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L'11
febbraio 2002, nell'Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri,
alla presenza dei rappresentanti degli Organi Costituzionali,
nonché di numerose autorità civili, militari e religiose e del
corpo docente, si è aperto ufficialmente l'Anno Accademico 2001 -
2002. Hanno preso la parola, nell'ordine, il Comandante della
Scuola, Gen. D. Giorgio Piccirillo, il Comandante Generale
dell'Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Sergio Siracusa, il Ministro
della Difesa, On. Antonio Martino.
Relazione del Comandante della Scuola
Ufficiali Carabinieri
Signor Ministro della Difesa,
Signor Ministro dell'Interno,
Signor Comandante Generale,
Autorità,
Ospiti tutti,
carissimi Ufficiali,
è con grande orgoglio
che per la seconda volta vivo da comandante l'apertura dell'anno
accademico. L'esperienza trascorsa nel primo anno di Comando di
questo prestigioso Istituto, mi consente di delineare oggi, con
soddisfazione, i risultati raggiunti e soprattutto gli adeguamenti
introdotti ed i progetti avviati.
La Scuola rappresenta una realtà dinamica che, nel corso
dell'ultimo anno, si è confrontata da un lato con l'evoluzione del
mondo universitario e dall'altro con le crescenti istanze di
formazione.
Con la legge di riforma, infatti,
nuove realtà ci attendono, nuovi obiettivi si pongono.
È necessario, quindi, conferire alle strutture addestrative nuove
potenzialità che possano garantire all'Arma una classe di dirigenti
preparati per compiti più complessi e più delicati.
La Scuola Ufficiali si presenta,
così, a questo nuovo anno accademico in una veste profondamente
rinnovata, dal punto di vista sia ordinativo che dei contenuti, con
un ruolo più dinamico e più moderno. Una scuola più aperta che
partecipi più attivamente al ciclo di formazione della conoscenza,
ponendosi come "laboratorio culturale" in grado di elaborare e di
valorizzare il patrimonio di esperienza degli Ufficiali che
rientrano nell'Istituto per la frequenza dei diversi corsi.
Sono proprio costoro a garantire la
dimensione partecipata dell'addestramento e ad offrire lo spazio
concreto di un confronto continuo con la realtà.
Ma la vera crescita della Scuola si può apprezzare maggiormente nel
potenziamento della sua componente didattica per le discipline
professionali: l'Istituto di Studi Professionali e Giuridico
Militari. Nell'arco di soli due anni dalla sua costituzione
l'Istituto, concepito come polo propositivo per ordinare in modo
interattivo le materie tecnico - professionali, è divenuto il vero
centro propulsore e coordinatore di tutte le attività didattiche,
conferendo armonicità ed incisività ai diversi insegnamenti e
garantendo il necessario tramite con la docenza universitaria o
esterna in genere.
L'articolazione dell'Istituto in
cattedre, oggi ben cinque, ha poi consentito la disponibilità di
risorse qualificate impegnate a tempo pieno nella elaborazione dei
programmi, nella stesura dei testi e nella gestione dell'attività
didattica, creando lo spazio necessario per le attività pratiche,
indispensabili per conferire concretezza all'insegnamento e per
garantire il collegamento costante con la realtà operativa.
La contestuale revisione dei
contenuti formativi e la loro ridistribuzione, nell'arco del
quinquennio per i corsi di Applicazione provenienti dall'Accademia
Militare, garantirà una diversa sedimentazione delle nozioni
acquisite, accentuando il concetto di propedeuticità degli
insegnamenti, necessariamente legata al passaggio dalla condizione
di allievo Ufficiale a quella di Ufficiale allievo, con tutti gli
obblighi di legge connessi alla nomina ad Ufficiale dei
Carabinieri.
Ciò è stato possibile grazie anche
al riordino del corso di laurea che, in linea con la riforma
universitaria, è stato riarticolato attraverso il conseguimento
della laurea triennale di 1° livello in Scienze giuridiche e della
laurea specialistica quinquennale in giurisprudenza.
In tale contesto sono state
sottoscritte due convenzioni, rispettivamente con l'Università di
Modena, per la gestione del 1° livello e con l'Università di Roma
Tor Vergata della laurea specialistica.
I Corsi che già si sono avviati e
quelli che fra breve inizieranno sono stati progettati, quindi, in
un'ottica di diversa funzionalità, finalizzata al miglioramento
dell'apprendimento ed alla essenzialità dei contenuti.
Particolare attenzione è stata
dedicata ai Corsi di Applicazione che, per durata e complessità
rappresentano l'elemento caratterizzante della Scuola.
Essi, infatti, inquadrano i circa
150 Sottotenenti e Tenenti che provengono dall'Accademia Militare e
permangono presso questo istituto per tre anni, fino al
conseguimento della laurea in Giurisprudenza.
Sono i corsi che presentano più
spazi per l'arricchimento professionale e sono quelli sui quali si
è maggiormente inciso per l'allineamento alla riforma
universitaria, valorizzando altri aspetti determinanti per la
professionalità del futuro, quali le conoscenze informatiche e lo
studio delle lingue straniere.
In questi settori sono stati avviati
progetti ambiziosi, ma fondamentali per i nostri Ufficiali. In
particolare l'impulso dato alla conoscenza delle lingue straniere
vuole essere il contributo dovuto all'intensificazione dei contatti
e degli scambi internazionali, con particolare riferimento al
partenariato FIEP che si sta dimostrando sempre più interessante e
fecondo.
La Scuola si propone quale porta
aperta sull'Europa e sul mondo per preparare generazioni di
Ufficiali capaci di operare disinvoltamente in contesti
internazionali, affermando una professionalità solida e ben
articolata.
Ma l'evoluzione dei compiti internazionali dell'Arma e le vicende
degli ultimi mesi hanno imposto anche un'attenzione diversa sulla
formazione per le operazioni di mantenimento della pace. L'impiego
sempre più frequente e massiccio all'estero ha reso necessaria la
creazione di una dottrina specifica, di una preparazione
autonoma.
La Scuola si è cimentata, così,
anche in questo tipo di attività rivolta non solo ai propri
frequentatori, ma soprattutto ad Ufficiali esterni ed a
rappresentanti di Paesi stranieri, riscuotendo consensi ed
apprezzamenti per la maturità dei contenuti e la capacità dei
docenti.
Anche i Corsi Applicativi, ordinario
e straordinario, che inquadrano i circa 140 Sottotenenti
provenienti dal Complemento o dal Ruolo dei Marescialli, hanno
subito una revisione dei contenuti, che ha inteso valorizzare la
professionalità ormai acquisita e l'esperienza già maturata dai
frequentatori, coinvolgendoli attivamente nelle attività didattiche
e compensando in tal modo la durata dei corsi medesimi.
Completamente rinnovato si presenta
anche il Corso d'Istituto per Capitani prossimi all'avanzamento al
grado superiore, che rappresenta, indubbiamente, il corso più
qualificato e qualificante della Scuola.
Gli oltre 100 Capitani che hanno
iniziato da qualche settimana il corso si troveranno di fronte ad
una struttura didattica assolutamente nuova, gestita con il
contributo di una Università romana ed impostata secondo i criteri
che regolano i Master post-universitari.
