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1. Premessa
Negli ultimi vent'anni sembrerebbe
risorta l'attenzione dei vertici militari e accademici nei
confronti dell'addestramento e della formazione del personale
militare in genere. Peraltro, tale aspetto ha, nei Carabinieri,
radici lontane, che trovano il loro fondamento nella circolare che
ha istituito il primo corso "sperimentale" per marescialli
d'alloggio che aspiravano alla nomina ad ufficiale. Si trattava di
un percorso formativo rivolto a militari con molti anni
d'esperienza, che venivano scelti per indossare le spalline da
sottotenente. Prima dell'istituzione della Scuola la progressione
di carriera di un militare dell'Arma, nel periodo compreso tra il
1860 ed il 1880, prevedeva la possibilità per i carabinieri che
diventavano sottufficiali e, quindi, marescialli d'alloggio, di
divenire ufficiali attraverso un fenomeno di selezione dall'alto,
condotto dai superiori gerarchici che ritenevano i militari
prescelti in possesso di una serie di requisiti. Un esempio
chiarificatore è dato dalla figura di Chiaffredo Bergia(1).
Egli iniziò la carriera come allievo
carabiniere il 16 febbraio 1861, carabiniere il 1° novembre, per
diventare poi vicebrigadiere il 1° agosto 1867; dopo i suoi
numerosi e meritati successi, il 1° dicembre 1871, venne nominato
maresciallo d'alloggio. Nel 1877 fu promosso maresciallo d'alloggio
maggiore, grado apicale dei sottufficiali, per transitare nella
categoria degli ufficiali nel 1880 con il grado di sottotenente,
diventando tenente nel 1883 e terminando la propria carriera nel
grado di capitano(2), ottenuto il 17 dicembre 1891. Il Bergia,
sulla base della documentazione bibliografica, non fu promosso
ufficiale per "speciali meriti di servizio", ma fu ritenuto
meritevole di avanzare al grado di sottotenente dal proprio
Comandante di Legione, come una normale progressione di carriera,
accelerata dai numerosi riconoscimenti a lui tributati. In ogni
caso, il Bergia non frequentò il corso che sarebbe stato istituito
di lì a poco.
2. La legge di
riordino (1880)
Prima di affrontare gli aspetti
relativi alla nascita dell'istituto di formazione per i marescialli
d'alloggio, appare opportuno analizzare la situazione generale
nella quale versavano i Carabinieri Reali.
Il Presidente del Comitato
dell'Arma(3), tenente generale Leonardo Roissard de Bellet(4), nel
commentare(5) la legge del 19 luglio 1880 "sul riordinamento
dell'Arma dei Carabinieri Reali", sottolineava i rilevanti vantaggi
di carriera che erano stati, in tal modo, garantiti ai
sottufficiali. In particolare, questi ultimi avrebbero percepito un
soprassoldo differente a seconda del grado, in modo che, se dopo
vent'anni di servizio non avessero conseguito la nomina a
sottotenente, avrebbero potuto comunque lasciare il servizio con
una pensione annua(6). Veniva messa in tal modo in evidenza
l'alternativa tra la pensione, in ogni caso erogata al ventesimo
anno di servizio e la nomina a sottotenente. Quest'ultima non era
un provvedimento di carattere eccezionale, bensì abbastanza comune.
In effetti, la legge "sul riordinamento dell'Arma dei Carabinieri
Reali" prevedeva (art. 5), che le promozioni al grado di tenente
fossero concesse ai sottotenenti dell'Arma per metà dei posti
vacanti(7).
3. Il primo corso
per i futuri ufficiali
La selezione dei marescialli
d'alloggio dovette sollevare qualche perplessità, tanto che il
Comandante Generale emanò una circolare(8), avente appunto ad
oggetto "Istruzione presso la legione Allievi dei marescialli
d'alloggio proposti per promozione a sottotenente nell'Arma"(9). E,
in effetti, nel ricordare che le norme previste per l'avanzamento
dei marescialli d'alloggio a sottotenente contemplavano, oltre alla
"capacità nella scritturazione" dei candidati, anche il "saper
comandare gli esercizi di plotone" e, se provenienti dall'Arma a
piedi, di "avere almeno attitudine alla equitazione", veniva
sottolineato come non si potesse "richiedere di meno per quanto
riflette l'istruzione militare per un candidato ad ufficiale".
Sulla base di quanto sopra si può
affermare, quindi, che vi fu una chiara presa di coscienza della
necessità di un'attività formativa di base, che mettesse i
candidati in condizioni - almeno minime - per poter assolvere alle
attività richieste con l'eventuale promozione al grado di
sottotenente e quindi di sostenere le successive prove di
selezione. "L'esercizio minimo", messo in luce dalla circolare
stessa, nasceva dall'esigere, "[…] non senza ragione, che
l'ufficiale dell'Arma curi assai più del passato l'istruzione
militare ed i relativi esercizi […]", offrendo così la possibilità
ai sottufficiali che concorrevano al transito nell'altro ruolo di
poter svolgere "un certo periodo di tempo alla legione Allievi". Il
periodo di permanenza presso la legione allievi era di quattro
mesi, fissato dal Comando Generale come congruo per poter svolgere
le istruzioni, consistenti essenzialmente in attività di carattere
prettamente militare(10).
