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I nostri siluri nell'acqua

Da Guarducci a Sacchi, da Rosolino a Brembilla, fino a Rummolo, molti campioni di nuoto hanno indossato l'uniforme dell'Arma, dando lustro a una Sezione che cura anche i tuffi, il fondo, il nuoto pinnato e il salvamento

Negli ultimi venti anni il nuoto italiano ha ottenuto risultati straordinari, impensabili prima di allora. Un ruolo consistente nella crescita del movimento l'ha svolto sicuramente il Centro Sportivo Carabinieri. Per avvalorare questa tesi è sufficiente ricordare i nomi dei tanti campioni che hanno indossato - per periodi più o meno lunghi - la casacca del Csc: Luca Sacchi, Massimiliano Rosolino, Emiliano Brembilla, Emanuele Merisi, Davide Rummolo, Marco Formentini, Massimiliano Eroli, Gianluca Marconi, Mirko Mazzari.Luca Sacchi

Prima di allora - a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta - un altro grandissimo nuotatore, Marcello Guarducci, aveva dato lustro al medagliere dell'Arma, inserendosi nel gruppo ristretto dei migliori velocisti del mondo, con tempi di straordinario valore tecnico nei 100 e nei 200 metri stile libero. A quell'epoca le piscine erano avarissime di successi per l'Italia. A parte Novella Calligaris - che aveva ottenuto, nella prima metà degli anni Settanta, grandi risultati nelle gare di mezzofondo - i nuotatori italiani erano molto lontani dai podi che contano. Guarducci conquistò dodici medaglie d'oro in competizioni internazionali (Giochi del Mediterraneo, Universiadi e Mondiali Militari), cinque d'argento (Europei, Coppa del Mondo e Giochi del Mediterraneo) e sei di bronzo (Mondiali, Europei, Universiadi e Giochi del Mediterraneo). Era tra i favoriti per le Olimpiadi del 1980 a Mosca, ma la decisione delle Forze Armate di disertare quell'edizione dei Giochi gli impedì di aggiungere al suo palmarès le medaglie olimpiche, le più ambite.

Con un salto di oltre dieci anni troviamo un altro grande nuotatore dei carabinieri, Luca Sacchi, che dette all'Italia la medaglia d'oro nei 400 misti agli Europei di Atene 1991. In quella edizione dei Campionati continentali Luca salì sul podio (medaglia di bronzo) anche nei 200 misti. L'anno successivo, alle Olimpiadi di Barcellona, fu bronzo nei 400 misti dietro l'ungherese Tamas Darnyi e lo statunitense Eric Namesnik.

