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Una risata ci salverà

Intervista ad uno dei comici più conosciuti e apprezzati per il suo particolarissimo humour, che inneggia alla "goffagine": Rowan Atkinson, in arte Mr Bean

L'attore Rowan Atkinson durante una conferenza stampa È diventato celebre grazie allo storico personaggio di "Mr Bean", un uomo goffo e sempre sopra le righe che ha fatto ridere milioni di spettatori in tutto il mondo. Ma in realtà Rowan Atkinson, nato nel 1955 a Newcastle, ha una lunga carriera alle spalle, una laurea in Ingegneria elettronica presa con il massimo dei voti e un titolo nobiliare conferitogli da Sua Maestà la regina d'Inghilterra. La sua grande passione sono le auto d'epoca. Ed è proprio per questo suo amore che ha più volte rischiato la vita in vari incidenti stradali, anche molto gravi.

Ma Atkinson non ha mai mollato e, a maggio dello scorso anno, ha partecipato alla Mille Miglia alla guida di una BMW 328. Coraggioso proprio come in Johnny English - La rinascita, uscito recentemente al cinema, sequel dell'omonimo successo del 2003, in cui interpreta il ruolo di un improbabile agente segreto che non conosce paura e pericoli. In questa nuova avventura ha il compito di fermare un gruppo di assassini internazionali prima che questi eliminino un importante leader straniero, provocando il caos a livello globale. Nel cast, anche Gillian Anderson, Dominic West e Rosamund Pike.

Lo abbiamo incontrato nella Capitale: abito grigio, battuta pronta e una gran voglia di raccontarsi, dopo cinque anni di assenza dal grande schermo.

Mr Atkinson, il suo personaggio ricorda, in chiave ironica, James Bond...
«È vero. Il primo Johnny English assomigliava molto a Roger Moore, per eleganza e autocompiacimento. In questo caso, invece, è un mix tra Sean Connery e Pierce Brosnan, anche se trovo molto bravo il biondo Daniel Craig. Quale uomo non vorrebbe assomigliare a Bond?».

In questo film lei sembra più un uomo normale che un supereroe...
«L'ho fatto di proposito. Il mio scopo era di risultare credibile agli occhi del pubblico. Non volevo apparire "perfetto" come 007. Johnny è più umano e reale, e i suoi difetti servono per far sorridere. È convinto di essere un ottimo agente segreto, senza sapere di essere totalmente incapace a svolgere quel ruolo. È facile identificarsi in un tipo come lui. Tante persone comuni non sono sempre brave nel lavoro che fanno... Trovo questo film più bello rispetto al primo. Lo definirei un thriller comico che rievoca James Bond, ma con la leggerezza e l'ironia di Johnny English».

C'è qualche caratteristica di Johnny English o di Mr Bean che appartiene anche a Rowan Atkinson?
(Ride) «In effetti somigliavo a Mr Bean, quando avevo dieci anni, ma spero di aver superato quella fase...».

Cosa significa per lei recitare?
«Poter raccontare al meglio una buona storia. E la cosa più importante è avere un cast che riesca ad esprimersi nello stesso modo. Bisogna trovare la giusta alchimia senza focalizzarsi solo su se stessi».

Ha mai pensato di interpretare un ruolo da cattivo?
«Sì, ma non credo che riuscirò mai a realizzarlo. Inizialmente in Johnny English dovevo interpretare anche il ruolo del cugino malvagio del protagonista. L'idea mi allettava, ma poi ho preferito rinunciare. Non credo di essere in grado di gestire due ruoli in un unico film».

Le piace rivedere i suoi film?
«No! Mi rivedo solo quando sono sul set e il regista vuole mostrarmi una scena appena girata. Una volta terminato il film, mi separo completamente dal personaggio interpretato e volto pagina. Farei volentieri a meno di partecipare anche alle premières e, se qualche amico mette un mio film alla televisione, esco immediatamente dalla stanza».

Al giorno d'oggi è difficile girare una commedia?
«I film comici sono un antidoto alle difficoltà quotidiane. Se ad una persona rimanesse un solo euro da spendere, sono certo che lo userebbe per vedere un film da ridere. Il pubblico ha bisogno di essere intrattenuto. Mi farebbe molto piacere sapere di aver regalato qualche sorriso. Lo trovo molto gratificante».

C'è qualcosa, in Italia, che trova particolarmente comico?
«Non conosco l'Italia così bene, ma ammiro molto il vostro modo di guidare. Avete un atteggiamento tutto particolare. Anche io, come voi, ho una forte passione per le automobili, ed è proprio l'Italia il miglior posto dove godersi pienamente un'auto. Parola di Rowan Atkinson».
Licia Gargiulo