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Chiuso per rapina

Barba, baffi e parrucca finta, una pistola giocattolo, un passamontagna, e il gioco era fatto. In questo modo, per due anni, un cinquantaquattrenne pregiudicato, arrestato ai primi di ottobre dai Carabinieri della Compagnia di Cossato (Biella), al comando del capitano Daniele Narduzzi, era riuscito a farla franca dopo aver messo a segno una serie di rapine nel biellese e in altre province del Piemonte. Vittime delle sue "scorribande" alcuni istituti di credito locali, che l'uomo colpiva con metodo e determinazione, non prima di aver preparato con cura ogni dettaglio dell'operazione: dopo lunghi appostamenti durante i quali, con un binocolo, il malvivente osservava orari e spostamenti dei dipendenti delle filiali e studiava ogni possibile via di fuga, l'uomo camuffava il proprio aspetto con barba e parrucca, quindi entrava nelle banche armato non solo di coltello e pistola finta, ma anche di un cartello con su scritto "Chiuso per riunione sindacale", che serviva a scoraggiare l'entrata di nuovi clienti. A quel punto si faceva consegnare il denaro dai dipendenti terrorizzati, lo sistemava in uno zaino e fuggiva inosservato, lasciando dietro di sé una scia di incredulità.

La sua carriera, però, è stata stroncata dall'acume di due carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, l'appuntato scelto Giuseppe Motta e l'appuntato Enrico Vigna, che una mattina di ottobre hanno notato un'auto sospetta in sosta in una via centrale della cittadina, con a bordo un uomo che, alle loro domande, rispondeva candidamente di essersi fermato a riposare prima di affrontare il viaggio che lo avrebbe riportato a casa, a Torino.

I due militari, però, non ci hanno visto chiaro, e la perquisizione del bagagliaio dell'auto ha confermato i loro sospetti: ne sono emersi tutti i "ferri del mestiere" del rapinatore, dagli accessori per il camuffamento alla pistola giocattolo, dal cannocchiale al passamontagna, dagli abiti di ricambio agli attrezzi da scasso, dal cellulare, opportunamente modificato per evitare di essere rintracciabile, alle cartine stradali di alcune città del Piemonte, fino a vari appunti su alcuni istituti di credito della zona e ai cartelli plastificati che sarebbero serviti per bloccare l'accesso alle banche durante le sue "visite".

Condotto in caserma dai militari dell'Arma e messo alle strette dagli evidenti indizi contro di lui, l'uomo ha confessato non solo di essere responsabile di cinque rapine, ma anche di essere in procinto di perpetrarne una ai danni della filiale Unicredit di Cossato. Per lui si sono aperte rapidamente le porte della Casa Circondariale di Biella, per rimanere a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.