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Il 26
luglio 2002 il Gen. D. Giorgio Piccirillo ha ceduto il comando
della Scuola Ufficiali Carabinieri al Gen. B. Leonardo Gallitelli.
Alla cerimonia, svoltasi nel Piazzale delle Bandiere dell'Istituto,
ha presenziato il Comandante delle Scuole dell'Arma dei
Carabinieri, Gen. D. Salvatore Fenu.

Saluto del Gen. D. Giorgio Piccirillo,
comandante cedente
Signor Generale Comandante delle
Scuole dell'Arma dei Carabinieri,
Gentili ospiti,
Signori Ufficiali,
porgo Loro il
saluto di benvenuto a questa cerimonia che rinnova un rito
antico e sempre nuovo nella vita militare: il cambio del
Comandante, momento sempre significativo per la vita di un
Reparto e di questo Istituto, in particolare.
Si conclude oggi la mia magnifica esperienza vissuta al Comando
della Scuola ufficiali.
Neanche due anni orsono, esattamente il 3 febbraio 2001, dopo un
lungo periodo di Comando della Regione Carabinieri Sicilia, nel
corso del quale avevo potuto ricevere gratificazioni irripetibili
dal punto di vista sia professionale che personale, accoglievo con
entusiasmo la decisione di affidarmi il Comando della Scuola.
Era il coronamento di un sogno
antico che avevo coltivato nel corso di altre attività
istituzionali, nel settore addestrativo, e che mi avrebbe
consentito di sperimentare la mia passione per la formazione e per
il mondo dei giovani.
Ed è stata una esperienza esaltante alla quale ho dato molto ma che
sicuramente mi ha arricchito dal punto di vista professionale ed
umano.
Il travaglio continuo della necessità di individuare le reali
esigenze formative dei futuri quadri dirigenti e di tradurle in
programmi addestrativi è stato alleviato solo dalla meravigliosa
esperienza del contatto umano con i giovani, con la loro continua
ricerca del sapere e con il loro contagioso entusiasmo per la
realtà professionale intrapresa.
E mi basterebbe oggi ringraziare i miei superiori soltanto per
questo impagabile beneficio che ho ricevuto. Ma mi è d'obbligo
anche ringraziarli per l'autonomia che mi è stata concessa, per la
fiducia che mi si è accordata in questa quotidiana opera di
rinnovamento e di crescita e per aver condiviso i miei
progetti.
Così quello che potrebbe apparire
come un periodo troppo breve per caratterizzare una nuova
impostazione organizzativa e gestionale si è rivelato come una
parentesi feconda di iniziative e di provvedimenti, dei quali posso
ritenermi estremamente soddisfatto ed orgoglioso.
Il primo problema affrontato è stato l'evoluzione del progetto
ordinativo volto a conferire alla Scuola una potenzialità
organizzativa e didattica commisurata alle sempre crescenti
esigenze formative.
Tutte le componenti su cui si articola la Scuola sono state
rivisitate ed adeguate con un potenziamento qualitativo e
quantitativo che ha consentito di esprimere in tutti i settori uno
sforzo rinnovato e qualificato, grazie anche ai migliorati criteri
di individuazione degli ufficiali assegnati negli incarichi di
inquadramento e di insegnamento. È migliorato così
significativamente il rapporto docente-discenti e
comandanti-frequentatori, che ancora non si attesta su livelli
ottimali, ma sicuramente si avvia verso un trend positivo per la
soluzione della problematica.
Ma naturalmente l'attenzione si è
concentrata sulle potenzialità didattiche della Scuola,
rappresentate dall'Istituto di Studi Professionali e Giuridico
Militari.
Nato nel settembre 2000 per dare un più adeguato supporto alle
attività di docenza e di produzione dottrinale, è stato
riconosciuto subito come il centro motore per la didattica e, su
proposta della Scuola, è stato potenziato con la costituzione di
ben tre nuove cattedre: Arte Militare e delle Operazioni di
Mantenimento della Pace, Diritto Militare e Informatica e con
l'assegnazione di un ufficiale psicologo per la trattazione degli
aspetti psicologici connessi a particolari attività
d'Istituto.
