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Il primo campione fu, negli anni
Quaranta del secolo scorso, Giuseppe Tosi, un gigante buono che
prestava servizio al Quirinale nel Reggimento Corazzieri,
Carabinieri Guardie del Presidente della Repubblica. Tosi fu uno
dei più forti discoboli della sua epoca. Primatista europeo nel
1948 (con la misura di 54,78 metri, poi ritoccata di due centimetri
da lui stesso), si aggiudicò la medaglia d'argento alle Olimpiadi
di Londra in quello stesso anno, sconfitto dalla sua "bestia nera",
Adolfo Consolini, che lo relegò sul secondo gradino del podio in
tre successive edizioni degli Europei di atletica leggera (nel
1946, 1950, 1954). Nel medagliere di Tosi figurano anche cinque
titoli italiani, cinque Campionati Militari internazionali e una
vittoria ai Giochi del Mediterraneo.
Le medaglie vinte nel corso della carriera agonistica costituiscono
la misura oggettiva del valore di un atleta. E i Carabinieri si
sono fatti sicuramente onore, con 86 medaglie olimpiche (28 ori, 24
argenti e 34 bronzi). Nei Mondiali hanno sommato 314 allori (91
medaglie d'oro, 101 d'argento e 112 di bronzo). Nei Campionati
Europei il bilancio è di 100 ori, 103 argenti e 182 bronzi. Nei
Mondiali Militari hanno sfiorato (fino ad oggi) le 500 medaglie:
gli ori sono stati 186, gli argenti 139 e i bronzi 172. Meno
consistente il bottino delle Universiadi (21 primi posti, 24
secondi, 29 terzi). Nei Campionati Italiani è difficile star dietro
alle cifre, perché gli aggiornamenti sono continui e cospicui.
Dagli esordi alla fine del 2009, si contavano 2.175 medaglie d'oro,
2.141 d'argento e 1.790 di bronzo.
QUELLI CHE ALLE OLIMPIADI. Vale la pena di dare
nomi e volti alle medaglie olimpiche. Sul gradino più alto del
podio sono saliti: Raimondo D'Inzeo (equitazione, salto ostacoli) a
Roma nel 1960; Paul Hildgartner e Walter Plaikner (slittino doppio)
a Sapporo nel 1972; Michele Maffei e Mario Tullio Montano (sciabola
a squadre) a Monaco nel 1972; ancora Paul Hildgartner (slittino
singolo) a Sarajevo nel 1984; Mauro Numa, doppio oro nel fioretto
individuale e a squadre, a Los Angeles nel 1984; Alberto Tomba, con
tre ori: slalom gigante e slalom speciale nel 1988 a Calgary,
slalom gigante nel 1992 ad Albertville; Wilfried Huber (slittino
doppio) nel 1994 a Lillehammer; Silvio Fauner nella staffetta 4x10
km di sci di fondo sempre a Lillehammer; Alessandro Puccini
(fioretto individuale) e Angelo Mazzoni (spada a squadre) ad
Atlanta nel 1996; Günther Huber e Antonio Tartaglia (bob a due) a
Nagano nel 1998; Angelo Mazzoni e Alfredo Rota nella spada a
squadre a Sydney nel 2000; Armin Zoeggeler (slittino singolo) a
Salt Lake City nel 2002; Aldo Montano (sciabola individuale),
Salvatore Sanzo e Andrea Cassarà (fioretto a squadre) ad Atene nel
2004; ancora Armin Zoeggeler (slittino singolo) a Torino nel 2006;
Giorgio Di Centa (sci di fondo 50 km) a Torino, dove lo stesso Di
Centa conquistò un secondo oro nella staffetta 4x10 km, della quale
faceva parte anche Pietro Piller Cottrer; Alex Schwazer (50 km di
marcia) a Pechino nel 2008. I carabinieri che hanno conquistato
medaglie d'argento alle Olimpiadi sono: Giuseppe Tosi; Raimondo
D'Inzeo (2, una individuale e una a squadre), Salvatore Oppes
(equitazione a squadre); Stefano Simoncelli e Carlo Montano
(fioretto a squadre); Mario Tullio Montano e Tommaso Montano
(sciabola a squadre); Paul Hildgartner e Karl Brunner (slittino
singolo); Gianluca Tiberti (pentathlon moderno a squadre); Silvio
Fauner (2 volte secondo nella staffetta 4x10 km sci di fondo);
