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AA.VV.
La tutela internazionale dei diritti umani
Edizioni giuridiche Simone, 2003, pagg. 216, euro
13,00
L'attenzione dell'opinione pubblica internazionale è sempre più
protesa a focalizzare l'attenzione sull'esplicazione dei diritti,
essendo oramai maturato il passaggio ad una visione complessiva
incentrata sulla persona in senso generale anziché sull'individuo.
La persona è considerata, dalle fonti di diritto internazionale,
come il centro di ogni imputazione di diritti e di doveri. Ad essa,
difatti, si richiamano le principali norme internazionali, anche
datate. Il testo enuncia anzitutto una definizione dei diritti
umani, individuandoli in quelli immediatamente connessi alla natura
stessa della persona umana, sia nella loro manifestazione
individuale che in quella riferibile all'individuo in quanto parte
di un gruppo. La Carta delle Nazioni Unite come elemento fondante e
propulsore della legislazione internazionale. Particolare accento
viene giustamente posto sulla Dichiarazione Universale dei diritti
dell'uomo, esaminandone la struttura ed approfondendone la parte di
specifico interesse, quella cioè dedicata ai diritti ed alle
libertà civili e politici. La Convenzione Europea dei Diritti
dell'Uomo e le competenze della Corte Europea dei Diritti Umani,
così come disegnata secondo il suo nuovo ordinamento. Il diritto
umanitario ed il diritto internazionale penale, con particolare
riferimento alla Convenzione di Ginevra ed ai suoi Protocolli
aggiuntivi, specie per l'importanza assunta nel quadro della
protezione delle vittime civili dei conflitti armati. Interessante
la trattazione della Corte Penale internazionale, come organo di
giustizia internazionale permanente, competente a giudicare i
crimini più gravi, quali l'aggressione, i crimini di guerra, il
genocidio, i crimini contro l'umanità. Viene infine approfondita
una tematica tuttora assai dibattuta, quella cioè del rapporto tra
la giurisdizione della Corte e le giurisdizioni nazionali.
Ten. Col. CC Luigi Cortellessa
Alberto Intini
Angelo R. Casto
Domenico A. Scala
Investigazione di Polizia Giudiziaria.
(Manuale delle tecniche investigative)
Laurus Robuffo, VI edizione, 2003, pagg. 383, euro 40,00
Si tratta di un manuale che scende nel pratico della complessa
attività di polizia, offendo strumenti per una sicura navigazione
nel settore. Gli autori, professionisti del settore, con esperienza
ormai consolidata, esordiscono con il fornire una definizione
dell'attività investigativa, delineandone i principi, in
riferimento alla deduzione, induzione, abduzione. Oltre ad un
necessario riferimento ai presupposti normativi contenuti nel
codice di rito, gli AA. si soffermano sulle qualità proprie
dell'investigatore, evidenziando come, al pari di ogni altra
attività, per quanto supportata da innovazioni tecnologiche e
teoriche, sia sempre la componente umana quella imprescindibile e
più importante. I criteri generali dell'investigazione vengono
delineati quali supporto metodologico irrinunciabile; essi, pur
senza una rigida impostazione (quest'ultima da valutarsi in
rapporto alle diverse connotazioni dei reati), passano attraverso
la ricostruzione del fatto, la ponderazione degli elementi
supposti, l'analisi accurata della storicizzazione del fatto
considerato, l'esame delle persone e dei luoghi. Assai originale si
presenta la carrellata sui tipi letterari dell'investigazione, con
riferimento ai personaggi più noti creati dalla letteratura di
settore. La specifica tematica viene tratteggiata nella parte
dedicata ai mezzi ed alle tecniche d'indagine, con riferimento sia
ai tradizionali sistemi di acquisizione della prova, quali
l'attività informativa, sia ai moderni sistemi affinati dalla
evoluzione tecnologica, quali intercettazioni, rilevamenti
scientifici, etc. È proprio su talune indagini tecniche che l'opera
presenta un interessante ed esaustivo spazio: indagini
medico-legali, esami balistici, rilevamenti di impronte,
identificazione genetica a mezzo di esame e confronto del DNA,
esami grafici, vengono analiticamente esaminati e presentati come
bagaglio assai utile di ferri del mestiere. Talune specifiche
ipotesi criminose vengono prescelte dagli AA. per indicarne profili
dell'evento, modalità di intervento, caratterizzazione degli
autori, approcci investigativi. Buona impostazione storica e
sociologica viene evidenziata nella parte dedicata all'esame delle
più aggressive organizzazioni della criminalità organizzata. Il
testo, per sua natura ed impostazione descrittiva, si attaglia ad
un pubblico di neofiti, quale proficua premessa per successivi
approfondimenti.
Ten. Col. CC Luigi Cortellessa
Giovanni Pascuzzi
Cyberdiritto
Zanichelli, 2003, pagg. 69 + cd-rom, euro 18,00
Agile manualetto per una guida pratica alle banche dati italiane
e straniere, alla rete internet e all'apprendimento assistito da
calcolatore. La finalità dell'opera è quella di rendere familiare a
tutti coloro che si avvicinano al mondo del diritto gli strumenti
attraverso i quali è possibile effettuare ricerche in rete di
normative, pronunce giurisprudenziali e contributi dottrinali. I
contenuti più significativi dell'opera sono stati affidati ad un
cd-rom allegato, mentre il testo in poche e molto chiare pagine
illustra le reti per la comunicazione dei dati, la navigazione sul
web, la posta elettronica, le liste di discussione, le banche dati
giuridiche, la strategia per la loro consultazione e fornisce utili
consigli sulla documentaristica informatizzata. Una seconda parte
del testo è completamente dedicata all'apprendimento del diritto
assistito da calcolatore, dove si parla di software didattico, di
ipertesti e di didattica a distanza.
Ten.Col. CC Fausto Bassetta
Rosalba Alessi,
Alfredo Galasso,
Salvatore Mazzamuto
Manuale ipertestuale del diritto privato
Zanichelli, 2003, pagg. 362 + cd-rom, euro 48,50
Un manuale per la prima volta concepito e realizzato in forma
ipertestuale per utilizzare le potenzialità didattiche offerte
dallo strumento informatico. Il testo si presenta in modo molto
schematico per un apprendimento essenziale dei principali istituti
del diritto privato, mentre il cd-rom allegato, le cui informazioni
non coincidono con quelle contenute nel supporto cartaceo, offre
percorsi differenziati per diversi livelli di apprendimento, mirati
alla conoscenza della normativa, al riscontro pratico con la
giurisprudenza e alla riflessione dell'elaborazione dottrinale.
Diversi testi normativi sono direttamente consultabili tramite il
cdrom, in un continuo di rimandi tra leggi, pronunce
giurisdizionali e commenti critici. Un diritto privato diverso,
presentato in forma più moderna, slegato dagli stereotipi della
trattatistica tradizionale e immerso in una visione europea dei
valori di riferimento, secondo itinerari che guidano il lettore a
scoprire (o riscoprire) le radici e i temi di fondo della vicenda
giuridica espressione dell'autonomia privata.
