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LOTTA AL CRIMINE 24 ORE SU 24
Genova: fermata la gang dei
container
Nove persone, sei delle quali
accusate di associazione a delinquere finalizzata a furti e
ricettazione, sono state arrestate dai Carabinieri della Compagnia
di Genova-San Martino, comandati dal capitano Pier Antonio Breda e
coordinati dal tenente Giacomo Ravo - alla guida del Nucleo
Operativo della stessa Compagnia -, al termine di un'indagine che
ha permesso di sgominare un'organizzazione criminale che ha fatto
molto parlare di sé. La "gang dei container", così la stampa locale
aveva definito questo sodalizio di cui facevano parte, tra gli
altri, insospettabili cittadini genovesi e una famiglia calabrese
formata da un padre e dai suoi due figli, titolari di una ditta di
trasporti e spedizioni via terra con sede legale a Cittanova, in
provincia di Reggio Calabria, ma attiva anche nel Nord
Italia.
Particolarmente efficace il modus operandi adottato dai malviventi,
che agivano su due fronti paralleli: quello dei furti nei magazzini
di stoccaggio di importanti società, e quello legato alle
spedizioni transcontinentali. I malviventi, in particolare, avevano
trovato un sistema davvero ingegnoso, capace di eludere le
tradizionali attività investigative, per mettere le grinfie sulle
attività di esportazione delle aziende colpite, in particolare su
quelle dirette verso Giappone e Stati Uniti. Con il supporto di una
ramificata rete di infiltrati in importanti società di trasporti,
l'aiuto di autisti compiacenti e una serie di magazzini per la
conservazione della refurtiva, la banda riusciva a sottrarre con
sistematicità buona parte della merce destinata alle esportazioni,
manomettendo i sigilli apposti dalle ditte di spedizione, aprendo i
container stoccati nei camion diretti oltreconfine, svuotandoli in
parte del loro contenuto, e quindi riapponendovi i sigilli,
opportunamente manomessi e poi ricomposti in modo da farli apparire
integri all'arrivo della merce.
Per le aziende vittime di tale raggiro, un danno non solo in
termini economici, ma anche d'immagine e credibilità, vista la
difficoltà di spiegare ai clienti gli ammanchi di merce registrati
alla consegna. |
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