Riteniamo che la nuova formulazione
possa realmente qualificare il corso e gratificare i frequentatori
che potranno essere ammessi alle seconda fase, più marcatamente
universitaria, solo se classificatisi fra i primi in sede di
avanzamento.
Ma la novità più evidente di questo
anno accademico è il 7° corso formativo per gli ufficiali del ruolo
Tecnico Logistico.
Per la prima volta, infatti, a
seguito della legge di riforma, l'Arma ha reclutato direttamente
laureati destinati alle specialità della Sanità e Veterinaria,
dell'Amministrazione e del Genio che andranno a sostituire
progressivamente gli ufficiali dei Corpi logistici dell'Esercito,
che oggi garantiscono la copertura degli incarichi di
specializzazione.
Sono, poi, previsti anche i corsi
per il transito nel medesimo ruolo tecnico logistico degli
ufficiali dell'Esercito già in servizio presso l'Arma.
È un impegno notevole che richiede nuove professionalità fra i
docenti e nuove metodiche d'insegnamento.
Ma è un ulteriore arricchimento per
la Scuola che copre così, a 360 gradi, le esigenze formative
dell'Arma.
Come si vede, dunque, l'anno
accademico 2001 - 2002 si presenta con sostanziali novità, non
soltanto formali.
Nuovi aspetti qualificanti
dell'insegnamento e della formazione, non solo per garantire
all'Ufficiale l'assolvimento dei compiti istituzionali, ma anche
per favorire la crescita delle qualità e della sensibilità che
rappresentano il bagaglio indispensabile del comandante.
Non bisogna dimenticare, infatti,
che i nostri ufficiali dovranno essere dei professionisti in grado
di esercitare le proprie funzioni in Italia ed all'estero, ma
soprattutto avranno la responsabilità degli uomini. Dovranno essere
dei "protagonisti", culturalmente qualificati, teoricamente
preparati, ma soprattutto leader motivati e capaci di guidare la
nostra "antica" Istituzione nella modernità.
Quindi "comandanti", vivificati dal confronto delle proprie
motivazioni con le quotidiane esperienze professionali, dal dialogo
con i propri uomini, dalla conoscenza del territorio e della
collettività verso cui rivolgere la propria azione.
È l'antica tradizione dell'Arma,
sono i valori che hanno costruito la storia dei Carabinieri.
Ed è oggi più che mai, in un
contesto internazionale scosso da scellerati fenomeni di
destabilizzazione, in un momento in cui la società ha un più
intenso bisogno di essere protetta, che la nostra missione, la
vostra missione, giovani ufficiali, assume un significato più
pregnante e diventano fondamentali i principi tradizionali che
avvicinano gli uomini ed esaltano i sentimenti.
Sono questi, dunque, i valori
formativi che oggi la Scuola presenta come credenziali per
assolvere il proprio compito. Ne sono ben consapevoli i circa
quattrocento ufficiali oggi presenti in queste aule ed i quasi
altrettanti che si aggiungeranno nei prossimi mesi per la frequenza
di altri corsi. Ed il mio orgoglio di Comandante non può sottacere
l'entusiasmo e la motivazione che questi giovani offrono
all'Istituzione prima ed al Paese poi nell'affrontare una
professione difficile, ma esaltante e ricca di valore perché spesa
nell'interesse della collettività.
Il pur duro impegno scolastico
sostenuto fra questi banchi appare come poca cosa di fronte
all'ansia di intraprendere la propria attività, di unirsi ai mille
e mille Carabinieri che, diuturnamente, con sconosciuto eroismo,
assolvono il proprio dovere con dignità, coraggio e spirito di
sacrificio per il bene dell'Italia tutta.
E questo entusiasmo impegna tutti
noi, Comandanti, docenti civili e militari, a guidare per mano i
nostri giovani, in una crescita morale e professionale che possa
alimentare sempre di più l'entusiasmo e lo slancio per
l'adempimento del proprio dovere.
Ufficiali dei corsi di formazione,
saremo ancora costantemente al vostro fianco per superare insieme i
momenti difficili e per garantire il contributo della nostra
esperienza.
La Scuola intera dedicherà ogni
energia per aiutarvi a dare il meglio di voi stessi, affinché
possiate completare cultura e conoscenza, attraverso lo studio
metodico ed approfondito che ora è il primo dei vostri doveri, ma
che vi consentirà di entrare a testa alta nelle fila dell'Arma.
Porterete sicuramente un contributo
di pensiero più qualificato del passato ma soprattutto uno spirito
nuovo, moderno in grado di traghettare l'Arma verso una nuova
professionalità e una rinnovata efficienza.
Ancora più vicina, se possibile,
alle aspettative del Paese e del futuro, per il soddisfacimento di
quel bisogno di sicurezza e di pace che oggi più che mai diventa
incontrovertibile diritto di ciascun cittadino.
A tutti buon lavoro e buona fortuna
dal vostro Comandante! successo.
Prolusione del Comandante Generale dell'Arma dei
Carabinieri
È con vivo piacere
che, a nome di tutti i Carabinieri, ringrazio il Signor Ministro
della Difesa per aver voluto presiedere questa cerimonia e porgo un
vivo ringraziamento al Signor Ministro dell'Interno per la Sua
partecipazione. La loro presenza testimonia la considerazione e il
sostegno che, con costante attenzione, riservano all'Arma dei
Carabinieri.
Rivolgo il mio saluto ai
rappresentanti del Governo, del Parlamento, della Magistratura ed a
tutte le Autorità intervenute, che hanno voluto manifestare
sentimenti di stima e di fiducia che superano il pur alto
significato della mera ricorrenza accademica.
Un saluto particolare al Capo di
Stato Maggiore della Difesa ed ai Capi di Stato Maggiore delle
altre Forze Armate e un caloroso ringraziamento al Capo della
Polizia ed al Comandante Generale della Guardia di Finanza, ai
quali mi legano intensi e consolidati rapporti di fattiva
collaborazione.
Un pensiero riconoscente al
Presidente ed ai rappresentanti dell'Associazione Nazionale
Carabinieri, testimoni dello straordinario legame che da sempre
accomuna i Carabinieri in servizio a quelli in congedo.
Un cordiale saluto, infine, ai
delegati del Consiglio Centrale di Rappresentanza. Ad essi va la
mia gratitudine per la costante collaborazione fornita, tradottasi
sempre in apprezzata attività propositiva e di stimolante
confronto.
L'inaugurazione dell'Anno
Accademico, al di là del significato immediato della ricorrenza,
rappresenta tradizionalmente l'occasione per tracciare - alla
presenza di un uditorio così qualificato - un quadro sintetico
delle attività della nostra Istituzione.
È trascorso poco più di un anno dall'emanazione dei decreti
attuativi collegati alla legge di riordino.
Si tratta di provvedimenti di grande
rilievo che hanno segnato un passaggio epocale per l'Istituzione,
aggiornando un impianto ormai secolare e configurando una struttura
proiettata, sempre più efficacemente, al servizio della
comunità.
Un anno denso di realizzazioni,
intensamente vissuto in tutti i settori e caratterizzato, come
sempre, da grandissimo impegno e da significativi risultati.