Ten.Col. CC Fausto Bassetta
Massimo Nunziata
Lo speciale statuto penale della Guardia di finanza
Quaderni della "Critica Penale", 2003, pagg. 67, euro
7,00
Un argomento poco conosciuto, se non agli addetti ai lavori, è
quello esposto con particolare efficacia critica dall'autore,
magistrato militare, sostituto procuratore della Repubblica presso
il tribunale Militare di Napoli. Lo speciale statuto penale che
riguarda gli appartenenti alla Guardia di finanza è tutto racchiuso
nella legge 9 dicembre 1941, n. 1383, che individua ulteriori
responsabilità penali per i militari di questa forza di polizia ad
ordinamento militare. Si tratta delle fattispecie di peculato, di
violazione di leggi tributarie e di collusione, la cui peculiarità
è quella di essere reati militari. In sostanza un particolare
regime penale speciale, complementare alla stessa legge penale
militare, finalizzato alla tutela del particolare servizio
istituzionale disimpegnato dal Corpo della Guardia di finanza.
L'autore non solo descrive le fattispecie penali in questione,
anche attraverso un'efficace comparazione con analoghe fattispecie
contenute nella legge penale "comune" e in quella penale militare,
ma propone un percorso critico che dalla ratio delle norme si
spinge a proporre particolari soluzioni organizzative degli assetti
amministrativi in questione.
Ten.Col. CC Fausto Bassetta
Guido Scorza
Elementi di diritto dell'informatica
Edizioni Simone, 2004, pagg. 352, euro 20,00
Il volume, con la prefazione di Giuseppe Scandurra, Procuratore
Generale Militare della repubblica presso la Corte Suprema di
Cassazione, propone al lettore un quadro esauriente e sintetico del
diritto dell'informatica. Questo rigoglioso ramo del diritto offre
continuamente spunti di estremo interesse sia per la modernità
delle sue prospettive, sia per l'incessante sviluppo tecnologico
che sollecita soluzione giuridiche adeguate. Il diritto
dell'informatica è intrinsecamente connotato da un'ottica
interdisciplinare che l'autore riesce con molta efficacia a rendere
agevole e compendiare nelle sue linee essenziali. Il legislatore,
nel pur difficile compito di coniugare le ragioni del diritto con
quelle tumultuose dell'informatica, ha apprestato tutele e
normative di garanzie talvolta complesse e di non facile
comprensione. Pregio di quest'opera è di rendere il tutto molto più
semplice ed accessibile, senza tralasciare il gusto per
l'approfondimento critico e le necessarie correlazioni tra diversi
ambiti dell'ordinamento. In pochi capitoli vengono illustrati la
tutela giuridica del software, i computer crimes, la delicata
materia della privacy e della riservatezza, i profili giuridici ed
applicativi delle firme elettroniche e seppur per cenni, i profili
tributari e fiscali del commercio elettronico. Completa il testo
una ricca appendice dei principali provvedimenti normativi di
interesse. Insomma, un'opera estremamente utile sia per lo studioso
che vuole approfondire gli istituti di questa particolare branca
del diritto, sia per il pratico che deve quotidianamente
confrontarsi con le problematiche applicative.
Ten.Col. CC Fausto Bassetta
Michele Zampelli
L'agente sottocopertura
Edizioni SEAM, 2003, pagg. 160, euro 11,50
È con molto piacere che portiamo all'attenzione dei nostri
lettori questo pregevole lavoro di Michele Zampelli, giovane
ufficiale dell'Arma dei carabinieri che si è cimentato nel non
facile tema dell'agente sottocopertura. Figura sino a qualche anno
fa estremamente ambigua nel nostro ordinamento, è stata
recentemente più volte visitata dal legislatore che, anche sulla
base degli orientamenti giurisprudenziali in materia, ha introdotto
apposite norme in diversi ambiti di contrasto alla criminalità. La
complessa problematica viene trattata, inizialmente, incentrando
l'attenzione sulla figura dell'agente sottocopertura, di cui viene
proposto un breve profilo storico e note di comparazione con la
contigua figura dell'agente provocatore. Successivamente l'autore
analizza gli aspetti di diritto penale sostanziale sottesi
all'attività istituzionale dell'agente sottocopertura, per poi
esaminare le diverse normative di settore. L'esposizione parte
dall'ipotesi di acquisto simulato di droga, per poi occuparsi
dell'agente sottocopertura nella normativa antimafia, delle
consegne controllate, in materia di sequestro di persona a scopo di
estorsione, estorsione, usura e riciclaggio, di pedofilia, di
disposizioni urgenti di contrasto al terrorismo internazionale e di
garanzie funzionali per gli appartenenti ai servizi di informazione
e sicurezza. In questo quadro, così variegato e ricco di spunti di
approfondimento teorico e di applicazione concreta, non possiamo
non condividere il giudizio positivo espresso nella presentazione
al volume dal dott. Alberto Cisterna, sostituto procuratore presso
la Direzione Nazionale Antimafia, circa il meritorio lavoro svolto:
se il compito primario, soprattutto da parte dell'operatore
pratico, è preliminarmente quello di conoscere e comprendere "…
Zampelli ci aiuta in ciò con precisione e pazienza".
Ten.Col. CC Fausto Bassetta
Giovanni Manunta
Sicurezza Emmekappa
Edizioni, 2003, pagg. 207, euro 15
È un libro che ben dispone sin dalla copertina, raffinata per
ricercatezza ed incisiva per i significati che trasmette.
L'allegoria del buon governo, di Lorenzetti, artista assai
espressivo di quell'autonomismo municipale dell'alba
rinascimentale, che attraverso l'arte enunciava il suo messaggio
politico autonomista ed espansionista, contiene già in sé tutte le
componenti del concetto di sicurezza: qui vale la pena di prendere
ad emblema, sopra tutte, la giustizia e la prudenza, accorgimenti
essenziali ed irrinunciabili per assicurare un quotidiano supporto
di sicurezza tanto per la grande quanto per la piccola comunità È
il loro convinto esercizio, corroborato dalla fortezza, a condurre
verso la concordia, quella sola a mezzo della quale le nazioni
democratiche e moderne possono, nel riconoscimento dei valori
diversi, assicurarsi una cornice di solidità, coesione, tensione
ideale sui valori comuni, tutti fattori in assenza dei quali la
sicurezza stessa assume l'inconsistenza del concetto effimero e non
già il valore della pratica, o meglio di abitudine quotidiana.
Manunta, con questa scelta elegantemente efficace cui affidare la
trasmissione visiva della sua elaborazione concettuale, sin
dall'inizio consacra la sicurezza come elemento al servizio e non
già come fine: strumento quindi di garanzia nella crescita,
presidio nella libertà, viatico verso il benessere totale, che gli
antichi indicavano, senza equivoci, come buona vita della
moltitudine. Ben consapevole delle confusioni ingenerate
sull'argomento dalla imprudente e generalizzata abitudine di
parlare attorno ad argomenti non conosciuti, assai opportunamente
viene offerto, ad inizio d'opera, un glossario breve ed esauriente,
che chiarifica significati ed intendimenti. La parte iniziale
dell'opera affronta il significato terminologico attraverso una
esaltante esplorazione storica, che non tralascia di citare le
antiche codificazioni nelle quali il termine veniva associato a
specifiche prescrizioni da adottarsi all'interno delle comunità,
fino a giungere all'epoca attuale, che inserisce la securitas nel
più ampio catalogo dei doveri dello Stato moderno, illuminato e
liberale. Ecco quindi l'approccio alle diverse tipologie di
contenimento della sicurezza, che a seconda dell'obiettivo e della
minaccia presuppongono ed impongono diverse metodologie operative;
da qui il passaggio dalla teorizzazione ad un approccio operativo
che richiede strumenti e protagonisti: le persone, le strutture, i
sistemi, le procedure, il controllo. Il rapporto bene-minaccia
occupa una parte significativa della trattazione, poiché da tale
relazione scaturiscono soggetti protagonisti, modalità,
comportamenti individuali e collettivi. Dinanzi ad una sconfinata
ed a tratti impercettibile minaccia alla sicurezza, che non
tralascia di adeguare le sue forme in maniera sempre più
esponenziale, l'A. accentua la sua posizione a favore di un metodo,
imprescindibile per attuare una risposta efficace ed efficiente. La
vocazione del testo è certamente ed evidentemente di natura
operativa, se non altro per i dati che emergono dalla biografia
dell'estensore, che nella sua vita professionale ha ben armonizzato
ricerca teorica e verifica pratica. Si avvertiva, peraltro, il
bisogno di una sistemazione della materia, tanto vasta quanto
suscettibile di alterazioni per l'intervento, talvolta non in buona
fede, di orecchianti travestiti da esperti. Ed allora ecco che
emerge la intellegibilità del testo: efficace, diretto, agevole,
privo di assunzione di verità assolute. Queste caratteristiche ne
fanno uno strumento di immediata consultazione e di miglioramento
nella condotta per quanti sono chiamati ad agire nel settore, di
entusiasmante iniziazione per i neofiti.
