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VIAGGIATORI "ALTERNATIVI". Ha cambiato
82 pneumatici, 15 catene e 5 pedali, percorrendo su due ruote
150mila chilometri, 130 Paesi e 5 continenti. Ha impiegato 11 anni,
il trentanovenne giapponese Daisuke Nakanishi, partito nel 1988
dall'Alaska e giunto ad Osaka lo scorso novembre, per compiere il
suo giro del mondo in bicicletta. E della sua avventura ricorderà
per sempre problemi e difficoltà, ma anche incontri e curiosità:
come quelli che lo hanno visto stringere la mano a Pelé e Sir
Edmund Hillary o passare una notte in una prigione sudafricana per
ripararsi dalla pioggia.
Di aneddoti ne potrà raccontare tanti anche un altro viaggiatore
"alternativo", il ventiseienne americano Daniel Seddiqui, che in 50
settimane ha attraversato tutti gli Stati Uniti svolgendo in ognuno
di essi un lavoro diverso. E non si è accontentato di un impiego
qualunque, David, alle spalle una laurea in Economia e un lavoro
precario nell'Illinois: in ogni Paese ha voluto cimentarsi con il
mestiere che più lo rappresenta. È stato organizzatore di matrimoni
a Las Vegas e di concerti jazz a New Orleans, taglialegna
nell'Oregon e cow boy nel South Dakota, allevatore di aragoste nel
Maine e guardia di confine in Arizona. In barba a chi, alle sue
domande d'impiego, gli rispondeva immancabilmente: «Mi dispiace,
non ha abbastanza esperienza».
UN PC PER OGNI NONNO. Chiunque abbia un nonno, un papà, uno zio un
po' avanti negli anni incuriosito dalle nuove tecnologie, lo sa
bene: spiegare il funzionamento del computer a chi non sia
cresciuto a pane e Internet, è un'impresa a dir poco titanica. La
soluzione, però, c'è ed è a portata di mano. È stato appena
lanciato in Gran Bretagna, infatti, SimplicITy, un pc dotato di
un'interfaccia davvero a prova d'anziano, che permette al suo
utente di inviare mail, navigare on line, gestire documenti e
persino dialogare in chat in modo facile e intuitivo, senza bisogno
di digitare password né di districarsi tra oscuri menu. E c'è di
più: il rivoluzionario pc distribuito in Inghilterra sfrutta un
software tutto italiano, messo a punto dalla onlus Eldy, che dal
2006 lo va diffondendo in molte regioni, spesso in collaborazione
con le amministrazioni locali. Per ora non esiste, in Italia, un pc
con Eldy preinstallato, ma il programma può essere scaricato
gratuitamente dal sito dell'associazione e usato su ogni
macchina.
NEL GIARDINO DEI FRUTTI PERDUTI. Quasi duecento varietà di fichi,
ma anche mandorli, ciliegi, giuggioli, cotogni e melograni. Tutti
declinati in varietà che rischiavano di scomparire dalle nostre
campagne, sostituite dalle più redditizie specie da supermercato
solo perché non abbastanza gradevoli alla vista, o perché dal
sapore ormai inusuale. Ma Paolo Belloni, fotografo cinquantenne,
non ci stava, a veder svanire quel patrimonio di profumi e di
colori: per questo ha fondato la onlus "Pomona" (Associazione
Nazionale per la Valorizzazione dell'Agrobiodiversità), ha comprato
qualche ettaro di terra a Cisternino, in Puglia, e ha messo in
piedi una vera e propria arca di Noè della frutta. Un giardino
imprigionato nel tempo dove i frutti in via di estinzione - in
tutto sono 650 le piante già messe a dimora - possono essere
ammirati ed assaggiati, ma anche una miniera preziosa per
salvaguardare la biodiversità del pianeta, una banca genetica dalla
quale, in futuro, potrebbe essere utile attingere per salvare i
raccolti "ufficiali" da malattie e parassiti. Tra le attività di
Pomona, il cui nome richiama quello della dea latina protettrice di
orti e frutteti, anche interventi didattici nelle scuole, campagne
d'informazione sulle piante da frutto dimenticate, e
l'organizzazione di mostre.
