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Legge 9 aprile 2003, n.
72 Modifiche al Codice Penale e al Decreto
Legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
in materia di omissione di soccorso (Gazzetta Ufficiale -
Serie Generale - N. 88 del 15 aprile 2003)
Normativa modificata
Codice penale
Art. 593. Omissione di soccorso
Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore
degli anni dieci, o un'altra persona incapace di provvedere a se
stessa, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra
causa, omette di darne immediato avviso all'autorità è punito con
la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2.500 euro
(1).
Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo umano che sia o
sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in
pericolo, omette di prestare l'assistenza occorrente o di darne
immediato avviso all'autorità.
Se da siffatta condotta del colpevole deriva una lesione
personale la pena è aumentata; se ne deriva la morte, la pena è
raddoppiata.
(1) - Comma così modificato dall'art. 1, l. 9 aprile 2003, n.
72.
Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285
Nuovo Codice
della Strada
Art. 189. Comportamento in caso di incidente
1. L'utente della strada, in caso di incidente comunque
ricollegabile al suo comportamento, ha l'obbligo di fermarsi e di
prestare l'assistenza occorrente a coloro che, eventualmente,
abbiano subito danno alla persona.
2. Le persone coinvolte in un incidente devono porre in atto
ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione
e, compatibilmente con tale esigenza, adoperarsi affinché non venga
modificato lo stato dei luoghi e disperse le tracce utili per
l'accertamento delle responsabilità.
3. Ove dall'incidente siano derivati danni alle sole cose, i
conducenti e ogni altro utente della strada coinvolto devono
inoltre, ove possibile, evitare intralcio alla circolazione,
secondo le disposizioni dell'art. 161. Gli agenti in servizio di
polizia stradale, in tali casi, dispongono l'immediata rimozione di
ogni intralcio alla circolazione, salva soltanto l'esecuzione, con
assoluta urgenza, degli eventuali rilievi necessari per appurare le
modalità dell'incidente.
4. In ogni caso i conducenti devono, altresì, fornire le proprie
generalità, nonché le altre informazioni utili, anche ai fini
risarcitori, alle persone danneggiate o, se queste non sono
presenti, comunicare loro nei modi possibili gli elementi
sopraindicati.
5. Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera
all'obbligo di fermarsi in caso di incidente, con danno alle sole
cose, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da duecentocinquanta euro a mille euro. In tale caso, se dal
fatto deriva un grave danno ai veicoli coinvolti tale da
determinare l'applicazione della revisione di cui all'articolo 80,
comma 7, si applica la sanzione amministrativa accessoria della
sospensione della patente di guida da quindici giorni a due mesi,
ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI (1).
6. Chiunque, nelle condizioni di cui comma 1, in caso di
incidente con danno alle persone, non ottempera all'obbligo di
fermarsi, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni. Si
applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione
della patente di guida da uno a tre anni, ai sensi del capo II,
sezione II, del titolo VI. Nei casi di cui al presente comma sono
applicabili le misure previste dagli articoli 281, 282, 283 e 284
del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti
previsti dall'articolo 280 del medesimo codice, ed è possibile
procedere all'arresto, ai sensi dell'articolo 381 del codice di
procedura penale, anche al di fuori dei limiti di pena ivi previsti
(2).
7. Chiunque, nelle condizioni di cui al comma 1, non ottempera
all'obbligo di prestare l'assistenza occorrente alle persone
ferite, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si
applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione
della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e
sei mesi e non superiore a cinque anni, ai sensi del capo II,
sezione II, del titolo VI (3).
8. Il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a
coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi
immediatamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria,
quando dall'incidente derivi il delitto di omicidio colposo o di
lesioni personali colpose, non è soggetto all'arresto stabilito per
il caso di flagranza di reato.
8-bis. Nei confronti del conducente che, entro le ventiquattro
ore successive al fatto di cui al comma 6, si mette a disposizione
degli organi di polizia giudiziaria, non si applicano le
disposizioni di cui al terzo periodo del comma 6 (4).
9. Chiunque non ottempera alle disposizioni di cui ai commi 2, 3
e 4 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 68,25 a euro 275,10.
(1) - Comma così sostituito
dall'art. 2, l. 9 aprile 2003, n. 72.
(2) - Comma così sostituito dall'art. 2, l. 9 aprile 2003, n.
72.
(3) - Comma così sostituito dall'art. 2, l. 9 aprile 2003, n.
72.
(4) - Comma aggiunto dall'art. 2, l. 9 aprile 2003, n. 72.