Ten. Col. CC Luigi Cortellessa
Ercole Aprile,
Francesco Nuzzo,
Luigi Maria Sanguinetti
La pratica penale
Edizioni Giuffrè, 2003, pag.966, euro 64.00
Nell'ambito della collana esami e pratica forense, gli autori,
dopo aver affrontato in generale le tematiche della procedura
penale, compiono un'approfondita analisi di alcuni aspetti salienti
di parte degli istituti, del processo nella sua dinamicità e,
infine, delle formule processuali. In particolare, la disamina si
apre con i soggetti del processo: il giudice, le parti il
difensore; continua con gli atti, le prove, le misure cautelari, le
indagini e l'udienza preliminare; si conclude con i procedimenti
speciali, il giudizio, le impugnazioni, l'esecuzione e i rapporti
con le Autorità straniere. Gli approfondimenti procedurali,
indicati dagli autori come "letture", fanno riferimento non solo
all'azione penale e alla costituzione di parte civile, alle prove e
alle tecniche d'interrogatorio, ma anche al riesame dei
provvedimenti cautelari, ai procedimenti speciali e al valore di
cosa giudicata. Il testo, che può senz'altro definirsi un
necessario strumento per gli addetti ai lavori, si conclude con
alcune indicazioni/considerazioni fondate su dati empirici relativi
all'esperienza procedurale e processuale.
Cap. CC Giovanni Fàngani Nicastro
Diana Urania Galetta
Violazione di norme sul procedimento amministrativo e
annullabilità del provvedimento
Edizioni Giuffrè, 2003, pag.302, euro 23.00
Il testo rientra nella collana del Dipartimento Giuridico -
Politico di Diritto Pubblico dell'Università degli Studi di Milano
e affronta le questioni processuali amministrative collocabili tra
diritto e politica giuridica, non trascurando l'ormai necessario
esame comparativo tra il diritto nazionale e quello comunitario.
L'A. si occupa, poi, delle proposte normative e delle connesse
problematiche applicative con le posizioni e l'atteggiamento della
dottrina e di parte dei giudici amministrativi. In conclusione,
svolge delle considerazioni sui vizi del procedimento
amministrativo, con riferimento alla sintomatica violazione di
legge e sulla conseguente annullabilità dell'atto amministrativo,
nel più generale contesto europeo del raffronto tra diritto interno
e diritto comunitario. Il volume si presenta non solo come
necessario strumento per gli operatori del settore, ma anche come
utile approfondimento per gli appassionati della disciplina, specie
nella prospettiva della dinamica giuridica europea.
Cap. CC Giovanni Fàngani Nicastro
Anna Bioley, Maurizio Castelli,
Antonio Cerruti,
Antonio Colotto, Domenico Cuzzola, Elettra Crocetti,
Gianluca Livi, Liliana Pomi, Roberto Rosset, Raffaella
Sanguineti
Insieme per il minore. Approccio multiprofessionale nei
confronti dell'abuso al minore.
Edizione SEE (Società Editrice Europea) 2003, pagg. 168, euro
36,00
La pratica del maltrattamento all'infanzia affonda le sue radici
nel passato: basti pensare che solo nel 374 d.C. uccidere un
bambino fu legalmente perseguito. Successivamente, non scomparvero
comunque fenomeni come l'abbandono, le punizioni corporali come
stile educativo, lo sfruttamento dei bambini nei campi e nelle
fabbriche. Superato l'anno duemila, in un'epoca nella quale gli
episodi di violenza nei confronti dei bambini sono diventati una
triste realtà, quasi quotidiana, affrontare il problema dell'abuso
è senza dubbio una necessità avvertita da più parti, soprattutto
per prevenire e gestire un fenomeno che dovrebbe interessare tutti
gli appartenenti ad una comunità civile: genitori, insegnanti,
medici, operatori sociali, magistrati, forze dell'ordine, politici.
Con il libro in esame, un'iniziativa tutta valdostana, dieci
professionisti di tre differenti settori della Pubblica
Amministrazione (scuola, sanità e giustizia) forniscono punti di
vista diversi - multiprofessionali, appunto - sul triste fenomeno
degli abusi sul minore. Anna Bioley ed Elettra Crocetti (docenti
rispettivamente di lettere e lingua francese presso istituti
scolastici valdostani) forniscono il loro contributo con
riferimento al settore scolastico: la Prof.ssa Bioley - che ha
coordinato efficacemente il lavoro dei dieci coautori e ha scritto
la premessa del volume - analizza la delicata posizione
dell'insegnante di fronte ad un eventuale caso di abuso. La
docente, nel sottolineare il delicato compito spettante ad ogni
docente in tali casi (delicato perché prodromico di interventi di
altri enti pubblici, come le FFPP, le strutture psichiatriche, la
magistratura, ecc), fornisce una serie di indicatori che dovrebbero
contribuire a far raggiungere un adeguato grado di sospetto,
necessario per procedere alla segnalazione e/o alla denuncia del
caso. La Prof.ssa Crocetti fornisce un quadro esaustivo della
violenza tra coetanei, nel contesto - sempre più deviante e
preoccupante, e purtroppo in forte aumento - del c.d. "branco".
Domenico Cuzzola e Gianluca Livi analizzano lo specifico tema
nell'attuale contesto normativo ed investigativo. Il Giudice
Cuzzola, ex presidente del Tribunale di Aosta, commenta vari
disposti normativi a tutela del minore: l'impiego dei minori
nell'accattonaggio (art. 671 c.p.), l'abbandono dei minori (art.