Un serrato divenire scaturito da
attente analisi ed incardinato sulle linee programmatiche espresse
dal Governo.
L'Arma è protesa oggi a migliorare
la propria efficienza complessiva, mediante un'intensa, scrupolosa
opera di revisione e di aggiornamento, in un'equilibrata sintesi
tra la connaturata attenzione alle proprie tradizioni e gli stimoli
innovativi che provengono dall'incessante evoluzione del contesto
sociale.
Lo scopo è quello di delineare una
struttura dinamica e moderna, in grado di assolvere al meglio sia i
compiti di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica sia quelli
militari: le peculiari missioni dell'Arma. Coerentemente con tale
impostazione, sono state portate a termine o sono in fase di
attuazione una serie di iniziative dirette a snellire e qualificare
ulteriormente l'organizzazione per esaltarne le capacità operative.
Esse sono derivate da una severa analisi dei processi interni ed
hanno dato luogo a provvedimenti tra loro strettamente
interconnessi, secondo un progetto di profonda revisione
organizzativa che interessa i settori tecnologico, ordinativo,
logistico, operativo, addestrativo e regolamentare.
L'opera di razionalizzazione e
ammodernamento ha fatto perno sulla massiccia introduzione delle
tecnologie informatiche e telematiche per conseguire,
sostanzialmente, il governo elettronico dell'intera organizzazione.
Mi riferisco al "Progetto I.R." (Informatizzazione dei Reparti),
dalla cui realizzazione deriva un tasso di informatizzazione di 1 a
2 (1 computer ogni 2 Carabinieri), tra i più alti nella Pubblica
Amministrazione, associato al cablaggio di tutti i comandi
dell'Arma, ora in condizione di dialogare in unico ambiente
informatico.
Il progetto comprende la creazione
di una rete dati, strutturata sulla Rete unitaria della Pubblica
Amministrazione (RUPA) e sulla rete interpolizie in ponte radio,
che sarà interamente digitalizzata entro il 2006.
Da mero strumento di office
automation, il personal computer è diventato una parte essenziale
di un sistema automatizzato per la gestione dei settori operativi e
amministrativi.
L'avvenuto completamento delle
dotazioni nell'area del centro-nord ha già consentito la totale
informatizzazione dei reparti dipendenti dal Comando Interregionale
"Pastrengo" di Milano, che dal 1° gennaio scorso sono in grado di
dialogare tra loro e con il Comando Generale in via telematica con
il generalizzato utilizzo della posta elettronica. Ne stanno
derivando l'eliminazione del cartaceo, l'attivazione di archivi
elettronici e la progressiva anemizzazione dei centri di
trasmissione, con la conseguente drastica riduzione del personale
addetto alle attività burocratiche ed agli apparati
trasmissivi.
Un importante contributo a tale
programma - di prevista ultimazione entro l'anno nell'intera
organizzazione dell'Arma - è fornito dalla messa in opera delle
centrali telefoniche digitali che rendono disponibili servizi in
telefonia avanzata, incrementano la sicurezza e la qualità delle
comunicazioni e consentono l'accorpamento dei centri di
risposta.
Le innovative procedure hanno
richiesto l'adozione, in via sperimentale, di una nuova
regolamentazione delle attività di ufficio, a premessa del completo
rifacimento, già avviato, della normativa di settore, compendiata
nella pubblicazione "Istruzione sul Carteggio", ormai non più
adeguata alle esigenze.
Di pari passo procede la razionalizzazione delle attività di
sostegno logistico, con un crescente ricorso alla terziarizzazione
nei limiti consentiti dalle assegnazioni di bilancio.
Nel settore della motorizzazione, è
in via di completamento il cosiddetto "pacchetto di manutenzione
assistita" - introdotto nel 1997 - che attribuisce alle ditte
fornitrici l'onere di assicurare l'efficienza dei veicoli per
l'intero arco della loro vita operativa. L'assistenza ha
interessato, finora, oltre il 60% delle 26.000 autovetture in
distribuzione all'Arma, con una sensibilissima, graduale riduzione
del numero dei Carabinieri addetti alle officine.
Con lo stesso intento di
razionalizzazione, sono stati stipulati contratti che impongono
alle ditte fornitrici del vestiario il perfetto attagliamento,
previa rilevazione delle misure di ciascun militare, e la fornitura
"a domicilio" delle uniformi presso i singoli comandi. La
conseguente eliminazione di gran parte dei magazzini di stoccaggio
e l'informatizzazione della residua attività di gestione, hanno
consentito altra significativa contrazione del personale
addetto.
Parallelamente, l'avvio del servizio
di "catering" nelle Scuole e in numerosi altri grandi reparti, ha
reso possibile il recupero a compiti operativi di una consistente
aliquota di Carabinieri prima impiegati per la confezione dei
pasti. Dal 1° marzo prossimo il servizio sarà esteso a tutte le
sedi dei Comandi di Regione.
Auspichiamo che la futura
disponibilità di risorse finanziarie consenta l'evoluzione del
programma verso l'estensione del "catering" ad altri comandi e
l'introduzione del "buono pasto" presso i reparti minori, dove i
Carabinieri provvedono direttamente alla preparazione del
vitto.
L'attuazione del progetto di
informatizzazione, nel suo divenire, ha anche agevolato la
semplificazione delle procedure e la revisione delle competenze dei
vari livelli gerarchici.
Questo aspetto rappresenta un altro
punto nodale per il conseguimento degli obiettivi prefissati di
economicità, speditezza e rispondenza al pubblico interesse nei
vari settori funzionali. È infatti essenziale, ai fini di un
razionale impiego del personale, non solo transitare in ruoli
operativi Carabinieri oggi impiegati in incarichi di sostegno
delegabili ad enti esterni, ma anche far sì che il personale
dedichi ad attività operative la totalità delle sue capacità
lavorative.
Un primo, efficace intervento in tal senso ha riguardato il flusso
delle informazioni per gli arruolamenti, che ha consentito di
ridurre a soli due livelli, Stazione e Comando Provinciale,
l'attribuzione delle relative funzioni, eliminando vecchie
ridondanze e liberando significative risorse.
Un rilevante risparmio di personale
è conseguito, inoltre, dalla automatizzazione della gestione delle
contravvenzioni per infrazioni al Codice della Strada (oltre un
milione l'anno). A tal fine è stata siglata un'apposita convenzione
con le "Poste", che hanno assunto gli oneri di notifica, di
contabilità, di incasso e di gestione del contenzioso per tutte le
contravvenzioni.
Tutte le Stazioni Carabinieri sono
state, altresì, affrancate dalle incombenze amministrative connesse
alla gestione del personale, recuperando al controllo del
territorio migliaia di ore di lavoro. Tali incombenze sono state
attribuite a Sezioni Amministrative a livello provinciale che
lavorano esclusivamente con sistemi telematici.
Risponde ad analoghe finalità
l'istituzione del Centro Nazionale Amministrativo, che ha segnato
il passo decisivo per la razionalizzazione dell'intero
comparto.
