Coca-Cola, pizza familiare, pollo
intero o mezzo pollo, birra e cioccolato. Sembrava la lista della
spesa di normalissime massaie, quella risultante dalle
intercettazioni effettuate dai carabinieri del Nucleo Operativo
della Compagnia "Palermo - San Lorenzo", guidati dal tenente
Antonio Bisogno, ai danni di un'organizzazione criminale che
riforniva di droga le piazze dello spaccio palermitano e non solo.
Di ben altre "merci", invece, si interessavano le madri di famiglia
individuate, intente com'erano a calare dai balconi panieri carichi
di cocaina, hashish, eroina. Tutta familiare, dunque, la banda
sgominata dai carabinieri siciliani, con le donne di ben noti clan
alla guida di quello che gli investigatori hanno battezzato "Family
market". Questo anche il nome dato all'operazione, iniziata già due
anni fa, in seguito all'arresto, nella borgata palermitana di
Ciaculli, di un pregiudicato trovato in possesso di oltre 50 grammi
di cocaina, e conclusasi lo scorso novembre con un'intervento che
ha visto coinvolti 200 carabinieri del Comando Provinciale di
Palermo insieme a unità cinofile, militari del 12° Battaglione
Sicilia e un velivolo del 9° Nucleo Elicotteri, e che si è risolta
con 30 provvedimenti cautelari emessi dall'Ufficio del Gip del
Tribunale di Palermo a carico di altrettanti soggetti, responsabili
di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio
di sostanze stupefacenti.
Un'indagine che ha coinvolto non solo i quartieri palermitani di
Bonagia, Falsomiele e Zen, ma anche alcune zone del Trapanese, in
particolare Erice e Marsala, arrivando a sventare un giro d'affari
da 30mila euro a settimana, con oltre sette chili di cocaina,
hashish ed eroina che venivano venduti, sia al dettaglio sia
all'ingrosso, a tossicodipendenti e spacciatori. 40 euro per mezzo
grammo di coca, 20 per mezzo grammo di eroina, 5 per una stecchetta
di hashish: questi i prezzi praticati da una banda che trovava
nella propria natura familiare la sua coesione, che poteva contare
sulla collusione e l'omertà di un ambiente spesso degradato come
quello dello Zen palermitano, e che non esitava a svolgere i suoi
traffici anche nei pressi di scuole, asili, piazze frequentate dai
bambini. C'era persino chi, pur di farsi pagare - in qualunque
forma - dagli acquirenti, non disdegnava di estorcere prestazioni
sessuali alle tossicodipendenti, disposte a tutto per ottenere la
propria dose, minacciando di violenze e pestaggi chiunque altro si
dimostrasse "cattivo pagatore".
Dieci le persone arrestate dai militari della Compagnia "San
Lorenzo" nel corso degli ultimi due anni d'indagine, durante i
quali sono stati anche sequestrati più di 5 kg di hashish, 2 di
cocaina e 1 di eroina, oltre ad ingenti somme di denaro, provento
della remunerativa "attività". Diversi e gravissimi i reati
contestati ai destinatari delle misure cautelari: si va
dall'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti allo
spaccio, detenzione, produzione, trasporto e cessione di droga,
dall'estorsione alla ricettazione. |