591 c.p.), il venire meno al dovere di istruire il minore (art. 731
c.p.), la sottrazione dei minori (573 c.p.), nonché tutte le norme
afferenti alla prostituzione, la pornografia infantile (artt. 600
bis c.p. e seguenti) e la violenza sessuale (artt. 609 bis c.p. e
seguenti). Il Cap. Livi, attuale comandante della Compagnia
Carabinieri di Aosta, oltre ad analizzare il fenomeno dell'abuso
nel contesto internazionale commentando "La Dichiarazione dei
diritti del fanciullo" del 1924 e la "Convenzione Internazionale
sui Diritti dell'infanzia" del 1989, analizza - contemperando
esperienze dirette e numerosi studi di operatori del settore
giudiziario - le tecniche da utilizzare per indurre il minore ad
esternare l'abuso subito, nel pieno rispetto dell'integrità
psichica di quest'ultimo. Antonio Cerruti, Maurizio Castelli,
Antonio Colotto, (rispettivamente primari del Pronto Soccorso, di
Medicina Legale e di Psichiatria presso l'ospedale di Aosta),
Liliana Pomi, Roberto Rosset e Raffaella Sanguineti (pediatri e
psicologi presso la USL Valle d'Aosta) affrontano il problema
dell'abuso con riferimento al settore sanitario. Il Dott. Cerruti
chiarisce alcuni aspetti prettamente tecnici, prevalentemente
concernenti le lesioni riportate dal bambino abusato nei casi di
ricovero presso il Pronto Soccorso. Il Dott. Castelli si pronuncia
sugli aspetti medicolegali dell'abuso sotto un triplice aspetto: la
diagnostica, gli obblighi della legge penale, gli obblighi
derivanti dal codice deontologico. Il Dott. Colotto affronta il
dramma vissuto dall'abusante, analizzando i prodromi che possano
determinare un comportamento abusante nei confronti del minore,
generalmente legati a malattie (come la schizofrenia e la
depressione, ad esempio) o a dipendenze (da alcol o da sostanze
stupefacenti). Il Dott. Rosset e la Dott.ssa Pomi analizzano
l'abuso in ogni sua forma, classificandone le singole tipologie
(fisica, psicologica e sessuale) riconosciute dalla medicina
moderna. Quest'ultima, inoltre, dedica due interessanti paragrafi
all'abuso derivante rispettivamente da "violenza psicologica", i
cui effetti sono largamente sottovalutati, e da "patologie delle
cure" analizzando tanto il caso della carenza di cura, quanto
quello, peraltro molto comune, del ricorso alle cure eccessive o
distorte. La Dott.ssa Sanguineti, infine, si pronuncia
sull'esperienza fisica vissuta dal bambino abusato: un argomento
molto complesso che l'autrice cerca con successo di rendere meno
ostico e più accessibile al lettore proponendo un approccio di
analisi di 9 interessanti casi clinici. Colpiscono, tra questi, i
casi di due bambini abusati: nel corso della crescita, il primo
manifesterà atteggiamenti violenti e minacciosi che lo porteranno
ad intraprendere un cammino verso la delinquenza difficile da
contenere; il secondo diverrà egli stesso autore di violenza, agita
sempre nei confronti di minori che, impotenti e succubi,
riproducono la sua storia. Il libro si segnala per una curiosità
riguardante l'Arma: perfettamente integrata nel contesto generale
dell'opera tutta, infatti, è stata inserita la trascrizione del
cortometraggio "Piccole cose di valore non quantificabile", scritto
e diretto da Paolo Genovese e Luca Miniero, già distribuito nel
2001 dal Comando Generale a ciascuna delle Stazioni presenti sul
territorio nazionale. In sintesi, un simpatico brigadiere
dell'Arma, interpretato dall'attore partenopeo Gianni Ferreri,
fingendo ingenuità e talvolta minore acume (dando vita ad una serie
di malintesi divertentissimi, degni del miglior Totò), riesce con
abilità a far sì che una donna riveli la sua esperienza di abusata.
Il cortometraggio rivela le capacità del "modesto" verbalizzante
che, senza alcuna ingerenza traumatizzante o comportamento
invasivo, è capace di portare gradualmente l'abusata ad
un'esternazione genuina e serena dei suoi trascorsi.
Cap. CC Gianluca Livi
Augusto Balloni
Il Vigile di quartiere a Milano. Percorsi formativi e operativi:
un approccio criminologico
Franco Angeli editore, 2003, pagg.160, euro 11,00
La città di Milano è stata teatro, nel 1998, della prima
sperimentazione relativa alla istituzione della figura del vigile
di quartiere, uno tra gli elementi chiave della cosiddetta
"filosofia della prossimità" in ambito urbano. Proprio partendo da
questa esperienza, il volume, nato dall'incontro tra
l'amministrazione locale milanese e l'Università di Bologna,
intende focalizzare l'attenzione sulle varie tappe che hanno
condotto alla redazione di un programma finalizzato ad un corso di
formazione e di aggiornamento per i vigili urbani di quartiere del
comune di Milano. Nel libro sono presenti tre sezioni. La prima si
riferisce all'incontro avvenuto con i vigili, caratterizzato dalla
somministrazione di un test e di un questionario al fine di
ottenere elementi utili alla preparazione dei corsi per i vigili di
quartiere, per meglio individuare le esigenze di formazione e di
aggiornamento. La seconda offre una approfondita introduzione alla
criminologia, all'interno della quale vengono ripercorse le
principali teorie criminologiche con attento riferimento alle linee
di intervento in tema di criminalità urbana. La terza indica
infine, nel contesto della sicurezza urbana, l'esigenza di nuovi
percorsi operativi che costituiscono i presupposti per la
realizzazione di un osservatorio in tema di criminalità urbana e di
rischio di vittimizzazione. Questo volume, oltre a descrivere
dettagliatamente il progetto "vigile di quartiere", pone in primo
piano l'importanza assunta dalla formazione professionale di queste
nuove figure di prossimità indispensabile per meglio approcciarsi
alle nuove frontiere della sicurezza urbana, intesa nella sua
complessità e multidimensionalità. È un ambizioso tentativo di
individuare i principi teoricometodologici ed operativi che guidano
gli operatori del settore nella loro quotidianità.
Dott. Andrea Antonilli
Gianni Flamini
Brennero connection
Editori Riuniti, 2003, pagg. 189, euro 14,00
Flamini, giornalista e autore di altri libri "inchiesta",
fornisce con Brennero connection la sua chiave di lettura sugli
aspetti di lotta terroristica e sulla risposta che lo Stato diede
alla questione altoatesina, utilizzando anche stralci degli atti
della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia
e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle
stragi (nota più comunemente come Commissione Stragi). Il percorso
dell'autore è organizzato su sette capitoli e un appendice (La
periferia apparente; Nel nome della guerra fredda; L'esordio della
dinamite; Il sole, il cielo, le viti, le donne; La guerra sporca;
Dalla periferia al centro; La verità sigillata; Appendice: qualche
tecnico di laboratorio) attraverso i quali tenta di fornire una
interpretazione delle vicende che colpirono l'Alto Adige (ma non
solo) orientando la propria attenzione sulle risposte fornite da
Roma. La limitata esecuzione dell'accordo De Gasperi- Gruber da
parte della giovane Repubblica italiana sulla concessione di
garanzie autonomistiche a favore degli Altoatesini di lingua
tedesca e ladina all'indomani del secondo conflitto mondiale
rappresentò la causa scatenante dell'azione violenta che fu
condotta, colpendo sia edifici civili (pubblici o privati), sia
militari (caserme dei Carabinieri e della Guardia di Finanza), sia
ancora causando la morte e il ferimento di civili innocenti e
appartenenti alle Forze dell'Ordine e Armate, questi ultimi tutti
impegnati nel difficile controllo del territorio della provincia di
Bolzano. Inoltre, accanto agli attentati dinamitardi compiuti da
appartenenti a gruppi di lingua tedesca si sviluppò un analogo
movimento terroristico di matrice italiana, poi misteriosamente
scomparso. Ciò che si può ritenere certo è che la contrapposizione
dei due blocchi attribuì una maggiore importanza all'Alto Adige
divenuto un baluardo per la difesa dei Paesi occidentali e che,
grazie alla sua posizione strategica, poteva garantire una prima
iniziale azione di contenimento di eventuali aggressori che
avrebbero potuto utilizzare una direttrice di attacco proveniente
dal territorio austriaco. Il lungo dibattito politico, durato 32
anni, fu definitivamente concluso nel 1992, quando gli ultimi
quattro decreti legislativi vennero emanati dal Governo italiano;
essi, accettati dal SVP in un suo congresso straordinario, vennero
successivamente comunicati al Governo austriaco. Quest'ultimo, con
l'accettazione da parte del Parlamento degli ultimi atti
legislativi italiani in materia, inviò all'ambasciatore italiano a
Vienna la "famosa" dichiarazione liberatoria, che consentiva di
porre definitivamente termine alla lunga controversia tra i due
Stati vicini.