L'Ente è stato costituito lo scorso
autunno a Chieti, per accentrare, con procedure informatizzate, il
pagamento degli stipendi e delle pensioni, la gestione matricolare
e l'assistenza fiscale, prima di pertinenza di ben 26 Enti
Amministrativi. Il trasferimento di competenze ha già interessato 6
di tali Enti, con ottimi risultati in termini di rapidità ed
efficienza; verrà concluso entro la prima metà del 2003 secondo
predefinite scansioni temporali.
Il nuovo organismo, posto alle
dirette dipendenze del Comando Generale, concretizza la prima
applicazione nell'ambito della Pubblica Amministrazione della
"firma digitale" e per questo è stato vivamente apprezzato e
sostenuto dall'A.I.P.A. (Autorità per l'Informatica nella Pubblica
Amministrazione). In ragione del forte contenuto innovativo
dell'iniziativa, il Comando Generale ha prodotto, in via
sperimentale e previa autorizzazione del Ministero della Difesa,
una nuova regolamentazione per la gestione matricolare del
personale militare, che sostituirà quella vigente dal 1941.
Altro importantissimo passo nel
processo di razionalizzazione è l'istituzione di 5 Raggruppamenti
Tecnico-Logistico-Amministrativi. La costituzione dei nuovi
organismi alle dipendenze dei Comandi Interregionali attua un
fondamentale ed economico principio di ripartizione di competenze
tra i vari livelli gerarchici fissato nelle norme di riordino,
secondo cui ai Comandi Provinciali sono attribuite funzioni
prevalenti nel settore operativo, a quelli Regionali nella gestione
del personale ed a quelli Interregionali nel supporto dei reparti.
Ai 5 Raggruppamenti sono attribuite le competenze logistiche e
amministrative su tutti i reparti esistenti nel territorio di
ciascun Comando Interregionale, in precedenza risalenti a 33
Comandi diversi, con notevoli sovrapposizioni funzionali e
ridondanze di personale. Il primo Raggruppamento è stato già
costituito a Roma presso il Comando Interregionale "Podgora"; i
rimanenti quattro, già avviati, saranno operativi entro l'estate di
quest'anno.
Nel processo di aggiornamento
organizzativo, s'inserisce anche la costituzione, prevista dal
Decreto Legislativo 298 del 2000, di un autonomo Ruolo
Tecnico-Logistico degli Ufficiali dei Carabinieri, nel quale sono
confluite specifiche professionalità destinate ai settori del
genio, della medicina e veterinaria, dell'amministrazione, del
commissariato e della motorizzazione, in aggiunta ai precedenti
comparti delle investigazioni scientifiche, della telematica e
della psicologia.
Il Decreto del Ministro della
Difesa, con cui sono stati recentemente definiti i contingenti e
l'iter per il transito degli Ufficiali da altre Forze Armate,
consentirà di ampliare la consistenza del Ruolo, la cui
alimentazione proseguirà attraverso il transito di Ufficiali e
Marescialli dei Carabinieri e l'arruolamento annuale di giovani
laureati.
I primi 29 Tenenti, reclutati nel
2001 con quest'ultima modalità, partecipano attualmente al corso
formativo della durata di un anno accademico. Tra loro 6 donne che,
assieme alle 7 dei corsi Carabinieri dell'Accademia di Modena ed
alle 42 della Scuola Marescialli, qualificano una presenza
femminile che non mancherà di apportare positivi contributi
all'attività istituzionale.
Il consistente recupero di risorse
si accompagnerà a quelli che si avranno con il previsto transito
nell'Arma di 700 dipendenti civili già in servizio
nell'Amministrazione della Difesa, in aggiunta agli attuali 300,
destinati a mansioni tecniche e amministrative attualmente
disimpegnate da Carabinieri.
Gli interventi di riordino, di snellimento delle procedure, di
generalizzato supporto telematico, stanno consentendo - come
programmato - di destinare ad impieghi operativi 5.000 Carabinieri
prima dedicati alle attività burocratiche e di sostegno. La
percentuale della forza complessiva assorbita da dette attività è
stata già ridotta dall'11% del 1997, all'attuale 8%; a manovra
ultimata sarà ulteriormente ridotta al 6%. Circa 2.800 Carabinieri
sono stati già recuperati e destinati al potenziamento dei reparti
speciali e delle Stazioni; le rimanenti 2.200 unità, di prossimo
recupero, verranno destinate ai reparti operativi ed in particolare
alle Stazioni poste al di fuori dei capoluoghi provinciali.
Rientrano in tale ottica gli
intendimenti di potenziare tutte le Stazioni con forza non più
rispondente alle esigenze e di istituirne altre nei comuni
attualmente privi di presidi di polizia che hanno registrato, negli
ultimi anni, rilevanti incrementi della popolazione, degli
insediamenti industriali e, di conseguenza, delle problematiche
socio-economiche, con riflessi fortemente negativi sulla situazione
della sicurezza pubblica. Tra questi comuni, tutti con popolazione
superiore agli 8.500 abitanti, numerosi sono stati individuati
nella Lombardia e nel Veneto.
È prevista, altresì, l'elevazione a
Tenenze, entro il 2003, di almeno altre 30 Stazioni competenti su
comuni con più di 20.000 abitanti e l'elevazione a Gruppi, retti da
Tenenti Colonnelli, di 50 Compagnie competenti su aree a forte
incidenza criminale. Entrambi i reparti avranno potenziamenti in
termini di unità operative, per rinforzare i servizi investigativi
e di prevenzione.
Il progetto è stato già posto
all'attenzione del Ministero dell'Interno ed inserito nello studio
sulla revisione dei dispositivi territoriali dell'Arma e della
Polizia di Stato, condotto secondo le direttive del Ministro
dell'Interno.
Tutti i provvedimenti organizzativi sono prioritariamente rivolti a
migliorare il rendimento operativo.
Lo attestano anche una serie di
rilevantissime realizzazioni informatiche nell'ambito del "Progetto
I.R.". Intendo qui parlare del "memoriale informatizzato del
servizio", delle "Centrali Operative a tecnologia digitale" e dei
"sistemi telecitofonici".
Il "memoriale informatizzato" -
documento fondamentale della Stazione e di tutti i reparti
dell'Arma, perché vi sono annotati i servizi comandati e le
variazioni attinenti alla forza disponibile (licenze, malattie,
straordinari, missioni, ecc.) - è stato adottato già nell'area del
nord-ovest e sarà operativo entro l'anno per tutti i reparti. Il
sistema, completamente integrato con i terminali di ricezione
denuncia, consente la totale automazione della gestione del
personale e del servizio, il monitoraggio costante dei fenomeni
criminosi a tutti i livelli e l'aggiornamento immediato della Banca
Dati di Polizia. Soprattutto, agevola i Comandanti delle Stazioni
Carabinieri nel disporre i servizi di controllo del territorio in
stretta aderenza all'andamento della criminalità ed i livelli
gerarchici superiori nella verifica del corretto impiego delle
risorse disponibili. Le "Centrali Operative a tecnologia digitale"
sono attive in 51 Comandi Provinciali e 75 Compagnie e saranno
istallate entro l'anno in tutti i rimanenti Comandi.
