|
Al di là
dei vari episodi particolari, le mafie sono in ultima analisi mal
conosciute, soprattutto in Europa, con l'eccezione dell'Italia.
Cosa Nostra, cartelli colombiani e messicani, mafia italoamericana,
mafie russe, triadi cinesi e Yakuza giapponesi, tutte queste
organizzazioni non esitano né a uccidere, né a corrompere.
Lo studio intrapreso da Thierry Cretin, distaccato presso l'ufficio
antifrode della Comunità Europea, consente di accostare più da
vicino le realtà criminologiche, sociologiche ed economiche delle
diverse mafie, per diradare in parte la cortina di mistero che
avvolge sempre queste organizzazioni criminali. Oggi esse
realizzano la fusione del traffico illecito di stupefacenti, delle
armi, dei clandestini, avvicinando e rinforzando così le loro fonti
di guadagno.
Prima di tutto la conoscenza dei gruppi mafiosi non può avvenire
che con un'analisi che si sforzi di mettere in primo piano il
tessuto sociale da cui sono emerse queste organizzazioni. Il
giudice Falcone spiegava che c'è sempre uno stretto rapporto fra
una società e la sua delinquenza(1). Per questo la lotta contro la
mafia richiede buone conoscenze sociologiche e
antropologiche.
Per questa ragione la prima parte di questo libro dedica degli
approfondimenti alla storia e al radicamento sociale ed economico
delle società criminali. Si tratta di un dato di fatto
inoppugnabile. Il giro del mondo delle mafie mostra che esse sono
radicate in tutti i continenti. Nel momento dell'apertura delle
frontiere, questa criminalità transnazionale ha già una lunghezza
di vantaggio.
Numerose e diverse, cosa che dà piena ragione dell'uso del termine
mafie al plurale, queste organizzazioni criminali hanno comunque
degli aspetti comuni, che le caratterizzano.
Nella seconda parte del testo l'autore si impegna a dimostrare che
si ritrovano nelle diverse mafie i temi ricorrenti di una posizione
centrale del legame familiare, del riferimento al concetto di
onore, della cultura della morte (data, subita, minacciata), del
carattere iniziatico delle forme di ammissione, del rispetto della
tradizione e della prevalenza della struttura mafiosa
sull'individuo.
L'iniziazione assume la forma di una cerimonia che vuole dare
connotati di sacralità al passaggio ad un nuovo status. Si tratta
di una assunzione di impegni, poiché vi si presta giuramento di
lealtà, di fedeltà, di obbedienza e di onore.
L'altra caratteristica deriva dalla posizione centrale del nucleo
familiare nella grande criminalità organizzata. Il termine famiglia
non va inteso in un'accezione letterale. Essa raggruppa i membri di
sangue, ma anche gli alleati, comprende quindi sia il concetto di
filiazione che quello di affiliazione(2).
Questi diversi criteri consentono di dare una definizione di mafia.
Ma più significativo ancora è il rapporto con il mondo che le
circonda, che consente di cogliere meglio il peso di queste
organizzazioni criminali.
«Non vogliamo governare il mondo, vogliamo possederlo»(3). Questa
affermazione riassume in sé il rapporto che le mafie hanno con il
potere e con lo stato, e il ruolo e l'influenza che hanno
sull'economia: non prendere il potere, ma servirsene per
arricchirsi. Per questo esse aggrediscono le strutture che hanno
potere decisionale con una rete di corruzione.
Le mafie dominano anche la realtà economica. Il volume di affari
annuo delle attività mafiose ammonta a 1.000 miliardi di dollari,
più del triplo del bilancio nazionale francese; per questo diventa
essenziale ripulire questo danaro sporco.
Ancora più preoccupante è il risultato di sintesi del lavoro di uno
dei gruppi di ricerca e di riflessione del "Centre des hautes
études de l'armement"(4), redatto nel settembre 1995. Questo testo
rivela l'influenza dei movimenti mafiosi sulle nostre capacità di
difesa. Il pericolo è reale. Dopo la dissoluzione del bipolarismo
mondiale, l'ex Unione delle repubbliche socialiste sovietiche
(URSS) è divenuta territorio di ogni tipo di commerci e vi
proliferano i traffici di materiale radioattivo e di armi.
Politica, economia, difesa, media, cinema, la piovra estende i suoi
tentacoli in tutti gli ambiti.
I gruppi criminali, meno prolifici fino a poco tempo fa, sono oggi
sempre più numerosi. La repressione, benché sia severa, non riesce
ad invertire la tendenza. Il crimine organizzato non sembra trovare
ostacoli alle sue dimensioni.
La mondializzazione degli scambi unita alla lentezza della messa in
atto di una cooperazione giudiziaria transfrontaliera, fanno sì che
le mafie siano vieppiù inclini a servirsi di un sistema (economico)
che le mette al riparo da ogni persecuzione (giudiziaria).
L'opera di Thierry Cretin getta una luce particolarmente
inquietante su questa forma contagiosa di criminalità.
Approfondimenti
(1) - G. Falcone, M. Padovani, Cosa
Nostra.
(2) - Cfr.: Il lavoro di antropologia sociale, di A. J. Ianni, Des
affaires de famille.
(3) - Christian de Brie, Désarmer les seigneurs de la guerre.
(4) - Questo centro è sotto la tutela della Délégation Générale à
l'armement DGA, che dipende dal ministero della
Difesa. |