Magg. CC Flavio Carbone
Alfonso Conte
Stili di vita e modelli di consumo nel Mezzogiorno tra Otto e
Novecento
Plectica Editrice, 2003, pagg. 142, euro 10,00
Alfonso Conte con il suo "Stili di vita e modelli di consumo nel
Mezzogiorno tra Otto e Novecento" si propone di analizzare, sulla
scia di una corrente storica più recente, gli stili di vita che
insieme ai modelli di consumo risultano predominanti nella
borghesia meridionale in due secoli di Storia nazionale. L'autore
utilizza, seguendo gli insegnamenti di Giovanni Aliberti, i libri
della contabilità familiare come elementi indispensabili per
l'analisi della classe emersa con l'età napoleonica. Questi
preziosi documenti, ancorché di difficile reperibilità, da carte di
minore importanza si trasformano in pregiatissimi strumenti di
lavoro e di comprensione di un periodo storico e di un determinato
territorio. Anche per la difficile reperibilità, recentemente è
nata l'Associazione "Oikos" (centro.oikos@jumpy.it) della quale
proprio Conte è il segretario generale, tra i cui scopi sono
precipue soprattutto la raccolta e la valorizzazione di queste
importanti forme scritte di testimonianza privata. I tre snelli
capitoli (1° - Dall'Italia contadina alla società dei consumi; 2° -
Borghesi di provincia nel Mezzogiorno dell'Ottocento; 3° - Da
formiche a cicale: verso la società dei consumi) individuano il
passaggio della società meridionale italiana da un modello
chiaramente contadino ad un "American style of life" attraversando
il periodo liberale e quello fascista. Completano il testo alcune
utili e importanti tabelle. In definitiva il libro, che utilizza la
tesi di dottorato dell'autore rielaborata e integrata da articoli
su temi analoghi e nuove ricerche inedite, aiuta a comprendere la
quotidianità della classe borghese vissuta tra consumi di lusso e
risparmi minuti, presentando un interessante spaccato di una delle
tante italie che compongono la nostra Nazione.
Magg. CC Flavio Carbone
Antonello Bigini
Storia della Turchia contemporanea
Bompiani editore, 2002, pagg. 178, euro 8,50
"Storia della Turchia contemporanea" si inserisce nella ricca
produzione bibliografica di Antonello Biagini, professore ordinario
di Storia dell'Europa orientale presso l'Università di Roma "La
Sapienza" e presso la Libera Università degli Studi "S. Pio V". Il
percorso dell'autore parte da una sintetica ma efficace narrazione
degli eventi che consentirono la nascita dell'Impero Ottomano e che
condussero all'instaurazione della Repubblica (Cap. I - Dall'Impero
alla Repubblica) per attraversare la storia di un - ancora oggi -
importante partner strategico dell'Alleanza Atlantica e continuare
con "La Repubblica e l'età kemalista" (Cap. II), "La politica
estera turca fino alla seconda guerra mondiale" (Cap. III), "La
guerra fredda e il bipolarismo" (Cap. IV), chiudendo "Verso
l'Unione Europea" (Cap. V). Biagini, già apprezzato per i suoi
interessanti lavori pubblicati con l'Ufficio Storico dello Stato
Maggiore dell'Esercito, utilizza sapientemente le efficacissime
relazioni degli addetti militari (e non solo) succedutisi
nell'Impero ottomano e poi presso la Repubblica turca, riuscendo a
condensare in meno di 200 pagine l'evoluzione
storico-politicasociale e militare dei Turchi. Non poteva,
ovviamente, non essere trattata la "rivoluzione" voluta da Kemal
Atatürk (letteralmente Atatürk corrisponde a "Padre dei Turchi")
che consentì, ad un Paese fortemente arretrato di giungere ad una
veloce modernizzazione, sia pure non senza contraddizioni.
L'autore, grazie alla sua consolidata analisi dei documenti
dell'Archivio dell'USSME, analizza attentamente anche una delle
componenti più importanti della società turca: le Forze Armate. "Il
ruolo dei militari nella vita politica" turca e il loro intervento
con l'esercizio della funzione di "supplenza" dopo la scomparsa di
Atatürk sono da inquadrare nella tutela dei principi guida indicati
da Mustafa Kemal, con particolare riferimento alla laicità,
all'unità ed al prestigio dello stato nazionale turco. In
conclusione il lavoro di Biagini si rivela un utile strumento per
la conoscenza della storia del popolo turco e per la migliore
comprensione di un membro della NATO che, in questo periodo, ha
assunto - se possibile - un'importanza ancora maggiore specialmente
per il Teatro d'operazioni medio-orientale.
Magg. CC Flavio Carbone
Giulio Bedeschi
Il natale degli alpini
Mursia, 2003, pagg. 157, euro 16,00
La prestigiosa Casa Milanese ha inteso onorare il suo Autore più
noto raccogliendo scritti vari e di epoche diverse che, abilmente
integrati, ripropongono la vena sentimentale di Bedeschi, che,
nella sua intensa ed utile vita, mai abbandonò il desiderio - che
egli visse come dovere morale - di tributare il giusto onore a
quanti rimasero nelle steppe innevate. La sofferenza costituisce il
filo conduttore dei racconti, con tutto il bagaglio di pene e di
solidarietà umana che furono sempre nello zaino dell'alpino
Bedeschi, valori assurti ad emblema anche della sua vita di medico
affermato ed innovatore. É la sua compagna di vita, la signora
Luisa Vecchiato Bedeschi, ad introdurre il lettore, con la tenera
passione e la prosa sicura di chi conosceva a fondo l'animo schivo
dell'uomo: è Lei a vergare la presentazione della raccolta di
questi Racconti scritti con le mani da falegname, intrise del
sangue degli alpini. Si tratta di pagine per lo più inedite o di
articoli apparsi su varie riviste ed in epoche diverse, che,
sapientemente armonizzati dall'editore, offrono il risultato di un
continuum rispetto alla grande narrativa di Centomila gavette di
ghiaccio o de Il peso dello zaino. Cosa di nuovo allora rispetto ai
precedenti lavori? Senza dubbio il disincanto dinanzi alla storia
sempre ripropositiva nelle tragedie, ma con accanto la fiducia mai
sopita nei confronti dell'uomo e della sua capacità di esprimere e
vivere la solidarietà: è in sostanza il grande retaggio che i suoi
alpini della 13 del Gruppo Conegliano gli donarono perché essa,
attraverso i suoi scritti, mai pomposi e sempre delicatamente
efficaci, fosse trasmesso alle giovani generazioni. Ed infine,
anche per legittima soddisfazione di questa nostra Rassegna, è
doveroso citare l'articolo pubblicato sul Il Carabiniere del 29
agosto 1982: in questo scritto, che diviene certamente una delle
più calde ed emozionanti pagine della storia dell'Arma, Bedeschi
coglie, fissa e sublima la figura del Carabiniere nella infausta
campagna di Russia, tracciandone imprese e raffigurandone gesta,
tutte compiute con spirito di dovere, come egli ama sottolineare,
citando, peraltro, nomi a noi assai cari: Giuseppe Plado Mosca,
Salvatore Pennisi, Dante Jovino. Bedeschi - come dicono gli Alpini
- è andato avanti. Ma quest'opera ne perpetua il messaggio poiché,
in sintesi, è il regalo più bello che Bedeschi ha offerto -
incidendolo pure nel titolo assai emblematico - per un Natale
certamente segnato da un desiderio di rivitalizzazione per l'amore
alla Patria.