Al termine del corso, sulla base
delle indicazioni del Comandante della Legione Allievi, gli
aspiranti sarebbero stati ammessi all'esame finale da condurre
presso il Comando Generale. Solamente superando quest'ultimo
sarebbe stato possibile diventare ufficiali. Analizzando l'aspetto
numerico, la medesima circolare prevedeva che non dovessero essere
ammessi più di 12 allievi per corso, permettendo il transito a
quello successivo delle eventuali eccedenze. Era compito dei
Comandanti di Legione territoriale fare in modo che la scelta
ricadesse su "[…] possibilmente uno, o non più di due per legione
[…]", in modo che i marescialli d'alloggio assenti per quattro mesi
di corso non creassero eccessive carenze nella conduzione dei
servizi di carattere ordinario. Stante l'organico dell'epoca(11),
il peso dell'attività presso la legione allievi per il transito
nella categoria degli ufficiali diveniva elemento caratterizzante
per la realizzazione di un livello minimo nella formazione di base
che permettesse loro di assolvere, almeno in maniera sufficiente,
tutte le funzioni previste per l'Arma, ivi comprese le istruzioni
relative alle attività di campagna previste per i Carabinieri(12).
Su queste basi, nacque la Scuola per marescialli d'alloggio
aspiranti al grado di sottotenente.
4. La nascita
della Scuola: gli aspetti organizzativi
Grazie all'esperienza condotta nel
1883, con lo svolgimento di un primo corso a carattere
sperimentale, si stabilì di istituire, nell'anno successivo, un
centro di formazione per Ufficiali dei Carabinieri Reali denominato
"Scuola per aspiranti al grado di Sottotenente", presso la Caserma
Cernaia, sede della Legione Allievi Carabinieri Reali di Torino.
L'atto di nascita formale è costituito dalla circolare n. 9-5948
del 17 maggio 1884(13) del Comando Generale dell'Arma(14). La
necessità di costituire la Scuola era legata allo sviluppo delle
carriere del personale. Infatti, come precisato nella circolare
appena menzionata, "la necessità d'aver buoni quadri di
sottufficiali è pur creata all'arma dalla larga parte che, più che
in ogni altro corpo, è fatta ad essi nell'avanzamento al grado
d'ufficiale. Egli preme adunque che i sottufficiali dell'Arma a
distinte doti, quali la condotta esemplare sotto ogni rapporto, la
fermezza, l'amore al servizio, il perfetto adempimento dei propri
doveri, l'autorevolezza e la cura costante del benessere dei loro
dipendenti, uniscano l'istruzione necessaria per ben adempiere
gl'incarichi che sono loro affidati, e per poter lodevolmente
coprire il posto d'ufficiale, al quale molti di essi sono
annualmente chiamati".
La missione della Scuola fu
sintetizzata in: "allargare le cognizioni letterarie e scientifiche
degli aspiranti ufficiali e dar loro mezzo di perfezionare
l'istruzione militare e di impratichirsi nell'equitazione". Lo
stesso Comandante Generale, nella circolare, ricordò che fu proprio
lui a volere " […] per facilitare ai marescialli d'alloggio
l'acquisto di quelle lor necessarie [cognizioni] per aspirare al
posto di ufficiale, e per aver mezzo nel tempo stesso di
assicurarsi che tali cognizioni realmente si hanno dai militari
proposti per promozione che […] prescrivevo(15) che i marescialli
d'alloggio […] ritenuti idonei ad avanzamento, fossero chiamati ad
un corso d'istruzione […] presso la legione Allievi". La direzione
dell'Istituto era affidata al Comandante della Legione Allievi, il
quale aveva l'obbligo di provvedere ad effettuare numerose visite
durante le lezioni per controllare la modalità di svolgimento
dell'attività d'istruzione.
La verifica doveva svolgersi con
interrogazioni degli allievi e con prove pratiche, specialmente per
gli insegnamenti tipicamente militari. Dalla Scuola e quindi
dall'esame finale dovevano passare obbligatoriamente tutti i
sottufficiali che intendevano diventare sottotenenti, eccezion
fatta per quelli che si fossero segnalati per "speciali meriti di
servizio". Tra gli interventi di carattere logistico, non può
essere dimenticato proprio il trasferimento della Scuola. Infatti,
a seguito della conclusione dei lavori in Roma, località Prati di
Castello, il Comando Generale, con lettera numero 12759 del 10
ottobre 1885 recante le disposizioni del Ministero della Guerra,
disponeva che fosse effettuato il movimento della Legione Allievi
dalla prima Capitale del Regno alla Città Eterna. Così, nella prima
quindicina di novembre( 16) dello stesso anno, la Legione Allievi
di Torino e con essa anche la "Scuola per aspiranti al grado di
sottotenente", si trasferì a Roma dove occupò una parte della
caserma Vittorio Emanuele(17) sino al 1906.
