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Ministero della Difesa
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Missioni di pace: una giornata per i Caduti

Anche quest'anno il Governo ha voluto ricordare, con doverosa enfasi, la ricorrenza dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.
In particolare, il 12 novembre, sesto anniversario dell'eccidio di Nassiriya, è stata la giornata più toccante, tra le manifestazioni proposte. Alle ore 8.00, alla presenza di trentadue familiari dei dodici Carabinieri caduti quel terribile giorno in terra irachena e dei Generali di Corpo d'Armata della Capitale, il Comandante Generale dell'Arma, generale C.A. Leonardo Gallitelli, ha deposto una corona d'alloro al Sacrario del Museo Storico, accompagnato dal Vice Comandante Generale, generale C.A. Stefano Orlando, e dai Presidenti dell'Anc, generale C.A. Libero Lo Sardo, e dell'Onaomac, generale C.A. Cesare Vitale. Rendeva gli onori militari un picchetto fornito dal 1° Reggimento Allievi Marescialli e Brigadieri di Velletri. La giornata è proseguita con l'audizione, da parte dei familiari delle vittime, presso l'Aula Legislativa di Palazzo Madama, delle fasi conclusive della discussione circa l'istituzione della legge, di iniziativa governativa, che dedica proprio il 12 novembre al ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace, legge approvata lo stesso giorno. I familiari, sempre seguiti dal personale in servizio, hanno quindi raggiunto l'Altare della Patria, dove il Ministro della Difesa Ignazio La Russa ha scoperto, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, dei Comandanti Generali, dei Capi di Stato Maggiore di Forza Armata e del Sindaco di Roma, on. Gianni Alemanno, una lapide marmorea recante la scritta "La Patria ai Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace", collocata, non a caso, in corrispondenza del Sacello del Milite Ignoto. Toccante il momento in cui il drappo che la ricopriva è stato fatto cadere dai figlioli di due delle vittime di quel tragico giorno. È seguita la visita dei familiari alla mostra allestita, per la circostanza, dal Museo Storico, nel cui ambito l'Arma aveva provveduto ad organizzare un "sacrario di campagna" recante le fotografie dei 25 Carabinieri caduti in missioni di pace all'estero dal 1946 ad oggi. Ancora un momento di commozione quando il figlio 19enne e disabile del maresciallo A.s.Ups Filippo Merlino (ora sottotenente), Fabio, accompagnato dalla mamma Alessandra, ha a lungo sostato dinanzi all'immagine del padre Caduto in servizio. Tutti ricercavano i volti dei propri cari, anche tra le foto rese disponibili dal Comando del 1° Reggimento Paracadutisti "Tuscania" (circa 200 quelle esposte), presente alle manifestazioni con alcuni dei suoi militari e, a titolo privato, dal fratello del maresciallo capo Massimiliano Bruno, anch'esso deceduto nella circostanza. Immagini che, con le altre, hanno reso possibile l'allestimento dei locali, destando grande senso di condivisione tra i visitatori. È seguito, quindi, un momento di raccoglimento religioso, culminato nella celebrazione della Santa Messa, officiata nella Basilica Pontificia di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, dall'Ordinario Militare per l'Italia, Monsignor Pelvi, cui hanno presenziato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, i Vertici Militari e lo stesso Ministro della Difesa. Al termine, i familiari sono stati riaccompagnati in forma strettamente privata presso l'Altare della Patria per deporvi dei fiori e rivisitare i sacri locali dedicati ai loro cari. Poco dopo hanno raggiunto il Comando Generale dell'Arma dove, nella Sala di Rappresentanza, presenti le più alte cariche dello Stato Maggiore, il Comandante Generale ha offerto loro un sobrio buffet, congedandoli, al termine di una giornata intensa ma assai ricca di commozione e significato.

Agostino Papa