Ten. Col. CC Luigi Cortellessa
Alberto Bucci
Giovanni Ariolli
Manuale pratico del giudice di pace nel processo penale -
Seconda edizione
Edizione Cedam, 2003, pagg. 371, euro 29,00
A distanza di circa due anni dall'entrata in vigore della
normativa istitutiva della competenza penale del giudice di pace,
avvenuta il 2 gennaio 2002 a seguito dell'approvazione del D.Lgs.
274/2000, gli Autori hanno avvertito la necessità di dare alla luce
la seconda edizione di un'opera dedicata al particolare
procedimento in materia penale attribuito ad un nuovo organismo
giudicante, introdotto nel nostro ordinamento giuridico,
originariamente, con la legge 21 novembre 1991 n. 374. Il Manuale
in questione costituisce una attenta lettura dei contenuti del
Decreto Legislativo istitutivo della competenza penale del giudice
di pace, ampliata ed aggiornata alla luce del Regolamento di
esecuzione, del T.U. sulle spese di giustizia, delle disposizioni
sul patrocinio gratuito dei non abbienti a spese dello Stato e
della difesa d'ufficio. L'opera, strutturata su dodici capitoli,
prende le mosse dalla nomina del magistrato onorario per poi
trattare degli organi giudiziari nello speciale procedimento, della
competenza del giudice, delle indagini preliminari, dei meccanismi
processuali regolanti gli atti di citazione, dell'udienza di
comparizione, delle impugnazioni, sino ad esaminare le tipologie di
sanzioni irrogabili dal giudice di pace e la loro relativa
esecuzione; l'ultimo capitolo è stato poi dedicato all'esame della
disciplina transitoria. La comprensione in profondità dei contenuti
del testo, di per se elevata ed improntata a criteri di fluidità e
praticità derivanti dalla netta impostazione manualistica, risulta
ulteriormente agevolata dall'inserimento di numerosi estratti della
relazione governativa al decreto legislativo recante "Disposizioni
sulla competenza penale del giudice di pace". Il saggio nella sua
ultima parte, oltre a riportare una utile appendice normativa
costituita dal D.Lgs. n.274/2000 e dal relativo Regolamento di
esecuzione (D.M. 6 aprile 2001), contiene un esame analitico dei
singoli reati attribuiti alla competenza del giudice di pace,
aggiornati alla luce delle modifiche legislative intervenute nel
2003 che hanno spostato nella competenza del tribunale in
composizione monocratica i reati di omissione di soccorso non
aggravata, di guida sotto l'influenza dell'alcool e di guida in
stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti
(L. 9 aprile 2003 n.72 e L. 1 agosto 2003 n.214) In conclusione, il
manuale di Bucci ed Ariolli rappresenta un utile strumento di
lavoro per gli operatori del diritto che si confrontano con il
procedimento penale di competenza del giudice di pace, procedimento
in cui il ruolo della polizia giudiziaria in genere, e
dell'ufficiale di p.g. in particolare, ha acquisito specificità e
funzioni di primaria importanza.
Ten.Col. CC Gianni Cuneo
Gianfranco Fini
L'Europa che verrà Il destino del continente e il ruolo
dell'Italia
(A cura di Carlo Fusi Prefazione di Giuliano Amato)
Fazi Editore, 2003, pagg. 107, euro 13,00
In questo libro - intervista, curato Carlo Fusi, giornalista
politico parlamentare ed editorialista del Messaggero, l'Autore
racconta in modo discorsivo ed immediato la sua esperienza in seno
alla Convenzione Europea per la definizione della bozza della
Costituzione europea. L'Unione Europea, sostiene l'Autore, non
nasce come Super Stato ma come un'unione di Stati sovrani che
liberamente decidono di mettere in comune quote di sovranità
attraver- 198 INFORMAZIONI E SEGNALAZIONI so un assetto
istituzionale originale, diverso dalla struttura degli stati
nazionali e dalle federazioni di Stati nati nell'Ottocento, per
poter meglio sostenere le sfide che il nuovo secolo reca con sé:
sfide economiche, di sicurezza, sociali e culturali. E questo nuovo
assetto istituzionale, nei lavori della convenzione, non può
mancare di due figure fondamentali, quella del ministro degli
esteri europeo e quella del Presidente del Consiglio Europeo,
"Mister Europa", con mandato di due anni e mezzo. Successivamente,
l'Autore, esprime con chiarezza e decisione le sue opinioni su
molti argomenti di cruciale importanza ed attualità, fra cui: - i
rapporti tra la nuova Europa e gli Stati Uniti, visti nel segno di
un nuovo "multilateralismo cooperativo", nella considerazione che
Europa e USA rappresentano due facce della stessa medaglia che si
chiama Occidente in cui i valori sono i medesimi; - il significato
e la portata del recente allargamento ai Paesi dell'Est; anzi della
"riunificazione" perché l'allargamento presuppone l'espansione
verso aree precedentemente non europee. L'Europa, a tal proposito,
è raffigurata come un "mosaico in cui ci sono tante tessere
armonicamente collegate ma ciascuna con una propria identità
definita"; - le relazioni tra UE e NATO, che in prospettiva non
sarà altro che una organizzazione basata su due pilastri, uno nord
americano e l'altro europeo ma di un'Europa politicamente e
militarmente forte, oltre che economicamente; - la dibattuta
questione del riconoscimento costituzionale delle radici cristiane
dell'Europa; - la regolamentazione dell'immigrazione a livello
nazionale e comunitario; - la necessità che l'UE giunga presto a
parlare con voce unica in politica estera e di difesa. Nelle
duecentocinquanta pagine che compongono la bozza della Carta
costituzionale sono ordinate e rafforzate le competenze dei singoli
organi che costituiscono i pilastri dell'edificio europeo:
Parlamento, Commissione e Consiglio europeo, nella considerazione
che la forza propulsiva dell'Unione è rappresentata dall'equilibrio
delle sue istituzioni e dal rispetto del principio di
sussidiarietà, sintetizzato nella seguente espressione: si fa a
livello più elevato (europeo) solo quello che non si riesce a fare
a livello inferiore (nazionale), definendo le materie che passano
della sovranità nazionale a quella comunitaria. Il testo di
costituzione espresso dalla Convenzione, com'è noto, non è stato
approvato dalla Conferenza intergovernativa. La mina sulla quale
l'edificio immaginato dalla costituzione è crollato è stato il
meccanismo di computo a maggioranza per le decisione da prendere in
seno al Consiglio europeo. Tuttavia il lavoro della Convenzione,
svoltosi nell'arco di tempo compreso tra il 28 febbraio 2002 e il
10 luglio 2003, rimarrà il riferimento irrinunciabile per i
prossimi lavori in materia di elaborazione di una carta dei
principi costituzionali. Per la prima volta nella storia, infatti,
venticinque Nazioni, hanno deciso di mettersi sedute allo stesso
tavolo per vedere se era possibile creare un stesso tetto 199 LIBRI
costituzionale, stilando norme comuni e principi validi per tutti
gli europei, ammontanti a quattrocento milioni di persone. Per
questo motivo, si può infine affermare che la convenzione ha
costituto un fatto storico, un unicum nel suo genere, composta
com'era dai rappresentanti dei parlamenti nazionali, del Parlamento
europeo, della Commissione, dei governi dei quindici Paesi che già
fanno parte dell'UE e dei dieci che entreranno nel corso del
2004.