5. La didattica e
la prova finale
La pianificazione didattica per i
marescialli d'alloggio prevedeva, in linea di massima, due corsi
l'anno, come detto della durata di quattro mesi, al termine dei
quali i sottufficiali sarebbero stati sottoposti ad un esame finale
dinanzi alla commissione composta da: - il maggiore generale
comandante in 2a dell'Arma(18), in qualità di presidente; - un
ufficiale superiore, membro; - due capitani, membri; - un ufficiale
subalterno, membro. La commissione si sarebbe riunita presso il
Comando Generale(19), dove si sarebbero dovuti svolgere anche gli
esami per gli aspiranti sottotenenti. Gli esami sarebbero stati
svolti suddividendo le materie in tre gruppi(20). Per ciascuna
materia erano stati stabiliti i programmi d'insegnamento che
sarebbero stati utilizzati anche nell'esame finale(21). La
valutazione delle prove sostenute dagli aspiranti era organizzata
su due differenti votazioni per ogni materia d'esame e per ogni
candidato. Nella prima votazione la commissione si sarebbe
espressa, a maggioranza, sul superamento o meno della prova da
parte del candidato. Nella seconda votazione, invece, la
commissione avrebbe dovuto esprimere il punteggio di merito,
attribuendo il voto in ventesimi, tra 10 e 20 per i candidati
idonei.
Ogni materia avrebbe fatto media con
le altre dello stesso gruppo e le medie dei voti di gruppo
avrebbero consentito di attribuire il voto finale. I sottufficiali
avrebbero così conseguito l'idoneità all'avanzamento al grado di
sottotenente se avessero avuto un voto uguale a 10 in tutte le
materie di esame, oppure un voto di media uguale a 12 nei gruppi di
più materie, ove avessero avuto qualche deficienza, purché non
inferiore al voto minimo 8(22). In ogni caso non poteva essere
dichiarato idoneo un aspirante che avesse ottenuto un voto
inferiore a 10 nel componimento scritto. Il componimento scritto
aveva una particolare importanza visto che la funzione
dell'ufficiale era quella di essere un punto di contatto con altre
realtà istituzionali di evidenti peso e prestigio (Procuratori del
Re, Prefetti del Regno, Comandi militari, etc.) con le quali non
era possibile mostrare incertezze grammaticali o lessicali.
Inoltre, veniva data la possibilità al candidato non idoneo ad uno
degli esami di frequentare due successivi corsi, al termine dei
quali avrebbe potuto ripetere l'esame per le materie in cui non
aveva riportato l'idoneità. Se non fosse stato dichiarato idoneo
ancora una volta, sarebbe stato ammesso alla prova non prima di un
anno.
Nella formulazione del giudizio di
idoneità o meno all'avanzamento dei candidati, la commissione
doveva tener conto non solamente dei risultati dell'esame finale
condotto dagli aspiranti, ma anche delle loro note caratteristiche,
con speciale riferimento alla condotta tenuta e ai servizi
prestati, provvedendo a formulare - a maggioranza - un parere
complessivo d'idoneità o non idoneità all'avanzamento. Al termine
delle operazioni di valutazione dei militari, doveva essere
trasmessa al Comando Generale la graduatoria, in ordine di
anzianità, dei candidati. In sintesi, la commissione assolveva
anche i compiti di un organismo di valutazione all'avanzamento e
non solo quello di valutazione del profitto. La Legione Allievi,
sulla base delle disposizioni emanate a firma del Comandante
Generale nella sua circolare, diventava in tal modo il nucleo
fondante delle attività didattiche, provvedendo a tutte le
incombenze connesse con la formazione dei marescialli d'alloggio
aspiranti al grado di sottotenente.
6. Alcuni dati
sulla Scuola
Innanzitutto va chiarito che,
nonostante la nuova Scuola non apparisse chiaramente
nell'ordinamento dell'Arma, era a pieno titolo inserita all'interno
della Legione Allievi, come indicato nella circolare istitutiva.
Dalle memorie storiche della Legione Allievi Carabinieri per l'anno
1883, al paragrafo 3. "variazione nella forza" nello specchio
riferito alla truppa, tra le diminuzioni, alla voce promossi
ufficiali sono indicati tre marescialli d'alloggio( 23). Nel 1884,
il corso fu superato da ben 21 marescialli d'alloggio(24). Dalle
memorie successive sino al 1891(25), è possibile così delineare un
quadro abbastanza chiaro del numero dei marescialli d'alloggio che
furono promossi ufficiali anno per anno. In ogni caso, come
evidenziato dalla tabella riportata successivamente, il numero
delle promozioni è stato fluttuante anno per anno, evidentemente in
relazione alle esigenze organiche del corpo ufficiali, raggiunte le
quali si assisteva ad una stasi in attesa della ripresa degli
avanzamenti. Inoltre, le memorie storiche di quegli anni permettono
di apprezzare anche un altro aspetto, relativo all'impiego degli
ufficiali neopromossi. Quasi ogni anno, infatti, una parte degli
ufficiali che veniva destinata presso la Legione Allievi era
composta da sottotenenti, probabilmente poiché ritenuti in possesso
di qualità tecnico-professionali che ne facevano elementi utili per
l'addestramento e l'impiego degli allievi carabinieri(26).
