSU presente nel teatro delle operazioni, grazie
alla sua specifica preparazione, non solo per quanto riguarda
l'ordine pubblico e l'investigazione criminale, ma anche
relativamente alle tecniche di avvicinamento alla popolazione e
alla società in generale, dispone di condizioni privilegiate per
promuovere la transizione dell'autorità e stabilire un collegamento
tra le competenze delle Forze armate e i compiti specifici della
gestione civile delle crisi. Possiamo affermare che la nostra
esperienza in Iraq, integrata nella MSU con i nostri compagni
Carabinieri e con la Polizia Militare Rumena, malgrado il livello
di rischio insito nella missione, è stata più che positiva
considerato che gli obiettivi fissati dalla Guardia Repubblicana
Nazionale sono stati pienamente raggiunti. Rispetto alle missioni
alle quali l'Unione Europea potrebbe essere chiamata ad intervenire
con l'unità di Polizia Integrata, comprendiamo che, così come
avvenuto a Lucerna, dobbiamo effettuare più esercitazioni per
consentire una valutazione ed un miglioramento delle procedure,
oltre a consentire la conoscenza personale di eventuali
partecipanti.
Per concludere,
vorrei parlare di alcune questioni da rivedere per facilitare
l'integrazione delle forze in unità del tipo MSU: - necessità di
disporre di informazione tattica, essenziale per il supporto delle
operazioni per quanto riguarda minacce, conflitti e realtà sociali;
- definizione precisa della lingua ufficiale e del comando della
missione; - componente logistica che, per la sua importanza
dovrebbe avere una maggiore partecipazione collettiva da parte dei
paesi che formano l'unità; - ufficiali di postazione dei paesi che
formano la MSU in cellule di stato maggiore con funzioni di
comando; - maggiore decentramento dell'informazione; - maggiore
impegno nell'addestramento della polizia locale, dato che un corso
di due settimane è palesemente insufficiente. La Guardia
Repubblicana Nazionale potrebbe, eventualmente, analizzare il
proprio contributo con esperti dell'Investigazione Criminale e
della salvaguardia dell'ambiente. Inoltre vorremmo vedere aumentate
le capacità d'intervento della Sezione Operazioni Speciali
(intervenuta insieme al GIS) e della squadra addetta a disattivare
gli ordigni esplosivi. In breve, è nostra intenzione enfatizzare
l'indispensabilità e il coordinamento, generatori di sinergie e di
capacità più specifiche, delle Forze coinvolte, in modo che la
Missione possa essere un vero successo, considerando che
l'obiettivo è la creazione di un ambiente di sicurezza e di
tranquillità atto a consentire, nel più breve tempo possibile, il
ritorno dell'ONU e delle organizzazioni non governative per poter
procedere più rapidamente verso la ricchezza e la stabilizzazione
dell'Iraq restituendo il paese agli iracheni.
(*) - Maggiore della Guardia
Nazionale Repubblicana Portoghese. |