Magg. t.ISSMI Rosario Castello
Giuseppe Romeo
La guerra come destino? Palestinesi e israeliani a
confronto
(Prefazione di Sergio Romano)
Rubbettino editore, 2003, pagg. 265, euro 14,00
L'Autore di questo libro, studioso del Mediterraneo, "l'isola
infelice e teatro del perenne confronto araboisraeliano", esamina
secondo una prospettiva storicopolitica e con dovizia di
particolari e di informazioni, tutte riportate in nota, la
questione palestinese e più in generale l'atteggiamento delle
democrazie occidentali con il mondo arabo, partendo dall'assunto
che la pace in Medio- Oriente costituisce una priorità per la
regione mediterranea e per gli equilibri interni della stessa
comunità occidentale. Il piano di pace, la cosiddetta road map,
presentato da Stati Uniti, Europa, Russia e Onu, sembra avviare
lentamente verso prospettive di soluzione di questa conflittualità
perenne. Da qui la validità del libro, definito da Sergio Romano
"guida utile e intelligente" che consente al lettore di orientarsi
nelle vicende degli ultimi anni per meglio comprendere gli sviluppi
futuri della situazione. L'autore prioritariamente sottolinea la
funzione di snodo politico e diplomatico svolta dalla dichiarazione
di principio del settembre 1993, fortemente voluta dall'allora
Presidente Clinton e dalla comunità internazionale, relativa al
contestuale riconoscimento politico dell'Organizzazione per la
Liberazione della Palestina (OLP) da parte del governo Rabin e
dell'esistenza dello Stato d'Israele da parte di Yasser Arafat e
ripercorre poi gli avvenimenti recenti della contrapposizione arabo
palestinese, influenzata fortemente dall'esplosione del terrorismo
sciita, dalle correnti di opposizione all'interno della stessa OPL
con l'isolamento del vecchio leader palestinese, dalle
ripercussioni politiche della prima guerra del Golfo, dalla
politica di "pacificazione" del Medio Oriente avviata da Bush-jr,
dopo l'11 Settembre, con gli interventi statunitensi
nell'Afghanistan talebano e nell'Iraq di Saddam Hussein che hanno
cambiato gli equilibri della regione medio-orientale. L'autore, in
ultima analisi, sottolinea la necessità di giungere ad una
effettiva pace tra le parti in conflitto, pacificazione che sia il
frutto consapevole e condiviso di una volontà comune espressa dalle
parti che si confrontano e non imposta e gestita dall'"occidente
euroamericano". Quasi in termini pessimistici o per meglio dire
realistici, l'autore conclude dicendo che la strada da percorrere
per la soluzione definitiva del confronto palestinese israeliano è
ancora lunga e "la rotta verso la pace rischia di dirigersi su una
bonaccia più disastrosa della tempesta", navigando a vista.
Magg. t.ISSMI Rosario Castello
Luigi Cortellessa
(prefazione di Roberto Gervaso)
La leggenda di Ripa di Malpasso
Edizioni Enne, 2003, pagg. 237, euro 13,00
"La leggenda di Ripa di Malpasso" è, come l'autore stesso l'ha
definito, un romanzo investigativo. È la storia di un ufficiale dei
Carabinieri, Libero Serra, che, alla guida della Tenenza dei
Carabinieri di un paesino dell'Alto Sannio, riapre le indagini
sull'omicidio di una donna, avvenuto molti anni prima, intorno al
quale è sorta una leggenda in cui si mescolano i colori dei luoghi
e il carattere della gente del posto, il tutto condito con una
buona dose di superstizione. È un romanzo piacevole e avvincente:
le descrizioni degli ambienti sono accurate ed estremamente
scrupolose; la caratterizzazione dei personaggi è acuta e
brillante; i dialoghi sono vivaci e serrati, soprattutto quando
connotano i personaggi più emblematici; la storia, man mano che le
vicende si susseguono, si fa sempre più incalzante. Molto profonde
sono le introspezioni di Libero Serra che denotano una grande
conoscenza dell'animo umano. Sin dalle prime vicende del
protagonista, che si tuffa in un'impresa ardua non tanto per la
propria ambizione personale, ma per un profondo senso di giustizia
e soprattutto per la volontà di "stare più vicino agli uomini",
trapela la grande passione che il nostro tenente ha per il proprio
lavoro. Non solo, quindi, un romanzo investigativo, ma altresì "un
romanzo professionale" che contribuisce non poco a caratterizzare
la cultura professionale del "Carabiniere": espressione di una
profonda sensibilità umana e di grandi idealità.
Donatella Pigliacelli
Guido Melis
Le élites nella Storia dell'Italia Unita"
Cuen, 2003, pagg. 322, euro 18,00
Il libro raccoglie gli Atti del Convegno di studi «Le élites
nella storia dell'Italia unita» svoltosi a Napoli dal 23 al 25
novembre 2000, con lo scopo di allargare la conoscenza e la
diffusione del lavoro culturale e di ricerca condotto nell'Istituto
Universitario Suor Orsola Benincasa e di fornire un contributo da
parte della Società per gli studi della storia delle istituzioni.
Guido Melis, curatore del testo, nella sua introduzione mette in
evidenza i diversi settori della ricerca utilizzati nell'analisi
delle élites italiane e l'opportunità di effettuare una
comparazione con alcuni settori delle élites europee, come, ad
esempio, quella di Didier Musiedlak (Les Parlamentaires français et
italiens dans les années Trente). A tale riguardo, particolare
importanza riveste lo studio della scansione temporale dei processi
di formazione delle élites, della frattura centro-periferia e del
suo esito, e, infine, della "dimensione più o meno internazionale
delle élites italiane". I contributi presenti nel volume appaiono
tutti di grande interesse e in grado di fornire un panorama ampio,
che affronta l'evoluzione e le modifiche intervenute nei gruppi
dirigenti della società dall'unità italiana sino all'Italia
repubblicana. Sono analizzate numerose categorie di gruppi
professionali e burocratici (I professionisti di M. Malatesta; Gli
ufficiali di G. Rochat; I deputati di F. Cammarano, M.S. Piretti e
V. Zappetti; il già ricordato lavoro sui parlamentari francesi e
italiani di Musiedlak; I magistrati di G.C. Jocteau; I prefetti di
G. Tosatti; I diplomatici di F. G. Orsini; I direttori generali di
M. Giannetto; I giornalisti di A. Scotto di Luzio; Gli scienziati
di G. Gemelli; Massoneria ed élites nell'Italia liberale di D.L.
Caglioti; élites allo specchio: notabilato e repertori italiani di
biografia corrente tra Otto e Novecento di V. Romani; Le élites
amministrative in Germania dal Kaiserreich agli anni '30 di C.
Cornelißen e le élites pubbliche in Gran Bretagna 1792-1992 di E.
Bigini) per le quali vengono delineati gli aspetti essenziali della
composizione, con profili dell'evoluzione normativa e dei rapporti
che esse hanno saputo creare tra loro, promuovendo, almeno in
alcuni periodi della storia unitaria, una continua e utile osmosi
tra politica, burocrazie ed élites emergenti In definitiva, la
raccolta rappresenta un utile strumento per poter comprendere non
solo l'evoluzione dello Stato e della società italiana, ma anche
l'evoluzione di tali concetti, come i gruppi in questione li
intendevano e volevano trasformarli.