Esse consentono la localizzazione di
tutti i servizi operativi, oltre che la gestione remota dei sistemi
di sicurezza e di allarme dei veicoli. Sei centrali, a livello
provinciale, sono già interconnesse con le analoghe Sale Operative
delle Questure, per la contestuale visualizzazione degli automezzi
in servizio delle due Forze di Polizia e per assicurare, con il
costante collegamento in videoconferenza, l'intervento della
pattuglia in grado di agire più rapidamente, così eliminando ogni
sovrapposizione od omissione. Il programma di interconnessione, che
realizza un efficientissimo strumento di coordinamento, proseguirà
per l'estensione a tutte le province, d'intesa con il Dipartimento
di Pubblica Sicurezza.
Completano le nuove dotazioni i
biosistemi telecitofoni delle Stazioni che consentono di contattare
direttamente il personale del reparto impegnato nei servizi
esterni, appositamente dotato di telefono cellulare, oppure la
Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri competente.
L'apparato, collocato all'esterno delle caserme, verrà presto
integrato con una porta multimediale, il cosiddetto "totem", che
metterà in contatto video l'operatore con il cittadino e permetterà
a quest'ultimo di acquisire informazioni di suo interesse
sull'Istituzione, su autorizzazioni amministrative, modalità di
presentazione delle denunce e servizi locali di pubblica
utilità.
Non è certo questa la sede per una
analisi dettagliata dell'attività operativa. Mi limito, pertanto,
ad evidenziare alcuni dati che possono dare la misura dell'impegno
profuso nel settore.
L'Arma, nell'anno appena passato, ha
proceduto per il 67%(1) dei delitti complessivamente denunciati, ha
perseguito oltre 2.000 persone per associazione di tipo mafioso
sequestrando beni per circa 1.200.000.000 Euro (oltre 2.300
miliardi di lire) ed ha eseguito più di 65.000 arresti, con un
aumento del 7% rispetto al 2000.
Anche sul piano investigativo sono
state adottate ulteriori iniziative dirette a rendere l'azione di
contrasto ancor più efficace e rispondente all'aggressività della
sfida criminale.
In primo luogo è stata definita una
razionale ripartizione delle competenze tra i vari livelli,
attribuendo alle Compagnie ed alle Stazioni il compito di
concentrarsi sulla lotta alla criminalità predatoria. Ai Nuclei
Operativi dei Comandi Provinciali è affidata la responsabilità
delle indagini sui reati che richiedono accertamenti più lunghi e
complessi e sulla criminalità organizzata. Su quest'ultimo fenomeno
sono competenti, altresì, i reparti centrali e periferici del
Raggruppamento Operativo Speciale, fortemente impegnati anche sul
fronte dell'eversione e del terrorismo internazionale.
Le attività di prevenzione e di
polizia giudiziaria continuano ad essere significativamente
sostenute dai reparti specializzati per la salvaguardia di
interessi collettivi particolarmente sensibili, alcuni dei quali
hanno ricevuto nel 2001 consistenti potenziamenti.
Mi riferisco ai Comandi Carabinieri
per la Sanità, Tutela Patrimonio Culturale, Tutela dell'Ambiente,
Ispettorato del Lavoro, Politiche Agricole ed Antifalsificazione
Monetaria, del quale, in particolare, sottolineo l'attenta azione
di monitoraggio che sta svolgendo per l'individuazione dei flussi
di falsificazione, a seguito della recente adozione dell'Euro.
Sempre nel quadro del potenziamento
dell'attività investigativa, è stata posta particolare cura nella
preparazione specifica del personale, con mirati corsi di
qualificazione ed aggiornamento sulle più moderne e collaudate
tecniche investigative e sono puntualmente introdotte le più
avanzate tecnologie sia nel settore degli equipaggiamenti tecnici
sia in quello delle indagini scientifiche, che vedono nel
Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche una
pregevole struttura di riferimento per le attività operative e per
quelle addestrative.
Positive ricadute si avranno con il
recente provvedimento normativo volto a limitare l'impiego degli
organi di polizia per la notifica di atti giudiziari ai soli casi
di procedimenti con detenuti, grazie al quale si potranno
recuperare preziose risorse alle attività di tutela della sicurezza
dei cittadini.
Sono invece già destinate al
controllo del territorio le 312 unità che, secondo le direttive del
Signor Ministro dell'Interno, è stato possibile recuperare con
l'aggiornamento delle modalità operative e la riduzione dei servizi
di protezione, nonché con la revisione dei servizi di vigilanza
esterna ai palazzi di giustizia.
Andrà, infine, valutata l'incidenza
del ricorso agli ufficiali di polizia giudiziaria in servizio alle
Stazioni ed ai reparti investigativi per l'assolvimento dei compiti
loro attribuiti dal Decreto Legislativo n. 274 del 2000 sulla
competenza penale del Giudice di Pace.
La ricerca di sicurezza non può
limitarsi alla sola attività di presidio del territorio, ma va
perseguita anche e soprattutto nello sviluppo dell'interazione tra
cittadini e Forze di Polizia.
Gli studi e le esperienze maturate
in diversi Paesi individuano nella cosiddetta "polizia di
prossimità" la soluzione più idonea a soddisfare tale istanza,
poiché consente il costante adeguamento dei servizi alle esigenze
locali. Il criterio, da non confondere con la semplice espressione
di una presenza più visibile e continuativa, deve assurgere a
principio che ispiri l'organizzazione del servizio e, soprattutto,
ne animi l'esecuzione, conferendogli l'indispensabile orientamento
al cittadino.
Si tratta, è bene sottolinearlo, di
un modello che si attaglia perfettamente alle peculiarità dell'Arma
in virtù della capillare distribuzione sul territorio e della
familiarità che, sin dalle origini, i Carabinieri hanno con
siffatto schema operativo.
In tal senso, sono stati estesi a
tutto il territorio nazionale, dopo una positiva sperimentazione, i
servizi preventivi svolti nei centri abitati da un solo militare
per dissuadere dalla commissione di reati e per favorire la
conoscenza diretta tra l'operatore di polizia e la popolazione.
Nella stessa direzione muovono le
iniziative formative volte a perfezionare la capacità di
"accoglienza ed assistenza" dei militari impiegati in attività di
contatto con il pubblico. Un miglior approccio con gli utenti del
"sistema sicurezza" contribuisce, infatti, a consolidare la fiducia
reciproca ed a mitigare il danno psicologico sofferto da tutti
coloro che subiscono un reato.
Un doveroso accenno, ora, al tema
della partecipazione alle operazioni militari di mantenimento della
pace che rientrano nei compiti militari, puntualizzati dalla legge
di riordino.
In tale settore l'Arma, forte della
duplice capacità di forza militare e di forza di polizia, ha
elaborato un originale modello funzionale nelle "Multinational
Specialized Unit". Esse sono state costituite nei Balcani,
nell'ambito delle Missioni NATO, per il mantenimento dell'ordine e
della sicurezza pubblica, così colmando il gap operativo esistente
tra le capacità delle forze militari - non addestrate ed
equipaggiate per lo specifico compito - e le carenze delle
strutture locali di polizia.
I compiti di M.S.U. sono stati
estesi, dopo gli attentati di New York e Washington, alla ricerca e
cattura di terroristi e criminali di guerra. Il Reggimento M.S.U.
dislocato in Bosnia ha già catturato 5 presunti appartenenti
all'organizzazione terroristica "Al Qaeda".