7. La legge
sull'avanzamento (1896) e il regolamento d'esecuzione
L'instaurazione del Governo del
generale Pelloux con una breve presenza al Ministero della Guerra
del generale Cesare Ricotti Magnani permise di portare a compimento
alcuni interventi normativi, tra i quali quello che riguardava le
norme per l'avanzamento nell'Esercito italiano(27). Con la legge
del 2 luglio 1896 n. 254, dopo oltre quaranta anni di applicazione,
si abrogò la precedente norma del 1853 riguardante l'avanzamento
nel Regio Esercito. Tra le novità significative la legge, oltre a
introdurre per la prima volta i limiti d'età per gli ufficiali
dell'Esercito(28), prevedeva anche le condizioni necessarie per
conseguire la nomina a sottotenente (artt. 4, 5 e 6). L'articolo 4
prevedeva che il candidato aspirante alla nomina a sottotenente in
servizio attivo permanente avesse un'età compresa tra il
diciannovesimo e ventottesimo anno, eccezion fatta per i
provenienti dai marescialli d'alloggio dell'Arma dei Carabinieri,
il cui limite superiore era portato a trentacinque anni. Inoltre,
nell'ambito delle "disposizioni speciali per l'avanzamento degli
ufficiali", ancora una volta e in linea con il passato, era
stabilito che i sottotenenti dei carabinieri reali erano tratti
esclusivamente dai marescialli d'alloggio(29) (art. 33).
Il reclutamento degli ufficiali
dell'Arma si differenziava, dunque, dalla restante parte
dell'Esercito (art. 32), per il quale i sottotenenti nelle varie
armi (eccezion fatta per corpo sanitario e veterinario) potevano
essere tratti dai sottufficiali fino ad un massimo di un quarto dei
posti a concorso(30). In caso di insufficienza di concorrenti,
nell'Esercito i posti vacanti erano ricoperti dalle rimanenti
categorie (provenienti dagli allievi della Scuola Militare(31) e
dell'Accademia Militare(32) e dal complemento). La specificità del
servizio dell'Arma si rifletteva ancora nel modo di ricoprire i
"posti vacanti di ufficiale subalterno" (art. 35). Questi erano
riservati, per metà, ai provenienti dai sottotenenti (e quindi, dai
marescialli d'alloggio) e per l'altra metà, dai "tenenti tratti
dalle armi di fanteria, cavalleria, artiglieria e genio".
Mentre, in linea generale,
l'articolo 52(33) prevedeva che, nei trasferimenti da ruolo a ruolo
senza promozione, fosse conservata l'anzianità posseduta prima del
trasferimento, per i tenenti che decidevano di transitare nei
Carabinieri era stabilito che l'anzianità relativa decorresse
"dall'epoca in ingresso della nuova arma". Solamente nel caso in
cui fossero stati ritrasferiti(34) nell'Arma di provenienza
avrebbero riacquisito l'anzianità precedentemente posseduta. Dopo
circa due anni dall'emanazione della legge, venne approvato il
relativo regolamento di esecuzione(35). Secondo quest'ultimo, per
conseguire la nomina ad ufficiale, i sottufficiali dei carabinieri
potevano percorrere due vie: la prima era di accedere al corso
speciale della scuola militare di Modena (limitatamente al corpo
contabile e in comunione con i sottufficiali degli altri
corpi)(36), la seconda (solo per i marescialli d'alloggio, come
previsto già dalla legge) era di essere proposti per l'avanzamento
e di frequentare l'apposito "corso presso la legione allievi e
supera[re] il relativo esame"(37).
Va ricordato anche che vi erano
delle "complicazioni" che si frapponevano alla tanto sospirata
nomina ad ufficiale; a titolo di esempio, un maresciallo d'alloggio
già sposato doveva avere una rendita da vincolare per il
matrimonio, visto che diventando ufficiale (con la frequenza del
corso e il superamento dell'esame alla legione allievi), avrebbe
dovuto rispettare le disposizioni normative in materia di
matrimonio degli ufficiali, gravandosi di questo peso
economico(38). Il regolamento (par. 94), nel riprendere quanto
previsto dalla legge del 1896, ripartiva per l'Arma dei Carabinieri
reali le percentuali del cinquanta per cento per le due diverse
fonti di reclutamento. Il corso condotto presso la legione allievi
era quindi un passaggio quasi obbligato attraverso il quale i
marescialli d'alloggio potevano aspirare all'avanzamento.
8. Le nuove
disposizioni per l'avanzamento dei marescialli (1898)
Gli importanti interventi correttivi
sull'avanzamento nel Regio Esercito ebbero influenza anche per
l'Arma. In particolare, il Comando Generale emanò una nuova
circolare, che disciplinava le disposizioni relative
all'avanzamento di tutti i militari di truppa(39).
