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In primo piano

«...Questo Corpo non saprebbe esistere se non trovasse nella costante emulazione, nella ...obbedienza, nella stretta unione, nella mutua considerazione e rispetto, nell'illimitato amore dell'ordine, quell'uniformità di sentimenti, quello spirito di Corpo, che ...vi tiene tutti ...e ne conserva l'intiera forza». Così si legge nel Regolamento generale del Corpo dei Carabinieri Reali Approvato da Sua Maestà Carlo Felice nell'anno 1822. Un testo che è figlio delle passioni risorgimentali, ma che ancora oggi risulta più che mai attuale, rappresentando non solo il fondamento di tutti i regolamenti successivi, ma anche la fonte primaria di quei valori che costituiscono l'identità stessa dell'Arma, la base morale e ideale dell'essere Carabiniere.

Perché è in quegli oltre seicento articoli, in quella serie di norme, regole e prescrizioni che dell'Arma delineano organizzazione interna, funzioni e disciplina (ne parliamo diffusamente in un articolo a pag. 78), che si radicano i valori che ancora oggi guidano l'operato di ogni militare, dal Comandante Generale all'ultimo degli allievi, tutti ugualmente legati a quel Giuramento cui non a caso è dedicato il Calendario Storico 2010.

Un Giuramento che vincola ogni uomo o donna dell'Arma a svolgere una missione che può essere compiuta nei teatri sconvolti dalla guerra, come quelli in cui agiscono i tanti Carabinieri impegnati nelle missioni di stabilizzazione all'estero (a loro è dedicato un resoconto a pag. 29, incentrato sul progetto European Union Police Forces Training 2009), ma anche nelle strade e nei quartieri delle nostre città, paesi e borghi dove la presenza di una Caserma è la testimonianza tangibile di un servizio svolto con un senso della responsabilità, un'onestà e una dedizione che da sempre rendono i Carabinieri vicini alla popolazione.

È quanto ha ricordato anche il Comandante Generale dell'Arma agli uomini in forza alle Stazioni visitate tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010 (vedi pagg. 20-21), ed è quanto devono aver percepito anche quanti, come i rappresentanti della Polizia greca, hanno a loro volta fatto visita al Comando Generale di viale Romania, dove hanno avuto modo di confrontarsi con i vertici della Benemerita su metodi e strumenti di lavoro, oltre che su questioni riguardanti la collaborazione tra le Forze di Polizia europee.

La prossimità ai cittadini, tema portante del discorso tenuto dal Santo Padre Benedetto XVI alla rappresentanza di oltre trecento militari che lo hanno incontrato in Vaticano ai primi di gennaio (ne parliamo a pag. 24), è del resto una dimensione che i militari dell'Arma imparano anche attraverso la loro formazione spirituale, nella quale sono assistiti dall'Ordinariato Militare. Un sostegno, quello offerto da questa importante Istituzione, che non sarebbe possibile se a dispensarlo non fossero sacerdoti come quelli usciti dal Seminario Maggiore di Roma (a questa struttura dedichiamo un servizio a pag. 32), i quali sanno bene cosa significhi vivere con un'uniforme indosso. Un "abito" che, proprio come quello degli uomini di Chiesa, non si dismette mai veramente.
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