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Tutti gli uomini della Regina

Nello sport questo titolo nobiliare è - da sempre - attribuito all'atletica, la disciplina nella quale si misurano i nuovi limiti umani. In questa seconda puntata del servizio dedicato ai Carabinieri nello sport raccontiamo le imprese degli uomini (e delle donne) dell'Arma che hanno ottenuto successi di grande valore

Alex Schwazer, medaglia d'oro nella 50 km a Pechino nel 2008 Il medagliere vale più di qualunque discorso. Dal 1960 (l'anno in cui fu costituito il Centro Sportivo Carabinieri) la Sezione Atletica ha vinto una medaglia d'oro e una di bronzo alle Olimpiadi; 5 ori, 5 argenti e 4 bronzi ai Campionati del Mondo; 7 ori, 6 argenti e 8 bronzi agli Europei; 44 ori, 29 argenti e 41 bronzi ai Mondiali Militari; 9 ori, 8 argenti e 8 bronzi ai Giochi del Mediterraneo; 2 ori, 5 argenti e 4 bronzi alle Universiadi. I podi conquistati nei Campionati italiani sono stati in quantità impressionante: 535 ori, 549 argenti e 578 bronzi. In totale, il gagliardetto della Sezione si è fregiato di 603 medaglie d'oro, 605 d'argento e 643 di bronzo.

È doveroso ricordare i nomi degli atleti (e le rispettive specialità) che hanno iscritto il loro nome negli albi d'oro delle manifestazioni più importanti. Alex Schwazer è stato il primo carabiniere a salire sul gradino più alto del podio in un'Olimpiade (50 km di marcia, a Pechino nel 2008). L'altro olimpionico che ha conquistato una medaglia olimpica (di bronzo) fu Giovanni De Benedictis nella marcia 20 km a Barcellona nel 1992. Gli ori mondiali portano i nomi di Michele Didoni (1995, marcia 20 km), Dario Fegatelli (1996, maratonina a squadre), Danilo Goffi (1999, maratona a squadre); gli argenti sono stati conquistati da Giovanni De Benedictis (1993, marcia 20 km, e 1991, marcia 5 km indoor) e Danilo Goffi (1997, maratona a squadre); i bronzi da Schwazer (marcia 50 km nel 2005 e nel 2007); Goffi (maratonina a squadre nel 1995) e Alberico Di Cecco (maratona a squadre nel 2001). Aldo Tomassini ha vinto l'oro nel cross (individuale e a squadre) nel 1972 e l'argento a squadre nel 1973. Agli Europei si sono fatti onore Umberto Pusterla e Francesco Bennici, con l'oro conquistato nel cross a squadre nel 1998; Luigi Benedetti (staffetta 4x100, 1974), Danilo Goffi (maratona, 1998), Umberto Pusterla e Maurizio Leone (cross a squadre, 2005) hanno vinto l'argento; Aldo Righi (1960, salto con l'asta) e Stefano La Rosa (2009 e 2010, cross a squadre) hanno conquistato le medaglie di bronzo. Negli Europei indoor, le medaglie d'oro sono andate a Giovanni De Benedictis (1992, marcia 5 km), Paolo Dal Soglio (1996, getto del peso), Domenico Rao e Jacopo Marin (2009, 4x400); un argento e un bronzo li ha conquistati De Benedictis (1990 e 1989, marcia 5 km) e un altro bronzo Maurizio Bobbato (2007, 800 metri). De Benedictis vinse un oro anche nella marcia 10 km agli Europei juniores nel 1987; nella stessa manifestazione ci fu un argento per Stefano La Rosa (2006, cross squadre); tre medaglie di bronzo sono state conquistate da Marco Cuneo (1999, staffetta 4x100), Alessandro Rocco (2005, 4x100) e Matteo Giupponi (2009, marcia 20 km). Nel medagliere dei Giochi del Mediterraneo figurano i nomi di Vittorio Visini, Alessandro Scatena, Gilberto Ferrini, Giordano Ferrari, Luigi Benedetti, Carlo Mattioli, Andrea Montanari, Mauro Maurizi, Paolo Dal Soglio, Maurizio Federici, Giovanni De Benedictis, Michele Didoni, Diego Fortuna, Mauro Re, Emiliano Pizzoli, Christian Obrist, Fabrizio Schembri, Stefano La Rosa, Micol Cattaneo.

