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CRONACHE
Da 196 anni vicini alla
gente
«In questi anni di profonda trasformazione, segnati da emergenze
come il terrorismo transnazionale e la grave crisi economica e
finanziaria, l'Arma ha garantito, in Italia e all'estero, un
contributo di fondamentale valenza alla sicurezza e al rispetto
della legge, coniugando efficienza operativa e professionalità con
gli alti valori morali che - insieme con una singolare capacità di
presenza umana in ogni comunità - da sempre la
contraddistinguono».
Queste parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
nel suo messaggio augurale per il 196° Annuale dell'Arma dei
Carabinieri, sintetizzano nella maniera più esauriente il
significato del motto "Carabinieri patrimonio delle comunità", che
ha suggellato la manifestazione.
Le celebrazioni, che si sono tenute nella Capitale il 4 giugno,
come di consueto hanno avuto inizio con la deposizione, da parte
del Comandante Generale dell'Arma, generale C.A. Leonardo
Gallitelli, delle corone d'alloro all'Altare della Patria e al
Sacrario del Museo Storico dell'Arma e si sono concluse la sera nel
cuore verde di Villa Borghese, con la cerimonia solenne in Piazza
di Siena. Presenti: il Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano; il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi; il
Ministro della Difesa Ignazio La Russa, dell'Interno Roberto
Maroni, della Giustizia Angelino Alfano; il Capo di Stato Maggiore
della Difesa, generale S.A. Vincenzo Camporini, che nel suo
messaggio augurale ha sottolineato come quella dell'Arma sia una
«storia di assoluta dedizione al bene comune e di incondizionata
fedeltà alla Patria… punteggiata da innumerevoli atti di eroica
quotidianità»; numerose alte autorità istituzionali, civili,
militari e religiose; i vertici dell'Arma in servizio e in congedo
e il folto pubblico, festante e commosso, che sempre incornicia ed
esalta, con l'entusiasmo delle sue palpitanti emozioni, il fascino
di questo fondamentale incontro tra la nostra gente e i suoi
Carabinieri.
E puntuali all'appuntamento, al rullo dei tamburi accompagnato
dalle marce militari della prestigiosa Banda, della Fanfara della
Legione Allievi e della Fanfara a cavallo, si sono schierati i
reparti in armi agli ordini del generale D. Antonio Ricciardi,
Comandante della Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze: una
Brigata di formazione su tre Reggimenti, due dei quali comprendenti
gli Allievi degli Istituti di formazione dell'Arma, i militari in
servizio nelle Organizzazioni territoriale e speciale, con una
Compagnia multinazionale della Forza di Gendarmeria Europea e una
rappresentanza di militari del Centro di Eccellenza delle Stability
Police Units (CoESPU) e uno dei reparti a cavallo, con Bandiere di
Guerra dell'Arma e del 1° Reggimento Carabinieri paracadutisti
"Tuscania", Stendardo del 4° Reggimento a cavallo, Medagliere
dell'Anc, Bandiera dell'Onaomac e Labaro del Cocer Carabinieri. Una
coreografia di equipaggiamenti e colori antica e sempre nuova si è
offerta dunque all'ammirazione affettuosa dello spettatore, che ha
potuto cogliere nella marzialità delle uniformi e nell'espressione
dei volti la fermezza dell'impegno morale e sociale che ciascuno di
quei giovani si è assunto quando ha indossato gli alamari con cui
ha consacrato la propria scelta di servizio e dello stile di vita
rigoroso e specchiato che ne deve conseguire.
Dopo gli onori di rito il Ministro della Difesa, parlando anche al
di fuori dell'intervento fissato con la vivacità e l'immediatezza
che gli sono proprie, ha illustrato al Presidente della Repubblica
i successi operativi conseguiti nello scorso 2009 dall'Istituzione.