Essa intendeva garantire un'uniforme
applicazione delle norme sull'avanzamento di questi ultimi,
comprendendo anche i marescialli d'alloggio che aspiravano alla
nomina ad ufficiale. Le norme generali richiamavano le
caratteristiche che il militare doveva avere per essere dichiarato
idoneo all'avanzamento(40). Per i marescialli d'alloggio la
valutazione caratteristica doveva essere stata del massimo livello
per almeno due anni oltre a quello in cui veniva fatta la proposta
dal Comandante di Legione. Inoltre "alle qualità morali e militari
devono riunire, ottima condotta, intelligenza svegliata, modi
educati, robustezza fisica e sveltezza. Devono aver fatto qualche
corso di studi ed aver dato prova di saper reggere un comando di
sezione o tenenza. Per l'esperimento in un comando d'ufficiale dei
marescialli d'alloggio della legione allievi, o dei depositi, sarà
osservato il disposto del § 33(41)".
L'aspetto caratterizzante per poter
essere incluso nelle proposte d'avanzamento era, quindi, di essere
in grado di reggere un comando territoriale devoluto organicamente
a ufficiale. Immutate erano le prove da sostenere. Era previsto che
al necessario superamento degli esami della Scuola poteva farsi
eccezione "per […] quei marescialli d'alloggio che si segnalassero
per speciali meriti di servizio o che trovansi di residenza nella
colonia Eritrea o all'estero". La circolare, in analogia con il
passato, andava a incidere anche sulle norme - che venivano
modificate - per l'insegnamento, i materiali didattici, nonché
l'attribuzione della direzione della scuola (concessa in toto al
comandante della Legione allievi), con l'onere di accertamento
dell'istruzione e del profitto.
Vi erano però delle differenze:
relativamente al numero e alla durata dei corsi la circolare a
stampa riportava che vi sarebbero stati due corsi all'anno della
durata di quattro mesi ciascuno; successivamente(42), venne
stabilito che, di volta in volta, il Comando Generale, sulla base
delle vacanze organiche presumibili, avrebbe deciso il numero dei
corsi per anno della durata, ciascuno, di sette mesi. Anche la
composizione della commissione d'esame subì alcune
modifiche(43).
9. La fine della
Scuola (1907)
Con la legge del 30 dicembre 1906,
n. 647 venne istituita la "Scuola Allievi Ufficiali Carabinieri
Reali", a Roma, nell'attuale sede del Museo Storico dell'Arma. In
conseguenza di ciò, con l'inizio delle prime attività didattiche
nel 1907, furono soppressi i corsi presso la Legione Allievi e
cessarono le attività del primo centro di formazione degli
aspiranti ufficiali(44). Nei 24 anni, compresi tra il 1883 e il
1907, nacque e si sviluppò un percorso formativo, dedicato ai
marescialli d'alloggio che potevano aspirare all'avanzamento ad
ufficiale dei Carabinieri, rivolto a valutare e migliorare le
qualità generali della preparazione con l'evidente scopo di mettere
questi in grado di poter adempiere, in maniera adeguata, ai
numerosi compiti che l'ufficiale dei Carabinieri doveva assolvere.
In tal modo l'Istituzione attribuiva importanza alla scelta di
elementi con compiti direttivi anche dalla propria base: ciò
costituisce elemento decisamente non comune in questo periodo
storico, rispetto alle forme di reclutamento utilizzate per le
altre Armi dell'Esercito.





Il grafico rappresenta la proiezione
del numero dei marescialli d'alloggio idonei all'avanzamento al
grado di sottotenente al termine del corso svolto presso la Scuola
per marescialli d'alloggio (dati estratti da: AUSSME, Repertorio
A-1 memorie storiche, n. 046 - memorie storiche della Legione
Allievi Carabinieri Reali).

Il grafico rappresenta la proiezione
dell'impiego dei sottotenenti (provenienti dai marescialli
d'alloggio) neopromossi presso la Legione Allievi Carabinieri
Reali. È interessante notare come, ad un aumento della forza
organica degli ufficiali della Legione, non corrisponda un
incremento delle destinazioni dei marescialli d'alloggio nominati
sottotenenti. Questa presenza presso la Legione si manterrà sempre
costante, ma con un livello decisamente basso (dati estratti da:
AUSSME, Repertorio A- 1 memorie storiche, n. 046 - memorie storiche
della Legione Allievi Carabinieri Reali).
(*) - Maggiore dei
Carabinieri.
(1) - Nato il 1° gennaio 1841 a Paesana (CN), nei pressi di
Saluzzo, fu decorato di croce di cavaliere dell'Ordine Militare di
Savoia, di una Medaglia d'Oro, tre Medaglie d'Argento e due
Medaglie di Bronzo, tutte al Valor Militare, nonché ricompensato
con numerosi encomi ed altri riconoscimenti per l'intensa attività
di contrasto al Brigantaggio nelle Legioni di Chieti e di Bari.
Morì a Bari il 2 febbraio 1892.
