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La
trasformazione progressiva dello strumento militare in
professionale è il tema con il quale apriamo questo fascicolo, a
conclusione di una serie di studi che hanno commentato "a caldo" il
complesso e radicale processo di riforma delle Forze armate.
La normativa di attuazione della legge sul servizio militare
professionale offre numerosi spunti di riflessione (sospensione del
servizio di leva, disciplina dei volumi organici, nuovi aspetti
ordinativi), delineando un quadro di riferimento giuridicamente e
culturalmente assai diverso da quello che sino ad oggi ha
caratterizzato l'ordinamento militare.
D'altronde, l'organizzazione - e in sostanza tutta la branca
dell'organica - è necessariamente strumentale alle esigenze
operative e strategiche. Per questo l'attenzione sul versante
internazionale ci sollecita, ancora una volta, a dare ampio spazio
a studi di settore.
In un primo articolo, un'ampia analisi storica e politica tenta di
ricostruire il multiforme e complicato sistema interstatuale,
verificando la capacità del concetto di ordine di razionalizzare e
rendere comprensibile un contesto relazionale quanto mai instabile
ed incerto.
La protezione dei beni culturali nei conflitti armati è l'argomento
del successivo articolo di respiro internazionale; argomento che
rappresenta ormai una delle maggiori emergenze del moderno diritto
umanitario. La ricerca di un'appropriata, ed efficace, tutela dei
beni culturali nel mondo è un inderogabile impegno della coscienza,
civile e politica, internazionale.
Su un piano più propriamente professionale proponiamo un articolo
sulla gestione, e sulla relativa protezione, dei dati personali in
ambito Europol. L'ampia descrizione del sistema non trascura nulla:
archivi di lavoro, classificazione di fonti ed informazioni,
sistema di indice, trattamento, protezione e sicurezza dei dati,
autorità garanti.
Segue una profonda riflessione giuridica sul concetto di segreto e
sui suoi riflessi nel sistema penale. La ricerca di un punto di
equilibrio, tra necessità di tutelare interessi fondamentali per la
sicurezza dello Stato ed esigenze di trasparenza e partecipazione
democratica, segna un delicato processo dialettico sempre attuale
ed appassionante.
A seguire presentiamo, con molto piacere, un articolo di un giovane
collaboratore che si occupa di aspetti criminologici di un fenomeno
particolarmente inquietante, la cui repressione penale postula non
solo l'indispensabile acume investigativo, ma anche una profonda
sensibilità umana. Un ampio spettro di conoscenze psicologiche,
sociologiche, antropologiche e, naturalmente, giuridiche, è la
migliore arma di contrasto ad un'area di devianza particolarmente
brutale e degradante.
Concludiamo con un articolo che vede ancora protagonisti i minori,
in una posizione invertita rispetto a quella della vittima del
reato. La criminalità minorile ed il suo trattamento rieducativo
nel momento dell'esecuzione penale sono oggetto di un breve ed
illuminante excursus storico che costituisce la linea di sviluppo
delle riflessioni propositive degli
autori. |