Legge 24 aprile
2003, n. 88
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24
febbraio 2003, n. 28, recante disposizioni urgenti per contrastare
i fenomeni di violenza in occasione di competizioni
sportive
(Gazzetta Ufficiale - Serie Generale - N. 95 del 24 aprile
2003)
Normativa modificata
Legge 13 dicembre 1989, n.
401
Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini
e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni
sportive
Artt. 1-5 (omissis)
Art. 6. Divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono
manifestazioni sportive
1. Nei confronti delle persone che risultano denunciate o
condannate anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi
cinque anni per uno dei reati di cui all'articolo 4, primo e
secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, all'articolo 5
della legge 22 maggio 1975, n. 152, all'articolo 2, comma 2, del
decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con
modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, e all'articolo
6-bis, commi 1 e 2, della presente legge, ovvero per aver preso
parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose in occasione
o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle medesime
circostanze abbiano incitato, inneggiato o indotto alla violenza,
il questore può disporre il divieto di accesso ai luoghi in cui si
svolgono manifestazioni sportive specificamente indicate, nonché a
quelli, specificamente indicati, interessati alla sosta, al
transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle
manifestazioni medesime.
2. Alle persone alle quali è notificato il divieto previsto dal
comma 1, il questore può prescrivere di comparire personalmente una
o più volte negli orari indicati, nell'ufficio o comando di polizia
competente in relazione al luogo di residenza dell'obbligato o in
quello specificamente indicato, nel corso della giornata in cui si
svolgono le manifestazioni per le quali opera il divieto di cui al
comma 1.
2-bis. La notifica di cui al comma 2 deve contenere l'avviso che
l'interessato ha facoltà di presentare, personalmente o a mezzo di
difensore, memorie o deduzioni al giudice competente per la
convalida del provvedimento.
3. La prescrizione di cui al comma 2 ha effetto a decorrere
dalla prima manifestazione successiva alla notifica all'interessato
ed è immediatamente comunicata al procuratore della Repubblica
presso il tribunale o al procuratore della Repubblica presso il
tribunale per i minorenni, se l'interessato è persona minore di
età, competenti con riferimento al luogo in cui ha sede l'ufficio
di questura. Il pubblico ministero, se ritiene che sussistano i
presupposti di cui al comma 1, entro quarantotto ore dalla notifica
del provvedimento ne chiede la convalida al giudice per le indagini
preliminari. Le prescrizioni imposte cessano di avere efficacia se
il pubblico ministero con decreto motivato non avanza la richiesta
di convalida entro il termine predetto e se il giudice non dispone
la convalida nelle quarantotto ore successive.
4. Contro l'ordinanza di convalida è proponibile il ricorso per
Cassazione. Il ricorso non sospende l'esecuzione
dell'ordinanza.
5. Il divieto di cui al comma 1 e l'ulteriore prescrizione di
cui al comma 2 non possono avere durata superiore a tre anni e sono
revocati o modificati qualora, anche per effetto di provvedimenti
dell'autorità giudiziaria, siano venute meno o siano mutate le
condizioni che ne hanno giustificato l'emissione.
6. Il contravventore alle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è
punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa fino
a lire tre milioni (1).
7. Con la sentenza di condanna il giudice disporre il divieto di
accesso nei luoghi di cui al comma 1 e l'obbligo di presentarsi in
un ufficio o comando di polizia durante lo svolgimento di
manifestazione sportiva specificamente indicate per un periodo da
due mesi a due anni. Il divieto e l'obbligo predetti non sono
esclusi nei casi di sospensione condizionale della pena e di
applicazione della pena su richiesta.
8. Nei casi di cui ai commi 2, 6 e 7, il questore può
autorizzare l'interessato, per gravi e comprovate esigenze, a
comunicare per iscritto allo stesso ufficio o comando di cui al
comma 2 il luogo di privata dimora o altro diverso luogo, nel quale
lo stesso interessato sia reperibile durante lo svolgimento di
specifiche manifestazioni agonistiche.
Art. 6-bis. Lancio di materiale pericoloso, scavalcamento ed
invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque
lanci corpi contundenti o altri oggetti, compresi gli artifizi
pirotecnici, in modo da creare un pericolo per le persone, nei
luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli
interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che
partecipano o assistono alle manifestazioni medesime è punito con
la reclusione da sei mesi a tre anni.
2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei
luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, supera
indebitamente una recinzione o separazione dell'impianto ovvero,
nel corso delle manifestazioni medesime, invade il terreno di
gioco, è punito, se dal fatto deriva un pericolo concreto per le
persone, con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da lire
trecentomila a lire due milioni.