Si può dunque affermare che le
M.S.U., unanimemente apprezzate a livello internazionale,
costituiscono oggi una risorsa di sicuro pregio per fronteggiare le
nuove minacce che gli scenari internazionali prospettano.
L'efficacia della formula
organizzativa ha, infatti, trovato formale previsione nelle
pubblicazioni dottrinali N.A.T.O. ed ha ispirato il progetto del
Consiglio Europeo per la creazione di "unità integrate di polizia",
destinate a fronteggiare gli aspetti civili della gestione delle
crisi internazionali.
Nell'ambito delle disponibilità
fornite dall'Italia, l'Arma impiega propri militari sia quali
esperti individuali, sia per la composizione dei complessi di
forze.
Inoltre, qualificati rappresentanti
sono già inseriti presso l'organismo costituito in seno al
Segretariato Generale del Consiglio dell'Unione Europea per la
pianificazione delle missioni.
Al fine di soddisfare le accresciute
esigenze nel settore è stata istituita in Livorno la 2^ Brigata
Mobile, che comprende due Reggimenti - con compiti militari nelle
operazioni fuori area e di concorso nei servizi di ordine pubblico
- ed il Gruppo d'Intervento Speciale per azioni risolutive in
situazioni ad alto rischio. Ad essi si aggiunge il Reggimento
Carabinieri Paracadutisti "Tuscania".
In atto, nelle operazioni di
supporto alla pace, circa 1.000 Carabinieri sono presenti nei
teatri operativi della Bosnia, del Kosovo e dell'Albania, ad
Hebron, in Eritrea e, da ultimo, in Afghanistan.
Ad essi e a tutti i militari
italiani impegnati nelle missioni di pace, va la nostra
riconoscenza per aver saputo guadagnare la stima e la fiducia delle
Autorità e delle popolazioni locali.
Gli impegni internazionali dell'Arma
si estendono anche alla cooperazione di polizia, strumento
indispensabile per la lotta ad una criminalità che prescinde sempre
più dai confini dei singoli Paesi.
Esigenze di cooperazione che, dopo
gli avvenimenti dell'11 settembre scorso, sono divenute ancora più
stringenti anche nella lotta al terrorismo, che accomuna tutte
Forze di Polizia nella Task Force Antiterrorismo di Europol.
La revisione ordinativa attuata lo
scorso anno ha riguardato anche la 1^ Brigata Mobile, comprendente
11 Battaglioni ed il Reggimento Carabinieri a Cavallo, dedicati ai
servizi di ordine pubblico, al concorso nella protezione civile ed
al supporto dell'Arma territoriale.
Nell'ambito dei Battaglioni di
Milano, Firenze, Napoli e Bari, sono state costituite Compagnie di
Intervento Operativo, che vanno ad integrare il dispositivo dei
Comandi Provinciali nelle aree in cui si registra la recrudescenza
dei fenomeni criminosi che innescano più forte allarme sociale.
Per accrescere le potenzialità
operative della Brigata, sono stati inoltre introdotti nuovi, più
funzionali equipaggiamenti, aggiornando contestualmente i profili
addestrativi del personale.
Lo sforzo imponente di aggiornamento
e la semplificazione dell'organizzazione gestionale non possono
prescindere dal ricondizionamento delle abilità professionali del
personale e dalla corale adesione alla logica innovativa. A questi
indirizzi sono orientati tutti i corsi di formazione, aggiornamento
e specializzazione.
È ormai consolidata la formazione
universitaria per gli Ufficiali, cui verrà assicurato, anche a
seguito del recente prolungamento dei cicli di studi presso le
Università, il conseguimento della laurea specialistica in
Giurisprudenza al termine del quinquennio
Accademia-Applicazione.
La struttura del Corso d'Istituto
per Capitani prossimi alla promozione è stata, altresì,
perfezionata per consentire ai frequentatori l'acquisizione del
master universitario di secondo livello in "Scienze della sicurezza
e dell'organizzazione".
Inoltre, allo scopo di integrare ancor più la formazione militare
con quella accademica, è stata prevista - nell'ambito di accordo
stipulato con Ateneo romano - l'attivazione e la gestione di
ulteriori corsi di laurea nel settore delle Scienze della
sicurezza, specificamente attagliati alle esigenze
dell'Istituzione. L'intesa disciplina anche le modalità per il
riconoscimento degli studi pregressi.
Parallelamente, per i Marescialli,
che ottengono oggi il diploma universitario in Scienze
Criminologiche Applicate, è in fase di definizione una convenzione
che - sempre in relazione alla riforma universitaria - consentirà
loro di maturare, nel biennio, un congruo numero di crediti
formativi utilizzabili per il conseguimento della laurea di primo
livello.
A tutti vengono impartite le
indispensabili conoscenze per padroneggiare l'uso dello strumento
informatico, vera chiave di volta per il governo elettronico
dell'organizzazione, con procedure semplificate e accelerate.
Da quest'anno gli Ufficiali, i
Marescialli ed i Carabinieri in uscita dalle Scuole sono posti in
grado di operare su tutti i programmi applicativi in uso ai reparti
dell'Arma e conseguono la patente europea di informatica. Oltre
40.000 militari hanno frequentato, nel 2001, corsi per l'elevazione
o l'acquisizione delle capacità di utilizzo degli strumenti
informatici e per l'abilitazione all'accesso e all'inserimento di
dati negli schedari elettronici di polizia.
L'insegnamento dell'informatica
applicata è incluso nei programmi di tutti i corsi di aggiornamento
professionale.
Una rete di aule polifunzionali
presso le Scuole, i Comandi di Regione ed i Battaglioni
dell'Organizzazione Mobile, permetterà inoltre di ampliare
l'impiego delle metodiche interattive di apprendimento a distanza e
demoltiplicare sul territorio le attività didattiche.
Forte impulso è stato dato, infine,
all'apprendimento delle lingue più diffuse ed a quelle c.d. "rare"
di interesse operativo: nel 2001, oltre 1.500 militari hanno
frequentato corsi presso il neo-istituito Ufficio Lingue Estere
dell'Arma, destinato ad evolvere in Scuola.
In definitiva, la situazione
delineata disegna una Istituzione in accelerata crescita di
efficienza.
Recenti interventi legislativi hanno
rimosso alcuni potenziali limiti alla disponibilità della forza
prevista dalle leggi. È stato, infatti, avviato a soluzione il
problema della sostituzione, in vista della sospensione del
servizio di leva, dei 12.000 Carabinieri ausiliari di cui l'Arma si
avvale, sin dal 1963, per ricoprire posti d'impiego organicamente
previsti, soprattutto nelle Organizzazioni Territoriale e
Mobile.
In particolare, la legge di bilancio
ha dato la possibilità di arruolare, nel prossimo triennio, 2.100
Carabinieri effettivi in sostituzione di altrettanti ausiliari, con
esplicita previsione di completare il programma nelle successive
analoghe leggi.
