|
|
Home > L'Editoria >
Il Carabiniere >
Anno 2010 >
Gennaio
>
CULTURA
Carabinieri in Giallo: salva con
nome
Si è conclusa con la premiazione del
racconto vincitore la terza edizione del nostro Concorso
letterario. Che ha visto un sottufficiale dell'Arma posizionarsi
tra i primi tre classificati
E siamo a tre! Gli anni passano e sembra ieri, quando nella pausa
pranzo della redazione venne fuori l'idea di un concorso letterario
che avesse come protagonista un carabiniere investigatore.
Detto fatto, e l'idea si è fatta realtà raccogliendo un deciso
consenso. A cominciare da quello dell'illustre giuria che continua
a seguirci con entusiasmo e professionalità. Primo fra tutti il
Presidente, il giudice-scrittore Giancarlo De Cataldo, che anche lo
scorso 26 novembre ha condotto con la sua solita verve, brillante e
incisiva, la cerimonia di premiazione di questo terzo appuntamento
con i... Carabinieri in giallo. Insieme a lui, il dottor Carlo
Degli Esposti, responsabile della Società di Produzione "Palomar",
la giornalista televisiva Federica Sciarelli, conduttrice di Chi
l'ha visto?, la professoressa Silvia Leonzi, docente di Scienze
delle Comunicazioni all'Università La Sapienza di Roma, il tenente
colonnello Roberto Riccardi e la dottoressa Claudia Colombera,
rispettivamente Direttore Responsabile e Capo Redattore della
Rivista. Non c'erano, per precedenti impegni, i giornalisti Paola
Vuolo de Il Messaggero, Massimo Lugli de la Repubblica e Giancarlo
Bianconi del Corriere della Sera.
Il giorno di festa ha avuto però anche il suo momento di commozione
quando il pensiero di tutti è andato alla grande assente di questa
edizione, la scrittrice e sceneggiatrice Laura Toscano. La "mamma"
di colui che è stato il più amato carabiniere televisivo di tutti i
tempi, il maresciallo Rocca, venuta a mancare lo scorso 11 marzo,
era stata tra le prime ad accettare, con l'entusiasmo che la
contraddistingueva, di essere tra i nostri giurati. Dimostrava
apprezzamento per i racconti vincitori, ma aveva sempre un pensiero
per quelli che «vinto non hanno, ma hanno dato un contributo enorme
al concorso: con il loro carico di esperienze, di speranze, di
umanità».
E anche quest'anno i racconti si sono dimostrati all'altezza delle
aspettative. A cominciare, ovviamente, dal primo classificato: quel
Salva con nome di Bruno Manca. La storia (che leggerete nelle
pagine 98-103) è particolarmente avvincente. Narra di un ragazzino
costretto su una sedia a rotelle a causa di una rovinosa caduta da
uno scoglio: un incidente che lui sa esser stato provocato. Un
giorno al ragazzino viene assassinato il padre, maresciallo dei
Carabinieri. Chi è stato? Non andiamo oltre per non rovinare il
piacere della lettura. Bruno Manca non è un nome nuovo:
quarantaquattrenne romano, anche lo scorso anno aveva partecipato
al Concorso sfiorando di poco il podio (quarto con Otto chili sul
cuore).
Editor per l'Associazione culturale La Teca, per cui cura la
rivista mensile e tutte le pubblicazioni, legge i manoscritti di
aspiranti autori per le case editrici Voland e Salani, che a lui li
affidano per una prima valutazione. Quando poi prende la penna,
vince concorsi o arriva finalista a premi internazionali di poesia,
come lo Jacques Prévert del 2008.
Passiamo al secondo classificato, che in realtà sono due: Eugenio
Carena, bibliotecario, scrittore e seguace della pittura informale
e materica, e Gianluca D'Aquino. E qui, non ce ne vogliano gli
altri partecipanti, il "cuore di mamma" dell'Arma si è riempito
d'orgoglio. Perché, lo diciamo subito, il giovane D'Aquino è, udite
udite, un vero maresciallo dei Carabinieri. A lui dedichiamo il box
qui accanto per valorizzare un ragazzo che, oltre a prestare con
impegno il suo difficile servizio in quel di Alessandria, la sua
città d'origine, impiega il tempo libero scrivendo libri, testi
teatrali e quant'altro. Tornando a Lettera dall'Eritrea, il
racconto, ambientato nel 1941, narra dell'amicizia fra un
brigadiere dell'Arma e un ascaro di nome Hamid: due ragazzi
travolti da un conflitto, ma anche una storia di coraggio e di
denuncia che porta a fare giustizia di un crimine di guerra.
S'intitola invece Apparenze il racconto giunto terzo in classifica.
In una cittadina della provincia di Roma, il tenace maresciallo
Ripoti non si accontenterà, per la fortuna di un uomo dalla vita
difficile, di lasciarsi convincere da testimonianze malevole o
piccoli indizi che sembrerebbero andare tutti verso la stessa
direzione. Ne è autore Romano Visalli, che ha già scritto e
pubblicato vari racconti come I Disillusi (2001) e Vuoti a Perdere
(2005), alcuni dei quali sono stati selezionati in antologie a
tema, come quelle della collana "Colpi Di Scena" curata da Cinzia
Tani.