L'atletica leggera è considerata - da sempre - la regina dello sport. Non suscita le stesse passioni (il tifo, come nel calcio o nella Formula Uno), ma è sulle piste e sulle pedane all'interno degli stadi, o nelle strade cittadine, in occasione dei Giochi Olimpici (o dei Mondiali, o degli Europei), che il grande pubblico riscopre puntualmente il fascino della sfida dell'uomo ai propri limiti. Il cronometro e le misure dettano (in modo impressionante) l'evoluzione della specie. Ogni record infranto rappresenta una sfida, una vittoria contro se stessi, ed è il risultato di allenamenti faticosissimi, tenacia, forza di volontà, disciplina. Doti peculiari degli atleti dell'Arma.

SCUOLA DI SACRIFICIO. Non è certo un caso che i maggiori successi i Carabinieri li abbiano conseguiti nelle gare più dure. In primo luogo la marcia (20 e 50 km). Una scuola di sacrificio che ha avuto in Vittorio Visini il suo primo alfiere, e che ha poi allevato molti dei campioni che nei decenni successivi ne hanno imitato le gesta. Visini (che entrò a far parte del Centro Sportivo dell'Arma nel 1966) è stato primatista mondiale sulle 20 miglia e sui 3 km e primatista europeo nella 10 km. In carriera ha indossato 67 volte la maglia della Nazionale, ha vinto una medaglia d'oro ai Giochi del Mediterraneo nel 1967 (50 km), è stato 22 volte Campione italiano, Campione Mondiale Militare nel 1970 (20 km), sesto alle Olimpiadi del 1968 e settimo a quelle del 1972 (nella 50 km), ottavo a quelle del 1976 (nella 20 km), medaglia d'argento ai Giochi del Mediterraneo del 1971 e medaglia di bronzo a quelli del 1975 (nella 50 km). Il suo erede diretto fu, negli anni Ottanta, Carlo Mattioli (quinto nella 20 km a Los Angeles nel 1984). Alla fine di quel decennio fece la sua comparsa sulla scena Giovanni De Benedictis (bronzo alle Olimpiadi di Barcellona), che ha ottenuto grandi risultati fino ai Giochi di Atene nel 2004. Sulla sua scia sono cresciuti altri atleti di grande valore come Michele Didoni e Lorenzo Civallero. Oggi il Centro Sportivo può contare su un marciatore di straordinario livello come Alex Schwazer, Diego Cafagna (in gara a Pechino 2008) e su un giovane di grande avvenire come Matteo Giupponi.

Buoni risultati hanno ottenuto anche Danilo Goffi e Alberico Di Cecco nella maratona. Nel mezzofondo meritano di essere ricordati atleti come Carlo Grippo e Vittorio Fontanella, Pusterla, Crepaldi. Oggi l'Arma può contare su Stefano La Rosa (1500 e 5000) e Maurizio Bobbato (800 e 1500).

Nei lanci - dopo il mitico corazziere Giuseppe Tosi - l'Arma ha schierato atleti di grande valore come Paolo Dal Soglio (getto del peso) e Diego Fortuna (lancio del disco).

Renato Dionisi fu il primo italiano a superare i 5 metri nel salto con l'asta. La sua carriera fu ricca di successi ma anche (purtroppo) di infortuni, che non gli permisero di ottenere grandi risultati nelle competizioni di alto livello internazionale. Dopo di lui, il salto con l'asta non ha avuto altri campioni dello stesso livello, anche se Andrea Pegoraro (olimpionico nel 1992 a Barcellona) ha cercato di emularne le gesta, stabilendo nel 1993 il primato italiano indoor e vincendo nello stesso anno la medaglia d'oro ai Mondiali Militari.

Nel salto in alto meritano di essere ricordati atleti molto forti come Giordano Ferrari, Rodolfo Bergamo e - soprattutto - Marcello Benvenuti, che nel 1989 stabilì il primato italiano (ancora imbattuto) con la misura di 2 metri e 33 centimetri. Alessandro Talotti ha avvicinato quella misura con 2,32 (indoor, nel 2005) e 2,30 (all'aperto, nel 2008). Talotti (finalista ai Giochi di Atene 2004) si classificò quarto agli Europei del 2002. Lo scorso anno due carabinieri, Jacopo Marin e Domenico Rao (insieme con Matteo Galvan e Claudio Licciardello), hanno vinto la medaglia d'oro agli Europei indoor di Torino: l'ultima medaglia in una competizione internazionale. Nel 1920 (90 anni fa) Costante Lussana fu il primo carabiniere a partecipare alle Olimpiadi, gareggiando nei 10mila metri.

