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Caro Guido, grazie di questa
opportunità che mi hai dato di intervenire a conclusione di
questo seminario sulle MSU. È una opportunità che - a dire
sinceramente - mi sono anche cercata nel senso che ho sentito
il bisogno espresso di venire questa sera alle conclusioni.
Forse qualcuno di voi saprà che sono rientrato questa mattina
dagli Stati Uniti; questa mattina sono rientrato e sono
voluto venire perché sapevo che questo tema è un tema acceso,
è un tema dove - checché se ne dica - c'è molta diversità
concettuale e soprattutto c'è molto confronto a livello
"romano". Perché è vero quello che ha detto Filiberto Cecchi:
per fortuna, la settimana scorsa ero a Nassiriyah e a Kabul,
passato prima in Bosnia ed in Kosovo. Quindi so che sul
terreno questi problemi non esistono. Sul terreno non c'è
problema. Tra tutte le componenti che operano nel nostro
contingente, a qualunque Forza armata appartengano, per
fortuna sul terreno non c'è problema. Sul terreno si opera
insieme perché sul terreno ci sono i problemi, sul terreno ci
sono le difficoltà e sul terreno si lavora fianco a fianco
senza particolari problematiche né - vorrei dire - rivalità.
Diverso è il discorso quando si arriva a Roma, questo è
normale. Quando si arriva al centro, quando entrano in giuoco
l'elaborazione concettuale, quello che faccio io e quello che
fai tu, la dottrina, allora lì iniziano le
divergenze.
Per questo ho
visto Carlo Bellinzona che si scaldava, da moderatore a eccitatore;
faceva parte del contratto: moderatore - eccitatore. Devo dire che
conosco e ringrazio tutti i "panelisti" che sono qui: sono persone
che conosco e frequento da parecchi anni, quindi sono degli amici.
E anche nell'elaborazione, negli interventi, quello del Generale
Giovannetti, quello che ha fatto Filiberto Cecchi, è abbastanza
evidente che vi sia una certa diversità concettuale, che non fa
neanche male, come giustamente ha detto Guido. "Sono molto
contento", ha detto Guido, "di aver organizzato questo convegno MSU
in spirito aperto proprio perché venissero fuori tutte le anime". E
questo è anche molto giusto perché, come ha detto prima Luttwak, se
no "l'Arma si gonfia troppo". Queste non sono cose che possono
essere gestite in maniera esclusiva, non è che la MSU sia una
"proprietà" dell'Arma, perché se poi andiamo a vedere l'Arma è
l'anima dell'MSU; ma se andiamo a vedere (chi c'era a quei tempi lo
sa) come è nato l'MSU, Clarke forse neanche pensava necessariamente
ai Carabinieri.
I Carabinieri
erano in quel momento la risorsa disponibile che andavano
esattamente a corrispondere a quella che era la sua idea di quello
di cui aveva bisogno. E quindi è venuta fuori l'identità
Carabinieri - MSU, grazie anche a voi, grazie ai Carabinieri e
grazie al fatto che l'Italia in quel momento aveva quella risorsa
che si chiamava in quel momento Carabinieri, che rispondeva
esattamente al requisito che Clarke aveva in mente: cioè trovarsi
delle forze nell'ambito della sola struttura militare, cioè sotto
il suo controllo, poi gestite, (in quel caso le soluzioni per la
gestione centralizzata a livello operativo) sostanzialmente
impostata in quel momento a livello Law & Order. Quello era il
suo problema; lui si trovava in grosse difficoltà con le forze
ordinarie che aveva di SFOR, che non avevano la capacità di gestire
questo problema e, quindi, così nacque l'MSU. Non è una tematica,
quindi, che può essere sviluppata unicamente nell'ambito e a
livello concettuale dell'Arma dei Carabinieri, ma è una tematica
che richiede una risorsa integrata, consapevole da parte di tutte
le Forze armate.
Quindi io -
come responsabile di tutte le Forze armate, e tra l'altro come
persona che intende entrare nelle problematiche - ho detto: "è
arrivato il momento che mi faccia vedere: e vado a dire quello che
io penso, anche per il modo che tutti sappiamo che il pensiero
della difesa che uscirà su queste tematiche è un pensiero che non
nasce da un confronto fra tutti, non è una esclusiva appartenenza a
questo o a quello". Detto questo, credo che l'Arma dei Carabinieri,
nella sua espressione internazionale che oggi chiamiamo MSU, sia
certamente un assetto molto importante che noi abbiamo. Quindi
sarebbe estremamente sciocco e limitativo che lo strumento militare
italiano, che ha la fortuna e il privilegio di avere anche questa
caratteristica, questa componente, non se ne avvantaggiasse, non
cercasse di valorizzarla al massimo. Ieri ho incontrato Wolfowitz,
il vice di Ramsfeld, che Luttwak conosce molto bene e lui la prima
domanda che mi ha fatto è: "ma cosa sono questi Carabinieri e
queste MSU?" La prima di tutte le altre cose di cui abbiamo
parlato, avevamo i nostri problemi del teatro iracheno ecc., ma la
prima domanda è stata questa.
