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CRONACHE
Il Comandante Generale tra i
Carabinieri d'Abruzzo
Qualcuno ha voluto essere presente
comunque, anche se in licenza, nonostante il breve preavviso. Tutti
hanno voluto schierarsi, con l'uniforme di ogni giorno - gli
effettivi al minuto mantenimento addirittura in "tuta da lavoro" -
per incontrare il loro Comandante Generale. E lui, il generale C.A.
Leonardo Gallitelli, ha ricambiato da subito l'affettuosa
accoglienza, con la spontaneità delle parole e la sentita emozione
tipica di chi, dopo tanti anni, ritorna alle… "origini". Aveva
avuto inizio proprio a Chieti, infatti, la sua avventura nell'Arma,
da Comandante di Plotone Allievi. Ritornarvi da Comandante Generale
e trovare la stessa "piazza d'armi" gremita di uomini e donne che
lo attendevano per incontrarlo, ascoltarlo e rendergli onore, deve
essere stato un momento indubbiamente toccante.
La giornata in Abruzzo è cominciata con la visita all'Arma
territoriale. Ricevuto dal Comandante della Legione abruzzese,
generale B. Luigi Longobardi, il generale C.A. Leonardo Gallitelli
ha subito incontrato il personale e con esso si è intrattenuto
affrontando i temi più rilevanti del momento, dedicando la sua
attenzione all'Uomo, prima che al Carabiniere. D'altro canto,
l'anno in corso ha veramente messo alla prova la professionalità
dei Carabinieri d'Abruzzo, ma soprattutto la loro umanità, la loro
abnegazione, la loro capacità di interpretare "a tutto tondo" la
funzione, che si impernia - come è risaputo e come da sempre ci è
riconosciuto - sull'umanità e sulla capacità di essere non solo
attori di un contesto sociale, ma di costituirne l'essenza stessa.
L'interminabile e distruttivo sciame sismico, il G8, i Giochi del
Mediterraneo hanno poi reso più impegnativa la vita operativa dei
reparti di tutti i giorni. Eventi tragici e sconvolgenti come i
terremoti mettono alla prova le comunità nel loro più ampio e
complesso sistema sociale. I Carabinieri d'Abruzzo hanno
testimoniato ancora una volta, con la loro abnegazione, come essi
facciano intimamente parte del contesto in cui sono chiamati ad
operare. Ebbene, il Comandante Generale ha voluto darne atto,
sottolineando proprio le problematiche dell'Uomo Carabiniere, di
colui cioè che, «uscito di corsa» dalla propria abitazione per
soccorrere la cittadinanza a lui affidata, ben sapeva che avrebbe
lasciato soli i propri familiari, trascurandoli, ponendoli, anche
se solo apparentemente, in secondo piano rispetto al suo Dovere.
L'attenzione del Comandante Generale verso la componente umana,
intesa come fulcro della forza dell'Arma, è stata poco dopo
ribadita in occasione della successiva visita al Centro Nazionale
Amministrativo, diretto dal generale B. Luigi Robusto, una vera e
propria "unità operativa" al servizio di chi è impegnato sulla
strada; un «centro di eccellenza» - come lo ha definito il
Comandante Generale - che, nella sua struttura stessa, rappresenta
in sintesi gli elementi che caratterizzano l'Arma del secondo
Millennio: il grande interesse verso l'evoluzione tecnologica, la
ricerca e lo sviluppo; il largo ricorso a strumenti informatici
allo scopo di recuperare risorse umane al servizio d'istituto e,
infine, l'affermarsi, sempre più diffuso e condiviso, di una
cultura della corretta ed efficace gestione dell'amministrazione
della cosa pubblica. L'affermazione dei consueti valori etici e
morali, accomunati alle più salde tradizioni, in un'ottica di
costante attenzione allo sviluppo tecnologico per essere al passo
o, quando possibile, precorrere i tempi, ma soprattutto la
tangibile vicinanza del Comandante Generale alla loro quotidiana
vita, hanno galvanizzato i Carabinieri d'Abruzzo, che hanno
manifestato al generale Gallitelli il loro entusiasmo e la loro
forte coesione.
Giancarlo Pintore |
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