|
|
Home > L'Editoria >
Il Carabiniere >
Anno 2010 >
Gennaio
>
CRONACHE
Missioni di pace: una giornata per
i Caduti
Anche quest'anno il Governo ha voluto
ricordare, con doverosa enfasi, la ricorrenza dell'Unità Nazionale
e delle Forze Armate.
In particolare, il 12 novembre, sesto anniversario dell'eccidio di
Nassiriya, è stata la giornata più toccante, tra le manifestazioni
proposte. Alle ore 8.00, alla presenza di trentadue familiari dei
dodici Carabinieri caduti quel terribile giorno in terra irachena e
dei Generali di Corpo d'Armata della Capitale, il Comandante
Generale dell'Arma, generale C.A. Leonardo Gallitelli, ha deposto
una corona d'alloro al Sacrario del Museo Storico, accompagnato dal
Vice Comandante Generale, generale C.A. Stefano Orlando, e dai
Presidenti dell'Anc, generale C.A. Libero Lo Sardo, e dell'Onaomac,
generale C.A. Cesare Vitale. Rendeva gli onori militari un
picchetto fornito dal 1° Reggimento Allievi Marescialli e
Brigadieri di Velletri. La giornata è proseguita con l'audizione,
da parte dei familiari delle vittime, presso l'Aula Legislativa di
Palazzo Madama, delle fasi conclusive della discussione circa
l'istituzione della legge, di iniziativa governativa, che dedica
proprio il 12 novembre al ricordo dei Caduti militari e civili
nelle missioni internazionali di pace, legge approvata lo stesso
giorno. I familiari, sempre seguiti dal personale in servizio,
hanno quindi raggiunto l'Altare della Patria, dove il Ministro
della Difesa Ignazio La Russa ha scoperto, alla presenza del Capo
di Stato Maggiore della Difesa, dei Comandanti Generali, dei Capi
di Stato Maggiore di Forza Armata e del Sindaco di Roma, on. Gianni
Alemanno, una lapide marmorea recante la scritta "La Patria ai
Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la
pace", collocata, non a caso, in corrispondenza del Sacello del
Milite Ignoto. Toccante il momento in cui il drappo che la
ricopriva è stato fatto cadere dai figlioli di due delle vittime di
quel tragico giorno. È seguita la visita dei familiari alla mostra
allestita, per la circostanza, dal Museo Storico, nel cui ambito
l'Arma aveva provveduto ad organizzare un "sacrario di campagna"
recante le fotografie dei 25 Carabinieri caduti in missioni di pace
all'estero dal 1946 ad oggi. Ancora un momento di commozione quando
il figlio 19enne e disabile del maresciallo A.s.Ups Filippo Merlino
(ora sottotenente), Fabio, accompagnato dalla mamma Alessandra, ha
a lungo sostato dinanzi all'immagine del padre Caduto in servizio.
Tutti ricercavano i volti dei propri cari, anche tra le foto rese
disponibili dal Comando del 1° Reggimento Paracadutisti "Tuscania"
(circa 200 quelle esposte), presente alle manifestazioni con alcuni
dei suoi militari e, a titolo privato, dal fratello del maresciallo
capo Massimiliano Bruno, anch'esso deceduto nella circostanza.
Immagini che, con le altre, hanno reso possibile l'allestimento dei
locali, destando grande senso di condivisione tra i visitatori. È
seguito, quindi, un momento di raccoglimento religioso, culminato
nella celebrazione della Santa Messa, officiata nella Basilica
Pontificia di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri,
dall'Ordinario Militare per l'Italia, Monsignor Pelvi, cui hanno
presenziato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni
Letta, i Vertici Militari e lo stesso Ministro della Difesa. Al
termine, i familiari sono stati riaccompagnati in forma
strettamente privata presso l'Altare della Patria per deporvi dei
fiori e rivisitare i sacri locali dedicati ai loro cari. Poco dopo
hanno raggiunto il Comando Generale dell'Arma dove, nella Sala di
Rappresentanza, presenti le più alte cariche dello Stato Maggiore,
il Comandante Generale ha offerto loro un sobrio buffet,
congedandoli, al termine di una giornata intensa ma assai ricca di
commozione e significato.
Agostino Papa |
|
|
|