(2) - Cfr.: ENTE EDITORIALE DELL'ARMA DEI CARABINIERI, I
Carabinieri 1814-1980, Roma, Ente Editoriale dell'Arma dei
Carabinieri, 1980, pagg. 204-217 e G. FURLANI, L'Arma dei
Carabinieri nelle sue tradizioni e nella sua gloria, in "Almanacco
delle Forze Armate 1928", Roma, Tipografia del Senato, 1928, pag.
181. Il Bergia cessò la carriera non per raggiunti limiti d'età
(che all'epoca non erano stati ancora imposti), ma per decesso
dovuto a cause naturali.
(3) - All'epoca non ancora Comandante Generale dell'Arma. La carica
fu istituita con Regio decreto 26 luglio 1882 e con legge 8 luglio
1883. (4) - In carica dal 5 ottobre 1878 al 16 aprile 1891. Egli,
non va dimenticato, ricevette nel 1867, da Comandante della Legione
di Firenze (allora Capitale provvisoria del Regno), direttamente
dal Primo Ministro del tempo, Generale Menabrea, l'ordine di
eseguire i due arresti di Giuseppe Garibaldi. Cfr.: G. FERRARI, La
polizia militare, profili storici, giuridici e d'impiego,
Supplemento al n. 2 della RASSEGNA DELL'ARMA DEI CARABINIERI,
aprile-giugno 1993, pag. 84.
(5) - Con la circolare n. 25-6065 del 20 luglio 1880.
(6) - È possibile azzardare, quindi, in attesa di più approfonditi
studi in materia, che vi doveva essere un forte interesse
dell'Istituzione nel cercare di mantenere a sé, evitando una
possibile emorragia, i sottufficiali dell'Arma sia che questi
fossero rimasti tali, sia che fossero divenuti ufficiali.
(7) - La proporzione della nomina dei tenenti scelti tra gli
ufficiali dell'Esercito e tra i sottufficiali si modificava a
vantaggio di questi ultimi rispetto alle norme che erano state
previste dall'articolo 21 della legge 13 novembre 1853. Questo, in
particolare per quanto riguardava i Carabinieri Reali, prevedeva
che i sottotenenti fossero tratti "a scelta" dai Marescialli
d'alloggio del Corpo e che la nomina a Luogotenente (corrispondente
all'odierno grado di tenente) avvenisse per due terzi a scelta dai
parigrado degli altri Corpi e per un terzo dai sottotenenti dei
Carabinieri, questi ultimi per ordine di anzianità. L'articolo dava
poi ulteriori indicazioni per l'avanzamento ai gradi superiori fino
a quello di colonnello.
(8) - N. 12602 di protocollo del 25 ottobre 1883.
(9) - Non è stato possibile reperire indicazioni sull'esistenza,
anteriore allo svolgimento del primo corso sperimentale e quindi
all'entrata in funzione della Scuola, di eventuali esami per i
marescialli aspiranti alla nomina a sottotenente. Sembra che
l'unica selezione del personale avvenisse a cura dei rispettivi
comandanti che sceglievano i militari ritenuti meritevoli,
evidentemente sulla base dei precedenti di servizio, come nel caso
di Bergia.
(10) - Le attività consistevano in: esercizi militari ed
equitazione; regolamento di disciplina; nomenclatura e
conservazione delle armi e sul tiro; manovra in ordine chiuso e
sparso; servizio di sicurezza in campagna; orientamento e
nomenclatura del terreno; lettura delle carte (topografiche);
affardellamento ed attendamento e tutte quelle altre materie che
era necessario assolutamente conoscere per il grado al quale
aspiravano.
(11) - In questo periodo, poteva transitare nel ruolo ufficiali,
andando a coprire le complessive 124 unità organiche previste nel
grado di sottotenente, pari al 21,75 per cento dei 570 ufficiali
previsti dalla forza organica. Dati numerici sulla forza dell'Arma
dei Carabinieri Reali tratti dal Bollettino Ufficiale dei
Carabinieri Reali, 1884, puntata 2, parte 1a, 7 marzo "specchio di
riparto organico dell'Arma dei Carabinieri Reali, pag. 54".
(12) - All'inizio degli anni ottanta del XIX secolo, venne inserita
nella prima linea dell'esercito combattente anche una parte,
minima, di Carabinieri Reali (un reggimento a cavallo ed alcune
compagnie a piedi). Si può meglio comprendere come, in questo
periodo, si cercasse di fornire almeno delle cognizioni minime ai
futuri ufficiali che potevano ricoprire anche gli incarichi
comandanti di plotone, di compagnia e di squadrone di cui sopra.
Cfr.: F. MINNITI, Esercito e politica da Porta Pia alla Triplice
Alleanza, in STORIA CONTEMPORANEA, 1973 (anno IV), n. 1, pag.
27-55, pag. 38.
(13) - Pubblicata sul Bollettino Ufficiale dei Carabinieri Reali,
1884, puntata 4, parte 1a, pag. 85. Ma anche alcuni passaggi nel
sito dell'Arma (www.carabinieri.it).