Immediatamente dopo il terzetto vincente, ecco Luciano Malmusi, un
insegnante della provincia di Modena autore di numerosi libri per
ragazzi (I Cavalieri della Tavola Bislunga, Sansoni; la serie di
"Neandertal Boy", per la Salani; Triceratopino nella valle dei
dinosauri, Einaudi ragazzi; Il vampiro che mordeva i krapfen,
Mondadori Scuola). Direttore per anni del Festival Nazionale del
teatro dei Ragazzi di Marano, ha presieduto il premio letterario
"Parole in scena". E Parole sull'acqua è il titolo del suo
racconto, che parla di uno spacciatore accoltellato da un'anziana
donna. Un tenace investigatore in rossoblu ne scoprirà le
drammatiche motivazioni.
Un altro "recidivo" del concorso è Maurizio Polimeni, che
evidentemente ha il numero cinque nel Dna. Quinto infatti si
classificò nel 2008 con La fabbrica del ghiaccio, e di nuovo quinto
quest'anno per Come due fratelli. Dove accade che una serie di
sfortunati eventi segneranno la vita (e la morte) di due giovani
carabinieri di una Stazione calabrese.
Al 6° posto un altro racconto ambientato in Africa orientale.
Protagonista un ufficiale dell'Arma che indaga su un furto in una
chiesa. Nella vicenda, che non prescinde dal fondamentale rispetto
per una cultura diversa dalla nostra, l'ufficiale è affiancato
dallo sciumbasci Omar, che gli fa da guida e interprete. Il titolo
è Il furto del Nuovo Fiore e Vincenzo Cipriani, ingegnere
elettronico, ne è l'autore.
Due ex aequo e due donne per il settimo posto: Mariangela Ciceri
con Il notaio del lago, complesso intreccio in cui una bellissima
giovane ragazza madre si trova coinvolta in un omicidio; e La ladra
di uomini di Maria Fioravanti, dove l'appuntato siciliano Raffaele
Brignone, affetto da una soggezione quasi patologica nei confronti
del suo Comandante, troverà tutta la sua grinta e il suo coraggio
per salvare un'innocente. La Ciceri è una professionista della
penna (nel 2001 arriva finalista al concorso Esperienze in giallo,
nel 2002 vince con Il sospetto di Saverio il premio Giallo Estate;
nel 2005 pubblica il suo primo romanzo: La maledizione della casa
di Edna, mentre è del 2007 Prigioniera della paura); Maria
Fioravanti, architetto, è alla sua prima esperienza ed è rimasta
felicemente sorpresa di questo incredibile risultato. È Mirko
Tondi, psicologo di Firenze, ma anche sceneggiatore, regista
teatrale e autore di poesie e romanzi (Quasi quasi me ne vado e la
raccolta Sette gocce di giallo su una tela nera) a classificarsi 9°
con Tetradotossina. Un delitto d'alta classe. Dove una serata di
gala viene funestata dalla morte di un editore. A indagare un
intuitivo capitano dell'Arma.
Tanti auguri, maresciallo! Così Monica Bartolini, decima, ha
intitolato questo racconto in cui un omicidio alla Agatha Christie
ha per oggetto uno chef famoso che lavora nel ristorante dove
dovrebbero aver luogo le nozze della figlia del sottufficiale
Nunzio Piscopo, personaggio creato dalla Bartolini e già apparso in
Interno 8.
Ancora due ex aequo per l'11° posto. Enrico Brambilla con Il buco
nell'acqua, storia di reperti archeologici e avidi predatori, e
Fiori Rossi, Fiori Gialli di Giorgia Rebecchi Gironi: una complessa
vicenda familiare sulla quale indagano un tenente e una donna
maresciallo. Un altro nome noto è quello del 13° classificato:
Simona Tilocca, da Iglesias. Insegnante con la passione per la
scrittura (ha al suo attivo il romanzo Scuola di guerra), si è
presentata al Concorso con il toccante Tutti giù per terra: dove un
maggiore dei Carabinieri sventerà un odioso traffico di bambini. Al
rush finale, due al 14° posto: Un angelo vestito di nero, di
Tommaso Carbone, che nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo,
L'onda di piena; e Penitenza assassina, macabra storia al confine
tra fantasia e realtà, vita e morte, e al centro il figlio di un
maresciallo, in coma dopo un grave incidente, nata dalla fervida
fantasia del triestino Gianluigi Cima.
Come nelle precedenti edizioni, i primi undici racconti verranno
pubblicati sulla Rivista e i primi quindici nella ormai "classica"
raccolta Carabinieri in giallo dalla Mondadori.
E adesso, non possiamo fare altro che augurare un grosso in bocca
al lupo ai partecipanti della prossima
edizione. |
Claudia Colombera
|
|
|