Ci sarà pure un
significato. Il significato è che - è chiaro - gli americani
tendono a focalizzare la loro attenzione non perché gli italiani
sono i Carabinieri, non c'è l'Esercito, non c'è la Marina, non c'è
l'Aeronautica. Perché le altre forze, Esercito, Marina, Aeronautica
sono più o meno simili concettualmente a quello che hanno gli
americani. Siccome loro, però, i Carabinieri non ce li hanno, è
chiaro che l'interesse loro è su quell'aspetto che loro non hanno.
Quindi non è che i Carabinieri facciano un lavoro importante:
concettualmente un americano va a focalizzare la sua attenzione su
quell'aspetto che egli non ha perché, probabilmente, quello che è
l'Esercito Italiano più o meno lo sa. Se da un lato questo ci deve
far capire come sia importante questo aspetto che noi abbiamo,
perché il fatto che altri ce lo chiedano vuol dire che non ce
l'hanno e quindi guardano con attenzione, però dall'altro lato
questo non vuol dire che questo assetto diventi l'unica cosa di cui
il nostro militare italiano si debba preoccupare. Altrimenti, come
qualcuno ha detto, facciamo una MSU di 115.000 uomini perché così
abbiamo risolto il problema.
Nella realtà io
credo che la caratteristica fondamentale dell'MSU, che è il suo
imprinting di nascita (e quindi gli imprinting di nascita non sono
marginali perché in genere rimangono) è stata quella di essere
militare. Intanto faccio notare che MSU non era Military
Specialized Unit, ma Multinational Specialized Unit, perché Clarke
la pensò come un'unità, nell'ambito del suo SFOR, multinazionale
perché chiaramente in SFOR tutto è multinazionale, che avesse
qualche specialità (specialized sta ad indicare una specificità)
non una special force ma una specialized.
E quella
specialità di cui sentiva fattivamente bisogno era originariamente
Law & Order - perché c'erano i problemi della gestione Law
& Order in un Paese come era la Bosnia allora - e poi anche
attività che nel tempo sono venute crescendo come il controllo del
territorio, le investigazioni criminali quando il problema della
criminalità era diventato importante in Bosnia e in Kosovo e aveva
effetto anche sulla sicurezza generale del contingente militare che
operava lì. Io credo che tra l'altro - come faceva notare
Bellinzona nella sua curva della stabilization order & law
enforcement and insurgency - in effetti si trovava a quel punto
d'incrocio in Bosnia quando le MSU furono create alla fine del '98.
Dopo tre anni (noi entrammo in Bosnia alla fine del '94, non nel
'95) a quel punto le truppe di Clarke credo fossero quasi
all'incrocio o si cominciava a valutare che ci stessimo quasi
avvicinando all'incrocio e quindi c'era più attenzione da porre ai
problemi della Law & Order.
I compiti e gli
incarichi di SFOR di peacekeeping erano stati sostanzialmente
assolti e quindi cominciava a diventare prevalente, nelle
preoccupazioni di Clarke, il problema del Law & Order, della
criminalità che stava minando la possibilità di ricostruzione ed
ecco che lui valutò di avvicinarsi a quel punto di curva e quindi
pensò che fosse arrivato il momento di impegnarsi in queste
tematiche. Quindi l'imprinting rimane ed è l'imprinting che dice
"l'MSU è una componente militare perché semmai, il Gen. Bellini
prima ricordava, qui siamo una forza di polizia a statuto militare"
quindi è una componente militare che opera in… quali sono le sue
caratteristiche? Perché è nata l'MSU, perché non si è fatta una
forza di polizia civile in Bosnia in quel momento? Perché le
caratteristiche sono due: uno deve avere le caratteristiche di
forza di polizia, ma le polizie civili hanno le caratteristiche di
polizia; ma, due, deve saper operare in un contesto di un paese in
cui c'è ancora una presenza militare, dove c'è una Forza militare
che costantemente assicura la funzione di controllo del territorio:
benché ci fosse già un governo legittimo bosniaco, in realtà il
Comandante SFOR in quel tempo era una sorta di governatore militare
per cui di fatto aveva l'autorità, cioè nulla il governo bosniaco
avrebbe fatto che il Comandante SFOR non avesse voluto.