I supermen del triathlon

Gli uomini di ferro. Li hanno chiamati così (iron-men) negli Stati Uniti, quando il loro non era ancora uno sport olimpico (l'esordio nella manifestazione a cinque cerchi risale a dieci anni fa, ai Giochi di Sydney) e le distanze da coprire erano assolutamente proibitive per i comuni mortali. Esiste ancora - e la dizione iron-men è brevettata dalla Federazione internazionale - la formula "originale", che prevede una gara di nuoto di 3800 metri, la corsa ciclistica di 180 km e la maratona classica (42,195 km). Ma alle Olimpiadi pretendono un impegno di gran lunga minore: 1500 metri a nuoto (in mare aperto), 40 km in bicicletta e 10 km di corsa. Anche in questa versione "addolcita" lo sforzo è sovrumano, se si tiene presente che non si tratta di tre gare separate una dall'altra, ma di una competizione unica, senza soluzione di continuità. Dopo le bracciate in mare, non si ha neppure il tempo per asciugarsi. Bisogna precipitarsi nella zona di cambio per indossare le scarpette e il casco e inforcare la bici. E questo vale anche per la terza prova: via di corsa, perché ogni secondo perso potrebbe pregiudicare il successo. Occorrono muscoli d'acciaio per affrontare tre specialità che richiedono sforzi diversi e mettono in gioco tutto il corpo. Ed è indispensabile anche una straordinaria capacità di dosare le energie. Nel pentathlon (che impegna in cinque gare diverse: equitazione, scherma, tiro a segno, nuoto e corsa), fino a qualche anno fa, il programma veniva svolto in due giorni. Adesso anche i pentatleti lo esauriscono in un'unica giornata: ma le pause ci sono, e permettono di rifiatare. Il Centro Sportivo Carabinieri ha una Sezione che riunisce le due discipline, pentathlon moderno e triathlon.

Gli atleti del triathlon si cimentano spesso in altre specialità: il duathlon, articolato anch'esso in tre prove, ma in sole due discipline (in sequenza, una prima frazione di corsa, quindi una di ciclismo, per concludere con un'altra di corsa); l'aquathlon, che prevede una sequenza ininterrotta di corsa, nuoto, corsa; il triathlon invernale (winter triathlon), dove le tre specialità sono in successione: corsa, bici (mountain bike) e sci di fondo.

Dallo scorso anno la Federazione Internazionale - alla luce del grande successo che il triathlon ha riscosso alle Olimpiadi di Pechino - ha inserito nel calendario annuale una nuova formula di Campionato del Mondo che prevede un circuito composto da sei gare più una finale.

L'Arma conta oggi su tre atleti di assoluto valore: Giuseppe Ferraro, Alessandro Fabian ed Emilio D'Aquino. Ferraro è il più vecchio del gruppo. Ha 34 anni e un medagliere piuttosto ricco: due ori (individuale e squadre) ai Mondiali Militari del 2007, un argento europeo a squadre (2001), due successi in gare mondiali, un quinto posto in Coppa del Mondo, tre titoli italiani. Alla sua brillante carriera manca solo la partecipazione olimpica, sfumata nel 2004 a causa di un infortunio. Nel 1996 entrò nel Centro Sportivo Carabinieri come pentatleta, segno che il suo eclettismo sportivo è innato.

Alessandro Fabian è la grande promessa per il futuro (ma è già una certezza nel presente). Ha ventidue anni. Nel 2006 ha vinto la Coppa Europa riservata agli juniores e, nella stessa categoria, si è laureato Campione italiano di triathlon e aquathlon. L'anno successivo, ai titoli italiani ha aggiunto anche quello del duathlon. Nel 2008 è stato vice Campione del Mondo di duathlon (nella categoria under 23), la specialità nella quale l'anno successivo si è laureato Campione europeo. Nel 2009 ha vinto due titoli italiani assoluti ed è salito sul più alto gradino del podio nel Mondiale di duathlon under 23.

Emilio D'Aquino (28 anni) ha vinto sei titoli italiani, si è classificato secondo ai Mondiali junior del 2001 e agli Europei under 23 del 2004 e 40° alle Olimpiadi di Pechino. Anche per lui, un curriculum di tutto rispetto.

(2. continua)

Collabora a questa serie Stefano Giommoni

Guglielmo Sanvito