La rinnovata potenzialità organizzativa ha consentito così di
affrontare un riordino degli obbiettivi formativi che si è
concretizzato in una nuova progettazione didattica, basata su nuovi
presupposti, quali:
- l'incremento della cultura informatica, grazie anche alla
realizzazione della rete interna della Scuola, che consente
l'autonomo collegamento dei frequentatori dai propri alloggiamenti
o da siti predisposti nell'ambito della Scuola;
- l'implementazione dello studio delle lingue;
- l'erogazione di attività formative di base e di qualificazione
nel settore delle Operazioni di Mantenimento della pace;
- l'implementazione delle capacità di "saper fare" oltre che di
"sapere";
- una diversa combinazione percentuale delle attività didattiche a
carattere pratico rispetto a quelle teoriche;
- lo svolgimento di attività esercitative e di simulazione
riproducenti le condizioni reali d'impiego;
- la riformulazione dei contenuti dei periodi di esperimento
pratico presso i reparti territoriali;
- il potenziamento delle attività ginnico sportive, attraverso una
più intensiva programmazione delle attività curriculari ed
extracurriculari.
Notevole beneficio si è tratto anche
dalla riforma universitaria che ha reso nettamente più agevole
l'integrazione tra le esigenze della formazione professionale e di
quella propriamente universitaria e ciò ha consentito di porre le
premesse per superare il cronico antagonismo-squilibrio fra le due
componenti principali della formazione. Attraverso due Convenzioni
sottoscritte con l'Università di Modena e l'Università di Tor
Vergata, rispettivamente per il conseguimento della laurea di 1° e
di 2° livello, si è formalizzato un rapporto con gli Atenei
interessati che non solo ha portato a soluzione l'annosa
problematica del riconoscimento degli studi pregressi, ma ha anche
consentito l'ottimizzazione dei corsi attraverso una sempre più
stretta integrazione fra le attività svolte presso l'Accademia
Militare e quelle previste presso la Scuola Ufficiali.
A partire dal 183° Corso, che ormai
ha concluso il suo primo anno di permanenza in Accademia, gli
allievi ufficiali, infatti indossano il grado di sottotenente dopo
aver frequentato i corsi di Diritto Penale, Procedura Penale e
Diritto di Polizia, e quindi dopo aver acquisito anche la
preparazione teorica relativa al loro nuovo status giuridico, prima
sostanzialmente acquisito solo al termine del biennio di
Applicazione.
Questo notevole fermento innovativo ha conferito ai mesi trascorsi
un carattere di continuo dinamismo e di crescente impegno.
Nella storia della Scuola, probabilmente, non si era mai verificato
di dover soddisfare contemporaneamente tante esigenze formative
come quelle cui si è dovuto far fronte nell'Anno Accademico che si
è appena concluso.
La Scuola ha visto più che raddoppiare il numero degli Ufficiali
chiamati a frequentare Corsi che, fino a pochi anni orsono, non
erano ipotizzabili.
Infatti, oltre ai consolidati e
tradizionali corsi formativi per gli ufficiali provenienti
dall'Accademia e dal Ruolo Speciale, e di qualificazione per gli
ufficiali di ogni grado destinati al Comando di unità territoriali,
la Scuola si è confrontata con una radicale revisione del Corso
Formativo per ufficiali laureati del Ruolo Tecnico Logistico, da
quest'anno esteso alle componenti sanitaria, amministrativa ed
ingegneristica e con la necessità di riordinare il Corso d'Istituto
per Capitani.
In particolare per quest'ultimo la Scuola ha provveduto a rivedere
radicalmente i criteri, organizzando per il 2002 due corsi,
impostati su presupposti assolutamente innovativi che hanno
prodotto risultati soddisfacenti, soprattutto perché, forse per la
prima volta, hanno coinvolto adeguatamente e stimolato gli
ufficiali frequentatori.
Sempre per la prima volta, inoltre, con tempi molto ristretti e con
le limitate risorse umane disponibili, abbiamo dovuto dare risposte
addestrative qualificate alle esigenze di formazione degli
ufficiali transitati dai ruoli della Polizia di Stato e dalle altre
Forze Armate, ovvero di Paesi esteri, quali il Qatar.
Ma in particolare è stato fornito un
significativo contributo all'immagine internazionale dell'Arma con
l'organizzazione di due Corsi di qualificazione per l'impiego di
Unità Specializzate di Polizia (MSU) nelle operazioni per la
gestione delle crisi internazionali, svolti interamente in lingua
inglese e con la partecipazione di ufficiali degli altri corpi di
polizia ad ordinamento militare dei Paesi F.I.E.P.