Lo stesso provvedimento ha accordato
altre due significative assegnazioni di bilancio. La prima, per la
trasformazione dei vigenti livelli retributivi in parametri
stipendiali connessi con il grado e la qualifica rivestita, che
configura per la prima volta spazi di specificità per le Forze
Armate e di Polizia; la seconda, per il rinnovo del contratto di
lavoro del comparto "sicurezza e difesa", che consentirà di
introdurre nell'ormai avviata "concertazione" nuovi istituti
normativi ed economici.Al riguardo, desidero esprimere ancora una
volta, a nome di tutta l'Arma dei carabinieri, la gratitudine al
Governo ed al Parlamento per la sensibilità e l'attenzione
riservate alla nostra Istituzione.
Nel concludere mi rivolgo a voi,
Ufficiali frequentatori.
Essere Carabinieri vuol dire saper interpretare e rispondere alle
esigenze di sicurezza della collettività con efficienza, radicata
onestà intellettuale e determinazione, mantenendo viva ed
incondizionata la disponibilità nei confronti del prossimo.
A voi saranno affidate preziose
risorse umane: donne e uomini disposti a sacrificarsi per offrire
sicurezza al Paese, che dedicano all'Arma ed alla collettività lo
stesso slancio, le stesse energie e la stessa
passione che riservano alle loro famiglie; donne e uomini
che devono vedere nell'Ufficiale il loro modello e la
loro guida.
Applicatevi, quindi, con serietà e
consapevole desiderio di apprendere gli insegnamenti professionali
e di vita impartiti dall'eccellente Corpo Accademico,
tenendo presente che il sapere è l'indispensabile presupposto
dell'agire e che dovrete essere gli strenui difensori dei
diritti altrui, ben consci dei limiti da porre ai vostri.
L'assetto professionale sarà,
tuttavia, incompleto se non affonderà tenaci radici nei valori
ideali che hanno ispirato la vostra scelta iniziale.
Dedizione al bene comune, spirito di
servizio, lealtà, generosità, disciplina: ecco dove troverete la
forza per compiere fino in fondo la vostra missione.
Siate fieri del vostro "status di
militari" e di appartenere ad un'Istituzione che è gelosa custode
della sua storia, cui ispira l'attenta lettura del presente e,
soprattutto, la lungimirante proiezione nel futuro per aggiornarsi
e per garantire ad ogni cittadino livelli di sicurezza sempre più
elevati.
Solo così potrete confermare e
consolidare quel credito di fiducia, di affetto e di stima che le
nostre popolazioni da sempre ci accordano.
Nell'augurare a tutti un sereno e
proficuo Anno Accademico, prego il Signor Ministro della Difesa di
dichiarare ufficialmente aperto l'Anno Accademico 2001-2002 della
Scuola Ufficiali Carabinieri. Carabinieri.!
Saluto del Ministro della Difesa
Signor Colleghi di
Governo, Autorità, Generale Siracusa, Signori Ufficiali,
Carabinieri tutti,
inaugurando l'anno accademico
2001-2002 di questa prestigiosa Scuola Ufficiali Carabinieri, porgo
agli intervenuti il saluto del Governo e delle Forze Armate,
specialmente caloroso - consentitemelo - verso gli allievi che
intraprendono il nuovo ciclo di studi.
Il Generale Siracusa e il Comandante
della Scuola hanno illustrato, in modo chiaro e completo, la
variegata mole di compiti che l'Arma assolve quotidianamente.
La società cambia più velocemente
del passato, per tante note ragioni che sarebbe superfluo
richiamare. È pertanto indispensabile che i Carabinieri, come le
altre forze di polizia, gli uni e le altre protagonisti della
nostra vita sociale, tengano il passo dei cambiamenti e siano
sempre pronti a fronteggiare i fenomeni nuovi con scelte
lungimiranti.
Questa peculiare attitudine a
trasformarsi nella continuità ha anche evidenziato, negli ultimi
anni, la capacità d'andare oltre la tradizionale missione di tutela
della legalità e di garanzia della sicurezza.
I mille carabinieri che operano
fuori dai confini nazionali - cui ha fatto cenno il Generale
Siracusa - ci ricordano che in un mondo quasi più senza confini la
difesa della pace e della sicurezza travalica ormai i limiti
nazionali. Ogni focolaio di guerra può infatti innescare crisi più
gravi e più ampie, e pericolosi processi conflittuali che
coinvolgono con diversa intensità i rapporti internazionali.
Lo scenario europeo e mondiale è
profondamente mutato. Richiede più puntuali ed articolate azioni di
contrasto della criminalità, che profitta dell'abolizione delle
frontiere e della facilità degli spostamenti.
L'Italia ha dimostrato, da anni, di
fare e saper fare la propria parte, contribuendo agli sforzi della
comunità internazionale. Abbiamo fatto tesoro dell'esperienza e
sappiamo che occorre dosare l'impiego di forze a spiccata
connotazione combattente con quello di altre forze maggiormente
capaci di esercitare, dopo, il controllo del territorio.
I Balcani costituiscono l'esempio
riuscito di questo indirizzo operativo. Ad una prima fase, in cui è
stato necessario garantire il rispetto degli accordi di pace contro
possibili violazioni commesse mediante dispiegamento di unità
militari o paramilitari, è seguita una seconda fase, l'attuale, in
cui le tensioni si manifestano con minore intensità, sotto forma di
degenerazioni criminose di varia natura, non ultime quelle connesse
al terrorismo pseudoreligioso.
Si tratta di una situazione che
richiede professionalità specifiche quali quelle dei Carabinieri
che, proprio grazie alla loro natura di forza militare e forza di
polizia, si dimostrano capaci d'infondere fiducia alle popolazioni
locali, di prevenire e reprimere il diffondersi di varie
consorterie criminali prosperanti grazie alla debolezza, quando non
al dissolvimento, delle locali autorità statuali.
Le Multinational Specialized Unit
sono così divenute un punto di riferimento dell'azione
internazionale nelle aree di crisi; un modello da imitare legato
all'immagine dei Carabinieri e dell'Italia.
Le ottime prove dell'Arma nel
fronteggiare le nuove esigenze fuori dal territorio nazionale sono
l'ulteriore conferma della sua tradizionale capacità d'adattamento
alle incessanti sfide dei tempi, manifestata anche nei decenni di
vita della Repubblica.
L'Arma è oggi un'istituzione
complessa, che si caratterizza per la ricerca continua di più
elevati livelli di efficacia operativa ed efficienza
funzionale.
I compiti specialistici nei settori
sanitario, veterinario, agroalimentare ed ambientale, nel contrasto
alla falsificazione ed al commercio di opere d'arte ed alla
pirateria informatica, hanno richiesto ai Carabinieri
l'accrescimento della cultura scientifica e delle capacità
tecniche, conseguito anche grazie alla creazione di "aree di
eccellenza" che nulla hanno da invidiare ai più avanzati centri che
operano in campo civile. Parimenti, sono cresciuti dei nuclei
specializzati d'indagine - e mi riferisco in primo luogo al RACIS,
ben noto all'opinione pubblica dopo i fatti di Novi Ligure e Cogne
- che rappresentano la carta vincente nelle indagini più difficili
e complesse.
