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Cambio del Vice Comandante

Il 14 giugno ha avuto luogo la cessione della carica di Vice Comandante Generale dell'Arma da parte del generale C.A. Stefano Orlando, al quale è subentrato il generale C.A. Corrado Borruso.

L'alternanza nell'incarico è avvenimento che riveste duplice importanza: per l'Istituzione, che individua in esso il collaboratore più diretto del Comandante Generale; per il singolo, che vede il coronamento della propria carriera militare. Un momento dunque così importante che il Comandante Generale ha emanato, per la circostanza, uno specifico ordine del giorno.

La giornata è iniziata al Museo Storico, dove i due generali, nel corso di una cerimonia breve ma densa di significato, hanno reso omaggio ai Caduti, deponendo una corona d'alloro al Sacrario. Nel pomeriggio, poi, nel Salone di Rappresentanza del Comando Generale, ha avuto luogo la cerimonia ufficiale, alla quale hanno presenziato una folta rappresentanza di generali C.A. in servizio e in congedo, componenti dello Stato Maggiore e della Rappresentanza Militare.

Alla presenza del Comandante Generale dell'Arma, generale C.A. Leonardo Gallitelli, e del Capo di Stato Maggiore, generale C.A. Arturo Esposito, il generale C.A. Orlando ha ceduto l'incarico al generale C.A. Borruso. Entrambi, nei rispettivi interventi, hanno sottolineato l'importanza dell'avvicendamento. In particolare il generale Orlando ha voluto aggiungere un grazie profondamente sentito al generale Gallitelli, per avergli concesso di vivere intensamente la significativa esperienza nell'incarico ricoperto e «per quello che fa silenziosamente e quotidianamente per l'Istituzione». Quindi ha proseguito partecipando le percezioni ricevute nell'incarico ricoperto, definito, a ragione, un «osservatorio privilegiato» che ha consolidato in lui la certezza di essere parte di un'Istituzione solida, forte ed efficiente, che deve le sue fortune al non comune «capitale umano» di cui dispone e che infonde nel cittadino autentici e genuini sentimenti di fiducia. Il generale Orlando ha concluso richiamando ai presenti la responsabilità di difendere tale patrimonio, sia attraverso una salda quanto partecipe condivisione degli obiettivi con il Vertice dell'Organizzazione, sia attraverso «l'appassionato adempimento dei rispettivi doveri quotidiani».

Il generale Borruso, da parte sua, ha esordito ringraziando coloro che ha definito essere stati suoi maestri di vita in campo militare e quanti gli hanno consentito di raggiungere l'attuale traguardo, a coronamento di una carriera vissuta intensamente e con sacrificio, anche in periodi difficili e realtà territoriali assai delicate con riguardo all'aspetto sociale e delinquenziale.

Il Comandante Generale, a sua volta, nel ringraziare il generale Orlando per «il fraterno e leale sostegno fornitogli in ogni circostanza», ne ha sottolineato le doti umane e caratteriali, che emergono da una profonda fiducia negli ideali istituzionali e da una consolidata e non comune esperienza professionale. Il generale Gallitelli ha colto l'occasione per tracciare un sintetico bilancio di quasi un anno trascorso nell'incarico da lui assunto il 23 luglio del 2009. Nel fare questo, ha sottolineato la posizione di cui gode l'Arma nell'ambito della Pubblica Amministrazione, dove viene additata come esempio di funzionalità ed efficienza, anche grazie all'ormai consolidato ricorso a tecnologie avanzate, sia in campo operativo che nella capillare diffusione dello strumento informatico, divenuto supporto essenziale al funzionamento dell'Istituzione, stimandone il concorso in circa 12mila comunicazioni giornalmente registrate tra i diversi livelli di comando. Ha poi evidenziato l'apporto fornito, sempre in termini di automazione e di modernizzazione dello strumento, dal Centro Nazionale Amministrativo di Chieti, una "sfida" lanciata circa dieci anni orsono, che non solo ha pienamente risposto alle aspettative che in essa venivano riposte, ma che è diventata punto di riferimento, in ragione della funzionalità espressa, per le altre Amministrazioni dello Stato, in materia di gestione del personale. Tale primato, ha continuato il Comandante Generale, si è espresso non solo in Patria, ma anche all'estero, dove l'Arma «non è seconda a nessuno» in termini di capacità di penetrazione nel tessuto sociale delle diverse aree geografiche, che vedono i Carabinieri impegnati per il ristabilimento delle condizioni di vita naturalmente ambite dalle popolazioni locali e nell'addestramento delle Forze di Polizia di quei Paesi, in massima parte appena usciti da sanguinose esperienze belliche o ancora immersi in simili crude realtà. Nel proseguire, il Comandante Generale, riferendosi al generale Orlando, si è detto sicuro che l'andare ad assumere il comando dell'Interregionale "Podgora" costituisca felice circostanza, che gli consente «di averlo vicino come amico e sicuro di aver affidato i circa 25mila uomini che da quel Comando dipendono a persona che ha manifestato concretamente di possedere una incondizionata fede nell'Istituzione».

Al generale Borruso ha espresso l'augurio di ricevere, nell'incarico assunto, le soddisfazioni professionali e personali che merita, con la sicurezza di potersi avvalere di un collaboratore di indubbia capacità e pienamente partecipe del suo ruolo. La cerimonia è terminata con un sincero susseguirsi di calorose strette di mano.
Agostino Papa