Richiamandosi alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità nazionale
e citando l'epica carica di Pastrengo del 30 aprile 1848, ha preso
spunto per sottolineare come la Benemerita «abbia fornito un
contributo determinante alla nascita dello Stato unitario»,
accompagnandone la storia dal Risorgimento, nel quale si è
suggellato il carattere militare dell'Arma, «cerniera che tiene
insieme il modello organizzativo dei Carabinieri, così
diversificato, capillare e, al tempo stesso, costantemente aderente
alle esigenze delle diverse realtà sociali», sino ai conflitti del
secolo scorso, alla lotta al terrorismo e alla criminalità
organizzata e alle missioni internazionali. Quindi, riferendosi
alle 4.670 tra Stazioni e Tenenze come «avamposti irrinunciabili
della presenza rassicurante dello Stato…, presidio costante che
mira a soddisfare al meglio le istanze di sicurezza... attraverso
un intenso scambio di relazioni umane, oltre che professionali», ha
sottolineato come i Carabinieri, nel 2009, abbiano raccolto il 69
per cento delle denunce presentate a tutte le Forze di Polizia,
effettuando il 57 per cento degli arresti e il 54 delle denunce a
piede libero. In particolare, sul fronte della criminalità
organizzata, sono stati sequestrati beni per oltre un miliardo di
euro e arrestate 1.244 persone con 31 latitanti di spicco, tra i
quali 9 nell'elenco dei 30 ricercati di massima pericolosità. Il
Ministro La Russa ha quindi parlato dei 900 militari dell'Arma che,
schierati all'estero per conto dell'Onu, della Nato e della Ue,
contribuiscono «alla rinascita delle comunità e delle Istituzioni
democratiche di quei territori martoriati» anche a rischio della
propria vita, come è accaduto in Iraq e in Afghanistan, e tengono
lontano il terrorismo dal nostro Paese, senza contare il ruolo
determinante che ricoprono nell'addestramento e nella
riorganizzazione delle Forze di Polizia locali. Il Ministro ha
evidenziato ancora il contributo dei 120 carabinieri intervenuti in
favore delle popolazioni di Haiti colpite dal terremoto del gennaio
scorso, sia nelle operazioni di soccorso vero e proprio, sia in
quelle di mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica. Nel
ricordare come i brillanti risultati siano frutto anche
dell'ammodernamento dello strumento operativo e della
semplificazione dei processi funzionali, ha infine ribadito la
centralità del fattore umano e, rivolgendosi fuori del testo al
Governo, ha sottolineato l'indispensabilità della manovra
economica, che tuttavia deve tenere presente «la specificità del
Comparto Sicurezza (di cui l'Arma è parte)», che si è guadagnato
l'affetto dei cittadini, e nel quale «l'uomo deve essere
valorizzato». Ricordando il sacrificio dei militari dimostrato
dalle ricompense al Valore individuali e alla Bandiera, il Ministro
La Russa ha poi ringraziato i carabinieri «per quello che fate e
per quello che farete», esprimendo ai familiari dei Caduti
«l'eterna gratitudine dell'intero popolo italiano».
È seguito il conferimento delle medaglie: Oro al Merito Civile alla
Bandiera per l'impegno profuso dall'Arma durante il sisma
dell'Abruzzo nelle attività di soccorso, di controllo del
territorio e di salvaguardia del patrimonio artistico; Oro al Valor
Militare alla Memoria del colonnello Valerio Gildoni, ucciso
proditoriamente da un anziano squilibrato (Nanto, Vi, 17 luglio
2009); Bronzo al Valor Militare al masUps Giovanni Fontana per aver
affrontato con successo due rapinatori a un distributore di benzina
(Giuliano in Campania, Na, 12 maggio 2009); Oro al Valor Civile
alla Memoria del maresciallo capo Andrea Angelucci, travolto da
un'auto durante un servizio di controllo (Volperino di Foligno, Pg,
1° ottobre 2009); Oro al Merito Civile alla Memoria del carabiniere
Elio Di Mella, caduto in conflitto a fuoco con otto malviventi
durante la traduzione di un detenuto (Avellino, 7 ottobre 1982);
Promozione Straordinaria per meriti d'Istituto al luogotenente
Giuseppe Iatomasi per la sua determinante partecipazione alla
cattura di pericolosi camorristi (Province di Napoli, Caserta e
Terni, aprile 2008-gennaio 2009). Secondo una tradizione ormai
pienamente consolidata, sono stati poi attribuiti i premi ai
Comandanti di Stazione particolarmente distintisi nel corso del
2009: masUps Gaetano Iurato, da Settimo Milanese (Mi); luogotenente
Paolo Mazzolani, da Bologna; luogotenente Salvatore Friano, da
Roma-Porta Cavalleggeri; masUps Vincenzo Zaltini, da Ferrandina
(Mt); masUps Giancarlo Coluccia, da Taverna (Cz).
Ha chiuso brillantemente la serata l'esibizione del tradizionale
Carosello del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo, sotto la
direzione del maggiore Gaspare Giardelli; dopo le evoluzioni
magistralmente eseguite dai cavalieri al suono degli strumenti
delle Fanfare della Legione Allievi di Roma e a cavallo, il
prestigioso reparto, erede delle tradizioni equestri dell'Arma e
unico interamente montato dell'Esercito Italiano, con Stendardo di
Guerra e Bandiera Colonnella in testa, al comando del colonnello
Francesco Ferace, ha esaltato ed emozionato gli animi di tutti gli
astanti caricando al grido antico: «Pastrengo!». In sottofondo, le
suggestive note del Nessun dorma dalla Turandot di Giacomo Puccini,
nell'interpretazione dell'indimenticabile Maestro Luciano
Pavarotti. |
Vincenzo Pezzolet
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