CARABINIERI

Entra nella Stazione On-Line dei Carabinieri
Ministero della Difesa
Home > L'Editoria > Il Carabiniere > Anno 2010 > Agosto-Settembre > SPECIALE

Carabinieri, patrimonio delle comunità

Nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, una mostra itinerante ripercorre l'intero excursus storico dell'Arma

Avvicinare i giovani ad un'istituzione che, incarnando da sempre il concetto di effettiva "prossimità" alla gente, ha fatto la storia del nostro Paese, affinché le nuove leve possano coglierne quei valori e principi ispiratori che, costantemente attuali, non solo non passano mai di moda, ma dovrebbero anzi essere presi a modello come basi su cui costruire la propria esistenza.

Foto ricordo del Comandante Generale con ufficiali, marescialli e carabinieri Questo, in sintesi, l'obiettivo dell'interessante mostra denominata Carabinieri, patrimonio delle comunità, promossa dal Centro Studi Salvo D'Acquisto (Cesd) a Salemi, in provincia di Trapani, dall'11 al 23 maggio scorso, nel quadro delle manifestazioni organizzate dalla locale municipalità per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Un'iniziativa alla quale ha dato lustro anche la visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha incontrato le massime autorità civili, militari e religiose della Provincia e della Regione.

Il nutrito ciclo di eventi ha compreso, fra l'altro, concerti di musica leggera, classica, folk, jazz, uno spettacolo di teatro-danza, la sfilata dei cavalieri lungo la "Via dei Mille", un torneo calcistico, convegni, numerose altre rassegne d'arte e fotografia - fra cui quella curata dal Fai, Fondo per l'Ambiente Italiano, avente come tema il paesaggio -, nonché la creazione dei Musei permanenti della Mafia e del Risorgimento.

Partita da Monreale il 30 aprile scorso, il 4 maggio la mostra dedicata all'Istituzione era stata visitata dal Comandante Generale, generale C.A. Leonardo Gallitelli, allora in Sicilia per partecipare alla cerimonia di commemorazione del capitano Emanuele Basile, ucciso in un agguato mafioso giusto trent'anni fa nella cittadina del palermitano.

A inaugurare l'esposizione di Salemi, invece - che ha avuto come cornice la sala adiacente il sagrato dell'ex Chiesa Madre, in piazza Alicia, eretta nel 1615 secondo il progetto dell'architetto palermitano Mariano Smeriglio sul sito di un'antica struttura medievale - sono stati la Giunta Comunale al gran completo, il generale D. Vincenzo Coppola, Comandante della Legione Carabinieri "Sicilia", il luogotenente Giovanni Teri, "regista" dell'avvenimento nella sua qualità di Comandante della Stazione Carabinieri di Salemi e il Sindaco della cittadina, il professor Vittorio Sgarbi, la cui madre ha proceduto al rituale taglio del nastro.

«Questa mostra», ha detto il Sindaco Sgarbi, «è abbastanza sorprendente, perché vasta, molto documentata e realizzata in spazi disadorni, che sono stati resi godibili al meglio. Vi si riscontra, infatti, il coraggio degli uomini dell'Arma, che testimoniano la presenza capillare dello Stato sul territorio, rappresentato anche attraverso episodi di vita quotidiana e sacrifici compiuti a favore della popolazione. Per quanto mi riguarda, da circa trent'anni collaboro con la Benemerita, avendo lavorato, in particolare, con il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale al recupero sia di quadri sia di oggetti rubati e, recentemente, anche di dipinti impressionisti ed affreschi del Duecento ritrovati in alcune grotte».

Dopo la benedizione impartita dall'Arciprete, don Salvatore Ciprì, gli astanti hanno potuto fruire della lodevole iniziativa, lasciando pure un commento sul registro posto all'ingresso, in cui il professor Sgarbi ha scritto testualmente: "I Carabinieri sono la mia patria". Da quel momento un flusso ininterrotto di persone, fra cui parecchi turisti e scolaresche - favoriti anche dall'apertura 24 ore su 24, in adesione alla "Notte Bianca Salemitana" promossa dall'Associazione Pro Loco del Centro Storico -, ha potuto ammirare i preziosi cimeli, le divise, le immagini, le stampe e gli articoli di vario genere, di proprietà in parte del Comando Generale dell'Arma ed in parte dello stesso Cesd, che ha una sua collezione privata.

«Il percorso espositivo», ha affermato il Presidente Antonino Rizzo, «si articola in modo da rispecchiare fedelmente le tappe che hanno costellato le gloriose tradizioni della Benemerita, partendo dai Cavalleggeri di Sardegna, nati nel 1800 per volontà di Vittorio Emanuele I e ritenuti gli antesignani dei Carabinieri, nei cui ranghi sono poi confluiti nel 1814, fino ad arrivare ai giorni nostri, con la Msu, vale a dire la Multinational Specialized Unit, l'ultimo, modernissimo reparto d'élite chiamato a concorrere alla ricostruzione dei Balcani, al servizio della Nato e dell'Unione Europea, e concludendo con l'uniforme femminile, in omaggio all'entrata delle donne nelle Forze Armate, resa possibile da una legge del Duemila. Oltre a pregevoli serie di libri e calendari dell'Arma, dal 1940 ai tempi odierni, abbiamo pure ricreato una Stazione Carabinieri tipo, datata 1970, per rievocare i circa cinquemila omologhi presidi dislocati in tutta Italia, visti come riferimenti di garanzia dalla collettività».

La mostra, che ha carattere itinerante, sarà a Lipari (Me) ad agosto, a Campofelice di Roccella (Pa) a settembre, per ricordare l'eccidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ad Agrigento in ottobre, a Giarratana (Rg) a novembre, e infine ad Enna in dicembre.

Giusi Parisi