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CULTURA
Una nuova 'casa' per i
romani
Addio al colle di Michelangelo: il
Campidoglio Due, a breve sede degli uffici amministrativi della
Capitale, sorgerà sulla via Ostiense, e sarà uno spazio davvero
aperto ai cittadini, non soltanto per i servizi
offerti
Sorgerà a Roma, in un'area adiacente alla via consolare Ostiense,
il "Campidoglio Due - La Casa dei Cittadini", destinata ad
accogliere l'intera funzione amministrativa centrale della
capitale, lasciando alla storica struttura capitolina solo la
rappresentanza ufficiale. Si tratta di un complesso che dovrà
essere estremamente "aperto" nei confronti della cittadinanza, per
andare a costituire un vero e proprio polo di riferimento cui ogni
quartiere potrà far capo per tutte quelle questioni primarie in cui
si articola la vita cittadina.
A questo scopo l'Assessorato alle Politiche del Patrimonio e il
Dipartimento III (Politiche del patrimonio e promozione progetti
speciali), hanno bandito di recente un concorso, il cui tema era
quello di progettare la nuova struttura inserendola su un'area
gravitante sulla via Ostiense, attualmente molto degradata, poco
integrata con il contesto cittadino. Un territorio che, accogliendo
il nuovo complesso amministrativo, avrebbe potuto, in questo modo,
essere totalmente riqualificato. Era quindi richiesto un progetto
su scala urbana, da collocarsi in una zona che, nella sua
particolare posizione tra la ferrovia e la città, presentava
carenze sia di verde, sia di spazi attrezzati. L'obiettivo,
insomma, era creare un'area che fosse adatta alla funzione
lavorativa, che garantisse un dialogo più rapido ed efficace tra
istituzioni e cittadini, ma anche in grado di svolgere un moderno e
innovativo ruolo di "aggregazione sociale", capace di fornire
accoglienza e vivibilità ai romani.
La sfida, certo, era di quelle da far tremare i polsi, considerando
anche che, a firmare il "primo" Campidoglio, fu un maestro del
calibro di Michelangelo Buonarroti, incaricato da papa Paolo III di
rinnovare il look del colle più famoso di Roma in seguito al
percorso trionfale organizzato nell'Urbe in onore di Carlo V nel
1536.
Il progetto vincitore (firmato dal Capo Gruppo Studio Altieri
S.p.A.), in ogni modo, sembra essere stato all'altezza delle
aspettative, anche se ora, come ha sottolineato l'Assessore
Antoniozzi nella presentazione del Catalogo che ha riunito i
progetti presentati (ed. Prospettive), sarà certamente sottoposto
ad un «ciclico affinamento», man mano che «procederà la necessaria
opera di riorganizzazione dell'intera macchina amministrativa», la
quale «si dovrà appunto "spostare" nella nuova "Casa dei
cittadini"», permettendo parallelamente la valorizzazione del
Campidoglio, avviato ad accogliere il più vasto polo museale
d'Europa. Accattivante già dal titolo - "Un filo conduttore" -, il
progetto che ha prevalso sugli altri dimostra l'impegno a superare
la specificità dell'area urbana assegnata al concorso, per inserire
il progetto in un più ampio «sistema ambientale e territoriale
della città».
Si deve sottolineare come tutti i lavori presentati abbiano tenuto
ben presente la situazione energetica in cui oggi ci troviamo,
puntando a soluzioni che avessero come linee guida fondamentali
quelle dell'efficienza energetica e del contenimento dei consumi.
Da qui l'evidente significato del titolo che il gruppo
classificatosi secondo (Capogruppo Politecnica Ingegneria e
Architettura), ha assegnato al suo progetto: "Superfici attive per
l'energia". Esso ha puntato il proprio obiettivo su strategie
ottimali di inserimento del nuovo nel contesto del presente, ma ha
anche pensato al disegno futuro della città, considerando l'area in
cui sorgerà il nuovo Campidoglio come un "nodo straordinario di
interconnessione per il trasporto pubblico", quale "ricucitura"
ottimale, e assolutamente ecosostenibile, fra i diversi settori
urbani.
E se il terzo classificato (Capogruppo Gregotti e Associati
International S.p.A.), dal titolo "Grandi vetri fra pubblico e
privato", mette in particolare evidenza il carattere pubblico del
nuovo insediamento, che dovrà "riorganizzare in sinergia i servizi
essenziali della città di Roma", il quarto (Capogruppo J.M.
Wilmotte & Associés S.A.), dal titolo "Integrare la tradizione
alle nuove tecnologie", s'incentra su una sistematica progettazione
di spazi aperti, che rendano meno invasivo l'impatto ambientale
delle grandi volumetrie (richieste peraltro dallo stesso bando). I
progettisti (il noto studio romano degli architetti Pediconi e
Magagnini) hanno pensato di frammentare verticalmente le altezze,
portandole ad un equilibrato allineamento con gli edifici esistenti
e rendendo così più armonioso lo sviluppo orizzontale del complesso
in un'area che voleva evitare un'eccessiva monumentalità e
mantenersi il più possibile vicina allo spirito "storico" del
quartiere.
Ne è scaturito un organismo architettonico molto attento alla
conservazione degli edifici esistenti più rappresentativi della
fabbrica ex Manifattura Tabacchi, come la torre con la sottostante
base tecnica e il principale palazzo uffici, "a memoria delle
funzionalità storiche del quartiere e della città". Così è stata
ripresa, ad esempio, la tipica tipologia dei comparti a "corte
aperta", in una composizione che richiama esempi già presenti a
Roma, tra cui lo stesso Campidoglio, la Farnesina e molti altri
complessi ed edifici rappresentativi.
Ricordiamo che i progetti per "La Casa dei Cittadini - Campidoglio
Due" sono stati esposti recentemente presso la Casa
dell'Architettura ex Acquario Romano, con la presentazione,
nell'emiciclo dell'Acquario stesso, di alcune videoanimazioni, di
48 tavole di sintesi e di alcuni degli elaborati grafici dei piani
preliminari di tali progetti, presentati dai gruppi che li hanno
ideati. |
Luisa Chiumenti
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