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CARABINIERI IN
GIALLO
Il ricordo di
Marinella
Ritenta e vince! Lo scorso anno
seconda, Marinella Barbero, impiegata piemontese con l'hobby della
scrittura, nell'edizione 2011 ha superato al foto finish gli altri
concorrenti aggiudicandosi il primo posto
Il ricordo ha la trasparenza dell'acqua. È questo il titolo
del racconto giunto al primo posto nella quinta edizione di
"Carabinieri in giallo". L'autrice è una "vecchia" conoscenza:
Marinella Barbero, già medaglia d'argento 2010 con Un segreto
nella nebbia. Impiegata piemontese, ama la pittura e la
scrittura che tra un po', visti i continui premi e riconoscimenti,
potrebbe diventare non solo un hobby, ma una professione! Molto
toccante la storia congegnata dalla Barbera, che pubblichiamo
integralmente da pagina 94 della nostra Rivista. Protagonista è un
giovane carabiniere il quale, dopo una retata in un campo nomadi,
riconoscendo da un particolare una piccola zingara, riesce a
riportare la gioia in una famiglia funestata molti anni prima da un
drammatico evento.
Un applauso convinto ha accompagnato la premiazione della
vincitrice che, come di consuetudine, è stata proclamata lo scorso
dicembre nella sede romana dell'Ente Editoriale per l'Arma dei
Carabinieri, durante la simpatica cerimonia che conclude il Premio.
Sempre "doverosamente" al suo posto il Presidente di Giuria, il
magistrato-scrittore Giancarlo De Cataldo, il quale
complimentandosi con gli autori ha sottolineato come, ancor più che
nelle precedenti edizioni, quest'anno figura principe dei racconti
sia stata quella del maresciallo. Constatato ciò, ha scherzosamente
suggerito di cambiare il nome del concorso in... Marescialli
dei Carabinieri in giallo! Nel corso del suo intervento De
Cataldo ha poi proposto agli autori di non limitarsi ad un
racconto, ma di scrivere un vero e proprio romanzo: un interessante
suggerimento da valutare.
In sala, accanto a lui, c'erano la professoressa Silvia Leonzi,
docente di Scienze delle Comunicazioni all'Università "La Sapienza"
di Roma, il giornalista de la Repubblica e scrittore
Massimo Lugli, il colonnello Roberto Riccardi e la dottoressa
Claudia Colombera, rispettivamente Direttore Responsabile e Capo
Redattore della Rivista. Efficiente e preziosa la presenza della
signora Nadia Tumiatti, segretaria di direzione a cui è affidata
tutta la gestione organizzativa del Concorso.
Anche in questa edizione non è mancato il contributo dei
rappresentanti dell'Arma. Come il quinto posto conquistato dal
carabiniere in congedo Alessandro Contin da Asolo (Trento) con il
suo Cuore Rosso (dove dietro ad alcune sanguinose rapine
si nascondono una bellissima ragazza e un infame tentativo di
depistaggio), e l'ottava posizione ottenuta da Francesco Zampa,
quarantasettenne luogotenente di stanza a Perugia. Quattro figli e
una sola moglie, come sottolinea nelle sue note biografiche, Zampa
ha presentato in concorso il racconto Destinatario
sconosciuto, in cui protagonista è il maresciallo Maggio, già
apparso in altri due racconti (e altrettanti, assicura il suo
inventore, sono in preparazione).
La medaglia d'argento, con La stanza di Caterina, è
toccata invece a Vittorio Morisco, un giovane giornalista che
arriva da Bari. A indagare sulla scomparsa di un'adolescente è il
maresciallo Trizio, tornato dall'Iraq con ferite dell'animo
insanabili: come quella di aver visto morire sotto i suoi occhi una
ragazzina irachena. Trizio si butterà a capofitto nella sua
missione italiana, per portare giustizia anche a Shareefa, dagli
occhi "grandi, grandi e scuri, scuri".
Marco Ischia è invece l'autore de L'indizio nel piatto,
medaglia di bronzo 2011. Giovane impiegato nato a Luino ma vissuto
sempre ad Arco (Trento), appassionato di lettura e scrittura, ha
ambientato il suo racconto tra le montagne venete, dove un uomo
poco amato dai compaesani viene trovato morto per un colpo alla
testa. L'arma del delitto, però, è scomparsa e il maresciallo
Loiacono, uomo del Sud trapiantato in quelle fredde regioni, capirà
di averla ritrovata quando però è troppo tardi...
Al quarto posto, con L'assassino che non voleva diventare un
orco, si è classificato Fabrizio Leonardi, psicologo
specializzato nella formazione. Il dottore è un grande amante del
noir, campo in cui ha già al suo attivo diverse
pubblicazioni mentre, per distrarsi, preferisce scrivere
filastrocche. Il racconto, molto bello e drammatico, narra di un
uomo sospettato di pedofilia ucciso nella sua auto nel garage di
casa da una misteriosa donna.