Le peculiari professionalità,
sviluppate in questi settori, hanno qualificato tante giovani
risorse, Ufficiali, Sottufficiali, Graduati e semplici Carabinieri
che, proprio nell'Arma, hanno trovato il modo di sviluppare i loro
talenti e mettere al servizio della società le loro inclinazioni
verso le nuove frontiere del sapere e della tecnica.
Il rapporto sempre più fecondo con
il mondo accademico, sia nel campo delle materie giuridiche,
psicologiche e criminologiche, sia nel campo più prettamente
scientifico, ha poi portato nuova linfa nell'Arma; ha contribuito a
inserire efficacemente i carabinieri nel circuito della conoscenza;
ha consentito all'Arma di guardare alle esperienze del mondo
dell'economia e della produzione per trarne gli insegnamenti capaci
di perfezionare l'organizzazione e la gestione delle risorse.
In definitiva, in un mondo che
cambia, i Carabinieri dimostrano di sapersi evolvere continuamente
e positivamente, di saper crescere, modificarsi, migliorarsi, come
efficacemente hanno illustrato il Generale Siracusa ed il Generale
Piccirillo. Si tratta di un cambiamento che è in linea - quando
addirittura non precorre - i mutamenti applicativi delle tecnologie
informatiche.
In questo campo, l'Arma può
legittimamente vantarsi d'essere all'avanguardia nella Pubblica
Amministrazione. L'eccellenza qui raggiunta m'induce ad esortarvi a
continuare su questa strada, che consente di risparmiare risorse,
semplificare la burocrazia, recuperare uomini per le preminenti
attività di polizia.
Encomiabile è lo sforzo che, sempre
in questa direzione, l'Arma sta compiendo per diminuire l'impiego
di Carabinieri in attività di supporto e logistiche, ricorrendo a
moderne forme di outsourcing.
L'Italia, i cittadini - questo va
sempre ricordato - chiedono all'Arma, come alle altre forze di
polizia, presenza, tempestività, efficacia. Chiedono personale
adeguato, preparato, ben dislocato sul territorio. Gli elementi
organizzativi che possano appesantire l'Istituzione devono essere
analizzati ed eliminati. L'Arma vi sta provvedendo con incisività e
managerialità sicuramente meritorie.
In questo sforzo di ottimizzazione
gestionale - il quale caratterizza l'Arma come le grandi imprese -
vi è però un'evidente peculiarità che distingue nettamente questa
benemerita istituzione dalle altre, pubbliche o private, pure alla
ricerca della massima funzionalità.
Ed è una differenza di natura
morale, perché nell'Arma il comportamento quotidiano non mira alla
ricerca di un interesse personale diverso dall'assolvimento dei
doveri e dal conseguimento dei fini istituzionali. Qui la figura di
Salvo d'Acquisto è il modello ideale che guida giorno per giorno
gli uomini dell'Arma. Anzi, dobbiamo imparare a dire: le donne e
gli uomini dell'Arma.
La ricerca di modelli organizzativi
sempre migliori, sulla scia della grande riforma ordinamentale
degli anni passati, serve a conseguire e garantire i valori
collettivi quali la libertà, la democrazia, la legalità, senza i
quali la convivenza non può dirsi civile.
Nelle peculiari caratteristiche
dell'Arma risiedono le ragioni dei riconoscimenti prima richiamati
dal Generale Siracusa. Lo Stato, le istituzioni, il Paese
dimostrano chiara e tangibile attenzione verso chi sceglie di
divenire Carabiniere per contribuire a costruire un comune futuro,
giusto e sereno sotto la legge.
Non è retorico affermare che
l'Italia ha ricevuto tanto e tanto ancora riceve dai carabinieri. E
questo generoso servizio trova puntuale riscontro nel generale
sentimento di riconoscenza di tutti i cittadini che, anche nei
sondaggi d'opinione, non trascurano di collocare i carabinieri in
vetta alle graduatorie dei soggetti gratificati della fiducia
popolare.
Colleghi di Governo, Autorità,
Generale Siracusa, Ufficiali, Carabinieri tutti,
oggi altri giovani, in questa
Scuola, imprendono cicli di studi impegnativi. Al Comandante,
Generale Piccirillo, al corpo insegnante, al quadro permanente ed
al personale tutto, rinnovo il plauso per la silenziosa, costante,
preziosa opera di sostegno e formazione dell'Istituto. Plauso
vieppiù speciale quest'anno, in cui la Scuola compie un balzo in
avanti per rispondere alla mutata realtà ordinamentale
dell'Arma.
In questa occasione vorrei
sottolineare il significato dell'ininterrotto e qualificato flusso
di giovani che, ogni anno, si rivolgono alle Accademie ed alle
Scuole militari e, nel nostro caso, alle strutture formative
dell'Arma. Si tratta di una ulteriore, inequivocabile testimonianza
dell'apprezzamento, esistente nel Paese, verso le Forze Armate ed i
Carabinieri: Istituzioni che per tanti ragazzi rappresentano sì
un'opportunità di lavoro ma pure la realizzazione di aspettative
professionali e di un sincero desiderio di partecipazione solidale
alla collettività.
Il diffuso e profondo legame con la
società civile, che dà i Carabinieri che la servono, costituisce il
segreto meno custodito dei successi dell'Arma.
Il Carabiniere, infatti, non è
autorevole solo perché incute un giusto timore. Non è efficace solo
perché può contare sull'impeccabile compagine d'Istituto. Egli è
forte perché, cittadino tra cittadini, agisce circondato dal
credito fidente degli Italiani.
Cari Carabinieri,
gli Italiani vi stimano e vi
vogliono bene. Non dimenticano gli esempi di grande e piccolo
eroismo dei quali quotidianamente fornite la prova nel diuturno
servizio.
Ed anche perciò vi chiedono molto.
Dunque non potete sottrarvi a questa richiesta, il cui
soddisfacimento è la ragione stessa della vostra istituzione e -
lasciatemelo dire - della vostra stessa vita.
Non siete soli né indifesi, però,
nell'assolvimento del dovere. Nell'Arma potete contare su un
sistema formativo che non esito a definire unico per ampiezza ed
intensità. Un sistema che, soprattutto per gli Ufficiali - senza
dimenticare i Marescialli - mira ad assicurare alti standard,
adeguati ai livelli di responsabilità da assumere, in Patria ed
all'estero.
Cari Allievi dell'anno accademico
2001 - 2002, l'Italia vi ringrazia per aver scelto di diventare
militari e Carabinieri. Siatene orgogliosi perché, tra l'altro, ne
ricaverete soddisfazioni professionali e morali.
Vi esorto ad impegnarvi negli studi,
nella preparazione, nell'addestramento che, in questa Scuola
Ufficiali, vi avviano al fondamentale completamento della vostra
formazione. Poi verrà l'altra, più severa, scuola della vita.
Confidate nei vostri istruttori.
Affrontate con coraggio le nuove prove, che servono a prepararvi ai
compiti futuri. Non dimenticate mai che, in nessun momento, vi
mancherà l'appoggio esplicito e silenzioso dell'Italia intera.
Vi saluto formulando i migliori
auguri per la vostra carriera e dichiarando ufficialmente aperto
l'anno accademico 2001 - 2002.
Viva i Carabinieri, Viva le Forze
Armate, Viva l'Italia!apprezzare. |