Tutto questo in un contesto caratterizzato da un susseguirsi
vorticoso di impegni per l'organizzazione di seminari, incontri e
conferenze, anche voluti da enti esterni alla Scuola.
Grazie anche all'abnegazione ed al senso di responsabilità di tutti
i collaboratori militari e civili, a cui rivolgo il mio più sentito
ringraziamento, la Scuola Ufficiali ha sempre risposto con
puntualità e precisione, sviluppando, in particolare, una costante
azione propositiva per il miglioramento degli standard
addestrativi, il cui livello di qualità è indiscutibilmente
riconosciuto sia nel mondo universitario che a livello
internazionale.
Si è consolidata, così, l'immagine
della Scuola quale realtà moderna che precorre i tempi, sempre
proiettata nel futuro, mai obsoleta e retorica pur rimanendo
costantemente nel solco tracciato dalla tradizione.
Agli insegnanti, sia civili che militari, rivolgo il mio attestato
di gratitudine per la costante, competente e professionale attività
di docenza svolta, quale missione formativa ed educativa dei
frequentatori.
A voi Ufficiali che, in questa Scuola, con tenacia ed energia, vi
siete applicati in tutte le attività formative, l'auspicio che
quanto trasmessovi possa costituire un patrimonio etico, morale e
professionale duraturo ed un profondo ringraziamento per avermi
consentito, quale vostro Comandante, di maturare ulteriori
esperienze professionali che, con orgoglio, conserverò nei miei
ricordi.
Alla Rappresentanza Militare va il mio ringraziamento per il
sostegno propositivo e collaborativo fornito in ogni
circostanza.
Alla Bandiera dell'Istituto, simbolo di fedeltà ed onore, ed al cui
cospetto ognuno di noi si riconosce, rivolgo un saluto
deferente.
Al Generale Gallitelli che mi
succede nell'incarico l'augurio di migliori fortune.
A me la Bandiera!
Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri in nome
del Capo di Stato, riconoscete il Generale Gallitelli quale
Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri.
Il Reparto presenti le armi.
Discorso del Gen. B. Leonardo Gallitelli,
comandante subentrante
Assumo con
fierezza e gratitudine il prestigioso Comando della Scuola
Ufficiali.
Saluto con commozione la Bandiera dell'Istituto, memore testimone
del sacrificio dei nostri Caduti e del quotidiano impegno al
servizio della Patria.
Il nuovo incarico segna sempre un momento di intense emozioni, di
stimolanti interrogativi e di esaltanti propositi.
L'assunzione del Comando della Scuola Ufficiali moltiplica questi
sentimenti, perché innesca un veloce scorrere di ricordi che
riporta al primo giorno in cui sono state indossate le
spalline.
Allo stesso tempo, si radica con forza nell'animo la consapevolezza
dell'alta responsabilità affidatami, cui mi impegno, Signor
Generale Comandante delle Scuole, a corrispondere attingendo a
tutte le mie risorse.
La formazione, non v'è dubbio, rappresenta la pietra d'angolo sulla
quale tutte le organizzazioni edificano la propria funzionalità. Lo
è a maggior ragione nell'Arma dei Carabinieri, un'Istituzione che
più di ogni altra centra le sue attività sulla capacità dei suoi
uomini, tante volte interlocutori diretti ed esclusivi per la
risoluzione dei mille problemi del quotidiano pulsare della
società.
Una società che nel suo divenire ha
segnato la nostra ultrasecolare storia istituzionale e impone il
puntuale aggiornamento del nostro agire.
Un agire che, come è sempre stato, è sintesi armoniosa della
formazione culturale e professionale, della padronanza degli
strumenti scientifici e, soprattutto, delle nostre qualità
interiori, del nostro orientamento ai valori fondanti. Quei valori
che sono sublimati nella nostra militarità e che sono
impareggiabili pilastri della motivazione.
È ad essi che va riferita la formazione. Ed in questo esaltante
compito, so che l'Istituto può contare su un corpo docente civile e
militare di primissimo ordine, al quale rivolgo il mio grato e
caloroso saluto.
Agli Ufficiali, ai Marescialli, ai
Brigadieri, agli Appuntati, ai Carabinieri e al personale civile
del quadro permanente, attesto sin d'ora la mia affettuosa
riconoscenza per la preziosa opera che diuturnamente svolgono a
sostegno delle attività della Scuola.
