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Carabinieri in Giallo: salva con nome

Si è conclusa con la premiazione del racconto vincitore la terza edizione del nostro Concorso letterario. Che ha visto un sottufficiale dell'Arma posizionarsi tra i primi tre classificati

I primi tre classificati nell'edizione 2009. Da destra: il vincitore Bruno Manca, il terzo classificato, Romano Visalli, e il secondo, Gianluca D'Aquino E siamo a tre! Gli anni passano e sembra ieri, quando nella pausa pranzo della redazione venne fuori l'idea di un concorso letterario che avesse come protagonista un carabiniere investigatore.

Detto fatto, e l'idea si è fatta realtà raccogliendo un deciso consenso. A cominciare da quello dell'illustre giuria che continua a seguirci con entusiasmo e professionalità. Primo fra tutti il Presidente, il giudice-scrittore Giancarlo De Cataldo, che anche lo scorso 26 novembre ha condotto con la sua solita verve, brillante e incisiva, la cerimonia di premiazione di questo terzo appuntamento con i... Carabinieri in giallo. Insieme a lui, il dottor Carlo Degli Esposti, responsabile della Società di Produzione "Palomar", la giornalista televisiva Federica Sciarelli, conduttrice di Chi l'ha visto?, la professoressa Silvia Leonzi, docente di Scienze delle Comunicazioni all'Università La Sapienza di Roma, il tenente colonnello Roberto Riccardi e la dottoressa Claudia Colombera, rispettivamente Direttore Responsabile e Capo Redattore della Rivista. Non c'erano, per precedenti impegni, i giornalisti Paola Vuolo de Il Messaggero, Massimo Lugli de la Repubblica e Giancarlo Bianconi del Corriere della Sera.

Il giorno di festa ha avuto però anche il suo momento di commozione quando il pensiero di tutti è andato alla grande assente di questa edizione, la scrittrice e sceneggiatrice Laura Toscano. La "mamma" di colui che è stato il più amato carabiniere televisivo di tutti i tempi, il maresciallo Rocca, venuta a mancare lo scorso 11 marzo, era stata tra le prime ad accettare, con l'entusiasmo che la contraddistingueva, di essere tra i nostri giurati. Dimostrava apprezzamento per i racconti vincitori, ma aveva sempre un pensiero per quelli che «vinto non hanno, ma hanno dato un contributo enorme al concorso: con il loro carico di esperienze, di speranze, di umanità».

E anche quest'anno i racconti si sono dimostrati all'altezza delle aspettative. A cominciare, ovviamente, dal primo classificato: quel Salva con nome di Bruno Manca. La storia (che leggerete nelle pagine 98-103) è particolarmente avvincente. Narra di un ragazzino costretto su una sedia a rotelle a causa di una rovinosa caduta da uno scoglio: un incidente che lui sa esser stato provocato. Un giorno al ragazzino viene assassinato il padre, maresciallo dei Carabinieri. Chi è stato? Non andiamo oltre per non rovinare il piacere della lettura. Bruno Manca non è un nome nuovo: quarantaquattrenne romano, anche lo scorso anno aveva partecipato al Concorso sfiorando di poco il podio (quarto con Otto chili sul cuore).

Editor per l'Associazione culturale La Teca, per cui cura la rivista mensile e tutte le pubblicazioni, legge i manoscritti di aspiranti autori per le case editrici Voland e Salani, che a lui li affidano per una prima valutazione. Quando poi prende la penna, vince concorsi o arriva finalista a premi internazionali di poesia, come lo Jacques Prévert del 2008.

Passiamo al secondo classificato, che in realtà sono due: Eugenio Carena, bibliotecario, scrittore e seguace della pittura informale e materica, e Gianluca D'Aquino. E qui, non ce ne vogliano gli altri partecipanti, il "cuore di mamma" dell'Arma si è riempito d'orgoglio. Perché, lo diciamo subito, il giovane D'Aquino è, udite udite, un vero maresciallo dei Carabinieri. A lui dedichiamo il box qui accanto per valorizzare un ragazzo che, oltre a prestare con impegno il suo difficile servizio in quel di Alessandria, la sua città d'origine, impiega il tempo libero scrivendo libri, testi teatrali e quant'altro. Tornando a Lettera dall'Eritrea, il racconto, ambientato nel 1941, narra dell'amicizia fra un brigadiere dell'Arma e un ascaro di nome Hamid: due ragazzi travolti da un conflitto, ma anche una storia di coraggio e di denuncia che porta a fare giustizia di un crimine di guerra.

S'intitola invece Apparenze il racconto giunto terzo in classifica. In una cittadina della provincia di Roma, il tenace maresciallo Ripoti non si accontenterà, per la fortuna di un uomo dalla vita difficile, di lasciarsi convincere da testimonianze malevole o piccoli indizi che sembrerebbero andare tutti verso la stessa direzione. Ne è autore Romano Visalli, che ha già scritto e pubblicato vari racconti come I Disillusi (2001) e Vuoti a Perdere (2005), alcuni dei quali sono stati selezionati in antologie a tema, come quelle della collana "Colpi Di Scena" curata da Cinzia Tani.