Alberto Tomba (due volte secondo nello slalom speciale); Norbert
Huber (slittino doppio); Armin Zoeggeler (slittino); Giorgio Di
Centa (staffetta 4x10 km sci di fondo); Pietro Piller Cottrer
(staffetta 4x10 km sci di fondo e individuale 15 km tecnica
libera); Salvatore Sanzo (fioretto); Aldo Montano e Giampiero
Pastore (sciabola a squadre). Ed ecco i nomi delle medaglie di
bronzo olimpiche: Federico Cappellazzo, Raffaello Caserta, Andrea
Cassarà, Diego Confalonieri, Pietro Piller Cottrer, Daniele Crosta,
Giovanni De Benedictis, Raimondo D'Inzeo (3), Silvio Fauner (2),
Roberto Ferraris, Margherita Granbassi (2), Günther Huber, Norbert
Huber, Angelo Mazzoni, Antonio Oppes, Johann Passler (2), Giampiero
Pastore, Herbert Plank, Alfredo Rota, Davide Rummolo, Salvatore
Sanzo (2), Luigi Tarantino (2), Gianluca Tiberti, Matteo Zennaro,
Andrea Zingerle, Armin Zoeggeler (2).
LA PUNTA DI UN ICEBERG. I grandi successi
internazionali sono il fiore all'occhiello del Centro Sportivo
Carabinieri (creato nel 1964). Costituiscono la punta di un
iceberg: numerosi impianti e attrezzature ginnico-sportive
permettono all'Arma di contribuire allo sviluppo dello sport su
base nazionale, con atleti formati e valorizzati dal C.S.,
assolvendo anche alla delicata funzione di far proseguire
l'attività agonistica a elementi di rilievo nazionale. Il Centro
Sportivo opera attraverso dieci distinte Sezioni: Atletica leggera
(con sede a Bologna), Sport invernali (con sede a Selva di Val
Gardena), Nuoto e tuffi (Napoli), Paracadutismo sportivo (Livorno),
Scherma, Judo, Taekwondo, Pentathlon Moderno e Triathlon, Sport
equestri, Tiro (tutte con sede a Roma). I rapporti con il Coni e le
Federazioni sportive sono disciplinati da una convenzione con il
Ministro della Difesa e il Coni stesso, il quale prevede che i
corpi sportivi mettano a disposizione delle Federazioni i propri
atleti e tecnici per la composizione delle squadre nazionali. Le
relazioni fra il C.S. Carabinieri e il Coni passano attraverso
l'Ufficio di Collegamento Forze Armate/Coni, organo di
coordinamento delle attività dei corpi sportivi militari. Da sei
anni (come effetto dell'arruolamento femminile) sono approdate al
Centro Sportivo numerose atlete donne, che hanno partecipato, da
allora, alle Olimpiadi e a tutte le principali competizioni in sede
mondiale, europea e nazionale. Con eccellenti risultati.
SPIRITO DI SACRIFICIO. Il Presidente del Coni,
Giovanni Petrucci, ha definito «storica l'epopea dei Carabinieri
nello sport». Tracciando un bilancio - sul Calendario dell'Arma del
2008, dedicato interamente alle imprese sportive dei Carabinieri -,
Petrucci espresse la riconoscenza di tutto il movimento sportivo
all'Arma «per il grande lavoro di sostegno fornito allo sport,
arruolando e forgiando tanti giovani atleti diventati poi campioni
inimitabili». E avvertì come fosse superfluo «rammentare quanto i
Carabinieri hanno contribuito ad incrementare l'attività agonistica
dello sport italiano, trasfondendo la loro determinazione e il loro
spirito di sacrificio in altre generazioni di atleti». Un esempio
per tutti, in altre parole. Un esempio che si è materializzato in
un numero incredibile di vittorie in campo internazionale e in
campo nazionale. Sarà impossibile ricordarle tutte in questo
Speciale. Nelle prossime puntate applicheremo la lente
d'ingrandimento alle singole discipline sportive, per sollecitare
la memoria dei lettori più anziani e offrire ai più giovani un
panorama degli eventi e degli uomini che hanno contribuito
maggiormente a scrivere questa epopea. (1. continua)
Collabora a questa serie Stefano
Giommoni |