"PER ELISA" SI, MA DA PARTE DI CHI? Tecnicamente è una bagattella
in La minore composta nel 1810 e identificata in catalogo dalla
sigla WoO 59. Per il mondo, però, è semplicemente Per Elisa. Ludwig
van Beethoven l'avrebbe dedicata a una donna la cui identità è
tuttora avvolta nel mistero, sospesa tra l'ipotesi che la
identifica con Therese Malfatti von Rohrenbach zu Dezza, figlia di
un commerciante viennese, e quella secondo la quale si tratterebbe
invece della cantante tedesca Elisabethe Roeckl. Ma non è questo
l'unico enigma che avvolge quel celebre capolavoro: secondo uno
studioso italiano, Luca Chiantore, non sarebbe stato Beethoven a
comporla, bensì il musicologo tedesco Ludwig Nohl, che nel 1865
scoprì a Monaco di Baviera il manoscritto con gli appunti autografi
di Beethoven. A sostegno della sua versione dei fatti, Chiantore
chiama in causa il lungo periodo di oblio subito dalla
composizione, di cui si ebbe notizia solo quarant'anni dopo la
morte del Maestro, oltre al fatto che gli appunti ritrovati da Nohl
non corrispondono al prodotto finale. Il musicologo li avrebbe
utilizzati per mettere insieme qualcosa di nuovo: quell'ineffabile
insieme di battute che da due secoli giusti non smette d'incantare
il mondo, propagando il mito di un compositore innamorato destinato
a morire sordo. Ma con la musica sempre dentro il cuore.
In Breve
Un mito inaffondabile
Non essere superstiziosi: è questo l'unico requisito, oltre ad un
conto in banca di almeno 2.595 sterline, per partecipare alla
crociera organizzata dalla Fred Olsen Cruise Line che, nell'aprile
del 2012, farà rivivere il viaggio inaugurale del Titanic, da
Southampton a New York, a cento anni esatti da quello che è
ricordato come il più tragico naufragio della storia. Questa volta,
però, l'arrivo è assicurato - o almeno così dicono - insieme a
un'atmosfera che, dagli arredi ai menu, richiamerà in tutto e per
tutto quella del 1912.
La cura del pupazzo
Sembra un ospedale come un altro, con tanto di medici in camice
bianco, diagnosi, cerotti e "ferri chirurgici". Sono i pazienti,
però, che sono speciali. È infatti il primo Pronto Soccorso al
mondo per animali di peluche: ha appena aperto all'interno del
Parco Zoo di Napoli e ha riscosso un successo strepitoso tra i
bimbi della città partenopea. A loro l'inconsueto nosocomio intende
trasmettere due messaggi: l'importanza del riciclo e l'amore per
gli animali. Quelli veri.
Orsi con la penna
Si intitola Le notti dell'orso (Edizioni Ylaios) e a prima vista è
solo un libro di fotografie. Bellissime. Ritraggono gli orsi bruni
che il fotografo valdostano Stefano Unterthiner ha immortalato in
ogni posa e atteggiamento, vivendo per 80 giorni e altrettante
notti in un capanno della taiga finlandese. C'è qualcosa, però, che
lo rende unico: per la prima volta gli editori hanno deciso di
pagare i diritti d'autore all'orso stesso, per la concessione della
sua immagine. Per ogni copia venduta, 1 euro sarà dunque devoluto
al Fondo Internazionale per la Protezione degli Animali.
In difesa del gigante
Con i suoi 3.776 metri, il Monte Fuji è la vetta più alta e famosa
del Giappone, il vulcano dormiente che da secoli veglia sulla città
di Tokyo. Non stupisce, perciò, che proprio dagli abitanti della
capitale giapponese sia nata l'iniziativa di costituire
un'associazione, quella per la Tutela del Fujimikaza di Nippori (la
collina da cui si può contemplare il Monte Fuji, appunto), al fine
di arrestare l'avanzata dei grattacieli che, cresciuti come funghi
sul suolo della metropoli, hanno finito per oscurare la vista di
quel monte venerato come sacro. Un gigante di pietra e neve contro
quelli di acciaio e cemento. |