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La portata
rivoluzionaria del Rome Statute può essere colta, in primo luogo,
riscoprendo le prime forme di processi "internazionali " (6)
svoltisi nel cammino della Storia dell'umanità, che è poi anche
storia di guerre e di conflitti fra parti avverse in cui si
cominciò presto a percepire il bisogno di stabilire regole generali
sulla condotta della guerra (7). In una interessante ricerca
dell'Istituto Superiore di Scienze Criminali(8), si fa riferimento
al primo processo per bellum iniustum svoltosi a Napoli nel 1268,
conclusosi con la condanna a morte di Corradino di Svevia, Conradin
Von Hoenstaufen, sconfitto da Carlo d'Angiò nella battaglia di
Tagliacozzo; fu poi la volta del processo che nel 1305 in
Inghilterra condannò il nazionalista scozzese Sir William Wallace
sulla base dello Statuto di Westminster del 1279 per gli abusi
commessi durante il conflitto «senza riguardo né all'età, né al
sesso, né a frati e né a monache».
A dire il vero, per i casi citati,
si trattava propriamente di tribunali nazionali, anche se si può
dire che essi finirono con l'esercitare una giurisdizione in cui è
indubbia una valenza internazionale ante litteram. Invece di vero e
proprio "Tribunale Internazionale" si può parlare per il collegio
giudicante costituito nel 1474 dai 28 Giudici provenienti da varie
città dell'Alsazia, della Germania e della Svizzera e presieduto da
un giudice austriaco che condannò a morte Peter von Hagenbach:
l'imputato fu riconosciuto colpevole per i delitti di omicidio,
violenza sessuale, falso in giuramento ed altri gravi crimini
commessi in violazione «delle leggi di Dio e dell'uomo» nel periodo
in cui aveva occupato la città di Breisach per mandato di Carlo,
Duca del Burgundi(9).
Successivamente, nonostante l'età
moderna veda l'affermarsi dello ius gentium, e l'ottocento ne segni
l' evoluzione verso un vero e proprio international law (10) con le
prime opere di codificazione ufficiale - Dichiarazione di Parigi
del 1856, Prima Convenzione di Ginevra del 1864, Dichiarazione di
Pietroburgo del 1868, Liber's Intructions, etc.- l'idea di
costituire un Tribunale penale internazionale trovò molti ostacoli
per affermarsi compiutamente. Probabilmente, come osservano Reale e
Condorelli(11), il primo tentativo deve ricondursi all' iniziativa
del Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa,
l'avvocato svizzero Gustave Moynier - che fu tra i non sempre
ricordati fondatori della Croce Rossa: il commerciante Henry
Dunant, il generale Dufor e i medici Mannoir e Appia - il quale
propose invano di istituire una corte internazionale per giudicare
quanti durante la guerra franco-prussiana del 1870, e in specie
nella battaglia di Sédan, avevano violato gravemente la I
Convenzione di Ginevra, del 22 agosto 1864, sulla cura dei malati
feriti in battaglia,. Ma occorrerà giungere alla fine della I
guerra mondiale per avere più incisivi tentativi di costituire
corti penali internazionali.
(6)
- La connotazione internazionale avrà diverse sfumature, come si
vedrà più avanti.
(7) - Sulle origini del Diritto Internazionale Umanitario, con un
excursus dalla magnanimità di Ciro che liberò dalla prigionia gli
sconfitti Caldei alle più recenti fonti convenzionali cfr.: cit. Il
Diritto internazionale umanitario nel 50° Anniversario delle
Convenzioni di Ginevra in Rassegna dell'Arma dei Carabinieri n. 4
/1999 e Marcheggiano, Elementi di diritto umanitario dei conflitti
armati, Informazioni Difesa, 1998.
(8) - L'Istituto ha sede a Siracusa ed è diretto da M.Cherif
Bassiouni, professore di diritto alla DePaul University (Chicago) e
direttore dell' International Human Rights Institute; l'ente è noto
per il contributo dottrinale dato da sempre all'idea della
costituzione di un tribunale penale internazionale a carattere
permanente. Ad esso si devono le idee- guida dell'originario
progetto di Statuto del Governo italiano; cfr.: Vassalli, op. cit.,
p.144. Di M.C. Bassiouni, in questo contesto, va citata soprattutto
la fondamentale opera International Criminal Law, New York, 1986,
ed in particolare il volume II dedicato agli studi per la creazione
di un Tribunale penale internazionale. La ricerca cui si fa
riferimento è il pregevole studio dell'avv. Ezechia Paolo Reale, Lo
Statuto della Corte Penale Internazionale, CEDAM, 1999.
(9) - Reale, op. cit.; al riguardo l'A. rinvia al resoconto di G.
Schwarzenberger, International Law as applied by Courts and
Tribunals, Stevens &Song ltd , 1968, London, pag.462-466.
(10) - cfr.: ante note 4 e 7.
(11) - Cfr.: Moyner, Note sur la création d'una istitution
judiciaire internationale propre à prévenir et a rèprimer les
infractrions à la Convention de Genève, CICR, 28^circ del 28
gen.1872; Reale, op. cit., Condorelli, La Cour Pénale
Internationale: Un pas de géant (pourvu qu'il soit accompli…) in
Revue Générale de Droit International Public, 199, pag.15-16. F.
Patruno, I passati tentativi di istituire una Corte penale
internazionale, in Cass. Pen., Vol. XL,
2000. |