Al quinto posto, tre parimerito. Il già citato Alessandro Contin,
Giuseppe Barravecchia, milanese del 1964, impiegato presso
un'agenzia di rassegne stampa, che ha convinto tutti con il suo
originalissimo Un mondo sbagliato, in cui il tenente
Cinzia Allegri, dopo il trauma per la morte del suo fidanzato,
acquisisce la capacità di leggere nella mente delle persone e
scoprire imprese criminose che dovevano restare rigorosamente
nascoste, e Il carabiniere di Allah di Cristian Fabbi da
Gualtieri (Reggio Emilia). La storia è ambientata a Mantova; qui,
ad indagare sulla morte di un giovane cinese sono chiamati il
maresciallo Marangon e l'appuntato scelto Oussama Kasraoui. Un
interessante "caso" che butta un occhio anche sull'intolleranza e
il razzismo nascosto.
Dopo tre quinti posti, tre ottavi: del Destinatario
sconosciuto del luogotenente Zampa abbiamo già parlato; a
La mossa del cavallo di Ilaria Ceci dedichiamo un box,
essendo la più giovane concorrente che si sia mai classificata
dall'inizio del concorso. Resta l'ultimo: Maurizio Paccagnella,
autore de La filanda. La storia è quella di un giovane
prete che viene trovato morto in un laghetto del parco cittadino.
Chi lo ha ucciso? Ci sono la gelosia di un marito e l'amore per una
donna dietro questa morte? Oppure alcuni affari illegali che il
parroco aveva scoperto? Lo svelerà nelle ultime righe il
maresciallo Tosi.
Già terza nel 2008, Susanna Carla Daniele è giunta 11esima con
T maiuscola e mezzaluna con la coda, l'originale racconto
che si svolge nel periodo bellico, tra gennaio e marzo del
'43.
Laura Poletti è invece la dodicesima classificata. Nata a Rapallo,
dove vive insieme al marito e ad una tribù di gatti, è laureata in
Legge. Lettrice appassionata, ha pubblicato per Ciesse edizioni il
romanzo La casa dei fantasmi e molti racconti in diverse
raccolte. A Carabinieri in giallo ha partecipato con Quello che
un uomo deve fare: anche stavolta un maresciallo dovrà
investigare sulla scomparsa di un uomo, che potrebbe essere
collegata ad un delitto di trent'anni prima.
Al tredicesimo posto, due nomi: Barbara Cidda, con Nei Secoli
Fedele, e Antonio Chiarello, con Il richiamo del Corno
Nero. Barbara Cidda, nata nel 1980, è originaria della
provincia di Sassari. Laureata in Archeologia fenicio-punica a
Cagliari, ha pubblicato il suo primo romanzo, Abba Ìa (Acqua
viva), nel 2010. Chiarello è invece del 1977, di Varese;
geometra, è un accanito lettore del genere noir.
Carabinieri in giallo è stata la sua prima esperienza letteraria.
Il racconto della Cidda narra del rapporto speciale che si instaura
tra un carabiniere e il suo cane, un labrador di nome Ermes, che
non esita a rischiare la vita per salvare quella del suo "collega";
dietro al Corno Nero c'è invece una setta di pericolosissimi
satanisti che si macchiano di atroci delitti. Anche in questo di un
maresciallo: Rivolta, che riuscirà a fermare un folle
assassino.
La quindicesima posizione è quella conquistata con Brucia
ancora da Francesco Clementi, da Figline Valdarno (Fi). Nato
nel 1983, è laureato in Giurisprudenza e studia per entrare in
Magistratura. Il suicidio apparente di un barbone è soltanto
l'inizio di una storia complessa sulla quale è chiamato a far luce
un sottufficiale di Firenze il quale, per risolverla, dovrà mettere
da parte anche i suoi sentimenti per una donna.
Questi racconti saranno tutti pubblicati nel prossimo volume, edito
da Mondadori, di Carabinieri in giallo, e i primi undici
usciranno nel corso del 2012 anche sulla nostra Rivista.
Siamo giunti alla fine, un altro anno è passato, un altro vincitore
è stato incoronato. Un concorso iniziato un po' per scherzo ha
girato la boa del quinquennio e s'incammina verso un altro
significativo traguardo. Ci auguriamo che nell'edizione che verrà
ci saranno altri provetti scrittori a raccontare storie sempre più
avvincenti e ricche di pathos, nelle quali gli uomini dell'Arma
danno il loro fondamentale contributo. Così come nella vita di
tutti i giorni. |
Claudia Colombera
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