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CRONACHE
Il Comandante Generale in
Calabria
Il 5 febbraio scorso il Comandante
Generale dell'Arma, generale C.A. Leonardo Gallitelli, ha visitato
la Compagnia di Petilia Policastro (Kr), accompagnato dal
Comandante della Legione Carabinieri Calabria, generale B. Marcello
Mazzuca, e dal Comandante provinciale di Crotone, tenente
colonnello Francesco Iacono, dal quale la Compagnia dipende. Ad
attenderlo: il Comandante, capitano Giorgio Mazzoli, i Comandanti
delle Stazioni dipendenti e le rappresentanze degli effettivi di
ogni grado in forza.
Petilia è situata in una zona impervia dell'interno montano
calabro, alle pendici della "Sila piccola", che comprende il
Crotonese e parte del Catanzarese e del Cosentino, in condizioni
ambientali geofisiche e sociali particolarmente difficili. In tale
considerazione il Comandante Generale ha inteso portare la propria
vicinanza e quella dell'Arma ai militari che vi sono impegnati.
Parlando loro, infatti, ha sottolineato l'importanza dei reparti
territoriali, «presidi di legalità e simbolo stesso dello Stato»,
ricordando la forma di protezione ravvicinata ai cittadini,
«garantita dalla rassicurante presenza delle Stazioni Carabinieri»;
infine ha stretto la mano a ciascuno, esprimendo sentimenti di
affettuoso apprezzamento.
Il generale Gallitelli è poi partito, unitamente al generale
Mazzuca, alla volta della Stazione di Botricello, cittadina
catanzarese sulla costa ionica, che controlla un'area molto
sensibile sotto il profilo della sicurezza, in quanto costituisce
una cerniera operativa tra le province di Catanzaro e Crotone. Lo
ha accolto il Comandante, maresciallo sUPs Natale Malagrinò,
presenti anche i Comandanti della Compagnia di Sellìa Marina,
capitano Alberto Pigozzo, e del Nucleo Operativo, tenente Rocco De
Paola, nonché i militari in servizio in quel presidio. A questi il
Comandante Generale ha espresso vivo apprezzamento per l'impegno
professionale e la dedizione al dovere e, nell'informarli sulle
prospettive di sviluppo dell'Istituzione, ha rammentato l'esigenza
di vivere la Stazione, che svolge «un ruolo decisivo nel sistema
sicurezza dello Stato», come una famiglia, perché unità e
affiatamento all'interno dell'Arma sono aspetti fondamentali per
adempiere con serenità ed efficienza alle attività d'intervento a
tutela delle popolazioni, specie in «zone dove il crimine si
manifesta con modalità virulente e insidiose». Dopo essersi
brevemente intrattenuto con ciascuno dei presenti, è poi rientrato
in sede.
Nel corso della medesima giornata e prima delle citate visite, il
Comandante Generale ha presenziato a un evento di profondo
significato morale, un riconoscimento che è stato contestualmente
un segno di stima professionale e un'attestazione di affetto sul
piano umano personale: il conferimento della cittadinanza onoraria
di Catanzaro al generale C.A. Stefano Orlando, Vice Comandante
Generale dell'Arma. La cerimonia si è tenuta nella prestigiosa
"aula rossa" del Palazzo dei Nobili, sede del Municipio, presenti
anche il Comandante Interregionale, generale C.A. Lucio Nobili, e
le maggiori autorità provinciali e locali.
Ricordiamo che il generale C.A. Orlando, dal 1974 al 1982, ha
comandato la Compagnia di Catanzaro, ove pure è nata la figlia
Giovanna, alla quale, nella stessa circostanza, è stata consegnata
la pergamena dell'atto di nascita. «La figura del generale
Orlando», ha detto il Sindaco Rosario Olivo prima di consegnargli
le simboliche chiavi della città, realizzate dal maestro orafo
Gerardo Sacco, «merita di essere indicata alle nuove generazioni
quale fulgido esempio di attaccamento allo Stato e alle
Istituzioni». «Ringrazio il generale Orlando», ha aggiunto poi,
«per avere accettato questo riconoscimento, sicuro che porterà
sempre nel cuore la città di Catanzaro, il calore, l'umanità,
l'onestà dei Catanzaresi». A sua volta il Vice Comandante Generale
si è detto orgoglioso e fiero «di portare la "catanzaresità"
nell'Arma, che ha fedelmente servito, e continua a servire» come i
tanti colleghi presenti nell'aula, affermando che «l'esperienza
fatta in questa città mi ha fornito un ricco patrimonio culturale e
umano».
V.P. |
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