Immediatamente dopo il terzetto vincente, ecco Luciano Malmusi, un insegnante della provincia di Modena autore di numerosi libri per ragazzi (I Cavalieri della Tavola Bislunga, Sansoni; la serie di "Neandertal Boy", per la Salani; Triceratopino nella valle dei dinosauri, Einaudi ragazzi; Il vampiro che mordeva i krapfen, Mondadori Scuola). Direttore per anni del Festival Nazionale del teatro dei Ragazzi di Marano, ha presieduto il premio letterario "Parole in scena". E Parole sull'acqua è il titolo del suo racconto, che parla di uno spacciatore accoltellato da un'anziana donna. Un tenace investigatore in rossoblu ne scoprirà le drammatiche motivazioni.

Un altro "recidivo" del concorso è Maurizio Polimeni, che evidentemente ha il numero cinque nel Dna. Quinto infatti si classificò nel 2008 con La fabbrica del ghiaccio, e di nuovo quinto quest'anno per Come due fratelli. Dove accade che una serie di sfortunati eventi segneranno la vita (e la morte) di due giovani carabinieri di una Stazione calabrese.

Al 6° posto un altro racconto ambientato in Africa orientale. Protagonista un ufficiale dell'Arma che indaga su un furto in una chiesa. Nella vicenda, che non prescinde dal fondamentale rispetto per una cultura diversa dalla nostra, l'ufficiale è affiancato dallo sciumbasci Omar, che gli fa da guida e interprete. Il titolo è Il furto del Nuovo Fiore e Vincenzo Cipriani, ingegnere elettronico, ne è l'autore.

Due ex aequo e due donne per il settimo posto: Mariangela Ciceri con Il notaio del lago, complesso intreccio in cui una bellissima giovane ragazza madre si trova coinvolta in un omicidio; e La ladra di uomini di Maria Fioravanti, dove l'appuntato siciliano Raffaele Brignone, affetto da una soggezione quasi patologica nei confronti del suo Comandante, troverà tutta la sua grinta e il suo coraggio per salvare un'innocente. La Ciceri è una professionista della penna (nel 2001 arriva finalista al concorso Esperienze in giallo, nel 2002 vince con Il sospetto di Saverio il premio Giallo Estate; nel 2005 pubblica il suo primo romanzo: La maledizione della casa di Edna, mentre è del 2007 Prigioniera della paura); Maria Fioravanti, architetto, è alla sua prima esperienza ed è rimasta felicemente sorpresa di questo incredibile risultato. È Mirko Tondi, psicologo di Firenze, ma anche sceneggiatore, regista teatrale e autore di poesie e romanzi (Quasi quasi me ne vado e la raccolta Sette gocce di giallo su una tela nera) a classificarsi 9° con Tetradotossina. Un delitto d'alta classe. Dove una serata di gala viene funestata dalla morte di un editore. A indagare un intuitivo capitano dell'Arma.

Tanti auguri, maresciallo! Così Monica Bartolini, decima, ha intitolato questo racconto in cui un omicidio alla Agatha Christie ha per oggetto uno chef famoso che lavora nel ristorante dove dovrebbero aver luogo le nozze della figlia del sottufficiale Nunzio Piscopo, personaggio creato dalla Bartolini e già apparso in Interno 8.

Ancora due ex aequo per l'11° posto. Enrico Brambilla con Il buco nell'acqua, storia di reperti archeologici e avidi predatori, e Fiori Rossi, Fiori Gialli di Giorgia Rebecchi Gironi: una complessa vicenda familiare sulla quale indagano un tenente e una donna maresciallo. Un altro nome noto è quello del 13° classificato: Simona Tilocca, da Iglesias. Insegnante con la passione per la scrittura (ha al suo attivo il romanzo Scuola di guerra), si è presentata al Concorso con il toccante Tutti giù per terra: dove un maggiore dei Carabinieri sventerà un odioso traffico di bambini. Al rush finale, due al 14° posto: Un angelo vestito di nero, di Tommaso Carbone, che nel 2009 ha pubblicato il suo primo romanzo, L'onda di piena; e Penitenza assassina, macabra storia al confine tra fantasia e realtà, vita e morte, e al centro il figlio di un maresciallo, in coma dopo un grave incidente, nata dalla fervida fantasia del triestino Gianluigi Cima.

Come nelle precedenti edizioni, i primi undici racconti verranno pubblicati sulla Rivista e i primi quindici nella ormai "classica" raccolta Carabinieri in giallo dalla Mondadori.

E adesso, non possiamo fare altro che augurare un grosso in bocca al lupo ai partecipanti della prossima edizione.
Claudia Colombera