Art. 6-ter. Possesso di artifizi pirotecnici in occasione di
manifestazioni sportive
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei
luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, venga trovato in
possesso di razzi, bengala, fuochi artificiali e petardi ovvero di
altri strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, è punito
con l'arresto da tre a diciotto mesi e con l'ammenda da 150 euro a
500 euro (2).
7. Turbativa di manifestazioni sportive
1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque turba il
regolare svolgimento di una manifestazione sportiva è punito con la
sanzione amministrativa pecuniaria da lire cinquantamila a lire
trecentomila.
2. La competenza ad irrogare la sanzione spetta al prefetto ed i
proventi sono devoluti allo Stato.
7-bis. Differimento o divieto di manifestazioni sportive
1. Per urgenti e gravi necessità pubbliche connesse allo
svolgimento di manifestazioni sportive, il prefetto, al fine di
tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica, può disporre,
sentito il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza
pubblica, integrato per la circostanza da rappresentanti del
Ministero per i beni e le attività culturali e del CONI, il
differimento dello svolgimento di manifestazioni sportive ad altra
data ritenuta idonea ovvero, in situazioni connotate dalla
permanenza del pericolo di grave turbativa, il divieto dello
svolgimento di manifestazioni sportive per periodi ciascuno di
durata non superiore ai trenta giorni (3).
8. Effetti dell'arresto in flagranza durante o in occasione di
manifestazioni sportive
1. Nei casi di arresto in flagranza o di arresto eseguito a
norma dei commi 1-bis e 1-ter per reato commesso durante o in
occasione di manifestazioni sportive, i provvedimenti di remissione
in libertà conseguenti a convalida di fermo e arresto o di
concessione della sospensione condizionale della pena a seguito di
giudizio direttissimo possono contenere prescrizioni in ordine al
divieto di accedere ai luoghi ove si svolgono manifestazioni
sportive.
1-bis. Oltre che nel caso di reati commessi con violenza alle
persone o alle cose in occasione o a causa di manifestazioni
sportive, per i quali è obbligatorio o facoltativo l'arresto ai
sensi degli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale,
l'arresto è altresì consentito nel caso di reati di cui
all'articolo 6-bis, comma 1, e all'articolo 6, commi 1 e 6, della
presente legge (4).
1-ter. Nei casi di cui al comma 1-bis, quando non è possibile
procedere immediatamente all'arresto per ragioni di sicurezza o
incolumità pubblica, si considera comunque in stato di flagranza ai
sensi dell'articolo 382 del codice di procedura penale colui il
quale, sulla base di documentazione video fotografica o di altri
elementi oggettivi dai quali emerge inequivocabilmente il fatto, ne
risulta autore, sempre che l'arresto sia compiuto non oltre il
tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le
trentasei ore dal fatto (5).
1-quater. Quando l'arresto è stato eseguito per uno dei reati
indicati dal comma 1-bis, l'applicazione delle misure coercitive è
disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dagli
articoli 274, comma 1, lettera c), e 280 del codice di procedura
penale (6).
8-bis. Casi di giudizio direttissimo
1. Per i reati indicati nell'articolo 6, comma 6, nell'articolo
6-bis, commi 1 e 2, e nell'articolo 8, comma 1, si procede sempre
con giudizio direttissimo, salvo che siano necessarie speciali
indagini.
8-ter. Trasferte
1. Le norme della presente legge si applicano anche ai fatti
commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive durante
i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono dette
manifestazioni.
Art. 9. Abrogazione di norme e disposizioni finali.
(omissis)
(1) - Comma così modificato
dall'art. 1, d. l. 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88.
(2) - Articolo aggiunto dall'art. 1, d. l. 24 febbraio 2003, n. 28,
nel testo integrato dalla relativa legge di conversione 24 aprile
2003, n. 88.
(3) - Articolo aggiunto dall'art. 1, d. l. 24 febbraio 2003, n. 28,
nel testo integrato dalla relativa legge di conversione 24 aprile
2003, n. 88.
(4) - Comma così sostituito dall'art. 1, d. l. 24 febbraio 2003, n.
28, come modificato dalla relativa legge di conversione 24 aprile
2003, n. 88.
(5) - Comma così sostituito dall'art. 1, d. l. 24 febbraio 2003, n.
28, come modificato dalla relativa legge di conversione 24 aprile
2003, n. 88.
(6) - Comma aggiunto dall'art. 1, d. l. 24 febbraio 2003, n. 28,
come modificato dalla relativa legge di conversione 24 aprile 2003,
n. 88. |