Quindi una
sorta di struttura fortemente ancora non smilitarizzata e, quindi,
nell'ambito di questo suo strumento, di questa sua capacità si
trattava di uno strumento militare, in una catena di comando
militare, in un territorio francamente ancora fortemente
militarizzato e in cui lo stato di degrado della sicurezza era tale
che non potesse essere assicurata da forze di polizia civili. Il
problema era non soltanto avere delle capacità di polizia, ma
queste capacità di polizia, o di Law & Order, andarle ad
assicurare in un teatro degradato dove, se ci mandi il normale
poliziotto o il Carabiniere di quartiere, se lo mangiano vivo.
Quindi, quello è il punto ed è lì che è nata la caratteristica del
perché i Carabinieri erano militari, perché avevano un
addestramento anche combat o pseudo-combat ; avevamo quindi la
capacità di agire come forza di polizia in un contesto dove non
bastava andare come un normale poliziotto di quartiere, ma
bisognava avere ancor di più quelle capacità di tipo militare che
consentivano al poliziotto, in un ambiente degradato, di
operare.
Questa è
l'anima delle MSU e questo io credo che rimanga; perché, come ci
ricordava il Gen. Bellini, se poi andiamo a fare altre cose, a
questo punto non c'è più nessun motivo che sia l'MSU a farle.
Questo non vuol dire che non ci possano essere dei Carabinieri,
delle Forze di polizia militare inserite in una european police
mission come era, a quel tempo, in Bosnia il IPTF. Nel IPTF, me lo
ricordo benissimo, c'erano Carabinieri: avevano la scritta al
braccio IPTF; poi c'erano altri carabinieri che avevano la scritta
al braccio MSU (ed altri ancora con la scritta MP - ndt). L'MSU ha
dei suoi connotati fondamentali che sono quelli non solo di essere
militari (perché i Carabinieri VPN erano militari ugualmente, però
non costituivano Forza a struttura militare) ma quindi di essere
una Forza a connotato militare che opera nel quadro di una forte
presenza militare sul territorio, dove quella presenza militare è
importante per il controllo del territorio o dove il territorio è
degradato. Che poi, dopo, questa Forza militare che inizialmente ha
compiti di Law & Order possa avere anche compiti di criminal
investigation e possa avere quei tanti altri compiti che sono cari
al Gen. Bellini, che vanno oltre queste categorie principali, in
questo io non ci vedo niente di concettualmente errato o sbagliato.
Io non credo nelle formule rigide, non credo nella rigidità dei
compiti, non credo nella rigidità delle organizzazioni
strutturali.
E così credo
che abbia molta ragione il Gen. Cecchi quando dice: "quando io ho
fatto il paragone tra il Kosovo e la provincia di Dhi Khar, sempre
lì si va a finire". C'è stato un dibattito concettuale su dove
dovessero andare le MSU in Iraq, sotto chi dovessero andare. È
stato scelto così, e credo che non sia questa la sede per dibattere
questo argomento. In quel momento chi aveva la responsabilità di
definire la natura di comando, che era il Capo di Stato Maggiore
della Difesa, ha ritenuto che fosse giusto così. In un'altra
situazione, probabilmente, l'MSU andrà a livello superiore, a parte
il fatto che quello che Cecchi ha voluto ricordare è che forse,
equiparando la provincia di Dhi Khar a tutto il Kosovo, in un certo
senso il governatore militare di quella provincia è il comandante
del contingente nazionale italiano e quindi in un certo senso si
poteva quasi equipararli a livello operativo, in quella provincia.
Quindi quel livello di cui tu Guido hai giustamente richiamato
l'opportunità nell'intervento.
Perché
certamente l'MSU va equiparata concettualmente più a un combat
support che a un'unità di manovra pura e semplice e il combat
support, in genere, in tutte le nostre concezioni tende ad essere a
livello (come amano dire i nostri colleghi all'interno) alla mano
del Comandante e non alla mano del Comandante dell'unità di
manovra; e quindi tende ad essere un assetto gestito più
concettualmente. Però in queste cose io credo che sia importante
non essere dogmatici. Di volta in volta noi dovremmo avere
l'intelligenza e la fiducia di capire che chi stabilisce una catena
di comando può anche sbagliare (perché si può sempre sbagliare) ma,
insomma, dall'insieme di tutti i fattori in quel momento giudicherà
quale posizione sia migliore. Si potrà dibattere, ma non è giusto
credere che si debba essere sempre da una parte o sempre da
un'altra: dipenderà dalla situazione; questo è indispensabile.
