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LOTTA AL CRIMINE 24 ORE SU 24
Rapina in
technicolor
| È ancora una luminosa Genova di fine
settembre il teatro di un'operazione questa volta decisamente più
ordinaria, rispetto alle altre raccontate in queste pagine, nella
vita di Stazioni come quelle di Genova Pontedecimo e Campomorone,
alle porte del capoluogo ligure, comandate rispettivamente dal
maresciallo capo Massimo Domenici e dal maresciallo aiutante (in
sigla, Masups) Roberto Rossi. A loro il compito di assicurare alla
giustizia i responsabili di una rapina ad una
tabaccheria-ricevitoria di via Gallino, nel sobborgo genovese di
Pontedecimo. Un'azione criminale condotta in maniera a dir poco
improvvisata, da due disoccupati di 29 e 22 anni - il primo già
noto alle Forze dell'Ordine genovesi per piccoli reati, l'altro
ancora incensurato - che del mestiere di rapinatori dovevano sapere
ben poco, per pensare che bastassero una pistola giocattolo e un
giubbotto double-face, da rivoltare non appena usciti dal negozio
preso d'assalto, insieme a un ben poco convincente accento
sudamericano - «Dinero veloce!», aveva intimato il rapinatore
entrato nella ricevitoria a una terrorizzata proprietaria di
trentun anni - per farla franca. E invece è stata sufficiente
un'ingenuità come quella di usare l'automobile intestata a uno dei
due delinquenti perché i carabinieri, grazie alla segnalazione di
una testimone, che ha saputo ricordare il modello dell'auto e
alcuni numeri della targa, si ritrovassero in breve nella casa
della convivente di uno dei due malfattori, a Mignanego. Li hanno
sorpresi mentre, con una bottiglia di rosso stappata per
l'occasione, brindavano al magro bottino. Appena 600 euro da
dividere in due, ma che sarebbero bastati per far quadrare i conti
a fine mese, per pagare un po' di bollette, come hanno spiegato
agli uomini dell'Arma i due rapinatori, che ora si trovano nel
carcere di Marassi. A incastrarli, non solo la proprietà dell'auto,
ma anche la pistola giocattolo, riproduzione maldestra di una Glock
senza tappino rosso, e il passamontagna, ritrovati tra le
sterpaglie nei pressi dell'abitazione, oltre al giubbotto che uno
dei due indossava nella tabaccheria mentre l'altro lo attendeva in
macchina. Una trovata che era apparsa geniale, all'ingenuo ladro,
quella di rovesciare la giacca una volta fuori dal negozio: entrato
in arancione, era uscito in verde. Ma non era il verde della
speranza, bensì quello della
vergogna. |
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