Altrettanto fervido è il saluto che rivolgo ai membri
dell'organismo di rappresentanza, del cui apporto mi avvarrò sempre
ben volentieri.
A voi Ufficiali allievi, ragion d'essere di questa Scuola, la mia
totale e premurosa dedizione di Comandante.
Sono pronto a trasmettervi tutto quanto ho appreso dai miei
maestri, che qui ricordo con riconoscenza e devozione.
Sarete comandanti e, in quanto tali, riferimento costante dei
vostri uomini. Essi ricercheranno in voi l'incoraggiamento e
l'approvazione, pronti a ricevere e seguire il vostro indirizzo
quando le difficoltà sembreranno far smarrire le certezze.
Percepisco distintamente che siete oggi animati dal giusto
entusiasmo, dalla giusta motivazione, dalla giusta e prudente
sicurezza che deriva dal sapere.
Per tutto questo, sono con voi a
rivolgere la riconoscente gratitudine al Signor Generale Giorgio
Piccirillo, al quale mi legano antichi sentimenti di amicizia. A
Lui, tutti insieme, formuliamo l'augurio, forte e sincero, di ogni
successo nel nuovo prestigioso incarico, per le fortune Sue e di
tutta l'Arma.
A voi tutti, buon lavoro.
Intervento del Comandante delle Scuole, Gen.
D. Salvatore Fenu
Ieri, al termine
della relazione sulla chiusura dell'Anno Accademico, al Generale
Piccirillo è stato tributato un applauso veramente inconsueto per
un severo ambiente militare quale quello della Scuola Ufficiali
Carabinieri.
È stato un applauso spontaneo, in crescendo, durato circa tre
minuti, come qualcuno ha fatto rilevare misurandolo, che denota la
stima e, direi, l'affetto dei dipendenti al proprio
comandante.
Un comandante senza aggettivi, un comandante che ha saputo dare e
così ricevere.
Questa per noi militari è la soddisfazione più grande: vedere
riconosciuto il nostro lavoro, soprattutto dai nostri
dipendenti.
Ma l'affetto e la stima verso il Generale Piccirillo è veramente
sentita da tutti.
Ne fa fede la presenza così qualificata e numerosa di quanti hanno
oggi voluto partecipare a questa austera cerimonia del cambio del
comandante.
Cerimonia sempre molto sentita, che rappresenta, soprattutto per i
due attori principali, un momento di grande partecipazione
emotiva.
Ma è significativa anche per il particolare momento storico in cui
si svolge.
Attualmente l'Arma vive un periodo di significativa evoluzione.
Infatti, avendo assunto, con la
nuova legge istitutiva il rango di forza armata, l'Arma ne deve
acquisire sia formalmente sia sostanzialmente le caratteristiche
superiori. Incombono peraltro situazioni contingenti in ambito
nazionale ed internazionale che ne determinano un significativo
sviluppo sia per ciò che riguarda l'ordinamento, l'attività
operativa, la logistica, l'addestramento. Anche il settore
scolastico dell'Arma partecipa, a pieno titolo, a questa
particolare evoluzione. La nuova legge istitutiva prevede, tra
l'altro, che l'Arma abbia una propria accademia per la prima
formazione degli ufficiali. Analogamente sorge l'ipotesi della
istituzione di un Istituto superiore di studi dell'Arma che sia a
pari livello con le scuole di guerra delle altre forze armate e
degli altri istituti paritetici. Ma altre notevoli esigenze
sovrastano.
A breve, con previsione 2004, sarà abolita la ferma di leva con
conseguente chiusura delle scuole allievi carabinieri
ausiliari.
Sarà necessario quindi l'esame della riutilizzazione delle caserme
di Torino, Fossano, Benevento, Campobasso, Reggio Calabria.
È stata posta la prima pietra per la edificazione del complesso che
ospiterà, a Firenze, l'Accademia Marescialli dei Carabinieri, con
la conseguente riutilizzazione, a costruzione ultimata, della
caserma di Velletri.
È in via di istituzione la scuola
lingue estere dell'Arma, che già da ora, come Ufficio lingue estere
inserito nello Stato maggiore del Comando delle Scuole, dà un
contributo elevatissimo a tale particolare ed essenziale aspetto
della capacità professionale.
