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1. Introduzione
Sono lieto
dell'opportunità di aggiornarvi sul Kosovo e l'importante
contributo dato alla nostra missione dalla MSU, che contiene un
significativo contingente dell'Arma dei carabinieri. Essi hanno un
ruolo chiave nell'aiutarci a compiere la nostra missione nella
forza del Kosovo - la K-FOR che io ho l'onore di comandare. Il
compito principale della K-FOR è quello di creare un ambiente
sicuro nel Kosovo.
2. Kosovo e KFOR
Il Kosovo è
grande circa quanto il Veneto. La provincia ha circa due milioni di
abitanti, l'88 per cento sono Kosovari-Albanesi, il 7 per cento
Kosovari-Serbi e il 5 per cento altri.
L'età media è
di 23 anni, una famiglia media è composta di sei persone e il
reddito medio è di 200 euro. Ricorderete tutti l'inumana pulizia
etnica che ebbe luogo nel Kosovo cinque anni fa, seguita dalla
campagna di bombardamenti NATO che portò giorni di saccheggi e di
illegalità. Nel giugno 1999 le autorità serbe si accordarono con la
NATO per il ritiro dal Kosovo, e la KFOR si spostò in provincia,
prese il controllo e iniziò a costruire un ambiente sicuro. Sulla
base della Risoluzione ONU, n. 1244, sulla sicurezza, fu deciso di
mantenere una presenza internazionale civile nel Kosovo per
istituire un'amministrazione ad interim e al tempo stesso portare
avanti e controllare lo sviluppo di istituzioni autonome e
democratiche. La priorità dell'ONU fu quella di istituire la sua
Missione - un'amministrazione nota come UNMIK - che doveva
governare mentre i soldati NATO ristabilivano l'ordine e la
sicurezza pubblica.
Insieme, le
Forze NATO e UNMIK con un gran numero di organizzazioni non
governative (NGO) organizzarono il rifornimento di cibo, acqua ed
elettricità, come pure la sanità e il pronto soccorso. Ben presto
l'UNMIK iniziò a istituire una nuova Forza di polizia per il Kosovo
e invitò un gran numero di poliziotti di molte nazioni, ma il
problema dell'ordine e della sicurezza pubblica fu immediato,
mentre le iniziative dell'UNMIK richiedevano tempo per essere messe
a punto. Il comando supremo alleato in Europa era favorevole
all'idea di schierare una polizia paramilitare poiché la formazione
delle Forze militari convenzionali non è in genere tale da poter
far fronte a disordini di massa e criminalità e ci voleva tempo
perché arrivasse la polizia dell'ONU. Le Forze paramilitari,
formate per compiti militari e di polizia, presentano una gamma di
capacità ed equipaggiamenti e un'organizzazione in grado di
supportare le brigate e i battaglioni NATO nelle varie sfide che
hanno dovuto affrontare nel Kosovo.
Sia l'Italia
sia la Francia hanno contribuito alla MSU con forze provenienti
dall'Arma dei carabinieri e dalla Gendarmeria. Quando arrivò la
polizia internazionale fu raggiunto un modus operandi e la polizia
internazionale dell'UNMIK svolse il compito di polizia locale
mentre la KFOR si occupò della provincia. Oggi la KFOR sta per
terminare i suoi cinque anni nel Kosovo e ha ancora il Reggimento
MSU al comando del COM KFOR. Il problema di ricostruire questa
"provincia al collasso" ha avuto una sua evoluzione, ma vi sono
ancora molte sfide da affrontare. Solo recentemente il reggimento
MSU, rafforzato dalla polizia speciale dell'Estonia, ha dato prova
delle sue straordinarie capacità in occasione delle sommosse del 17
e del 18 marzo. Dato che le riserve del COM KFOR sono impiegate in
luoghi caldi come Mitrovica e Gracanica esse hanno contribuito in
maniera decisiva al successo di questa operazione.
Nel Kosovo ci
sono ancora circa 3.500 poliziotti internazionali. Il servizio di
polizia del Kosovo ha un organico di oltre 6.000 uomini. Questa
Forza sta facendo esperienza, ma ha solamente quattro anni e ha
ancora bisogno di essere assistita nel fronteggiare i maggiori
problemi relativi all'ordine e alla sicurezza pubblica. Per le
suddette ragioni, sembra necessario mantenere quelle Forze che sono
in grado di svolgere compiti che richiedono capacità superiori a
quelle della polizia civile, ma che non sono proprie dei militari.
