CARABINIERI

Entra nella Stazione On-Line dei Carabinieri
Ministero della Difesa
Home > L'Editoria > Il Carabiniere > Anno 2009 > Dicembre > LOTTA AL CRIMINE 24 ORE SU 24

Rapina in technicolor

È ancora una luminosa Genova di fine settembre il teatro di un'operazione questa volta decisamente più ordinaria, rispetto alle altre raccontate in queste pagine, nella vita di Stazioni come quelle di Genova Pontedecimo e Campomorone, alle porte del capoluogo ligure, comandate rispettivamente dal maresciallo capo Massimo Domenici e dal maresciallo aiutante (in sigla, Masups) Roberto Rossi. A loro il compito di assicurare alla giustizia i responsabili di una rapina ad una tabaccheria-ricevitoria di via Gallino, nel sobborgo genovese di Pontedecimo. Un'azione criminale condotta in maniera a dir poco improvvisata, da due disoccupati di 29 e 22 anni - il primo già noto alle Forze dell'Ordine genovesi per piccoli reati, l'altro ancora incensurato - che del mestiere di rapinatori dovevano sapere ben poco, per pensare che bastassero una pistola giocattolo e un giubbotto double-face, da rivoltare non appena usciti dal negozio preso d'assalto, insieme a un ben poco convincente accento sudamericano - «Dinero veloce!», aveva intimato il rapinatore entrato nella ricevitoria a una terrorizzata proprietaria di trentun anni - per farla franca. E invece è stata sufficiente un'ingenuità come quella di usare l'automobile intestata a uno dei due delinquenti perché i carabinieri, grazie alla segnalazione di una testimone, che ha saputo ricordare il modello dell'auto e alcuni numeri della targa, si ritrovassero in breve nella casa della convivente di uno dei due malfattori, a Mignanego. Li hanno sorpresi mentre, con una bottiglia di rosso stappata per l'occasione, brindavano al magro bottino. Appena 600 euro da dividere in due, ma che sarebbero bastati per far quadrare i conti a fine mese, per pagare un po' di bollette, come hanno spiegato agli uomini dell'Arma i due rapinatori, che ora si trovano nel carcere di Marassi. A incastrarli, non solo la proprietà dell'auto, ma anche la pistola giocattolo, riproduzione maldestra di una Glock senza tappino rosso, e il passamontagna, ritrovati tra le sterpaglie nei pressi dell'abitazione, oltre al giubbotto che uno dei due indossava nella tabaccheria mentre l'altro lo attendeva in macchina. Una trovata che era apparsa geniale, all'ingenuo ladro, quella di rovesciare la giacca una volta fuori dal negozio: entrato in arancione, era uscito in verde. Ma non era il verde della speranza, bensì quello della vergogna.