Maggiore CC Flavio Carbone
Daniele Nepi
Agosto è il mese più crudele
Marsilio editore, 2003, pagg. 368, euro 16,00
Dieci giorni di vacanza, al "Franziskaner Kloster", nel mese di
agosto, tra la purezza, la vastità e la bellezza dell'Alto Adige,
si trasformano, durante un'escursione in montagna turbata da un
improvviso e spaventoso temporale, in una terribile tragedia:
qualcuno che nella propria mente cela un istintivo desiderio di
violenza, repellente ma attraente allo stesso tempo, realizza
un'innata e mostruosa "voglia di uccidere", cresciuta nel segreto
della sua coscienza. Il primo di una serie di delitti. Tutto si
evolve nel modo più sereno, le relazioni tra le quattro coppie di
amici non più giovanissimi in vacanza, gli altri ospiti e i gestori
dell'albergo si plasmano dando vita ad un illusorio equilibrio, ma
la vicenda si complica, le tracce si confondono e la familiarità
venutasi a creare tra i vari protagonisti cede, riportando alla
luce antichi e nuovi rancori, in un vortice affatto impietoso. Il
caso è affidato al Maresciallo dei Carabinieri Talenti e al
Pubblico Ministero Islenghi, i quali daranno vita a innumerevoli
indagini e interrogatori. Ad una ad una, però, le piste seguite si
perdono nella nebbia di un'incertezza senza soluzione, mentre al
primo si aggiunge un secondo omicidio. Quando finalmente si
arriverà all'imprevedibile soluzione, la tensione della suspence è
diventata quasi insopportabile. I dialoghi che si intrecciano nel
racconto tra i protagonisti sono interminabili, gli argomenti
trattati sono molteplici: dall'arte al sesso, dalla religione alla
menzogna. In questo giallo, l'autore rapisce l'attenzione del
lettore, trasformando il racconto in un'indagine precisa e pungente
della società in cui viviamo e delle contraddizioni che la rendono
inspiegabile e inquieta, mettendo in evidenza la difficoltà nel
comprendere la personalità di chi ha commesso un delitto e riuscire
ad identificarlo in base al suo comportamento. Gli stati di
eccitamento maniacali si manifestano, il più delle volte, in tempi
brevi, il soggetto ne è letteralmente sconvolto, ma dopo aver
perseguito il suo obiettivo torna ad un'esistenza normale pur
vivendo con la consapevolezza del crimine che ha compiuto. Daniele
Nepi vive a Firenze. Laureato in giurisprudenza, ha svariati lavori
alle spalle tra cui design, consulenze legali, grafica, pubblicità
ed è direttore del sito www.futuart.com, una sognante Storia
dell'arte futura. Da alcuni anni si dedica alla scrittura a tempo
pieno e ha al suo attivo tre libri.
Mar. Ca. Alessio Rumori
Claudio Camarca
I santi innocenti
Baldini & Castoldi editore, 1998, pagg. 208, euro
6,00
"Ad ogni modo, se li vuoi conquistare, se vuoi entrargli nel
cuore, baciali in bocca. Non pensare alle malattie. Non ti succede
niente. Baciali. Le bambine ci stanno subito. Schiudono le labbra e
ci mettono la lingua in mezzo. Se tu rispondi, ce li hai in pugno".
La pedofilia è una realtà, purtroppo, drammaticamente attuale, lo
sfruttamento sessuale dei bambini, i quali sono usati in maniera
strumentale, spesso da membri delle loro stesse famiglie, è un
fenomeno agevolato da una diffusa indifferenza e dalla dilagante
mercificazione di tutto, esseri umani compresi; un turpe traffico,
con basi in tutta Italia e diramazioni internazionali. "Il libro
inchiesta sulla pedofilia nel mondo" di Claudio Camarca, descrive
dall'interno l'orrido mondo dei pedofili, un ambiente assolutamente
chiuso verso l'esterno. Nella rete esistono siti che hanno per
protagonisti esclusivamente dei minorenni; è da qui che l'autore,
fingendosi pedofilo, ha cercato e preso contatti in Internet con
l'aiuto di due amici esperti informatici e, all'interno della rete,
tra fotografie, video e racconti scioccanti, man mano che
proseguiva la discesa nell'oscuro mondo del "vizio", ha compreso in
quale assurda bestialità si stava addentrando. Alcuni pedofili
sembrano essere alla ricerca non solo dei propri oggetti del
desiderio ma anche di uno scambio di pareri, di un sentimento di
fratellanza. Insegnanti di scuola, professori di ginnastica,
istruttori di nuoto, fotografi, sacerdoti e ancora impresari e
coreografi, dentro questi abiti spesso si nasconde il pedofilo, un
caso clinico, un orco sposato con figli che telefona a casa tutte
le sere, che si fa raccontare dai bambini la giornata a scuola e
dalla moglie se si è ricordata di pagare il bollo scaduto della
macchina, che protesta per i prezzi rincarati. Questo mostro si fa
organizzare viaggi nei paesi dell'Est europeo, nel sudest asiatico,
in Brasile a caccia di bambini e bambine di quindici anni e anche
meno, ancora troppo piccoli perché siano reperiti "ovunque", i suoi
stupri e le sue violenze continueranno per tutta la durata del suo
"viaggio di lavoro", finché trascorrerà l'ultimo giorno a comprare
regali per la famiglia. "Poi tornerà qui da noi e si addormenterà.
Andrà in letargo. Fino l'anno successivo". Il viaggio dell'autore
continua verso i luoghi classici del turismo sessuale: lì i
"predatori" saziano la loro massima aspirazione, in quella
cosmogonia pedofila dove la ferita è ancora più devastante.
L'esigenza di tornare a proporre questa lettura, a più di cinque
anni dalla sua 4^ edizione, è stata dettata dalla necessità di
sensibilizzare maggiormente il lettore nei confronti di un fenomeno
sempre attuale ed in crescita esponenziale; una realtà che agli
occhi della gente è fin troppo nascosta, dove la cultura dominante
ha preferito fingere che il lato oscuro dell'uomo non coinvolgesse
i bambini, eppure "le fiabe quando si sanno leggere, comunicano che
la vita è pericolosa". Per leggere e comprendere quest'interessante
libro ci vuole maturità. Spiegare la ragione per cui un uomo abusa
dell'innocenza di piccole creature per la propria malsana
soddisfazione, è estremamente difficile, a meno di non essere uno
di loro. Per questo, per capirne il senso, o il non senso, la cosa
migliore da fare è creare certe situazioni ed immergervisi come ne
è stato costretto lo scrittore. Questa è stata l'esperienza di
Claudio Camarca e tutto è stato raccontato nell'unico modo
appropriato, con un piccolo consiglio nel finale: "se qualcuno ha
dei figli, che li vizi. Dia loro tutto ciò che chiedono. Anche di
più. Sbaciucchiateli. Abbracciateli. Fate le smorfie e le boccacce.
Fate i cretini. Perché, quel sorriso di ricompensa che avrete in
cambio è il regalo più bello che gli possiate mai fare". In ultima
analisi la terza sezione penale della cassazione con sentenza n.
43135, ha sancito che la pedofilia, di per sé, non esclude né
attenua la capacità di intendere e volere. In sostanza, non è una
malattia mentale in virtù della quale i pedofili possono ottenere
sconti di pena - tramite la concessione delle attenuanti per la
diminuita capacità psichica - sostenendo che la loro volontà era
offuscata, o scemata, nel momento dell'abuso sessuale sui
minori. |