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Il
contrasto alla criminalità è una priorità operativa per l'Arma dei
carabinieri, sia in relazione ai compiti istituzionali ad essa
demandati, sia con riguardo alle considerevoli risorse umane,
tecniche e professionali impiegate nello specifico settore.
L'attività di contrasto, d'altronde, può manifestarsi in molteplici
modalità attuative, tra le quali assume rilevanza prevalente la
fase preventiva. La prevenzione della criminalità comporta un
impegno concettuale, organizzativo ed esecutivo certamente non
secondario a quello profuso nella repressione dei reati. Prevenire
significa capacità di prevedere gli eventi, di pianificare e di
programmare gli interventi operativi, di svolgere servizi di
controllo del territorio oculati, remunerativi ed efficienti.
Nell'ultrasecolare storia dell'Arma, non a caso la pertinente
regolamentazione organica e di servizio ha sempre sottolineato che
"l'essenza della missione dei Carabinieri" consiste soprattutto in
"una vigilanza attiva, non interrotta", cioè nella costante e
capillare presenza sul territorio al fine di salvaguardare,
dissuadere e se necessario persuadere, prima ancora di
reprimere.
La prevenzione è, quindi, parte
fondante della nostra cultura professionale, è il cardine sul quale
costruiamo la nostra stessa etica del dovere e della solidarietà.
Ed in base alle precedenti riflessioni che con molto piacere
presento il lavoro dei tenenti colonnelli Luigi Cortellessa e
Giovanni Di Blasio. Ufficiali superiori dell'Arma dalle
diversificate esperienze professionali, gli autori hanno saputo
condensare in un manuale, di facile e piacevole lettura (e anche
questo per un manuale è un pregio di non poco conto), una serie di
considerazioni attente e ponderate sul complesso sistema normativo
di contrasto alla criminalità. Senza alcun velleitarismo
dottrinale, ma con la semplicità e la concretezza di uno stile
letterario tecnico-professionale, in pochi capitoli vengono
analizzati l'attività di prevenzione nei suoi presupposti
legislativi ed operativi, le misure di prevenzione personali e
patrimoniali, gli strumenti di contrasto alla criminalità
organizzata e l'investigazione preventiva. Il lettore non si
attenda un'erudita esposizione di teorie penalistiche o un'elegante
illustrazione dei diversi orientamenti giurisprudenziali nella
specifica materia.
I "Quaderni" della Rassegna hanno
come finalità principale quella di offrire un riscontro applicativo
al quadro teorico di riferimento operativo. Questo potrà costituire
- forse - un limite per un'elaborazione dottrinale colta ed
esauriente, ma incarna perfettamente l'idea guida che costituisce
il fondamento della nostra stessa formazione professionale: il
sapere per fare. Un doveroso ringraziamento, allora, devo
indirizzare ai due valenti autori che con passione professionale e
con rigore concettuale hanno fornito un quadro descrittivo del
sistema normativo di prevenzione alla criminalità e ne hanno
sviscerato i molteplici profili applicativi, in modo da rendere il
lavoro "spendibile" con immediatezza ed efficacia sul piano
operativo. Con questo nuovo "Quaderno", inoltre, la Rassegna
continua idealmente l'opera di approfondimento nello specifico
campo di attività istituzionale, introdotta ed avviata con il
manuale di Canio Giuseppe La Gala "Il riciclaggio di denaro", edito
come supplemento al n. 4/1999. Tutto ciò nella speranza di
ulteriori riflessioni e contributi in una materia di interesse
strategico per l'Istituzione, affinché il dialogo continui, utile e
proficuo, e la Rassegna possa sempre più rappresentare quella
illuminante palestra di idee, motivo per il quale è nata e per il
quale da decenni promuove l'aggiornamento e la preparazione dei
Quadri dell'Arma.
Gen. D. Vittorio
Barbato |