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Tra fortezze e mausolei

Una full immersion nell'architettura militare omanita, inserita in un territorio caratterizzato da una natura incontaminata

La rocca di Bahla, a 40 Km da Nizwa Un viaggio in Oman è un'autentica scoperta. In un mondo non ancora invaso dal turismo di massa, una dignitosa gentilezza e cordialità da parte dei cittadini omaniti e una grande sicurezza nel visitare il territorio sono il corollario di un interessante percorso culturale e di scoperta di una natura genuina e incontaminata: dai numerosi wadi (specie di canyon in cui scorrono corsi d'acqua non perenni) con le loro verdi oasi di palme, all'asprezza della catena montagnosa del Jebel Al Akhdar, ma soprattutto una full immersion nell'architettura militare.

L'arte di costruire forti e baluardi è stata sempre molto importante, in Oman: per proteggere il Sultanato, infatti, fu necessario erigere nella regione strutture uniche per moduli di costruzione e per numero. Come i tanti palazzi fortificati con torri d'avvistamento (circa 600) costruiti ancor prima della presenza portoghese in questa terra, in posizione strategicamente rilevante nel mondo mediorientale. A riguardo è interessante ricordare che nel 1584 un italiano, il Cairate, nominato Architetto Capo per l'Estado das Indias da Filippo II di Spagna, fu inviato prima a Goa e poi a Muscat, dove poté completare il sistema difensivo del Forte di Mirani, aggiungendo batterie a livello del mare e rendendo il porto sicuro da attacchi navali.

Una piacevole sorpresa è vedere che alcuni dei più importanti cantieri di restauro sono condotti da un architetto anch'esso italiano, Enrico d'Errico, che da anni lavora in Oman come consulente del Ministro del National Heritage. Il d'Errico, figlio di Mario e nipote di Enrico, entrambi ufficiali dei Carabinieri, non ha seguito le tradizioni militari di famiglia, ma gestisce i cantieri con ferrea disciplina, ottenendo ottimi risultati. Iniziò l'attività di architetto strutturalista in Iran nel 1970, quando si dedicò alla ricostruzione e al restauro del Mausoleo di Soltanieh, a 250 km da Zanjan, ora iscritto tra i siti del World Heritage dell'Unesco.

Fra i monumenti più interessanti in Oman, il Palazzo fortezza della città di Jabrin, che fu oggetto del primo programma di restauri ivi intrapreso con grande lungimiranza e sensibilità storico-culturale nel 1979, e realizzato integralmente dal d'Errico. Imponente manufatto costruito tra il XVI e il XVIII secolo, nacque, nel 1671, come palazzo residenziale per ordine di Bal'arab Bin Sultan Al-Ya'ribi, che lì è sepolto. La pianta rettangolare della fortezza è caratterizzata da due cortili adiacenti con due blocchi di diversi livelli di piano. Il nucleo centrale, rettangolare anch'esso, è accompagnato da due torri angolari. All'interno, interessanti soffitti di legno sapientemente restaurati rendono ancora più suggestiva una visita che ben illustra la filosofia architettonica del palazzo fortificato e lo stile di vita del tempo.

Un altro forte, il restauro del quale è sempre condotto dal nostro connazionale e che sarà visitabile fra non più di due anni, è quello di Bahla, nell'omonima città: un'imponente costruzione a 40 km da Nizwa, antica capitale del Sultanato, ora piccolo centro e culla della gioielleria in oro e argento. Qui si producono anche i khanjar, pugnali a lama ricurva, tipici della tradizione omanita. Anche a Nizwa è possibile visitare uno splendido forte già restaurato. Una visita al souk locale e alle vie cittadine con i caratteristici odori e colori, infine, riporta indietro nel tempo.

Andando in giro per alcuni dei wadi più belli dell'Oman, si scoprono piccole torri d'avvistamento che sembrano sorgere dal nulla ed essere completamente inutili… Erano invece a protezione interna del territorio da invasioni di tribù nemiche. Tra i wadi più lunghi e suggestivi, quelli di Tiwi e di Al Arbayeen. Un'escursione in fuoristrada nei territori che li ospitano consente esperienze difficilmente ripetibili.
Tra le visite da non dimenticare, vi è poi quella al Museo delle Forze Armate omanite, per i rari pezzi esposti: dai fucili alle daghe, agli stupendi, antichi khanjar. Un militare è sempre pronto ad accompagnarvi, e a fornire discretamente le spiegazioni del caso, ma l'impostazione e la didattica del percorso espositivo sono ben centrate, a patto ovviamente che conosciate l'inglese.

Il Museo si trova in un antico forte, il Bait Al Falaj, che prende il nome dall'acqua portata dal falaj (tradizionale ed efficace sistema locale di irrigazione) e che si trova nella piana di Ruwi (ora parte integrante della capitale Muscat): un'area circondata da alte montagne in una posizione strategica centrale. Fatto costruire nel 1845, durante il regno di Said bin Sultan, capostipite dell'attuale dinastia, all'epoca proteggeva il grande porto commerciale di Muttrah e ne controllava le vie d'accesso. Nel tempo divenne residenza reale privata, caserma per le Forze Armate Sultaniali, per poi finire in un progressivo decadimento. Nel 1978 ne fu iniziato il restauro e dieci anni dopo venne inaugurato il Museo.
M. G. Pasqualini