Con una visione più organica del futuro del settore scuole, è stata
proposta l'istituzione della Scuola di perfezionamento al tiro,
della Scuola per la formazione e perfezionamento degli ufficiali
del ruolo tecnico logistico, della Scuola per gli investigatori,
della Scuola per i formatori, della Scuola per gli addetti ai
reparti di alta specializzazione, della Scuola per l'addestramento
all'informatica, e così via.
Tale complesso progetto unitario, oltre ad un impegno altamente
concettuale, comporterà un accurato lavoro organizzativo, con la
previsione di una programmazione ad immediato, a breve ed a lungo
periodo, per calibrare gli interventi anche in funzione delle
possibilità finanziarie da destinare a quanto necessario.
Ma non basta: gli obiettivi
addestrativi continuano e continueranno a subire mutamenti nel
tempo in ragione degli impegni operativi che dovranno in futuro
essere assolti dall'Arma sia in campo nazionale che
internazionale.
Le Scuole avranno, certamente, anche il compito di sviluppare la
normativa di base, propria dell'Arma, con la rivisitazione della
serie dottrinale, che dovrà rappresentare un punto di riferimento
rigoroso sia per l'addestramento sia per l'attività
operativa.
Grande aiuto a tale opera potrà essere fornito dall'apporto delle
moderne tecnologie che vanno dall'informatica alla telematica, alla
multimedialità, in una parola all'information tecnology.
L'information tecnology ormai invade anche il settore più specifico
della didattica, che ne usufruisce e ne usufruirà sempre più nel
futuro per mezzo della formazione a distanza, che userà le Lan,
ovvero le reti locali delle scuole, l'Intranet del Comando delle
Scuole, che unirà per via telematica le Lan di tutte le scuole,
l'Intranet del Comando Generale, e la rete mondiale, ovvero
Internet.
Nel presente contesto evolutivo
tutte le Scuole dell'Arma dovranno comunque continuare ad
assolvere, quotidianamente, il compito assegnato, mantenendo il
livello di capacità e di efficienza raggiunto e, possibilmente,
anche progredire.
In tale impegno, da circa dieci mesi, ho avuto al fianco come
collaboratore attivo, entusiasta, generoso, puntuale, preciso,
propositivo, perfettamente competente e profondamente capace, il
generale Giorgio Piccirillo, che ha contestualmente diretto la
Scuola Ufficiali con mano ferma e determinata, sempre orientato
verso l'obiettivo ad essa assegnato, che consiste nella formazione
dell'ufficiale quale comandante di uomini.
La funzione del comando è essenziale per il futuro dell'Arma.
Il comandante di uomini sa che, esercitando la propria funzione,
serve la Patria, per il bene dell'istituzione e della società
tutta.
La funzione del comando non può essere confusa con quella del
manager, il cui scopo primario è quello della gestione economica
della propria impresa.
Il comandante, con i suoi uomini, deve produrre un bene più grande
che è la sicurezza.
La sicurezza è un bene generale, un
valore che il cittadino pretende e che non ha prezzo, ma che è
essenziale per il corretto sviluppo della società.
Il Generale Piccirillo, cari ufficiali allievi, nel suo periodo di
comando, con le sue lezioni, ma soprattutto con il suo esempio, vi
lascia questo insegnamento: siate dei bravi comandanti.
Grazie, pertanto, carissimo Giorgio, di quanto, con i tuoi validi
collaboratori, hai fatto per il raggiungimento
dell'obbiettivo.
Tra poco ti accingi ad assumere l'incarico di capo di stato
maggiore del Comando Generale dell'Arma: è un incarico di quelli
che fanno tremare le vene ai polsi per chi, come te, è
perfettamente cosciente dell'enorme carico di responsabilità che
quotidianamente sovrasta l'Arma tutta.
Ma come finora hai sempre dimostrato
nel corso della tua carriera e segnatamente quale comandante di
questa Scuola Ufficiali, siamo tutti certi che saprai affrontare e
risolvere ogni problema con la capacità che ti è propria, per dare
all'Arma, ed in particolare, lasciami esprimere questo desiderio,
alle Scuole, quella efficienza che deve portare alla massima
efficacia operativa. Auguri vivissimi per il tuo nuovo
incarico.
Al Generale Leonardo Gallitelli che ti sostituisce nel comando
della Scuola Ufficiali, rivolgo l'invito a dare continuità
all'azione intrapresa, nel solco tracciato, e gli formulo gli
auguri più fervidi di lavoro proficuo e colmo di ogni
soddisfazione. |