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Celebrazioni dell'Arma: dalla 'Virgo Fidelis' agli Orfani

Il 21 novembre scorso si è festeggiata in tutta Italia la "Virgo Fidelis", Patrona dell'Arma dei Carabinieri. A Roma, come ogni anno, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, è stata celebrata una Santa Messa alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale S.A. Vincenzo Camporini, del Comandante Generale dell'Arma, generale C.A. Leonardo Gallitelli, dei Vertici dell'Istituzione, di rappresentanti dell'Associazione Nazionale Carabinieri, dell'Onaomac, degli organismi di rappresentanza militare, nonché di numerosi carabinieri dei vari gradi in servizio presso i reparti della Capitale.
Nel corso dell'omelia, l'officiante, monsignor Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare d'Italia, ha sottolineato come «la nostra Nazione e i popoli dei Paesi nei quali l'Arma è impegnata in missione mostrano per i Carabinieri autentica simpatia, crescente apprezzamento e convinta fiducia, che diventano sempre più intensi e condivisi». Monsignor Pelvi ha posto in particolare l'accento sul valore della fedeltà evocato dalla Patrona, «che significa soprattutto coerenza, altruismo, generosità, amore, disponibilità, esperienza di dono. I Carabinieri ricordano con il loro impegno che una società in cui si dimentica il principio della gratuità non ha futuro. La società ha bisogno dei Carabinieri».
La cerimonia di Roma è stata preceduta dalla commemorazione dell'anniversario della Battaglia di Culqualber, con la deposizione di una corona di alloro presso il Sacrario del Museo Storico dell'Arma da parte del Comandante Generale. Il 21 novembre del 1941, infatti, ebbe luogo una delle più cruente battaglie in terra d'Africa, nella quale un intero Battaglione di Carabinieri si sacrificò nella strenua difesa, protrattasi per tre mesi, del caposaldo di Culqualber. Quei Caduti sono andati a far parte della folta schiera di carabinieri che, in pace e in guerra, hanno saputo tener fede al giuramento prestato fino all'estremo sacrificio. Alla Bandiera dell'Arma dei Carabinieri fu conferita, per quel fatto d'arme, la seconda Medaglia d'Oro al Valor Militare, dopo quella ottenuta in occasione della partecipazione alla Prima Guerra Mondiale. E proprio la lettura della motivazione di quella Medaglia, unitamente ad una breve commemorazione della battaglia da parte del Capo Corso del 189° Corso di Applicazione, ha preceduto gli Onori ai Caduti, resi alla presenza della Bandiera di Guerra dell'Arma.
Un altro momento collegato alla ricorrenza ha avuto luogo presso il Comando Generale dopo la funzione religiosa. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, alla presenza del Comandante Generale e del Senatore generale Umberto Cappuzzo, Presidente dell'Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall'Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (Anrp), ha consegnato al padre del tenente Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria Marco Pittoni la Targa di Benemerenza Icaro, per essersi distinto per "eccezionale coraggio ed esemplare sprezzo del pericolo". Il tenente Pittoni, infatti, il 6 giugno del 2008, a Pagani (Sa), non aveva esitato ad affrontare due rapinatori all'interno di un ufficio postale senza fare uso dell'arma in dotazione per salvaguardare l'incolumità dei cittadini presenti, venendo colpito mortalmente da un terzo malvivente che, nel frattempo entrato in azione, lo aveva aggredito alle spalle.
Ma il 21 novembre, con la "Virgo Fidelis", l'Arma ha celebrato anche la "Giornata dell'Orfano", che rappresenta dal 1996, per i Carabinieri e per l'Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell'Arma dei Carabinieri (Onaomac), un'occasione di concreta vicinanza alle famiglie dei colleghi caduti. Nel pomeriggio, presso la Scuola Ufficiali di Roma, alla presenza del Comandante Generale, del Comandante della Scuola Ufficiali e del Presidente dell'Onaomac, sono state infatti consegnate le Croci di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana ad alcune vedove e ad assistiti dall'Opera, nonché Premi, targhe e borse di studio agli orfani che si sono particolarmente distinti per i profitti nello studio alle Scuole medie superiori ed all'Università.

Carlo Bellotti