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Per un bicchiere in più

Di certo ci penserà due volte, d'ora in poi, il diciannovenne che è stato sottratto alla morte da due carabinieri della Compagnia di Prato, a mettersi al volante dopo aver bevuto molto oltre il necessario. Aveva infatti un tasso alcolemico tre volte superiore al consentito, il ragazzo che una sera della scorsa primavera ha perso il controllo della sua autovettura e, dopo essere uscito di strada, è rimasto intrappolato al suo interno. Un incidente che avrebbe potuto finire in tragedia, se non fosse stato per l'intervento tempestivo dell'appuntato scelto Tommaso De Nisi e del carabiniere scelto Ennio Serino, in forza al Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia.

Con l'aiuto di una guardia giurata sopraggiunta nel frattempo, i due militari si sono subito dati da fare per estrarre il giovane dalle lamiere contorte del veicolo. Un'operazione tutt'altro che banale, date le condizioni della macchina e soprattutto lo stato psicologico del ragazzo, caduto preda di un incontrollabile attacco di panico. Per fortuna, però, i militari sono riusciti a calmarlo e ad allontanarlo dalla vettura appena un attimo prima che questa prendesse fuoco.

Un'avventura che certo il ragazzo, che una volta rientrato in sé ha voluto ringraziare di cuore i militari che lo hanno salvato, non dimenticherà facilmente, anche perché, se l'intervento dei carabinieri gli ha permesso di cavarsela con poche fratture e di evitare così più gravi conseguenze per la sua salute, non gli ha potuto certo evitare il deferimento in stato di libertà per guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all'assunzione di sostanze alcoliche. Un comportamento che, come si sa, rappresenta la principale causa di incidenti stradali che vedono coinvolti giovani tra i 15 e i 30 anni.