(14) - Il Comandante Generale era ancora il Tenente Generale
Leonardo Roissard de Bellet fino al 16 aprile 1891.
(15) - Erano state emesse due circolari a proposito della
formazione e selezione del personale ufficiali e sottufficiali,
rispettivamente n. 12602 del 25 ottobre e n. 13701 del 19 novembre
1883.
(16) - Il trasferimento fu dunque condotto in quel periodo e non,
come erroneamente alcune fonti riportano, il 10 ottobre, data che
corrisponde unicamente alla trasmissione da parte del Comando
Generale della determinazione ministeriale. Inoltre, è opportuno
ricordare che con il trasferimento fu anche soppresso il 5°
Squadrone che si trovava distaccato a Napoli, erede del primo
nucleo di addestratori ed allievi che nacque nella Capitale
borbonica, a seguito della necessità di costituire, con l'unità
d'Italia, un serbatoio di reclutamento dei Carabinieri per le
province napoletane. Cfr.: Archivio dell'Ufficio Storico Stato
Maggiore Esercito, Repertorio A-1 Memorie Storiche, 046 - Legione
Allievi Carabinieri Reali, Memorie storiche per l'anno 1885 (d'ora
in poi, se non diversamente indicato, AUSSME, memorie storiche per
l'anno …).
(17) - L'attuale sede della Scuola Allievi Carabinieri, caserma
inaugurata originariamente con il nome di Vittorio Emanuele, fu
successivamente dedicata al Capitano dei Carabinieri Reali Orlando
De Tommaso, caduto eroicamente nella difesa di Roma (8-10 settembre
1943) alla testa della sua compagnia allievi. Alla memoria
dell'ufficiale fu tributata la concessione di una Medaglia d'Oro al
Valor Militare.
(18) - Carica poi trasformata in quella di Vice Comandante Generale
dell'Arma.
(19) - Sembra interessante sottolineare come la scelta del Comando
Generale ove svolgere gli esami possa, almeno in prima battuta e in
attesa di ulteriori approfondimenti, essere attribuita
all'interesse che il vertice nutriva in questa attività e
all'apparente sforzo di garantire una terzietà di valutazione degli
aspiranti alla nomina ad ufficiali.
(20) - 1° gruppo: - regolamento d'esercizi ed evoluzioni; -
applicazione al terreno delle evoluzioni regolamentari; -
equitazione. 2° gruppo: - lavoro in iscritto; - geometria; -
nozioni di geografia; - nozioni storiche sui principali avvenimenti
compiutisi in Italia dopo il trattato di Vienna. 3° gruppo: -
topografia; - fortificazione; - nozioni sulle armi e sul
tiro.
(21) - Si veda l'allegato riportato al termine del saggio.
(22) - Se, invece, il candidato avesse riportato un voto inferiore
ad 8 in una particolare materia, mentre in tutte le altre materie
d'esame il voto fosse stato almeno di 14, allora sarebbe stato
ammesso a sostenere una seconda volta la prova della materia per la
quale aveva ricevuto la deficienza.
(23) - Di cui due provenienti dall'Arma a piedi ed uno da quella a
cavallo. Cfr.: AUSSME, 046, memorie storiche per l'anno 1883.
(24) - Di cui 17 a piedi ed 1 a cavallo. Cfr.; Ibidem, memorie
storiche per l'anno 1884.
(25) - Purtroppo, dall'anno 1892, venne radicalmente modificata la
modalità di stesura delle memorie storiche di tutti i comandi di
Corpo, ivi compresa la Legione Allievi e, pertanto, non è stato più
possibile recuperare quel dato, che seppur incompleto, appariva
comunque interessante. Cfr.: AUSSME, 046, memorie storiche.
(26) - Il dato percentuale dei sottotenenti provenienti dai
marescialli e trasferiti presso la Legione Allievi era compreso in
una scala variabile tra il 2,12 per cento e il 10,41per cento del
totale nei singoli anni come evidenziato in tabella. Questa
percentuale in ogni caso poteva essere più alta ove si consideri
anche la categoria di provenienza degli ufficiali che già erano in
servizio presso quel comando di Corpo nei vari anni oggetto
osservati.
(27) - La sua presenza nel governo Pelloux durò da Marzo a Luglio
del 1896, quando Ricotti Magnani dette le dimissioni a seguito del
forte scontro con lo stesso Sovrano. Cfr.: G. ROCHAT - G.
MASSOBRIO, Breve Storia dell'Esercito Italiano dal 1861 al 1943,
Torino, Einaudi, 1978, pagg. 128-130 e 142.
