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LA CANZONE DEL SOLE.
Secondo i suoi seguaci solo Pitagora era in grado di udirla. Eppure
la "musica delle sfere", quella prodotta dagli astri muovendosi nel
cosmo secondo rigorose leggi matematiche, era lì, a contribuire
all'armonia del tutto. Lo dimostra anche un esperimento condotto da
un gruppo di astronomi dell'Università inglese di Sheffield, che
per la prima volta sono riusciti a registrare e a riprodurre la
"canzone del Sole". Che non è quella scritta da Lucio Battisti nel
1971, bensì l'armonia prodotta dal campo magnetico che avvolge la
parte più esterna dell'atmosfera solare. L'insolita partitura è
stata "catturata" dai ricercatori inglesi utilizzando le immagini,
registrate dal satellite, degli archi magnetici che circondano il
Sole. Gli scienziati ne hanno quindi accelerato la frequenza in
modo da renderla udibile all'orecchio umano. E il risultato non ha
solo un valore "estetico": l'esperimento dei ricercatori britannici
sarà utile a comprendere cosa accada negli strati più esterni
dell'atmosfera solare, dove le temperature raggiungono milioni di
gradi e si scatenano le famigerate tempeste solari.
UN COMPUTER TRA I DOTTORI. C'è il
quattordicenne Giovanni che il pc lo usa per navigare in Internet o
comunicare con gli amici; la piccola Maria, di 5 anni, che ci
ascolta le canzoni dei cartoni animati e dello Zecchino d'Oro,
mentre la sua coetanea tunisina si tiene in contatto con il papà
che vive sull'altra sponda del Mediterraneo. Sono i piccoli
ricoverati negli ospedali che hanno aderito al progetto "Bambini al
pc", ideato dalla onlus trevigiana Informatici senza frontiere, il
cui obiettivo è utilizzare le nuove tecnologie per portare un aiuto
concreto a chi viva situazioni di emarginazione e difficoltà. Come
i bambini che siano costretti a lunghe degenze in ospedale, a cui
l'associazione veneta ha voluto dare la possibilità di avere un
computer a propria disposizione, naturalmente dotato di connessione
ad Internet, programmi per il gioco e per la comunicazione.
Adottato dagli Spedali civili di Brescia, "Bambini al pc" è stato
rapidamente esportato al Burlo Garofano di Trieste, al San Gerardo
di Monza, al Policlinico di Napoli. Un'epidemia che, per una volta,
speriamo contagi l'intera Penisola.
STASERA? TUTTI A CENA DA CESARINA. No, non si
tratta di una delle tante mamme, nonne o zie alle quali, in ogni
famiglia italiana che si rispetti, è affidato il compito di
conservare la memoria gastronomica del casato. È tuttavia ispirato
a loro il progetto dell'associazione Home Food chiamato, appunto,
"A cena dalle Cesarine". Un'idea che intende coniugare il rispetto
delle tradizioni con la valorizzazione dei prodotti tipici,
offrendo agli amanti della buona tavola la possibilità di essere
ospiti di una famiglia italiana e di condividere la passione della
padrona di casa per i fornelli. Secondo la propria città di
residenza, allora, non c'è che l'imbarazzo della scelta: tra la
sarde in saor che vi offrirà Mercedes a Venezia e il ragù di
salsiccia preparato dalla bolognese Giustina, tra le trenette
avvantaggiate al pesto di Prà confezionate dalla genovese Luana al
timballo alla Gattopardo di cui solo Annamaria custodisce i
segreti, naturalmente in quel di Palermo. E se poi vi trovate a
passare da Napoli, Assunta e Rosanna non vi negheranno certo uno
dei loro speciali polpettoni ripieni di friarelli. Un'esperienza
che vale il viaggio. E il prezzo, non esattamente popolare,
richiesto da ogni Cesarina per "invitarvi a cena" (per maggior
informazioni: www.evinia.it).
ECCO A VOI LA SCIENZA. Ci sono i globi celesti
e terrestri di Vincenzo Coronelli; la cinquecentesca sfera
armillare di Antonio Santucci, modello del sistema cosmologico
tolemaico; i cannocchiali e la lente obbiettiva con cui Galileo
scoprì i satelliti di Giove e persino due dita e un dente
appartenuti all'autore del Dialogo sopra i due massimi sistemi del
mondo, recentemente ritrovati da due collezionisti fiorentini dopo
essere svaniti per oltre un secolo. Sono i pezzi forti del nuovo
Museo dell'Istituto di Storia dell'arte e della scienza fiorentino,
riaperto lo scorso giugno al termine di un restauro durato due
anni, con il nuovo nome di Museo Galileo. Una dedica doverosa,
quella al grande scienziato pisano, nell'anno in cui si celebrano i
quattrocento anni dalla pubblicazione del Sidereus Nuncius. Ma
soprattutto una dedica che rispecchia in pieno lo spirito
dell'istituzione fiorentina, come Galileo da sempre votata
all'amore della conoscenza e al culto del progresso: lo dimostrano
anche "dettagli" come il sito Internet del Museo, particolarmente
ricco nei contenuti oltre che di facile consultazione, e
l'avveniristico sistema di videoguide interattive che accompagna il
visitatore all'interno del Museo. È in grado di riconoscere a breve
distanza uno qualsiasi dei 1.300 oggetti esposti in 60 teche
speciali e di fornirne storia e descrizione.
In Breve
Sorprese dagli abissi
Dorme a 120 metri sotto il livello del mare, e la buona notizia è
che non sembra abbia intenzione di svegliarsi. È il vulcano
scoperto dagli studiosi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia e dell'Università della Calabria sul fondale del
Tirreno meridionale, di fronte a Capo Vaticano (Vv). Spento da
670mila anni, non costituisce minaccia, ma la sua presenza, finora
ignota, ridisegna la mappa geologica dell'Italia intera.
British gladiators
Gli scheletri sono un'ottantina. Appartenevano certamente a uomini
alti e robusti, hanno evidenti segni di ferite provocate da
animali, alcuni sono addirittura privi della testa. Sono i resti di
gladiatori romani meglio conservati che siano mai stati rinvenuti,
ma non sotto le arcate del Colosseo, bensì in un cimitero a
Driffield Terrace, a Sud-Ovest della città inglese di York, in
quella che Cesare avrebbe chiamato Britannia.
Aeroporti accessibili
Stampata in duecento copie, sarà a disposizione dei passeggeri non
vedenti per la sua consultazione nella Sala Amica degli aeroporti
nazionali aperti al traffico civile. È la Carta dei diritti del
passeggero scritta in caratteri Braille pubblicata dall'Enac (Ente
nazionale per l'aviazione civile). La prima in Europa pensata per i
viaggiatori con disabilità visiva totale.
Sulle orme dei giganti
Avranno 150 ore di tempo, dalle 10,00 del 12 settembre alle 18,00
del 18, i partecipanti al Tor des Géants, la prima competizione
sportiva di corsa in montagna lungo il tracciato delle Alte Vie
valdostane. Studiato dalla associazione sportiva Courmayeur
Trailers, il percorso si snoda su 321 chilometri e 24mila metri di
dislivello positivo per compiere il perimetro della Valle d'Aosta,
tra imponenti massicci e riserve naturali. Partenza e arrivo sono a
Courmayeur. Per chi osi iscriversi: www.tordesgeants.it. |