ADDESTRAMENTO. La Sezione Nuoto del Centro Sportivo dell'Arma, con sede a Napoli, ha iniziato la sua attività nel 1964. Il primo obiettivo fu quello di curare l'addestramento dei militari dell'Arma per le attività di carattere istituzionale. Si dette quindi la precedenza a specialità che hanno scarsa eco agonistica, ma che sono di estrema utilità nello svolgimento delle mansioni di tutela dei cittadini, come - primo fra tutti - il nuoto per salvamento. E si curò la preparazione per il fondo e il gran fondo (che si disputa in mare) e per il nuoto pinnato. Nacque poi anche una sottosezione riservata ai tuffi, che - negli ultimi anni - ha offerto grandi soddisfazioni con i successi di Christopher Sacchin e di Valentina Marocchi, giovane campionessa (ha ventisette anni) arruolata nell'Arma nel 2004.
I successi internazionali di Guarducci (prima) e di Sacchi (poi) hanno contribuito a sviluppare il settore del nuoto agonistico, con la formazione di un gruppo compatto di campioni che ha dominato la scena (non soltanto italiana). Massimiliano Rosolino ha ottenuto i primi importanti risultati con i colori del Centro Sportivo Carabinieri. Nel 1997 Rosolino fu il protagonista assoluto dei Giochi del Mediterraneo, dove salì sul più alto gradino del podio nella staffetta 4 x 100 (con altri due carabinieri, Andrea Jemmi e Alessandro Bacchi; il quarto era Lorenzo Vismara), nella staffetta 4 x 200 (con i carabinieri Paolo Ghiglione ed Emiliano Brembilla, e con Emanuele Idini delle Fiamme Gialle) e nella 4 x 100 mista (con il carabiniere Emanuele Merisi e due atleti delle Fiamme Gialle, Domenico Fioravanti e André Gusperti). Conquistò l'argento nei 100 e 400 stile libero e nei 200 misti. In quella stessa manifestazione, altri carabinieri ottennero risultati di assoluta eccellenza: Emiliano Brembilla, oltre alla staffetta 4 x 200 stile libero, vinse i 400 e i 1.500 sl; Massimiliano Eroli fu secondo nei 200 farfalla; Marco Formentini si aggiudicò l'argento nei 1.500 stile libero. In quello stesso anno, Formentini fu medaglia d'argento alle Universiadi nei 1.500 e bronzo negli 800, e Gianluca Marconi fece parte del quartetto medaglia d'argento nella staffetta 4 x 100 sl. Mirko Mazzari fu finalista olimpico ad Atlanta, settimo nei 200 metri dorso agli Europei del 2000.
Nel 2000, alle Olimpiadi di Sydney, trionfali per il nuoto azzurro, i Carabinieri ottennero eccellenti risultati, anche se qualche medaglia svanì per un soffio. Emiliano Brembilla, nei 400, mancò il bronzo per un centesimo di secondo. Una maledizione che l'aveva già perseguitato: ad Atlanta (nel 1996) si fermò alla "medaglia di legno" sia nei 400 che nei 1.500. Può capitare a un grande campione (ancora sulla breccia) che ha conquistato tre medaglie d'oro e due d'argento agli Europei (1997, 1999, 2000) e una serie infinita di successi in altre importanti manifestazioni internazionali. Ugualmente sfortunato fu Massimiliano Eroli, colpito da una forma influenzale alla vigilia, che ottenne comunque un buon piazzamento nei 400 misti. Prima di allora, ai Giochi del Mediterraneo del 1997, Eroli era salito sul gradino più alto del podio nei 400 misti e sul secondo gradino nei 200 farfalla, e l'anno successivo era stato Campione del Mondo Militare nei 400 misti e medaglia di bronzo nei 200 farfalla. La grande sorpresa di Sydney fu Davide Rummolo, medaglia d'argento nei 200 rana, dietro Domenico Fioravanti.
Le ultime due Olimpiadi (Atene nel 2004, Pechino nel 2008) sono state complessivamente più avare di risultati. A tenere alto il prestigio della Sezione Nuoto hanno provveduto Federico Cappellazzo, medaglia di bronzo nella staffetta 4 x 200 sl ad Atene, e Alessandro Calvi, quarto nella 4 x 100 sl sia ad Atene che a Pechino. Ma altri atleti hanno dimostrato il loro valore. Lo scorso anno Mattia Nalesso ha vinto tre medaglie d'oro (100 farfalla, staffette 4 x 100 sl e 4 x 100 mista) e due d'argento (50 farfalla e 50 stile libero) ai Mondiali Militari di Montréal. Nella stessa competizione Samuel Pizzetti si è aggiudicato una medaglia d'oro (200 stile libero) e due d'argento (400 e 1.500 stile libero). Sebastiano Ranfagni (sempre ai Mondiali Militari) ha collezionato due ori (nelle staffette 4 x 100 stile libero e mista), un argento (200 dorso) e due bronzi (50 e 100 dorso), Luca Pizzini si è classificato terzo nei 100 rana ai Giochi del Mediterraneo. Sono ragazzi giovani, sui quali si può puntare per le prossime Olimpiadi.

LE ALTRE SPECIALITÀ. Alla Sezione Nuoto fanno capo anche i tuffi, il fondo, il nuoto pinnato e il nuoto per salvamento.
Dopo il ritiro di Donald Miranda, olimpionico a Sydney e medaglia d'oro agli Europei del 1999 nel sincronizzato (in coppia con Nicola Marconi), e i lontani successi di Davide Lorenzini (bronzo agli Europei del 1991), i due tuffatori di punta del Centro Sportivo Carabinieri sono oggi Christopher Sacchin (terzo ai Mondiali del 2007 nel trampolino da un metro e terzo nella stessa specialità agli Europei dell'anno successivo) e Valentina Marocchi.
Nel nuoto di fondo, gli emuli di Giulio Travaglio, il carabiniere che vinse per tre anni consecutivi - 1968, 1969, 1970 - la mitica Capri-Napoli (che valeva allora come Campionato del Mondo, sulla distanza di 30 km), sono Marco Formentini e Nicola Bolzanello (il più giovane del gruppo: ha appena 23 anni). Formentini ha alternato le gare in piscina (primo ai Mondiali Militari del 1995 e del 2003 nei 1.500 stile libero) alle prove di gran fondo (terzo classificato ai Mondiali del 2001 nella 5 km, secondo ai Mondiali del 2007 nel gran fondo 25 km).
Nel nuoto pinnato l'Arma può contare su due veterani: Loris Luca Garnaschelli e Paolo Vandini. Vandini è sulla breccia da quarant'anni (da trentadue anni tesserato con il Centro Sportivo Carabinieri). Ha vinto un numero incalcolabile di titoli italiani, tre titoli mondiali, 12 europei. Due anni fa è salito ancora sul terzo gradino del podio agli Europei. Inossidabile e intramontabile, nel vero senso della parola.

Guglielmo Sanvito