(28) - Raggiunto il limite d'età sarebbero stati posti al di fuori
dell'esercito permanente, in una delle tre posizioni previste
(riforma, riposo o servizio ausiliario). La soluzione della
cessazione dal servizio attivo era legata soprattutto alla
necessità di limitare l'eccessiva permanenza nei gradi inferiori
della quasi totalità degli ufficiali dell'Esercito. Tra gli altri,
cfr.: J. GOOCH, Esercito, Stato e società in Italia 1870-1915,
Milano, Franco Angeli, 1994, pag. 95. Per quanto riguardava gli
ufficiali dei Carabinieri Reali, il limite d'età era superiore
rispetto il resto della Forza Armata. In particolare, 48 anni d'età
per i Sottotenenti ed i Tenenti, 50 per i Capitani. In generale, la
differenza tra il resto dell'esercito e i carabinieri reali era
legato, ovviamente, alla forte presenza di militari provenienti
dalla categoria dei sottufficiali e quindi con un'età anagrafica
più elevata visto che dovevano rivestire il grado di maresciallo
d'alloggio per poter aspirare alla promozione.
(29) - Non era l'unica forma di avanzamento ad ufficiale, seppure
non nei carabinieri. Era possibile anche per i sottufficiali di
questi diventare ufficiale del Corpo Contabile, dopo aver vinto
l'apposito concorso e frequentato il corso speciale presso la
Scuola Militare di Modena. Anche in questo caso, tuttavia, doveva
essere espresso, da parte della commissione di avanzamento, un
giudizio di "meritevole di aspirare alla nomina ad ufficiale".
Cfr.: circolare 19- 11300 dell'8 agosto 1898 del Comando Generale
dell'Arma dei Carabinieri Reali, § 92-95.
(30) - L'Arma dei Carabinieri mantenne sempre una consistente
aliquota di ufficiali provenienti dai marescialli d'alloggio prima
e dai sottufficiali poi, a differenza dell'Esercito. Cfr.: G.
ROCHAT - G. MASSOBRIO, op. cit., pag. 99.
(31) - La Scuola Militare di Modena (successivamente denominata
Accademia) provvedeva all'addestramento e la formazione degli
allievi ufficiali delle Armi di Fanteria e Cavalleria.
(32) - L'Accademia Militare provvedeva all'addestramento e la
formazione degli allievi ufficiali delle Armi di Artiglieria e
Genio, cfr.: P. LANGELLA, L'Accademia militare di Torino in età
giolittiana, in G. CAFORIO, P. DEL NEGRO, op. cit., pagg.
317-361.
(33) - Titolo III della legge, Del modo di computare
l'anzianità.
(34) - Nel caso in cui gli ufficiali non fossero stati ritenuti
idonei per qualsiasi motivo di assolvere le particolari funzioni di
ufficiale dei carabinieri, potevano essere ritrasferiti nell'arma
di provenienza.
(35) - R.d. 19 maggio 1898, n.172.
(36) - Regolamento per l'esecuzione, Parte seconda Avanzamento ai
gradi di truppa. Capo VI. Ammissione dei sottufficiali al corso
speciale della scuola militare. Par. 54. Vi erano numerose
limitazioni, tra le quali, la più significativa era l'età massima
(25 anni).
(37) - Regolamento per l'esecuzione, Titolo I. Condizioni e modi di
avanzamento. Capo II. Nomina a sottotenente. Disposizioni speciali
ai singoli ruoli, par. 70.
(38) - Per ottenere l'autorizzazione a sposarsi (Regio
assentimento), l'ufficiale doveva dimostrare, infatti, il possesso
di una rendita vincolata che potesse tutelare la sua famiglia anche
in caso di decesso. Analoghe garanzie doveva offrire il
sottufficiale vedovo con figli che aspirava alla nomina a
sottotenente.
(39) - Circolare n. 19-11300 dell'8 agosto 1898, oggetto
"Avanzamento dei militari di truppa dei carabinieri reali", a firma
del Comandante Generale Tenente Generale Bruto Bruti.
(40) - Oltre alla "voluta attitudine fisica", questo doveva
possedere "ottima condotta […] coltura letteraria occorrente per le
funzioni del grado", capacità "di comandare un riparto di spettanza
del grado cui aspira, […] avere perfetta conoscenza delle
attribuzioni determinate dai vari regolamenti e dalle varie
istruzioni pel grado superiore", cfr.: circ. cit..
(41) - Era previsto in questo caso che l'esperimento fosse svolto
nella Legione territoriale competente, quindi quella di Roma, di
Cagliari e di Palermo rispettivamente per la Legione Allievi e i
Depositi di Cagliari e Palermo.
(42) - Dalla copia della circolare consultata, è stato possibile
osservare questa variazione alla medesima, che però non riporta
l'indicazione della data.
(43) - Si stabilì come presidente in sostituzione del Maggior
generale addetto al comando generale dell'Arma, il comandante della
Legione Allievi, mentre la restante parte era invariata.
(44) - Si ritiene che considerato l'inizio dei corsi presso il
nuovo istituto dalla fine del 1907, anche in quell'anno vi
dovettero essere dei corsi presso la Legione Allievi.
(45) - Purtroppo non è stato possibile reperire, allo stato
attuale, la data di modifica della circolare richiamata, come già
ricordato. È comunque possibile, sulla base delle modifiche
apportate al programma di storia, orientare il periodo almeno dopo
l'assunzione al trono di Vittorio Emanuele III, quindi nella
seconda parte del 1900. |