|
Avvicinare i giovani ad un'istituzione
che, incarnando da sempre il concetto di effettiva "prossimità"
alla gente, ha fatto la storia del nostro Paese, affinché le nuove
leve possano coglierne quei valori e principi ispiratori che,
costantemente attuali, non solo non passano mai di moda, ma
dovrebbero anzi essere presi a modello come basi su cui costruire
la propria esistenza.
Questo, in sintesi, l'obiettivo dell'interessante mostra denominata
Carabinieri, patrimonio delle comunità, promossa dal Centro Studi
Salvo D'Acquisto (Cesd) a Salemi, in provincia di Trapani, dall'11
al 23 maggio scorso, nel quadro delle manifestazioni organizzate
dalla locale municipalità per celebrare i 150 anni dell'Unità
d'Italia. Un'iniziativa alla quale ha dato lustro anche la visita
del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha
incontrato le massime autorità civili, militari e religiose della
Provincia e della Regione.
Il nutrito ciclo di eventi ha compreso, fra l'altro, concerti di
musica leggera, classica, folk, jazz, uno spettacolo di
teatro-danza, la sfilata dei cavalieri lungo la "Via dei Mille", un
torneo calcistico, convegni, numerose altre rassegne d'arte e
fotografia - fra cui quella curata dal Fai, Fondo per l'Ambiente
Italiano, avente come tema il paesaggio -, nonché la creazione dei
Musei permanenti della Mafia e del Risorgimento.
Partita da Monreale il 30 aprile scorso, il 4 maggio la mostra
dedicata all'Istituzione era stata visitata dal Comandante
Generale, generale C.A. Leonardo Gallitelli, allora in Sicilia per
partecipare alla cerimonia di commemorazione del capitano Emanuele
Basile, ucciso in un agguato mafioso giusto trent'anni fa nella
cittadina del palermitano.
A inaugurare l'esposizione di Salemi, invece - che ha avuto come
cornice la sala adiacente il sagrato dell'ex Chiesa Madre, in
piazza Alicia, eretta nel 1615 secondo il progetto dell'architetto
palermitano Mariano Smeriglio sul sito di un'antica struttura
medievale - sono stati la Giunta Comunale al gran completo, il
generale D. Vincenzo Coppola, Comandante della Legione Carabinieri
"Sicilia", il luogotenente Giovanni Teri, "regista"
dell'avvenimento nella sua qualità di Comandante della Stazione
Carabinieri di Salemi e il Sindaco della cittadina, il professor
Vittorio Sgarbi, la cui madre ha proceduto al rituale taglio del
nastro.
«Questa mostra», ha detto il Sindaco Sgarbi, «è abbastanza
sorprendente, perché vasta, molto documentata e realizzata in spazi
disadorni, che sono stati resi godibili al meglio. Vi si riscontra,
infatti, il coraggio degli uomini dell'Arma, che testimoniano la
presenza capillare dello Stato sul territorio, rappresentato anche
attraverso episodi di vita quotidiana e sacrifici compiuti a favore
della popolazione. Per quanto mi riguarda, da circa trent'anni
collaboro con la Benemerita, avendo lavorato, in particolare, con
il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale al recupero sia di quadri sia
di oggetti rubati e, recentemente, anche di dipinti impressionisti
ed affreschi del Duecento ritrovati in alcune grotte».
Dopo la benedizione impartita dall'Arciprete, don Salvatore Ciprì,
gli astanti hanno potuto fruire della lodevole iniziativa,
lasciando pure un commento sul registro posto all'ingresso, in cui
il professor Sgarbi ha scritto testualmente: "I Carabinieri sono la
mia patria". Da quel momento un flusso ininterrotto di persone, fra
cui parecchi turisti e scolaresche - favoriti anche dall'apertura
24 ore su 24, in adesione alla "Notte Bianca Salemitana" promossa
dall'Associazione Pro Loco del Centro Storico -, ha potuto ammirare
i preziosi cimeli, le divise, le immagini, le stampe e gli articoli
di vario genere, di proprietà in parte del Comando Generale
dell'Arma ed in parte dello stesso Cesd, che ha una sua collezione
privata.
«Il percorso espositivo», ha affermato il Presidente Antonino
Rizzo, «si articola in modo da rispecchiare fedelmente le tappe che
hanno costellato le gloriose tradizioni della Benemerita, partendo
dai Cavalleggeri di Sardegna, nati nel 1800 per volontà di Vittorio
Emanuele I e ritenuti gli antesignani dei Carabinieri, nei cui
ranghi sono poi confluiti nel 1814, fino ad arrivare ai giorni
nostri, con la Msu, vale a dire la Multinational Specialized Unit,
l'ultimo, modernissimo reparto d'élite chiamato a concorrere alla
ricostruzione dei Balcani, al servizio della Nato e dell'Unione
Europea, e concludendo con l'uniforme femminile, in omaggio
all'entrata delle donne nelle Forze Armate, resa possibile da una
legge del Duemila. Oltre a pregevoli serie di libri e calendari
dell'Arma, dal 1940 ai tempi odierni, abbiamo pure ricreato una
Stazione Carabinieri tipo, datata 1970, per rievocare i circa
cinquemila omologhi presidi dislocati in tutta Italia, visti come
riferimenti di garanzia dalla collettività».
La mostra, che ha carattere itinerante, sarà a Lipari (Me) ad
agosto, a Campofelice di Roccella (Pa) a settembre, per ricordare
l'eccidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ad Agrigento in
ottobre, a Giarratana (Rg) a novembre, e infine ad Enna in
dicembre. |