Quindi nella MSU KFOR ci sono molti compiti per Carabinieri e
Gendarmi. Vorrei cercare di darvi un'idea del tipo di truppe che
compongono la MSU e che cosa stanno facendo per contribuire a
creare un ambiente sicuro.
3. Le truppe nella MSU
La MSU può
essere definita un assetto speciale per la gestione della legge e
il controllo delle masse. Generalmente opera per prevenire
disordini; le pattuglie sono presenti sul territorio e raccolgono
l'informazioni essenziali per un'attività di controllo delle masse.
Quindi la forza ha un ruolo nell'ambito delle operazioni di
supporto alla pace. Il capo della MSU agisce come consigliere della
COM KFOR sulle questioni relative all'ordine e alla sicurezza
pubblica. Egli comanda questo raggruppamento delle dimensioni di un
reggimento. La MSU é in grado di agire in tutto il Kosovo e non ha
bisogno del supporto logistico delle brigate regionali. Il quartier
generale della MSU, sebbene simile ad un quartier generale militare
e con un ruolo di programmazione, comando e controllo militare, ha
anche funzioni di polizia specialistiche.
Queste le
conferiscono le capacità essenziali per combattere la criminalità,
il terrorismo e attività di estremisti e, in genere, per imporre la
legalità. L'organico consiste essenzialmente di Carabinieri e
Gendarmi francesi.
4. I principali elementi sono le compagnie schierate nel
battaglione MSU
I singoli
carabinieri e i gendarmi sono ben armati con una vasta gamma di
moderne armi di fanteria ed equipaggiamento per le comunicazioni.
Hanno tutti un alto livello di capacità; sia l'Italiani sia i
francesi sono addestrati per supportare la polizia nazionale
specializzata e per assumersi i compiti più difficili, incluso i
criminali violenti e disturbati mentalmente. Queste truppe,
dall'Italia, la Francia e l'Estonia, sono state addestrate insieme
e hanno acquisito un impressionante grado di interoperatività. Ho
già menzionato che le capacità della MSU le permettono di operare
contro la criminalità, il terrorismo e le attività di estremisti
oltre ad imporre la legge.
La MSU è stata
schierata, come già detto, contro situazioni di disordine nel
Kosovo, come nella città etnicamente divisa di Mitrovica. In
genere, tuttavia, i suoi compiti consistono in operazioni di
isolamento e perquisizione, pattugliamento e operazioni contro la
criminalità come la prostituzione ed il traffico di immigranti, il
contrabbando di droga, armi ed esplosivi. Il mese scorso, a
febbraio, la MSU ha montato di pattuglia oltre 850 volte per vari
motivi, oltre a svolgere compiti di scorta e di perquisizione.
5. Che cosa la MSU dà alla COM KFOR
Per riassumere,
direi che si sta ricostruendo il Kosovo, una provincia con molti
problemi, con un lavoro di squadra di molte nazioni sotto l'egida
della NATO e dell'ONU. La maggior parte dei problemi incontrati
sono complessi e non possono essere risolti da una sola
organizzazione. Ciò è vero anche nella zona di sicurezza. In una
missione di supporto alla pace bisogna raggiungere un equilibrio
tra il rassicurare la popolazione locale, spesso scontenta dei
vicini, e l'agire da deterrente contro l'estremismo e la
criminalità organizzata.
La polizia
internazionale dell'UNMIK e il nuovo servizio di polizia del Kosovo
non sono sufficientemente equipaggiati e addestrati per far fronte
a sommosse o per coordinare operazioni su un territorio delle
dimensioni del Kosovo. La soluzione è solamente una forza
paramilitare. Sono fortunato ad avere una MSU con le capacità sia
di polizia sia di fanteria leggera e personale straordinariamente
addestrato, motivato ed esperto. I carabinieri ed i gendarmi,
insieme ai loro colleghi estoni, sono perfettamente in grado di
affrontare le sfide più difficili e noi siamo molto grati a loro e
ai loro governi per l'aiuto fornitoci. Le vostre truppe sono fedeli
al loro motto: "Semper Fidelis".
(*) - Generale, comandante
KFOR. |