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Signor Comandante Generale,
illustri relatori, gentili ospiti, ho l'onore di portare il
saluto del Governo italiano, del Signor Ministro della Difesa
e mio personale agli organizzatori ed ai partecipanti a
questo importante seminario. Un caloroso saluto desidero
rivolgere ai rappresentanti di numerosi Paesi amici, in
particolare ai delegati delle Forze armate di quelle Nazioni
che condividono con i nostri Carabinieri l'esperienza delle
MSU. Da oltre 10 anni l'Italia è presente con le proprie
Forze armate nei teatri operativi più impegnativi, dove
guerre fratricide, terrorismo, violenze e sopraffazioni
richiedono l'impegno diretto della Comunità internazionale
per riaffermare il primato del diritto e per ripristinare più
accettabili condizioni di convivenza civile.
E ciò di fronte
alle crisi più gravi, determinatesi a partire dai recenti anni
novanta, in cui l'Italia non si è mai tirata indietro anzi, il
rilevante impegno profuso si è accresciuto ed ha fatto acquisire al
nostro Paese meriti indiscutibili. La partecipazione italiana alle
missioni internazionali è scaturita da una spinta di valore
umanitario e dalla consapevolezza di dover rispondere ad una
minaccia globale portata alla pace ed alla sicurezza mondiale,
ovvero contro valori universali la cui difesa non può essere
demandata ad uno o pochi Paesi.
Le nostre
scelte sono state motivate anche dalla convinzione profonda di
dover svolgere, nell'epoca in cui ci è dato di vivere, un ruolo
forte e decisivo, pari al valore della nostra cultura, della nostra
storia, della nostra civiltà. Siamo convinti di obbedire a principi
morali ed etici nei quali si identifica la stragrande maggioranza
del popolo italiano. Vogliamo influire positivamente, offrendo un
contributo qualificato, al progressivo affermarsi di un sistema
universale di relazioni ispirato alle ragioni della sicurezza come
condizione indispensabile nell'assicurare a tutti i popoli
opportunità di progresso civile ed economico. Questo nostro impegno
è coerente con la tradizione politica dell'Italia repubblicana, mai
spettatrice ma sempre protagonista nelle alleanze del mondo libero,
nella costruzione dell'Europa, nella lotta al terrorismo. L'Italia
ha così prontamente aderito alle sollecitazioni degli organismi
internazionali, assicurando un contributo militare di notevole
consistenza e di alto profilo qualitativo. Ma alle nostre Forze
armate, che in tutte le loro componenti hanno svolto e continuano a
svolgere con valore i compiti loro assegnati, sono state richieste
prestazioni ancor più complesse. Ai nostri militari, infatti, è
stato affidato anche il compito di garantire una presenza di
pacificazione che disciplini le regole della convivenza e il
rispetto della legalità. Insomma, un impegno finalizzato alla
solidarietà ed alla sicurezza come presupposto di una presenza più
articolata del nostro Paese in quei teatri, cui si accompagna
l'iniziativa economica e quella del volontariato. Possiamo
affermare, senza ombra di dubbio, che questi obiettivi sono stati
egregiamente perseguiti e in gran parte raggiunti dai nostri
militari che in questi anni si sono conquistati vastissimi
apprezzamenti.
Ma anche nel
più stretto contesto delle attività militari, l'Italia ha saputo
connotarsi con le sue riconosciute originalità. Ne sono esempio
proprio i Carabinieri che hanno svolto un ruolo del tutto peculiare
ideando, organizzando e perfezionando le MSU, di cui l'Arma
costituisce la parte preponderante. Le Unità Specializzate
Multinazionali si sono, difatti, affermate proprio perché il
"modello Carabinieri", ovvero Forza armata e Forza di polizia allo
stesso tempo, si è mostrato particolarmente adatto in situazioni
che richiedano un intervento militare a contatto con la
popolazione, dove l'operatività necessaria è più rispondente ai
criteri addestrativi di controllo del territorio propri di una
Forza di polizia. Un modello, dunque, attualissimo e di grande
efficacia che può essere vincente in tante situazioni dove la
convivenza civile è seriamente compromessa e nelle quali l'insidia
non è sul campo di battaglia ma tra la gente nel cuore delle città
e si manifesta in forme subdole e quasi sempre mutevoli. È pertanto
quanto mai attuale ed opportuna l'iniziativa di questo seminario,
finalizzato a diffondere la conoscenza di una formula organizzativa
e di impiego, la cui impostazione ed affermazione si deve
all'Italia.
Un plauso,
dunque, all'Arma dei Carabinieri che, ancora una volta, si mostra
capace di assicurare un contributo altamente qualificato,
riconosciuto dalle popolazioni che ne traggono riflessi tangibili
in termini di sicurezza ed apprezzato dagli Stati ed Organizzazioni
internazionali, fra cui in primo luogo le Nazioni Unite che sempre
e comunque costituiscono il punto di riferimento e di origine
dell'impegno italiano. Questo desidero sottolinearlo dal momento
che, soprattutto con riferimento al contesto iracheno, alcuni
settori dell'opposizione vorrebbero il nostro disimpegno. Essi
ignorano, volutamente o no, che l'Italia è in Iraq nel quadro di
quanto indicato in una risoluzione dell'ONU che invita tutti gli
stati a partecipare alla Forza multinazionale, a guida americana,
che mira a ripristinare in quel Paese condizioni di stabilità e di
sicurezza. Francamente, non è comprensibile come disimpegno, ritiro
ed isolamento siano poi compatibili con una seria ed efficace lotta
al terrorismo. Un più diretto impegno dell'ONU, comunque
auspicabile, non potrà peraltro ridurre i livelli di presenza
militare, non comportando certo l'attenuazione delle nostre
responsabilità. L'Italia ha una storia recente segnata dal
sacrificio di molti suoi uomini in uniforme, di magistrati, di
funzionari, di semplici cittadini; da questa vicenda lo Stato è
uscito rafforzato con la fermezza delle sue istituzioni
democratiche.
Tutti assieme
abbiamo sconfitto un terrorismo criminale e destabilizzante di cui
rimangono ancora in vita alcune frange disperate. È la conquistata
consapevolezza di questa nostra storia, unita al rispetto per i
caduti, insieme ai risultati di un impegno ultradecennale delle
nostre Forze armate, che ci rende forti e convinti sulla strada
intrapresa. Il Governo italiano che qui rappresento intende
confermare quegli impegni assunti; mantenere questo impegno
significa tenere le distanze da ogni cedimento a qualsiasi spinta
di renitenza che pure ispira minoranze rumorose. Mantenere questo
impegno significa interpretare al meglio le aspirazioni degli
italiani che qualche mese fa si sono stretti con corale
partecipazione ai loro valorosi caduti che vogliamo onorare anche
con una immutata fermezza nella nostra battaglia contro il
terrorismo e contro le barbarie. Proprio al loro cospetto, di
fronte ai loro cari, giurammo che non avremmo permesso mai che quel
sacrificio risultasse vano. È con questi sentimenti che, a nome del
Governo, nel rinnovare il nostro apprezzamento alle nostre Forze
armate ed all'Arma dei Carabinieri, rivolgo ai partecipanti al
seminario gli auspici per un proficuo lavoro, nella certezza che,
dall'autorevole confronto di studi e di esperienze, potranno
scaturire qualificatissime indicazioni per la costruzione di un
mondo più pacifico e più giusto. Grazie.
(*) - Trascrizione da
registrazione audio corretta dall'autore.
(**) - Sottosegretario di Stato alla
Difesa. |