|
|
Home > L'Editoria >
Il Carabiniere >
Anno 2010 >
Luglio >
CRONACHE
Cambio del Vice
Comandante
Il 14 giugno ha avuto luogo la
cessione della carica di Vice Comandante Generale dell'Arma da
parte del generale C.A. Stefano Orlando, al quale è subentrato il
generale C.A. Corrado Borruso.
L'alternanza nell'incarico è avvenimento che riveste duplice
importanza: per l'Istituzione, che individua in esso il
collaboratore più diretto del Comandante Generale; per il singolo,
che vede il coronamento della propria carriera militare. Un momento
dunque così importante che il Comandante Generale ha emanato, per
la circostanza, uno specifico ordine del giorno.
La giornata è iniziata al Museo Storico, dove i due generali, nel
corso di una cerimonia breve ma densa di significato, hanno reso
omaggio ai Caduti, deponendo una corona d'alloro al Sacrario. Nel
pomeriggio, poi, nel Salone di Rappresentanza del Comando Generale,
ha avuto luogo la cerimonia ufficiale, alla quale hanno presenziato
una folta rappresentanza di generali C.A. in servizio e in congedo,
componenti dello Stato Maggiore e della Rappresentanza
Militare.
Alla presenza del Comandante Generale dell'Arma, generale C.A.
Leonardo Gallitelli, e del Capo di Stato Maggiore, generale C.A.
Arturo Esposito, il generale C.A. Orlando ha ceduto l'incarico al
generale C.A. Borruso. Entrambi, nei rispettivi interventi, hanno
sottolineato l'importanza dell'avvicendamento. In particolare il
generale Orlando ha voluto aggiungere un grazie profondamente
sentito al generale Gallitelli, per avergli concesso di vivere
intensamente la significativa esperienza nell'incarico ricoperto e
«per quello che fa silenziosamente e quotidianamente per
l'Istituzione». Quindi ha proseguito partecipando le percezioni
ricevute nell'incarico ricoperto, definito, a ragione, un
«osservatorio privilegiato» che ha consolidato in lui la certezza
di essere parte di un'Istituzione solida, forte ed efficiente, che
deve le sue fortune al non comune «capitale umano» di cui dispone e
che infonde nel cittadino autentici e genuini sentimenti di
fiducia. Il generale Orlando ha concluso richiamando ai presenti la
responsabilità di difendere tale patrimonio, sia attraverso una
salda quanto partecipe condivisione degli obiettivi con il Vertice
dell'Organizzazione, sia attraverso «l'appassionato adempimento dei
rispettivi doveri quotidiani».
Il generale Borruso, da parte sua, ha esordito ringraziando coloro
che ha definito essere stati suoi maestri di vita in campo militare
e quanti gli hanno consentito di raggiungere l'attuale traguardo, a
coronamento di una carriera vissuta intensamente e con sacrificio,
anche in periodi difficili e realtà territoriali assai delicate con
riguardo all'aspetto sociale e delinquenziale.
Il Comandante Generale, a sua volta, nel ringraziare il generale
Orlando per «il fraterno e leale sostegno fornitogli in ogni
circostanza», ne ha sottolineato le doti umane e caratteriali, che
emergono da una profonda fiducia negli ideali istituzionali e da
una consolidata e non comune esperienza professionale. Il generale
Gallitelli ha colto l'occasione per tracciare un sintetico bilancio
di quasi un anno trascorso nell'incarico da lui assunto il 23
luglio del 2009. Nel fare questo, ha sottolineato la posizione di
cui gode l'Arma nell'ambito della Pubblica Amministrazione, dove
viene additata come esempio di funzionalità ed efficienza, anche
grazie all'ormai consolidato ricorso a tecnologie avanzate, sia in
campo operativo che nella capillare diffusione dello strumento
informatico, divenuto supporto essenziale al funzionamento
dell'Istituzione, stimandone il concorso in circa 12mila
comunicazioni giornalmente registrate tra i diversi livelli di
comando. Ha poi evidenziato l'apporto fornito, sempre in termini di
automazione e di modernizzazione dello strumento, dal Centro
Nazionale Amministrativo di Chieti, una "sfida" lanciata circa
dieci anni orsono, che non solo ha pienamente risposto alle
aspettative che in essa venivano riposte, ma che è diventata punto
di riferimento, in ragione della funzionalità espressa, per le
altre Amministrazioni dello Stato, in materia di gestione del
personale. Tale primato, ha continuato il Comandante Generale, si è
espresso non solo in Patria, ma anche all'estero, dove l'Arma «non
è seconda a nessuno» in termini di capacità di penetrazione nel
tessuto sociale delle diverse aree geografiche, che vedono i
Carabinieri impegnati per il ristabilimento delle condizioni di
vita naturalmente ambite dalle popolazioni locali e
nell'addestramento delle Forze di Polizia di quei Paesi, in massima
parte appena usciti da sanguinose esperienze belliche o ancora
immersi in simili crude realtà. Nel proseguire, il Comandante
Generale, riferendosi al generale Orlando, si è detto sicuro che
l'andare ad assumere il comando dell'Interregionale "Podgora"
costituisca felice circostanza, che gli consente «di averlo vicino
come amico e sicuro di aver affidato i circa 25mila uomini che da
quel Comando dipendono a persona che ha manifestato concretamente
di possedere una incondizionata fede nell'Istituzione».
Al generale Borruso ha espresso l'augurio di ricevere,
nell'incarico assunto, le soddisfazioni professionali e personali
che merita, con la sicurezza di potersi avvalere di un
collaboratore di indubbia capacità e pienamente partecipe del suo
ruolo. La cerimonia è terminata con un sincero susseguirsi di
calorose strette di mano. |
Agostino Papa
|
|
|