Quindi insistere dogmaticamente sul fatto che debba essere in un
modo o nell'altro io credo che sia un poco non corretto. Credo (e
l'ho definito quando ho detto che ritengo l'MSU un'unità di tipo
combat support che non vuol dire "da combattimento") sia un'unità
che è più giusto che sia concettualmente a un certo livello di
comando. Tuttavia, questo più giusto grado di comando varia da
situazione a situazione.
In certe
situazioni si può equiparare a quello che in questo momento è il
comando di brigata, a volte anche un livello di comando più basso.
Quindi nessun dogmatismo su questo, avendo però chiare le
caratteristiche delle MSU. Così come il fatto che i compiti delle
MSU possano essere allargati: nulla quaestio. Se noi abbiamo
un'unità MSU in un certo Teatro Operativo, sotto una catena di
comando militare e in quel momento il famoso rappresentante civile
ritiene che ci possano essere dei compiti le cui professionalità
possano essere inserite nell'ambito di questo elemento MSU, io non
credo che ci sia niente di scandaloso che il comandante militare
che ha il controllo di questa unità, in collaborazione con
l'autorità civile, le faccia svolgere anche questi compiti, ma nel
momento in cui la struttura militare viene via, l'MSU cambia di
pelle; piaccia o non piaccia. Non possiamo più continuare a
chiamarla MSU: diventa una police mission. Se poi vorrà fare, saprà
fare l'investigazione criminale, farà questo. Vorrà dire che in
quel momento la curva di stabilità è cambiata talmente che può
tranquillamente farla quella che oggi i francesi, nel famoso
dibattito su cosa succederà alle MSU in Bosnia dopo SFOR, chiamano
IPU (Integrated Police Unit): se le vogliono mettere sotto il
controllo civile, se le condizioni ci sono, ci andrà.
Ma, a quel
punto, non è più l'MSU e, quindi, i Carabinieri che desiderano
avere la primazia, il controllo di tutto ciò che è polizia fuori
area in Europa, si dovranno render conto che o ci vanno sempre come
Carabinieri, ma civili, o non ci vanno: non c'è niente da fare. Non
è che l'MSU può diventare un'altra cosa, se la sua caratteristica
fondamentale è proprio quella di essere forza di polizia a statuto
militare in un contesto di territorio militarizzato. E a quel punto
ci saranno delle altre caratteristiche. Io credo che questo sia lo
spartiacque e credo che quindi il dibattito che si sta facendo oggi
(mentre ero in macchina mi ha chiamato il nostro ambasciatore lì e
stavano discutendo su un documento, su cosa deve essere l'IPU,
l'IPU style), credo che il compromesso che si è raggiunto, che in
questo momento sembrerebbe darvi ragione, è il compromesso che
dice: in Bosnia, quando l'EUFOR subentrerà a SFOR, ci sarà una
componente militare che si chiama MSU che l'Unione Europea forse
non vuole chiamare MSU per via della sensibilità di alcuni Paesi,
ma ci sarà una MSU che si chiamerà IPU style, una MSU è in quanto
c'è una struttura militare, c'è un'EUFOR comandante di unità e
questa unità sarà sotto di lui.
Questa unità
potrà svolgere anche compiti su richiesta del rappresentante civile
e il comandante militare non avrà nessuna difficoltà ad aderire
alla richiesta. Ma allorquando dovesse arrivare in Bosnia il
momento in cui la curva di stabilizzazione si sposta e quindi la
componente militare viene fuori, è chiaro che questa componente di
polizia si trasformerà: perderà la sua connotazione MSU e diventerà
qualcos'altro. Ciò non toglie che i Carabinieri in questo
qualcos'altro, insieme ad altre Forze di polizia non a statuto
militare, possano concorrere come oggi fanno nella european police
international mission, come oggi fanno in EPTF, come oggi fanno
nella TPHE e così via. Però, a questo punto non è più MSU, perché
una caratteristica l'MSU ha, una e fondamentale: è una forza di
polizia a statuto militare in un contesto di una presenza militare
importante e non ha questo contesto questa forza di polizia
integrata. Io ho manifestato quello che penso sia il mio punto di
vista, che naturalmente può evolvere nel tempo, ma che credo fosse
necessario per fare chiarezza su queste tematiche così importanti.
Grazie.
(*) - Trascrizione da
registrazione audio corretta dall'autore.
(**) - Ammiraglio, Capo di Stato Maggiore della
Difesa. |